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Psicologia della Scrittura vs Grafologia Morettiana

a cura di Antonio Albunia
 

  Il metodo su cui si basa la Psicologia della Scrittura è quello fondato dal padre Girolomo Moretti e per questo denominato metodo morettiano, che rappresenta senza alcun dubbio il principale contributo italiano alla scienza grafologica, e per molti versi uno dei sistemi più organici e maturi tra le correnti grafologiche sviluppatesi in Europa.

  Ad essere più precisi, la Psicologia della Scrittura è fondamentalmente basata sul sistema morettiano, nel senso che alcuni contenuti della grafologia di Moretti hanno subìto necessariamente un riaggiustamento verso la direzione delle più recenti conquiste in ambito della teoria della personalità. Si  é reso indispensabile  anche un'integrazione con osservazioni provenienti da altre scuole grafologiche, relativamente ad argomenti  trattati da Moretti o con non sufficiente completezza o in modo decisamente poco convincente. A titolo di esempio,  il segno "allunghi inferiori e superiori delle aste" nonostante rivesta un'importanza psicoscrittoria fondamentale non è trattato soddisfacentemente dalla grafologia morettiana, e un valido aiuto in tal senso lo si è cercato nella simbologia spaziale di Pulver.

  La necessità dei riadattamenti, d'altra parte, deriva da considerazioni sul contesto temporale, culturale e sociale in cui opera Moretti, considerazioni che vanno sempre tenute in conto quando si intende studiare un qualsiasi autore del passato. Nella sua opera, facendo frequente riferimento alla vita quotidiana, Moretti finisce con il relegare molte delle sue considerazioni teoriche al suo specifico momento storico-temporale. Inoltre, lo specialissimo contesto socio-culturale in cui si muove, si manifesta in una concezione psicologica dell'Uomo ricca di elementi morali e religiosi. A tale proposito,  sono indubbiamente le sue osservazioni di natura etica che maggiormente esigono una riformulazione in termini più "moderni". Nel testo "Facoltà intellettive attitudini professionali dalla Grafologia" Moretti - relativamente alle varie etiche presenti nel pensiero filosofico quale l'etica edonistica, la mistica, la stoica, l'intuizionistica, la sentimentale, l'utilitaristica, la deterministica, la razionale - afferma:

 
 

"[...] . Per convincersi che tutte le altre etiche, eccetto la cristiana, sono fuori di strada, basterebbe considerare che l'uomo e le società che hanno adottato tali etiche, hanno condotto l'essere e la società umana alla disperazione, all'odio, al sangue, alla barbarie, alla morte, mentre l'etica cristiana ha prodotto campioni di virtù, di onestà e di santità che rimangono nei secoli come soli a illuminare il mondo".

 

 

  Riguardo, invece, a commenti sulla sessualità, si legge:
 
 

"Guai se a questi due segni [profusa e ricci della mitomania] si aggiunge il segno Apertura a capo o, a ! In questo caso il soggetto avrà una tendenza speciale per gli amori unisessuali a causa del facile esaurimento degli amori normali e secondo natura"

 
 
  In linea con la sua psicologia differenziale rispetto al maschile e femminile, si ha modo di leggere :
 
  "[...] e io ritengo che essere farmacista convenga più alla natura della donna che dell'uomo, perché la donna più dell'uomo ha la tendenza a eseguire scrupolosamente la combinazione delle cose minute [...]"  
 

  Anche sforzandosi di interpretare alcune sue convinzioni nella loro esatta accezione, affermazioni di questo tipo lasciano perplessi, o per lo meno non hanno più ragion d’essere, perché non scientificamente giustificabili.

 

  Al di là degli aspetti di contenuto,  c'è da aggiungere che Moretti  esprime ed elabora i concetti delle sue teorie mediante un linguaggio assolutamente personale, che si esplica di fatto in una psicologia "letteraria". Moretti non ha contatti con nessuna scuola di pensiero della allora giovane scienza psicologica. La sua opera si pone in completa autonomia, facendola derivare da una profonda conoscenza dell'animo umano. Tale acume psicologico, confuso da taluni con presunte facoltà sensitive, va di fatto considerato esclusivo frutto di una felice combinazione tra straordinarie capacità intuitive e penetrante spirito d'osservazione. Nei suoi testi non troviamo riferimenti a teorie quali la psicoanalisi o la Gestalt, entrambe imprescindibili  per qualsiasi studio psicoscrittorio. Di fatto, però, è Moretti  stesso a farsi portatore, per altre vie, di concetti sottesi a queste teorie. Si pensi ad esempio alla combinazione dei segni: questo principio morettiano equivale al principio fondamentale della Gestalt secondo cui il tutto è più importante della somma delle parti.

 

  Va esplicitamente fatto notare che l'integrazione e il rimodellamento della teoria morettiana non hanno significato un accostamento confuso di teorie disparate, quanto piuttosto un impegno continuo – e ancora in atto - per la formulazione di un sistema psicoscrittorio organico, coerente e fortemente convalidato dell'esperienza.

 

  Per completare il nostro discorso, rimarrebbe da specificare nel dettaglio in cosa precisamente si differenzia la Psicologia della Scrittura dal sistema morettiano. Invece di assommare in un’unica sezione un elenco di tali differenze, si è ritenuto più appropriato rimandare la discussione di ciascuna specifica differenza laddove il contesto lo richieda esplicitamente: la posizione specifica della Psicologia della Scrittura si chiarirà di volta in volta nell'affrontare i vari argomenti offerti da questo sito.

 
   
   
   
   
   
   
                                            

 

     
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