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Il Gesto fuggitivo: i Ricci nella scrittura |
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I principali segni grafologici appartenenti a questa categoria sono: |
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RICCI
AMMANIERAMENTO
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RICCI
SOGGETTIVISMO
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RICCI
FLEMMA
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RICCI
NASCONDIMENTO
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RICCI SPAVALDERIA
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CONSIDERAZIONI GENERALI |
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Col termine di riccio si intende
qualsiasi tratto aggiunto alla forma essenziale o
scheletro di qualsiasi lettera, tratti che
generalmente non previsti dal modello grafico
insegnato a scuola. Essi possono essere visti come corrispettivi
grafico dei "tic" nervosi. A tali segni si dà anche il nome di
"gesto fuggitivo" poiché essi sfuggono al controllo cosciente dello
scrivente, il quale è come se si "lasciasse sfuggire" qualcosa sul
foglio. In tal senso il gesto fuggitivo svela o tradisce elementi
profondamente inconsci che chiedono insistentemente espressione
all'esterno.. |
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RICCI
AMMANIERAMENTO |
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Definizione:
lo scritto presenta manierismi, cioè gesti
esteticamente elaborati e leziosi. |
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INDICAZIONI |
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IN
GENERALE |
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Inganno.
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Artificio.
-
Insincerità. Falsità. Menzogna (il pensiero e il
sentimento non corrispondono all’espressione esteriore).
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Bluff.
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Commedia.
-
Blandizie, lusinga, adulazione.
-
Atteggiamenti evasivi, sfuggenti da anguilla.
-
Studiatezza e ricercatezza di modi (nel vestire,
negli atteggiamenti, nei gesti, ecc.).
-
Mancanza di spontaneità e di semplicità di animo.
-
Egoismo che si ammanta di accoglienza e di
altruismo (altruismo insincero, falso calore e interessamento per
gli altri);
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Seduzione.
-
Culto dell’esteriorità e della facciata.
-
Smania di far effetto sugli altri.
-
Sorriso mellifluo o ironico a seconda dei casi, ma
sempre col gelo interiore e dei sentimenti (il sorriso sa di
forzato).
-
Incesso affettato e innaturale.
-
Ostentazione di inesistente moralità (cioè di
estetica, di ordine, di legalità, di disponibilità, di amicizia,
di disinteresse, ecc.).
-
Falsa amabilità a cui interiormente corrispondono
diffidenza, sospetto, secondi fini e ambizione. Smaniosa ricerca
dell’altrui considerazione.
-
Leziosaggine.
-
Insinuazione (talvolta ironica e mordace).
-
Sentimenti di aggressività e di vendetta contro
chi, scoprendo l’insincerità e la falsità di questi atteggiamenti,
ne fa fallire gli intenti (vendette raffinate e vigliacche).
-
In genere ricerca di espedienti per raggiungere i
propri scopi o rimediare a eventuali errori.
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Slealtà unita a frivolezza.
-
Vanità e vuoto interiore.
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Amabilità insincera, viscida e stucchevole.
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In
contesti
POSITIVI |
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In
contesti
NEGATIVI |
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Comportamento inficiato di manierismi - modi
studiati e leziosi
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ricercatezza
-
culto delle forme esteriori per incapacità di
affrontare l’ambiente con lealtà, sincerità, schiettezza e
interiori sicurezze
-
dissimulazione
-
ipocrisia
-
falsità
-
adulazione
-
egoismo
-
secondi fini ammantati di amabiliià, di sorriso e
di accoglienza
-
ambiguità
-
psichismo che concepisce la vita come una messa in
scena
-
mania di produrre effetto per complesso e vuoto
interiore
-
leziosaggine
-
diffidenza
-
vanità
-
false attenzioni carenti di convinzioni interiori e
di sentimenti spontanei: lusinga, simulazione, inganno, menzogna
-
amabilità stucchevole, viscida e dolciastra (con
Pendente e certa studiatezza)
-
inconsistenza di personalità.
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RICCI
SOGGETTIVISMO |
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Definizione:
i tratti finali di parola si estendono sul rigo di
base, tra parola e parola, in modo controllato e rigido. |
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INDICAZIONI |
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In
contesti
POSITIVI |
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Dignità
-
serietà
-
onorabilità
-
distinzione
-
orgoglio.
-
Coscienza del proprio Io.
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In
contesti
NEGATIVI |
-
Soggettivismo (errato sentimento dell’Io che porta
a pensiero, a logica e a comportamenti incentrati sull’Io e privi
di una sana critica e obiettiva valutazione della realtà )
-
narcisismo
-
smania di distinzione per nevrotica sensazione di
superiorità –
-
da “noblesse oblige”
-
smania e pretesa di rispetto, di ossequio,
dell’altrui sottomissione - presunzione
-
mancanza di ogni elementare semplicità e modestia
-
intransigenza - freddezza di sentimenti
-
sensibilità all’adulazione passiva
-
atteggiamenti studiati, artefatti per smania di
singolarità e inadattamento
-
riserva
-
diffidenza
-
facile tendenza a reticenze
-
durezza di modi
-
portamento affettatamente distinto, nobile e
impettito
-
parola fredda, tagliente e sentenziosa
-
occhio duro, freddo e proteso a scrutare e a
giudicare
-
complesso di superiorità.
-
Soggettivismo, vale a dire errato sentimento
dell’Io che porta a pensiero, a logica e a comportamenti
incentrati sull’Io e privi di ogni sana critica e obiettiva
valutazione della realtà.
-
Narcisismo.
-
Smania di distinzione per nevrotica sensazione di
superiorità.
-
Alterigia da noblesse
oblige.
-
Mancanza di ogni elementare semplicità e modestia.
-
Presunzione.
-
Posa di superiorità, intransigenza nei giudizi e
nelle valutazioni.
-
Atteggiamenti da padrone del soggetto che pretende
di essere in tutto e sempre riverito, seguito, obbedito.
-
Rigetto di ogni consiglio o suggerimento altrui con
pretesa di doverne dare a tutti.
-
Riserva e reticenza nel riferire quanto nel passato
non è stato di gradimento per la propria dignità.
-
Pretesa di essere in tutto modello agli altri.
-
Ricerca di riconoscimenti e sensibilità all’altrui
adulazione.
-
Ostentata finezza di sentimenti e di modi, a cui
corrispondono distacco sociale, insensibilità e durezza in
ambiente intimo e familiare.
-
Dispetto e risentimento di fronte alle altrui
critiche e osservazioni.
-
Modi affettati e insinceri per mania della
distinzione e della singolarità.
-
Culto della facciata (e vuoto interiore). Incesso
distinto, nobile e impettito.
-
Precauzione e raffinatezza (in genere anche
nell’atto di mettersi a sedere).
-
Ritrosia a stendere la mano nel saluto.
-
Occhio proteso a scrutare e a giudicare.
-
Paura di essere sempre vittima di inganno o di
essere privato della propria “grande dignità” (diffidenza).
-
Occhio duro e freddo.
-
Parola sentenziosa e tagliente.
-
Protervia.
-
Complesso di superiorità compensativo di quello di
inferiorità.
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RICCI FLEMMA |
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Definizione:
tratti finali che scendono al di sotto delle lettere
e poi ritornano in su trascinandosi svogliatamente; oppure tratti
finali che si estendono appena un po’ in avanti e poi si bloccano
formando un minuscolo gancio, oppure scendono sotto la lettera e,
senza tornare in su, formano anch’essi un minuscolo gancio. |
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INDICAZIONI |
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In
contesti
POSITIVI |
-
persona che non dà fastidi (ma neppure ne vuole)
-
fedeltà agli usi e alle tradizioni (però senz’anima
e personalità)
-
prevalenza delle funzioni senso-percettive che
consentono buona osservazione della realtà (ma col rischio della
passività)
-
tendenza a non agitarsi di fronte alle situazioni
(a meno che non si tratti di situazioni emotivamente troppo
provocanti e che esigano immediatezza ed energia di intervento; in
tal caso tende a subentrare il panico).
-
Calma che non precipita mai in nulla.
-
Bonarietà tipica dei soggetti paciocconi, che non
danno fastidi (ma neppure ne vogliono).
-
Prevalenza delle funzioni senso-percettive che
consentono buona osservazione e senso della realtà (ma col rischio
della passività e della prevalenza della vita dei sensi).
-
Tendenza a non agitarsi di fronte alle situazioni
(a meno che non si tratti di situazioni emotivamente troppo
provocanti e che esigono immediatezza e decisione di intervento;
in tal caso tende a subentrare il panico).
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In
contesti
NEGATIVI |
-
Ipotonia vitale e lentezza costituzionale (anche la
parola e l’incesso sono lenti, pigri e come trascinati)
-
adattamento passivo per aller gia a ogni tipo di
sforzo e di resistenza o fatica
-
cessione di fronte a ogni tipo di difficoltà e di
lotta
-
bontà istintiva (bonarietà priva di impegno attivo
e di capacità di sacrificio)
-
abitudinarietà del soggetto che vive di usi e di
appren-dimehti, difficoltoso ad adattarsi al nuovo e all’evolversi
delle situazioni
-
pigrizia ed egoismo che considerano fastidio ogni
stimolo a muoversi, a fare e a impegnarsi (il segno non va
riferito a Curva, perché “la tendenza a non essere disturbati da
se stessi o dagli altri è movimento angoloso” ")
-
non emotività che tocca l’apatia
-
abituale calma che rischia di mutarsi in forte
agitazione (panico) di fronte a situazioni che richiedono rapidità
e sicurezza di intervento
-
indolenza bisogno di sbrigarsi (quando nella grafia
c’è qua e là qualche angolo) nel fare le cose per poi sentirsi
libero da fastidi
-
tendenza a costituzione adiposa
-
vita dei sensi (non tanto nella sessualità quanto
nella gola) che prevale su quella dello spirito
-
soggetto apparentemente calmo ma in realtà molto
ansioso (di sopravvivere), per cui da ammalato o da vecchio
diventa ancor più ansioso ed esigente (per insicurezza
dell’istinto di sopravvivenza).
-
Ipotonia vitale e lentezza costituzionale (anche la
parola e l’incesso sono lenti, pigri e come trascinati).
-
Adattamento passivo per allergia a ogni tipo di
sforzo, di resistenza o fatica.
-
Prevalenza della vita dei sensi (non tanto nella
sessualità perché ipovitali in tutto, quanto nella gola) su quella
dello spirito.
-
Assuefazione e abitudinarietà in tutto: agli usi,
alle tradizioni, però senz’anima e personalità (nemmeno il sorriso
è vivo perché sa solo di bonario).
-
Cessione di fronte a ogni tipo di difficoltà e di
lotta.
-
Bontà d’animo, ma istintiva, perché in pratica si
tratta di una bonarietà priva di impegno attivo e di capacità di
sacrificio.
-
Soggetto che vive di apprendimenti, difficoltoso ad
adattarsi al nuovo, al progresso e all’evolversi delle situazioni.
-
Pigrizia ed egoismo che considerano fastidio ogni
stimolo a muo-versi, a fare e a impegnarsi (il segno non va
riferito a Curva, perché “la tendenza a non essere disturbati da
se stessi o dagli altri è movimento angoloso”
-
Non emotività che tocca l’apatia.
-
Indolenza.
-
Abituale calma che rischia di mutarsi in forte
agitazione (panico) di fronte a situazioni che richiedono rapidità
e sicurezza di intervento.
-
Bisogno di sbrigarsi (quando nella grafia c’è qua e
là qualche angolo) nel fare le cose per poi sentirsi libero da
fastidi.
-
Tendenza a costituzione adiposa e floscia.
-
Soggetto apparentemente calmo ma in realtà molto
ansioso (essendo non attivo, la sua preoccupazione è quella di
sopravvivere), per cui da ammalato o nella tarda età diventa ancor
più ansioso ed esigente (per insicurezza dell’istinto di
sopravvivenza).
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RICCI
NASCONDIMENTO |
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Definizione:
tratti finali di lettere e di parole che prima
scendono al di sotto del rigo e poi si piegano verso sinistra. |
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INDICAZIONI |
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In
contesti
POSITIVI |
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Riservatezza.
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Padronanza dei propri atti e atteggiamenti.
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Segretezza.
-
Savoir-faire
e senso dell’opportunità del quando e del come
esprimere il proprio pensiero.
-
Abilità nel districarsi nelle situazioni difficili
senza correre rischi o senza coinvol-gersi.
-
Abilità nel tornare sui propri errori e correggerli
senza farsi accorgere.
-
Attitudini per ogni mansione che richieda prudenza,
segretezza, savoir-faire (ragioneria, segreteria,
diplomazia).
-
Abilità nel far capire di sé solo quello che il
soggetto crede opportuno.
-
Delicata riservatezza esterna, ma che osserva ogni
minimo atteggiamento degli altri e se ne sa difendere con grande
senso dell’opportunità.
-
Abilità nel non farsi interpretare dagli altri nei
propri modi di vedere e di pensare, ma senza volontà di inganno.
-
Cautela.
-
Inconsci meccanismi di vigilanza che moderano la
comunicazione, l’esporsi e il coinvolgersi, ma senza inganno.
-
Abilità nell’assumere l’atteggiamento più consono
alla situazione: di precauzione, di sottomissione, di garbatezza,
di giovia-lità, di mestizia, di coraggio, di tenacia, di cessione
oculata, di risentimento opportuno, di scaltrezza.
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Senso dell’opportunità nel parlare e nel tacere
-
autocontrollo
-
diplomazia
-
inconsci meccanismi di vigilanza che moderano la
comunicazione, l’esporsi e il coinvolgersi
-
attitudini per ogni tipo di mansioni che richiedono
segretezza, prudenza e senso di attesa
-
abilità nel tacitare senza ingannare e peccare di
falsità –
-
abilità nel nascondere i propri limiti e difetti e
nello stesso tempo tenerli sotto controllo e correggerli.
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In
contesti
NEGATIVI |
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Carattere reticente che si ammanta di semplicità e
di benevolenza (con grafie spigliate).
-
Abilità nell’evitare la chiarezza del discorso e
non compromettersi senza che altri se ne accorgano. Abilità nel
non sbilanciarsi mai nei giudizi né a favore né a sfavore (il
soggetto ascolta, ma non si sa mai se approvi o disapprovi).
-
Diffidenza che pervade ogni manifestazione e
rapporto, ma il soggetto sa non farla trasparire all’esterno.
-
Abilità nel non far trapelare i veri motivi del
proprio agire e stabilire rapporti.
-
Abilità nel giocare di astuzia con le parole
(attitudine che trova la sua applicazione nel commercio e negli
affari; un’astuzia che si fa raffinata con Minuta).
-
Abilità nel tacitare per i seguenti motivi: per non
far conoscere il proprio pensiero, o per non essere coinvolto in
questioni che possono provocare fastidi (col rischio dell’omertà e
della non difesa del-l’innocente), o per non far trapelare la
propria presenza o partecipazione in cose compromettenti, per
gusto di stornare l’altrui attenzione e ricerca.
-
Menzogna bene architettata (con Flessuosa o con
alto Angoli C).
-
Parlare soffuso di mistero (che desta sospetto e
diffidenza in chi ascolta).
-
Impenetrabilità dell’animo. Ipocrisia.
-
Tipi che stanno a sentire ma hanno poco o nulla da
dire, limitandosi a qualche commento.
-
Sistemi di vigilanza sempre in allerta per timore
di pericoli derivanti dalla sincerità (con Intozzata 2º modo si ha
come una sensitività nel fiutarne il pericolo).
-
Abilità nel nascondere i propri limiti e difetti,
facendo apparire qualità inesistenti di saggezza, di prudenza,
ecc.
-
Opportunismo.
-
Abilità nel gabbare il prossimo in genere, ma
soprattutto negli affari e nel commercio.
-
Tendenza ad appigliarsi ai sotterfugi (specie con
Accurata, Levigata, Flessuosa, Ricci am-manieramento).
-
Tendenza a eccessive restrizioni mentali e
discrezione (con Ricci Eleganza).
-
Accoglienza, dimostrazioni di amicizia e di
benevolenza, sorriso a cui interiormente corrispondono
disposizioni e sentimenti opposti.
-
Sorriso vago e diffidente.
-
Riservatezza mai rude, anzi spesso amabile, a cui
corrisponde un’interiorità che guarda di traverso.
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Riservatezza compita ma insincera che inizialmente
genera simpatia, poi crea però disagio e diffidenza.
-
Persona della quale non ci si può mai fidare
completamente per la sua scarsa trasparenza.
-
Carattere reticente
-
diffidenza
-
atteggiamento di chi ascolta senza far trapelare il
proprio pensiero
-
abilità nel giocare di astuzia con le parole
(soprattutto con Minuta)
-
parlare soffuso e misterioso
-
impenetrabilità
-
ermetismo
-
opportunismo e timore della sincerità
-
sotterfugio
-
menzogna bene architettata
-
omertà.
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RICCI SPAVALDERIA |
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Definizione:
tratti finali di lettere e di parole che si
protendono ampollosamente prima al di sopra della lettera, poi verso
sinistra; talvolta nei tagli delle t questi tratti da
sinistra ritornano verso destra in modo ardito e invadente. |
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INDICAZIONI |
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IN
GENERALE |
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Orgoglio
-
sensazione di vitalità, di potere e di superiorità
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esuberanza immaginativa (inflazione del sentimento
e dell’Ideale dell’Io che spinge, spesso forzandole, a mettere in
atto tutte le proprie energie e risorse)
-
impulso a fare, a muoversi, intraprendere,
dimostrare a sé e agli altri chi sa quali capacità
-
ambizione
-
ardimento
-
audacia.
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In
contesti
POSITIVI |
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Vivacità, esuberanza vitale, immaginativa e di
atteggiamenti (temperamento indipendente, rapido nelle reazioni e
attivo).
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Buona salute (però minata dalla sregolatezza e
dagli eccessi di tensione che sfociano lentamente in anfotonia).
-
Orgoglio animatore dell’Io e delle sue
potenzia-lità. Audace bisogno di fare, di essere e di muoversi
(anche con forza e aggressività contro gli ostacoli, specialmente
in presenza del 2º tipo di “riccio”).
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Grandiosità di idee e di progetti.
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In
contesti
NEGATIVI |
-
Presunzione di saper fare come tutti e più degli
altri che si traduce in ambiziosi atteggiamenti autoritari e
dominatori.
-
Orgoglio affetto da sensi di supervalore con
tendenza alla disistima degli altri e del loro operato.
-
Superficialità nel capire e considerare le cose, ma
con pretesa di capire e di sapere (da qui illusione e mancanza di
autocritica).
-
Sensibilità e intelligenza incapaci di cogliere le
sfumature della natura, dell’arte, del mondo dei sentimenti e
della psicologia umana, ma con ridicola pretesa di dirvi la sua
(saccenteria).
-
Talvolta generosità inconsiderata e ostentatoria
(con Profusa).
-
Avventatezza e sconsideratezza.
-
Parola facile ma tendente al pettegolezzo (la
superficialità e la vanità nel parlare emergono soprattutto con
Spigliata e scarsa Triplice larghezza).
-
Protervia e rudezza che si traducono k facile
sfacciataggine (il segno esclude ogni autentica sensibilità; tra
l’altro porta a parlare forte e con prosopopea).
-
Tendenza a guardare dall’al-to in basso (ma con
bisogno di attaccarsi ai potenti).
-
Preoccupazione della facciata.
-
Mancanza della dovuta calma o, meglio,
irrequietezza con facili fasi di irritabilità e di collera.
-
Tendenza alla sregolatezza del tipo esuberante, ma
anche ostentatorio (in genere appetito non schifiltoso e vorace).
-
Banalità dell’espressione e dei gesti (per
elementare mancanza di finezza e di delicatezza).
-
Ostentazione di coraggio, di forza, di decisione e
perfino di ardimento (il secondo tipo di “riccio” sa di
arditezza), ma con facile spericolatezza.
-
Pensieri mirabolanti, aspirazioni a imprese
avventate, ad affrontare pericoli.
-
Propensione a spargere minacce e anche a farle
direttamente.
-
Esuberanza psicofisica spesso imguardosa (la
spavalderia conosce poco le convenienze e l’aver riguardi).
-
Collera esplosiva e aggressiva (specie con Ricci
arditezza angolosi o tratti acuminati (il “Colpo di sciabola”
della grafologia estera).
-
Alterazione delle facoltà estimative per gonfiatura
del sentimento e dell’Ideale dell’Io (complesso di superiorità
inteso come reazione ipercompensativa di un sentimento di
inferiorità)
-
ipersensibilità e suscetti-bilità di un orgoglio
che tende a forzare la propria realtà appena entra in contatto con
l’ambiente (atteggiamenti di superiorità)
-
esaltazione e fanatismo (fino al rischio paranoide
quando queste modalità diventano vistose)
-
incapacità di cogliere e vivere le finezze e le
sfumature di quanto va al di là del puro sensibile (quindi anche
dell’arte, dei sentimenti, del pensiero, ecc.)
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presunzione
-
saccenteria
-
ostentazione
-
vanità (vuoto interiore)
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megalomania
-
sfrontatezza
-
millanteria e spacconeria
-
spirito di rivendicazione, irritabilità, violenza
pervasa da risentimenti, da acredine, da aggressività, da collera
esplosiva, da gusto di colpire (nei tagli delle t con
risvolti ad angolo acuto, soprattutto con i tratti acuminati )
-
mancanza della più elementare semplicità e modestia
-
disistima del prossimo
-
invadenza
-
irriverenza (spesso volgarità indisponente di cui
il soggetto non sa rendersi conto).
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