PsicoScrittura.it @ Il gesto fuggitivo: ricci nella scrittura e paraffi nella grafia

 
 
      
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Il Gesto fuggitivo: i Ricci nella scrittura

 
I principali segni grafologici appartenenti a questa categoria sono:
 
  • RICCI AMMANIERAMENTO

  • RICCI SOGGETTIVISMO

  • RICCI FLEMMA

  • RICCI NASCONDIMENTO

  • RICCI SPAVALDERIA
CONSIDERAZIONI GENERALI

Col termine di riccio si intende qualsiasi tratto aggiunto alla forma essenziale o scheletro di qualsiasi lettera, tratti che generalmente non previsti dal modello grafico insegnato a scuola. Essi possono essere visti come corrispettivi grafico dei "tic" nervosi. A tali segni si dà anche il nome di "gesto fuggitivo" poiché essi sfuggono al controllo cosciente dello scrivente, il quale è come se si "lasciasse sfuggire" qualcosa sul foglio. In tal senso il gesto fuggitivo svela o tradisce elementi profondamente inconsci che chiedono insistentemente espressione all'esterno..

 
RICCI AMMANIERAMENTO
Definizione: lo scritto presenta manierismi, cioè gesti esteticamente elaborati e leziosi.
 

 
INDICAZIONI

IN GENERALE

  • Inganno.

  • Artificio.

  • Insincerità. Falsità. Menzogna (il pensiero e il sentimento non corrispondono all’espressione esteriore).

  • Bluff.

  • Commedia.

  • Blandizie, lusinga, adulazione.

  • Atteggiamenti evasivi, sfuggenti da anguilla.

  • Studiatezza e ricercatezza di modi (nel vestire, negli atteggiamenti, nei gesti, ecc.).

  • Mancanza di spontaneità e di semplicità di animo.

  • Egoismo che si ammanta di accoglienza e di altruismo (altruismo insincero, falso calore e interessamento per gli altri);

  • Seduzione.

  • Culto dell’esteriorità e della facciata.

  • Smania di far effetto sugli altri.

  • Sorriso mellifluo o ironico a seconda dei casi, ma sempre col gelo interiore e dei sentimenti (il sorriso sa di forzato).

  • Incesso affettato e innaturale.

  • Ostentazione di inesistente moralità (cioè di estetica, di ordine, di legalità, di disponibilità, di amicizia, di disinteresse, ecc.).

  • Falsa amabilità a cui interiormente corrispondono diffidenza, sospetto, secondi fini e ambizione. Smaniosa ricerca dell’altrui considerazione.

  • Leziosaggine.

  • Insinuazione (talvolta ironica e mordace).

  • Sentimenti di aggressività e di vendetta contro chi, scoprendo l’insincerità e la falsità di questi atteggiamenti, ne fa fallire gli intenti (vendette raffinate e vigliacche).

  • In genere ricerca di espedienti per raggiungere i propri scopi o rimediare a eventuali errori.

  • Slealtà unita a frivolezza.

  • Vanità e vuoto interiore.

  • Amabilità insincera, viscida e stucchevole.

In contesti POSITIVI

  • Soggetto non aggressivo che cerca il giudizio favorevole dell’ambiente attraverso modi educati e piacevoli

  • savoir-faire

  • senso delle buone maniere

  • cura dei convenevoli (anche se un po’ eccessivi) nelle relazioni con l’ambiente.

In contesti NEGATIVI

  • Comportamento inficiato di manierismi - modi studiati e leziosi

  • ricercatezza

  • culto delle forme esteriori per incapacità di affrontare l’ambiente con lealtà, sincerità, schiettezza e interiori sicurezze

  • dissimulazione

  •  ipocrisia

  • falsità

  • adulazione

  • egoismo

  • secondi fini ammantati di amabiliià, di sorriso e di accoglienza

  • ambiguità

  • psichismo che concepisce la vita come una messa in scena

  • mania di produrre effetto per complesso e vuoto interiore

  • leziosaggine

  • diffidenza

  • vanità

  • false attenzioni carenti di convinzioni interiori e di sentimenti spontanei: lusinga, simulazione, inganno, menzogna

  • amabilità stucchevole, viscida e dolciastra (con Pendente e certa studiatezza)

  • inconsistenza di personalità.
 
RICCI SOGGETTIVISMO
Definizione: i tratti finali di parola si estendono sul rigo di base, tra parola e parola, in modo controllato e rigido.
 

 
INDICAZIONI

In contesti POSITIVI

  • Dignità

  • serietà

  • onorabilità

  • distinzione

  • orgoglio.

  • Coscienza del proprio Io.

In contesti NEGATIVI

  • Soggettivismo (errato sentimento dell’Io che porta a pensiero, a logica e a comportamenti incentrati sull’Io e privi di una sana critica e obiettiva valutazione della realtà )

  • narcisismo

  • smania di distinzione per nevrotica sensazione di superiorità –

  • da “noblesse oblige”

  • smania e pretesa di rispetto, di ossequio, dell’altrui sottomissione - presunzione

  • mancanza di ogni elementare semplicità e modestia

  • intransigenza - freddezza di sentimenti

  • sensibilità all’adulazione passiva

  • atteggiamenti studiati, artefatti per smania di singolarità e inadattamento

  • riserva

  • diffidenza

  • facile tendenza a reticenze

  • durezza di modi

  • portamento affettatamente distinto, nobile e impettito

  • parola fredda, tagliente e sentenziosa

  • occhio duro, freddo e proteso a scrutare e a giudicare

  • complesso di superiorità.

  • Soggettivismo, vale a dire errato sentimento dell’Io che porta a pensiero, a logica e a comportamenti incentrati sull’Io e privi di ogni sana critica e obiettiva valutazione della realtà.

  • Narcisismo.

  • Smania di distinzione per nevrotica sensazione di superiorità.

  • Alterigia da noblesse oblige.

  • Mancanza di ogni elementare semplicità e modestia.

  • Presunzione.

  • Posa di superiorità, intransigenza nei giudizi e nelle valutazioni.

  • Atteggiamenti da padrone del soggetto che pretende di essere in tutto e sempre riverito, seguito, obbedito.

  • Rigetto di ogni consiglio o suggerimento altrui con pretesa di doverne dare a tutti.

  • Riserva e reticenza nel riferire quanto nel passato non è stato di gradimento per la propria dignità.

  • Pretesa di essere in tutto modello agli altri.

  • Ricerca di riconoscimenti e sensibilità all’altrui adulazione.

  • Ostentata finezza di sentimenti e di modi, a cui corrispondono distacco sociale, insensibilità e durezza in ambiente intimo e familiare.

  • Dispetto e risentimento di fronte alle altrui critiche e osservazioni.

  • Modi affettati e insinceri per mania della distinzione e della singolarità.

  • Culto della facciata (e vuoto interiore). Incesso distinto, nobile e impettito.

  • Precauzione e raffinatezza (in genere anche nell’atto di mettersi a sedere).

  • Ritrosia a stendere la mano nel saluto.

  • Occhio proteso a scrutare e a giudicare.

  • Paura di essere sempre vittima di inganno o di essere privato della propria “grande dignità” (diffidenza).

  • Occhio duro e freddo.

  • Parola sentenziosa e tagliente.

  • Protervia.

  • Complesso di superiorità compensativo di quello di inferiorità.
 
RICCI FLEMMA
Definizione: tratti finali che scendono al di sotto delle lettere e poi ritornano in su trascinandosi svogliatamente; oppure tratti finali che si estendono appena un po’ in avanti e poi si bloccano formando un minuscolo gancio, oppure scendono sotto la lettera e, senza tornare in su, formano anch’essi un minuscolo gancio.

 
INDICAZIONI

In contesti POSITIVI

  • persona che non dà fastidi (ma neppure ne vuole)

  • fedeltà agli usi e alle tradizioni (però senz’anima e personalità)

  • prevalenza delle funzioni senso-percettive che consentono buona osservazione della realtà (ma col rischio della passività)

  • tendenza a non agitarsi di fronte alle situazioni (a meno che non si tratti di situazioni emotivamente troppo provocanti e che esigano immediatezza ed energia di intervento; in tal caso tende a subentrare il panico).

  • Calma che non precipita mai in nulla.

  • Bonarietà tipica dei soggetti paciocconi, che non danno fastidi (ma neppure ne vogliono).

  • Prevalenza delle funzioni senso-percettive che consentono buona osservazione e senso della realtà (ma col rischio della passività e della prevalenza della vita dei sensi).

  • Tendenza a non agitarsi di fronte alle situazioni (a meno che non si tratti di situazioni emotivamente troppo provocanti e che esigono immediatezza e decisione di intervento; in tal caso tende a subentrare il panico).

In contesti NEGATIVI

  • Ipotonia vitale e lentezza costituzionale (anche la parola e l’incesso sono lenti, pigri e come trascinati)

  • adattamento passivo per aller gia a ogni tipo di sforzo e di resistenza o fatica

  • cessione di fronte a ogni tipo di difficoltà e di lotta

  • bontà istintiva (bonarietà priva di impegno attivo e di capacità di sacrificio)

  • abitudinarietà del soggetto che vive di usi e di appren-dimehti, difficoltoso ad adattarsi al nuovo e all’evolversi delle situazioni

  • pigrizia ed egoismo che considerano fastidio ogni stimolo a muoversi, a fare e a impegnarsi (il segno non va riferito a Curva, perché “la tendenza a non essere disturbati da se stessi o dagli altri è movimento angoloso” ")

  • non emotività che tocca l’apatia

  • abituale calma che rischia di mutarsi in forte agitazione (panico) di fronte a situazioni che richiedono rapidità e sicurezza di intervento

  • indolenza bisogno di sbrigarsi (quando nella grafia c’è qua e là qualche angolo) nel fare le cose per poi sentirsi libero da fastidi

  • tendenza a costituzione adiposa

  • vita dei sensi (non tanto nella sessualità quanto nella gola) che prevale su quella dello spirito

  • soggetto apparentemente calmo ma in realtà molto ansioso (di sopravvivere), per cui da ammalato o da vecchio diventa ancor più ansioso ed esigente (per insicurezza dell’istinto di sopravvivenza).

  • Ipotonia vitale e lentezza costituzionale (anche la parola e l’incesso sono lenti, pigri e come trascinati).

  • Adattamento passivo per allergia a ogni tipo di sforzo, di resistenza o fatica.

  • Prevalenza della vita dei sensi (non tanto nella sessualità perché ipovitali in tutto, quanto nella gola) su quella dello spirito.

  • Assuefazione e abitudinarietà in tutto: agli usi, alle tradizioni, però senz’anima e personalità (nemmeno il sorriso è vivo perché sa solo di bonario).

  • Cessione di fronte a ogni tipo di difficoltà e di lotta.

  • Bontà d’animo, ma istintiva, perché in pratica si tratta di una bonarietà priva di impegno attivo e di capacità di sacrificio.

  • Soggetto che vive di apprendimenti, difficoltoso ad adattarsi al nuovo, al progresso e all’evolversi delle situazioni.

  • Pigrizia ed egoismo che considerano fastidio ogni stimolo a muo-versi, a fare e a impegnarsi (il segno non va riferito a Curva, perché “la tendenza a non essere disturbati da se stessi o dagli altri è movimento angoloso”

  • Non emotività che tocca l’apatia.

  • Indolenza.

  • Abituale calma che rischia di mutarsi in forte agitazione (panico) di fronte a situazioni che richiedono rapidità e sicurezza di intervento.

  • Bisogno di sbrigarsi (quando nella grafia c’è qua e là qualche angolo) nel fare le cose per poi sentirsi libero da fastidi.

  • Tendenza a costituzione adiposa e floscia.

  • Soggetto apparentemente calmo ma in realtà molto ansioso (essendo non attivo, la sua preoccupazione è quella di sopravvivere), per cui da ammalato o nella tarda età diventa ancor più ansioso ed esigente (per insicurezza dell’istinto di sopravvivenza).
 
RICCI NASCONDIMENTO
Definizione: tratti finali di lettere e di parole che prima scendono al di sotto del rigo e poi si piegano verso sinistra.
 

 
INDICAZIONI

In contesti POSITIVI

  • Riservatezza.

  • Padronanza dei propri atti e atteggiamenti.

  • Segretezza.

  • Savoir-faire e senso dell’opportunità del quando e del come esprimere il proprio pensiero.

  • Abilità nel districarsi nelle situazioni difficili senza correre rischi o senza coinvol-gersi.

  • Abilità nel tornare sui propri errori e correggerli senza farsi accorgere.

  • Attitudini per ogni mansione che richieda prudenza, segretezza, savoir-faire (ragioneria, segreteria, diplomazia).

  • Abilità nel far capire di sé solo quello che il soggetto crede opportuno.

  • Delicata riservatezza esterna, ma che osserva ogni minimo atteggiamento degli altri e se ne sa difendere con grande senso dell’opportunità.

  • Abilità nel non farsi interpretare dagli altri nei propri modi di vedere e di pensare, ma senza volontà di inganno.

  • Cautela.

  • Inconsci meccanismi di vigilanza che moderano la comunicazione, l’esporsi e il coinvolgersi, ma senza inganno.

  • Abilità nell’assumere l’atteggiamento più consono alla situazione: di precauzione, di sottomissione, di garbatezza, di giovia-lità, di mestizia, di coraggio, di tenacia, di cessione oculata, di risentimento opportuno, di scaltrezza.

  • Senso dell’opportunità nel parlare e nel tacere

  • autocontrollo

  • diplomazia

  • inconsci meccanismi di vigilanza che moderano la comunicazione, l’esporsi e il coinvolgersi

  • attitudini per ogni tipo di mansioni che richiedono segretezza, prudenza e senso di attesa

  • abilità nel tacitare senza ingannare e peccare di falsità –

  • abilità nel nascondere i propri limiti e difetti e nello stesso tempo tenerli sotto controllo e correggerli.

In contesti NEGATIVI

  • Carattere reticente che si ammanta di semplicità e di benevolenza (con grafie spigliate).

  • Abilità nell’evitare la chiarezza del discorso e non compromettersi senza che altri se ne accorgano. Abilità nel non sbilanciarsi mai nei giudizi né a favore né a sfavore (il soggetto ascolta, ma non si sa mai se approvi o disapprovi).

  • Diffidenza che pervade ogni manifestazione e rapporto, ma il soggetto sa non farla trasparire all’esterno.

  • Abilità nel non far trapelare i veri motivi del proprio agire e stabilire rapporti.

  • Abilità nel giocare di astuzia con le parole (attitudine che trova la sua applicazione nel commercio e negli affari; un’astuzia che si fa raffinata con Minuta).

  • Abilità nel tacitare per i seguenti motivi: per non far conoscere il proprio pensiero, o per non essere coinvolto in questioni che possono provocare fastidi (col rischio dell’omertà e della non difesa del-l’innocente), o per non far trapelare la propria presenza o partecipazione in cose compromettenti, per gusto di stornare l’altrui attenzione e ricerca.

  • Menzogna bene architettata (con Flessuosa o con alto Angoli C).

  • Parlare soffuso di mistero (che desta sospetto e diffidenza in chi ascolta).

  • Impenetrabilità dell’animo. Ipocrisia.

  • Tipi che stanno a sentire ma hanno poco o nulla da dire, limitandosi a qualche commento.

  • Sistemi di vigilanza sempre in allerta per timore di pericoli derivanti dalla sincerità (con Intozzata 2º modo si ha come una sensitività nel fiutarne il pericolo).

  • Abilità nel nascondere i propri limiti e difetti, facendo apparire qualità inesistenti di saggezza, di prudenza, ecc.

  • Opportunismo.

  • Abilità nel gabbare il prossimo in genere, ma soprattutto negli affari e nel commercio.

  • Tendenza ad appigliarsi ai sotterfugi (specie con Accurata, Levigata, Flessuosa, Ricci am-manieramento).

  • Tendenza a eccessive restrizioni mentali e discrezione (con Ricci Eleganza).

  • Accoglienza, dimostrazioni di amicizia e di benevolenza, sorriso a cui interiormente corrispondono disposizioni e sentimenti opposti.

  • Sorriso vago e diffidente.

  • Riservatezza mai rude, anzi spesso amabile, a cui corrisponde un’interiorità che guarda di traverso.

  • Riservatezza compita ma insincera che inizialmente genera simpatia, poi crea però disagio e diffidenza.

  • Persona della quale non ci si può mai fidare completamente per la sua scarsa trasparenza.

  • Carattere reticente

  • diffidenza

  • atteggiamento di chi ascolta senza far trapelare il proprio pensiero

  • abilità nel giocare di astuzia con le parole (soprattutto con Minuta)

  • parlare soffuso e misterioso

  • impenetrabilità

  • ermetismo

  • opportunismo e timore della sincerità

  • sotterfugio

  • menzogna bene architettata

  • omertà.
 
RICCI SPAVALDERIA
Definizione: tratti finali di lettere e di parole che si protendono ampollosamente prima al di sopra della lettera, poi verso sinistra; talvolta nei tagli delle t questi tratti da sinistra ritornano verso destra in modo ardito e invadente.
 

 
INDICAZIONI

IN GENERALE

  • Orgoglio

  • sensazione di vitalità, di potere e di superiorità

  • esuberanza immaginativa (inflazione del sentimento e dell’Ideale dell’Io che spinge, spesso forzandole, a mettere in atto tutte le proprie energie e risorse)

  • impulso a fare, a muoversi, intraprendere, dimostrare a sé e agli altri chi sa quali capacità

  • ambizione

  • ardimento

  • audacia.

In contesti POSITIVI

  • Vivacità, esuberanza vitale, immaginativa e di atteggiamenti (temperamento indipendente, rapido nelle reazioni e attivo).

  • Buona salute (però minata dalla sregolatezza e dagli eccessi di tensione che sfociano lentamente in anfotonia).

  • Orgoglio animatore dell’Io e delle sue potenzia-lità. Audace bisogno di fare, di essere e di muoversi (anche con forza e aggressività contro gli ostacoli, specialmente in presenza del 2º tipo di “riccio”).

  • Grandiosità di idee e di progetti.

In contesti NEGATIVI

  • Presunzione di saper fare come tutti e più degli altri che si traduce in ambiziosi atteggiamenti autoritari e dominatori.

  • Orgoglio affetto da sensi di supervalore con tendenza alla disistima degli altri e del loro operato.

  • Superficialità nel capire e considerare le cose, ma con pretesa di capire e di sapere (da qui illusione e mancanza di autocritica).

  • Sensibilità e intelligenza incapaci di cogliere le sfumature della natura, dell’arte, del mondo dei sentimenti e della psicologia umana, ma con ridicola pretesa di dirvi la sua (saccenteria).

  • Talvolta generosità inconsiderata e ostentatoria (con Profusa).

  • Avventatezza e sconsideratezza.

  • Parola facile ma tendente al pettegolezzo (la superficialità e la vanità nel parlare emergono soprattutto con Spigliata e scarsa Triplice larghezza).

  • Protervia e rudezza che si traducono k facile sfacciataggine (il segno esclude ogni autentica sensibilità; tra l’altro porta a parlare forte e con prosopopea).

  • Tendenza a guardare dall’al-to in basso (ma con bisogno di attaccarsi ai potenti).

  • Preoccupazione della facciata.

  • Mancanza della dovuta calma o, meglio, irrequietezza con facili fasi di irritabilità e di collera.

  • Tendenza alla sregolatezza del tipo esuberante, ma anche ostentatorio (in genere appetito non schifiltoso e vorace).

  • Banalità dell’espressione e dei gesti (per elementare mancanza di finezza e di delicatezza).

  • Ostentazione di coraggio, di forza, di decisione e perfino di ardimento (il secondo tipo di “riccio” sa di arditezza), ma con facile spericolatezza.

  • Pensieri mirabolanti, aspirazioni a imprese avventate, ad affrontare pericoli.

  • Propensione a spargere minacce e anche a farle direttamente.

  • Esuberanza psicofisica spesso imguardosa (la spavalderia conosce poco le convenienze e l’aver riguardi).

  • Collera esplosiva e aggressiva (specie con Ricci arditezza angolosi o tratti acuminati (il “Colpo di sciabola” della grafologia estera).

  • Alterazione delle facoltà estimative per gonfiatura del sentimento e dell’Ideale dell’Io (complesso di superiorità inteso come reazione ipercompensativa di un sentimento di inferiorità)

  • ipersensibilità e suscetti-bilità di un orgoglio che tende a forzare la propria realtà appena entra in contatto con l’ambiente (atteggiamenti di superiorità)

  • esaltazione e fanatismo (fino al rischio paranoide quando queste modalità diventano vistose)

  • incapacità di cogliere e vivere le finezze e le sfumature di quanto va al di là del puro sensibile (quindi anche dell’arte, dei sentimenti, del pensiero, ecc.)

  • presunzione

  • saccenteria

  • ostentazione

  • vanità (vuoto interiore)

  • megalomania

  • sfrontatezza

  • millanteria e spacconeria

  • spirito di rivendicazione, irritabilità, violenza pervasa da risentimenti, da acredine, da aggressività, da collera esplosiva, da gusto di colpire (nei tagli delle t con risvolti ad angolo acuto, soprattutto con i tratti acuminati )

  • mancanza della più elementare semplicità e modestia

  • disistima del prossimo

  • invadenza

  • irriverenza (spesso volgarità indisponente di cui il soggetto non sa rendersi conto).
 
 
   
   
   
   
   
   
   
                                            

 

   
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