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Il ritmo non presenta dei segni grafologici esattamente definibili,
ma è una proprietà generale della scrittura che "emerge" dalla
combinazione particolare di altri segni. La presenza di più o meno
ritmo va dunque valutata in modo complessivo a colpo d'occhio.
Il concetto di ritmo è legato al pulsare ordinato degli elementi del
tracciato grafico. Il ritmo può essere definito a vari livelli
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a livello della forma letterale: in cui c'è un pulsare e una
variabilità ordinato nel calibro e nella forma delle lettere. I
segni direttamente interessati sono il Disuguale metodico,
l'uguale, e parallela.
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a livello del movimento: in cui c'è un movimento nè statico nè
congetionato, ma fluido scorrevole senza freni o interruzioni. I
segni interessati sono il fluida, flessuosa, lenta, scattante, e
in genere tutti i segni della Spontaneità/Inibizione e della
Rapidità grafica.
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a livello del rapporto spazio-scritto: in cui lo scritto sembra
"respirare" mostrando un alternarsi di lettera-spazio bianco
variabilmente ordinato. I segni interessati sono quelli della
continuità grafica: attaccata, staccata, legata, frammentata.
A titolo illustrativo, nella figura
che segue viene mostrato come i segni legati alla forma letterale
determinano la vivacità o meno del ritmo a livello della forma:
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Le indicazioni psicologiche associate alla qualità del ritmo sono
date da un procedimento di attenta combinazione delle indicazioni
dei segni coinvolti nella definizione
del
ritmo (primi tra tutti i segni della Rapidità , della
Spontaneità/Inibizione, dell'Uguaglianza e della Continuità
grafica). |