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Processo primario e  processo secondario

Energia libera ed Energia legata

 
 
Il Processo Primario e il Processo Secondario

 I due modi di funzionamento dell’apparato psichico quali sono stati definiti da Freud. Si possono distinguere radicalmente:

a) dal punto di vista topico: il processo primario caratterizza il sistema inconscio, il processo secondario caratterizza il sistema preconscio-conscio;

b) dal punto di vista economico-dinamico: nel caso del processo primario, l’energia psichica fluisce liberamente, passando senza ostacoli da una rappresentazione all’altra secondo i meccanismi di spostamento e di condensazione; essa tende a reinvestire pienamente le rappresentazioni inerenti alle esperienze di soddisfacimento costitutive del desiderio (allucinazione primitiva). Nel caso del processo secondario, l’energia viene «legata» prima di scorrere in modo controllato; le rappresentazioni sono investite in modo più stabile, il soddisfacimento viene differito, permettendo così l’esecuzione di esperimenti mentali che saggiano le diverse vie possibili di soddisfacimento.

L’opposizione tra processo primario e processo secondario corrisponde a quella tra principio di piacere e principio di realtà.

La distinzione freudiana tra processo primario e processo secondario è contemporanea alla scoperta dei processi inconsci, a cui essa apporta la sua prima espressione teorica. Essa è già presente nel Progetto di una psicologia, è sviluppata ne L’interpretazione dei sogni  e rimarrà un punto di riferimento costante del pensiero freudiano.

Lo studio della formazione dei sintomi e l’analisi dei sogni inducono Freud a riconoscere un tipo di funzionamento mentale con meccanismi propri, regolato da determinate leggi e molto diverso dai processi di pensiero che si prestano all’osservazione psicologica tradizionale. Questo modo di funzionamento, che il sogno mette particolarmente in evidenza, è caratterizzato non già – come affermava la psicologia classica – da un’assenza di senso, ma da un continuo slittamento di senso. I meccanismi in azione sono da un lato lo spostamento”, con cui una rappresentazione apparentemente insignificante può vedersi attribuire tutto il valore psichico, il significato, l’intensità originariamente attribuita a un’altra; dall’altro, la condensazione: in una rappresentazione unica possono confluire tutti i significati portati dalle catene associative che si intersecano in essa. La sovradeterminazione del sintomo offre un altro esempio di questo modo di funzionamento proprio dell’inconscio.

È sempre il modello del sogno che ha indotto Freud a postulare che l’obiettivo del processo inconscio è quello di stabilire attraverso le vie più brevi una identità di percezione, cioè di riprodurre, secondo il modo allucinatorio, le rappresentazioni alle quali l’esperienza di soddisfacimento originaria ha conferito un valore privilegiato.

È in opposizione a tale modo di funzionamento mentale che possono essere descritti come processi secondari funzioni classicamente descritte in psicologia come pensiero vigile, attenzione, giudizio, ragionamento, azione controllata. Nel processo secondario è ricercata l’identità di pensiero*: «Il pensiero deve inte-ressarsi delle vie di comunicazione tra le rappresentazioni, senza lasciarsi sconcertare dalle intensità di queste». In questa prospettiva, il processo secondario costituisce una modificazione del processo primario. Esso adempie una funzione regolatrice resa possibile dalla costituzione dell’Io, il cui ruolo principale è quello di inibire il processo primario. Tuttavia, non tutti i processi in cui interviene l’Io vanno descritti come processi secondari. Freud, nel Progetto, ha subito notato come l’Io subisca l’in-fluenza del processo primario, specie nei modi di difesa patologici. Il carattere primario della difesa si manifesta allora clinicamente nel suo aspetto coattivo e, in termini economici, nel fatto che l’energia messa in gioco cerca di scaricarsi in modo totale, immediato, attraverso le vie più brevi: «L’investimento di desiderio portato fino all’allucinazione e lo sviluppo pieno del dispiacere, che reca con sé l’esaurirsi completo della difesa, si possono definire come processo psichico primario. D’altra parte quei processi che sono resi possibili solo da una buona carica dell’Io e che funzionano da moderatori del processo primario, possono essere definiti come processi psichici secondari».

L’opposizione tra processo primario e processo secondario corrisponde a quella dei due modi di circolazione dell’energia psichica: energia libera ed energia legata“. Essa presenta un parallelismo anche con l’opposizione tra il principio di piacere e il principio di realtà”.

I termini primario e secondario hanno implicazioni temporali, anzi genetiche. Queste implicazioni si accentuano in Freud nel quadro della seconda teoria dell’apparato psichico, in cui l’Io è definito come il risultato di una graduale differenziazione dell’E s.

Il problema è presente tuttavia già nel primo modello teorico freudiano. Nel Progetto, infatti, i due tipi di processi sembrano corrispondere non solo a diverse modalità di funzionamento al livello delle rappresentazioni, ma anche a due fasi nella differenziazione dell’apparato neuronale e perfino nell’evoluzione dell’organismo. Freud distingue una «funzione primaria», in cui l’or-ganismo, e quella sua parte specializzata che è il sistema neuro-naie, funzionano secondo il modello dell’«arco riflesso»: scarica immediata e totale della quantità di eccitazione; e una «funzione secondaria»: fuga dalle eccitazioni, azione specifica che sola può porre termine alla tensione interna e che suppone un certo im-magazzinamento di energia: «Tutte le attività del sistema nervoso debbono essere incluse o entro l’ambito della funzione primaria oppure entro quello della funzione secondaria, imposta dalle esigenze della vita. Freud difficilmente poteva sfuggire a ciò che egli considerava come un’esigenza scientifica fondamentale: inserire la sua scoperta dei processi psichici primario e secondario in una concezione biologica che facesse intervenire modi di risposta di un organismo all’afflusso di eccitazioni. Questo tentativo lo induce a formulare affermazioni poco sostenibili sul piano biologico: per esempio, l’arco riflesso concepito come se trasmettesse alla sua estremità motoria la stessa quan-tità di eccitazîone da esso ricevuta alla sua estremità sensoriale, o, a un livello più fondamentale, l’idea che un organismo possa avere una fase in cui funzioni secondo il solo principio dell’evacuazione totale dell’energia da esso ricevuta, sicché, paradossalmente, sarebbero le «esigenze della vita» che renderebbero possibile l’avvento dell’essere vivente.

 
 
L'energia libera e l'energia legata

I termini energia libera ed energia legata designano, dal punto di mista economico, la distinzione freudiana tra processo primario e processo secondario. Nel processo primario, l’energia è detta libera o mobile in quanto scorre verso la scarica nel modo più rapido e più diretto possibile; nel processo secondario, essa è legata in quanto il suo movimento verso la scarica è ritardato e controllato. Dal punto di vista genetico, lo stato libero dell’energia precede per Freud il suo stato legato, il quale caratterizza un grado più elevato di strutturazione dell’apparato psichico,

 

Freud attribuisce esplicitamente a Breuer il merito della distinzione tra energia libera ed energia legata. In realtà, va notato che i termini utilizzati non sono quelli di Breuer e che inoltre la distinzione introdotta da Breuer non assume lo stesso significato di quella di Freud.

La distinzione di Breuer trova il suo fondamento nella differenza stabilita dai fisici tra due tipi di energia meccanica la cui somma resta costante in un sistema isolato. Helmholtz, che notoriamente ha esercitato una notevole influenza sul pensiero di Breuer e di Freud, oppone alle forze vive le forze di tensione  o «le forze che cercano di muovere il punto m, fino a tanto che esse non abbiano ancora provocato il movimento». Questa opposizione corrisponde a quella introdotta da altri autori, nel corso del secolo XIX, tra energia attuale ed energia potenziale o tra energia cinetica ed energia statica. Breuer fa esplicito riferimento a questa distinzione e ai termini adottati da questi fisici.

Breuer cerca soprattutto di definire una forma di energia potenziale, presente nel sistema nervoso, che egli chiama «eccitamento tonico intracerebrale» o «tensione nervosa» o ancora «stato quiescente di eccitamento nervoso». Come un serbatoio contiene una certa quantità di energia potenziale in quanto trattiene l’acqua, così «... tutta l’immensa rete (delle fibre nervose) forma un serbatoio unitario di ‘tensione nervosa’».

Questo eccitamento tonico proviene da diverse fonti: cellule nervose, eccitazioni esterne, eccitazioni provenienti dall’interno del corpo (bisogni fisiologici) e affetti psichici. Esso è utilizzato o scaricato nelle varie attività motorie, intellettuali, ecc.

Secondo Breuer, esiste un livello ottimale di questa energia quiescente che consente una buona ricezione degli eccitamenti esterni, l’associazione tra le idee e una libera circolazione dell’e-nergia nelle vie del sistema nervoso. È questo livello che l’organismo cerca di mantenere costante o di ristabilire . L’organismo si allontana da questo optimum quando l’energia nervosa è esaurita (il che provoca lo stato di sonno, che consentirà un ricaricamento energetico) o quando il livello è troppo alto; questa altezza del livello può essere generalizzata e uniforme (stato di attesa intensa), oppure ripartita in modo ineguale (ciò avviene quando insorgono affetti la cui energia non può essere né scaricata né ripartita nell’insieme del sistema mediante l’elaborazione psichica“; è qui che Breuer parla di «affetti incapsulati»).

Come si vede:

 

1) Le due forme di energia distinte da Breuer – «quiescente» e «cinetica» – sono trasformabili l’una ne11’altra.

2) Nessuna priorità è data all’energia cinetica né dal punto di vista genetico né dal punto di vista logico. La distinzione freudiana tra processo primario e processo secondario sembra estranea al pensiero di Breuer.

3) Per Breuer è lo stato quiescente dell’energia nervosa che è fondamentale, giacché l’energia può circolare liberamente solo quando sia raggiunto un determinato livello. La differenza da Freud è netta: Breuer pensa per esempio che nello stato di sonno, in cui l’energia quiescente è a un livello molto basso, la libera circolazione degli eccitamenti sia ostacolata.

Il principio di costanza assume in Breuer un significato diverso da quello che avrà in Freud.

 

In realtà, pare sia stato Freud a introdurre, per quanto riguarda l’energia psichica, i due termini opposti di energia libera ed energia legata. Va notato che questi due termini erano stati introdotti in fisica da Helmholtz, ma nel quadro del secondo principio della termodinamica (degradazione dell’energia); Helmholtz designava con energia libera l’energia che «è capace di trasformarsi liberamente in altri tipi di lavoro» e con energia legata «... quella che può manifestarsi soltanto sotto forma di calore»

 

Questa opposizione non si pone esattamente allo stesso livello di quella tra energia statica (o tonica) ed energia cinetica; quest’ultima opposizione, infatti, considera soltanto l’energia meccanica, mentre l’opposizione energia libera-energia legata suppone il riferimento a diverse forme di energia (termica, chimica, ecc.), nonché delle condizioni che rendono possibile o meno il passaggio dall’una all’altra. Si può dire tuttavia che l’energia statica è, nel senso di Helmholtz, un’energia libera poiché è trasformabile in altre forme di energia, mentre l’energia cinetica, per lo meno quella dei movimenti molecolari disordinati, è un’energia legata: Freud, chiamando energia legata l’energia quiescente o tonica di Breuer, ed energia libera la sua energia cinetica, ha praticamente invertito il senso che questi termini hanno in fisica: libera va inteso in Freud come liberamente mobile e non liberamente trasformabile.

Riassumendo, costatiamo che:

1) La coppia di contrari utilizzata da Breuer (energia tonica-energia cinetica) è mutuata da una teoria che non tiene conto del secondo principio della termodinamica. Freud, invece, utilizza termini (energia libera, energia legata) che si collocano nell’am-bito di questo secondo principio.

2) Freud, che pure ha conosciuto da vicino le concezioni della scuola fisicalista (Helmholtz, Brucke), inverte il senso dei termini che egli riprende dalla fisica per farli corrispondere approssimativamente all’opposizione di Breuer.

3) Nonostante questa apparente coincidenza, la concezione di Freud è completamente diversa da quella di Breuer: l’energia libera, quella che caratterizza i processi inconsci, ha la priorità rispetto all’energia legata. Questa fondamentale differenza di punti di vista si riflette in particolare nelle ambiguità della formulazione del principio di costanza.

 

L’opposizione tra due forme di deflusso dell’energia è presente nel Progetto di una psicologia: nel funzionamento primario dell’apparato neuronale, l’energia tende a una scarica immediata e completa (principio di inerzia neuronale); nel processo secondario, l’energia è legata, cioè trattenuta in alcuni neuroni o sistemi neuronali in cui essa si accumula. Questo legame è dovuto, da un lato, all’esistenza di barriere di contatto tra i neuroni che impediscono o limitano il passaggio d’energia, e, dall’altro, all’azione esercitata da un gruppo di neuroni investiti a un livello costante (l’Io) sugli altri processi che si svolgono nell’apparato: è ciò che Freud chiama effetto di «investimento laterale», che è il fondamento dell’azione inibitrice dell’Io.

Il caso privilegiato di un funzionamento «legato» dell’energia è fornito, secondo Freud, dal processo di pensiero, che combina l’alto investimento richiesto dalla tensione e lo spostamento di deboli quantità di energia, senza le quali l’esercizio stesso del pensiero sarebbe impossibile. Questa corrente, per quanto debole dal punto di vista quantitativo, circola con più facilità: «Piccole quantità sono più facilmente spostabili quando il livello è alto che non quando è basso».

L’opposizione tra energia libera e energia legata è ripresa in L’interpretazione dei sogni, senza alcun riferimento a stati, supposti distinti, dei neuroni, e sarà sempre mantenuta da Freud come l’espressione economica della distinzione fondamentale tra processo primario” e processo secondario"'.