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Il punto di vista dinamico

 
 

Il termine “dinamico” nella teoria freudiana qualifica un punto di vista che considera i fenomeni psichici come risultanti dal conflitto e dalla composizione di forze che esercitano una determinata spinta e sono in ultima analisi di origine pulsionale.

 Si è spesso sottolineato che la psicoanalisi sostituisce a una concezione detta statica dell’inconscio una concezione dinamica. Freud stesso ha notato che ciò che differenzia la sua concezione da quella di Janet può essere espresso nel modo seguente: «Noi non deduciamo la scissione psichica da una congenita incapacità alla sintesi dell’apparato psichico, ma la spieghiamo dinamicamente, attraverso il conflitto di forze psichiche contrastanti, riconoscendo in essa il risultato di un’opposizione attiva dei due raggruppamenti tra loro». La «scissione» in questione è quella tra il conscio-preconscio e1’inconscio; ma questa distinzione «topica», anziché fornire la spiegazione del disturbo, presuppone un conflitto psichico. L’originalità della posizione freudiana si manifesta per esempio nella concezione della nevrosi ossessiva: sintomi del tipo dell’inibizione, del dubbio, dell’abulia sono messi da Janet direttamente in rapporto con una insufficienza della sintesi mentale, con una astenia psichica o psicoastenia, mentre per Freud non sono che il risultato di un gioco di forze opposte. Il punto di vista dinamico non implica soltanto la presa in considerazione della nozione di forza (che già si trovava in Janet), ma l’idea che in seno allo psichismo certe forze entrano necessariamente in conflitto tra loro e che la molla del conflitto psichico  è costituita in ultima analisi da un dualismo pulsionale.

 Negli scritti di Freud, «dinamico» si riferisce soprattutto all’inconscio in quanto esercita un’azione permanente, che esige una forza contraria, anch’essa permanente, per vietargli l’accesso alla coscienza. Clinicamente, questo carattere dinamico si manifesta sia nella resistenza* che si incontra per accedere all’incon-scio, sia nella produzione di derivati"' del rimosso.

Il carattere dinamico si esprime anche nella nozione di formazioni di compromesso“", la cui consistenza è dovuta al fatto che per esse il sintomo «viene sostenuto da entrambe le parti».

Per questo Freud distingue due accezioni del concetto di inconscio: in senso «descrittivo», inconscio designa ciò che è fuori del campo della coscienza e quindi ingloba ciò che egli chiama preconscio*; nel senso «dinamico» esso «... non indica soltanto i pensieri latenti in genere, ma specificamente pensieri latenti con un determinato carattere dinamico, quelli cioè che si mantengono lontani dalla coscienza malgrado la loro intensità e capacità di diventare operanti» .