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Condizionamento e Apprendimento

 

q       Istinti e riflessi innati (riflessi incondizionati)

Le forme di vita più semplici, attraverso il patrimonio genetico, ereditano modi e mezzi per sopravvivere e per far fronte all’ambiente. Istinti e riflessi innati determinano le loro reazioni biologiche agli stimoli.  

q       Apprendimento

Gli esseri umani, per far fronte alle esigenze della vita, hanno a loro disposizione l’intelligenza e la capacità di apprendere dall’esperienza:

 apprendere dall’esperienza: modificare pensieri e comportamenti in funzione di quel che è accaduto loro in passato.  

La capacità di apprendere permette di accumulare e di tramandare le conoscenze da una generazione all’altra, non biologicamente, ma attraverso la cultura

Anche se molti animali possono apprendere, nessuno di essi possiede questa capacità quanto gli esseri umani.

 

q       Il comportamentismo 

Storia: il comportamentismo è stato profondamente influenzato dalle ricerche sull’apprendimento animale condotte dal fisiologo russo Ivan Pavlov (1849-1936) e dallo psicologo americano Burrhus F. Skinner (1904-1990).  

I comportamentisti  diedero particolare impulso allo studio dell’apprendimento e della modificazione del comportamento, applicandosi soprattutto nell’esame degli animali, convinti che i processi di apprendimento fossero eguali negli animali e negli essere umani. Oggi la psicologia è molto cambiata da allora:  

alcuni principi di apprendimento sono condivisi ma è opinione comune che gli esseri umani, con le loro peculiari capacità linguistiche e simboliche, siano caratterizzati da processi di pensiero molto specifici.   

Il condizionamento classico

 

q       Condizionamento classico o pavloviano: apprendimento consistente nell’emissione di un comportamento (risposta, riflesso) in seguito alla presentazione di uno stimolo precedentemente neutro. Il processo sotteso  all’apprendimento nel c.c. è:

-          Si parte da un comportamento (riflesso incondizionato RI), già presente nel repertorio del soggetto, ed emesso ogni qual volta è presente uno stimolo (lo stimolo incondizionato SI)

-          con opportune modalità, si effettuano associazione ripetuta in contiguità temporale fra stimolo neutro  e SI.

-          risultato: la sola presenza dello stimolo precedentemente neutro, evoca una risposta condizionata (appresa) RC simile alla risposta automatica RI. Lo stimolo, precedentemente neutro, diventa stimolo condizionato SC.

Note:

-     Ciò che viene appreso nel c.c. è l’associazione tra stimoli.

 

q       Esperimento di Pavlov

Riflesso incondizionato (automatico): SI= cibo à  RI=salivazione

Associazione: cibo ßà suono 1000Hz

Riflesso condizionato: SC: suono 1000 Hz, RC: salivazione.

 

q       Acquisizione, estinzione, recupero spontaneo e riacquisizione nell’esperimento di Pavlov

L’andamento tipico dell’esperimento di Pavlov  si articola nelle seguenti fasi:

1.       Fase I – acquisizione SC+SI: un cane da principio non addestrato aumenta gradualmente la sua risposta salivare (RC) mediante ripetute associazioni fra la campana e il cibo (SC + ST).

2.       Fase II – estinzione della RC per la presentazione del solo SC: continuando a presentare lo SC, ma senza lo SI si osserva che la RC evocata dallo SC scompare gradualmente.

3.       L’animale viene fatto riposare qualche giorno.

4.       Fase III – recupero spontaneo e riacquisizione: ulteriore addestramento di estinzione (lo SC viene presentato da solo). Si osserva che, invece della RC molto debole osservata alla fine della Fase II, le prime presentazioni dello SC in questa fase evocano RC piuttosto forti. Il recupero spontaneo è questo parziale ristabilimento dell’apprendimento dopo un periodo di riposo. Inoltre, se viene preservato nuovamente un rinforza (associando SC e SI), di solito l’animale avrà un riapprendimento molto rapido detto riacquisizione.

 

q       Velocità di apprendimento

-          La velocità di apprendimento dipende da una varietà di fattori (es: nell’esperimento di Pavlov, la quantità di cibo e l’intensità del suono). Il fattore più importante è la relazione temporale tra lo SC e lo SI. 

-          Relazione temporale tra lo SC e lo SI.

-          condizionamento in avanti : SC precede leggermente lo SI; massima efficacia;

-          condizionamento simultaneo: presentazione simultanea di SC e SI; peggioramento rispetto al condizionamento in avanti;

-          condizionamento all’indietro: presentazione dello SC dopo lo SI;  è la meno efficace di tutte.

 

-          Scelta dell’intervallo di tempo fra SC-SI nel condizionamento in avanti:

-          L’intervallo più efficace dipende sia dall’animale sia dagli stimoli;

-          nella maggioranza dei casi, un intervallo di circa mezzo secondo è la condizione migliore,

-          si registra poco o nessun apprendimento se l’intervallo supera il secondo.

q       Generalizzazione e discriminazione.  

Generalizzazione:

nel condizionamento classico, è il fenomeno per cui stimoli simili al SC producono lo stesso RC evocato da SC. Cioè, lo stimolo condizionato SC risulta generalizzato a tutti gli stimoli simili. Quanto più il nuovo stimolo è simile allo SC originario, maggiore sarà la forza della risposta. 

Discriminazione:

nel condizionamento classico, è il processo mediante il quale si tende ad abbassare (eventualmente annullare) il gradiente di generalizzazione dello SC, addestrando l’animale a rispondere allo SC in modo selettivo (non a tutti gli stimoli simili al SC come nel caso di generalizzazione, ma al solo SC originario o a quelli molto simili). Tale risultato può essere ottenuto premiando l’animale solo in presenza dello SC originario, e negado il premio per ogni stimolo condizionato simile a SC. 

Esempio con l’esperimento di Pavlov:

-Condizionamento: si condiziona la salivazione (RC) del cane ad un suono di 1000Hz (SC).

-Generalizzazione: il cane produce salivazione con tutti i suoni di frequenza simili (in misura proporzionale al grado di similitudine con SC)

-Discriminazione: si addestra il cane a salivare solo con il suono a 1000 Hz, associando il tono di 1.000 Hz con il cibo, inframmezzate irregolarmente da presentazioni di toni di 900 e 1.100 Hz senza cibo. Questo addestramento, gradualmente “aguzza” il gradiente di generalizzazione finché il cane produce salivazione solo in risposta al tono di 1.000 Hz (SC) ).

 

q       Condizionamento di ordine superiore.  

Condizionamento di ordine superiore: meccanismo di condizionamento in cui un nuovo stimolo neutro viene condizionato ad evocare una risposta RC, associandolo ad uno stimolo già in precedenza condizionato ad evocare RC stesso. Cio’ lo stimolo di partenza a cui viene associato il nuovo stimolo neutro non è uno SI puro, ma uno stimolo già condizionato ad evocare la stessa risposta. 

Esempio con l’esperimento di Pavlov:

Condizionamento di ordine 1: condizionare il cane a salivare al suono di una campanella (SC) associando il suono alla presenza del cibo (SI).

Condizionamento di ordine 2: condizionare il cane a salivare alla presentazione di una luce (SC2) associando la luce alla campanella (SC1), anche senza mai presentare del cibo.

 

q       Rinforzi nel condizionamento classico 

Rinforzi condizionati o secondari: gli stimoli condizionati, per via del rinforzo che ricevono con la ripetuta associazione con gli stimoli incondizionati, sono detti rinforzi condizionati o secondari.

 Rinforzi incondizionati o primari: essenzialmente sono gli stimoli incondizionati, che hanno proprietà di rinforzo (evocazione della risposta) iscritta nell’organismo (innata, automatica)

 

q       Stimoli avversivi 

Stimoli avversivi incondizionati: stimoli che evocano in modo innato e automatico esperienze dolorose o comunque indesiderabili.

Essi sono definiti da configurazioni di risposta specie-specifiche che variano da una specie all’altra (per esempio, per il gatto inarcare la schiena, per il cane abbaiare, per il piccione sbattere le ali).  

Stimoli avversivi condizionati e risposta emotiva condizionata: stimolo neutro che, dopo essere stato ripetutamente associato ad uno stimolo avversivo incondizionato SI_avversivo, può da solo evocare una risposta dolorosa RC simile a quella evocata da SI_avversivo. La risposta condizionata in tal caso è detta risposta emotiva condizionata

Particolarità degli stimoli avversivi condizionati:

a)       può bastare anche una sola associazione SC-SI per produrre la risposta emotiva condizionata resistente all’estinzione.

b)      uno stimolo avversivo condizionato può dar luogo ad un condizionamento di ordine superiore, con la conseguenza che, semplicemente associando un altro stimolo al primo, si dà a quest’ultimo carattere avversivo. 

Esempio di SC condizionato:

L ’associazione di uno stimolo avversivo, quale una scossa elettrica (SI) con uno stimolo neutro, quale una luce (futuro SC), di solito farà sì che la luce evochi una risposta (RC) simile a quella evocata dalla scossa elettrica (RI). La luce diventa uno stimolo avversivo condizionato. 

 

Il condizionamento operante  

q       Da Thorndike a Skinner

Thorndike:

-          condusse le prime ricerche su quello che sarebbe stato poi chiamato da Skinner condizionamento operante.

-          critica alle prove ampiamente aneddotiche dell’intelligenza animale descritte da molti naturalisti, compreso Charles Darwin.

-          studi sul modo in cui i gatti uscivano dai cosiddetti problem-boxes indicavano un apprendimento per prove ed errori le risposte corrette tendono a essere ripetute, quelle erronee a essere abbandonate, in modo che l’animale riduce progressivamente il numero delle risposte errate, diminuendo altresì i tempi di soluzione del problema (legge dell’effetto). Egli osservò inoltre che i comportamenti più frequentemente esercitati sono appresi più saldamente, ed è più facile che vengano di nuovo emessi in condizioni simili a quelle in cui sono state apprese (legge dell’esercizio). 

Skinner:

-          prosegue le ricerche di Thorndike, assumendo un punto di vista rigorosamente comportamentista (limitandosi, cioè, a osservare esclusivamente il comportamento) e studiando a fondo il condizionamento operante.

-          distinzione fra due tipi di comportamenti

a)       comportamenti rispondenti (associazione S-S): comportamenti derivanti da riflessi innati (in risposta a stimoli incondizionati) o appresi tramite il condizionamento classico.

b)      comportamenti operanti (associazione S-R: stimolo-risposta): emessi spontaneamente dall’organismo (e non in risposta ad eventi).

 

q       Condizionamento operante o strumentale: apprendimento consistente nell’emissione di un comportamento (risposta, riflesso) in vista di uno stimolo piacevole (o che riduce il dispiacere)..  Il processo sotteso all’apprendimento è che:

-          il soggetto, nell’ambiente in cui si trova, emette comportamenti più o meno casualmente (e tra cui esiste una certa equiprobabilità).

-          comportamenti seguiti da stimoli piacevoli (rinforzi positivi) o che riducono il dispiacere (rinforzi negativi) aumentano la loro probabilità di verificarsi, rispetto a comportamenti che sono seguiti da stimoli di punizione. 

Quindi

a)       ciò che viene appreso è che certi comportamenti sono seguiti da precisi stimoli, di conseguenza si apprende a emettere un comportamento in tutte le situazioni in cui si sa essere seguito da una “ricompensa”.

b)      i comportamenti operanti aumentano o diminuiscono in funzione del premio o punizione che l’organismo riceve in corrispondenza della loro emissione.

 

q       Rinforzi

-          Rinforzi positivi: stimoli in grado di soddisfare un bisogno (come cibo e acqua) provenienti dall’ambiente in seguito all’emissione di un preciso comportamento.

-          Rinforzi negativi: stimolo in grado di eliminare un altro stimolo di tipo avversivo (come una scossa elettrica o un rumore molto forte).  

In entrambi i casi il rinforzo rende più probabile il verificarsi del comportamento.

  

q       Gabbia di Skinner

Il ratto viene rinchiuso nella gabbia di Skinner, grazie alla quale lo sperimentatore ha il controllo sull’ambiente in cui il ratto si trova e sugli effetti del suo comportamento. All’inizio, un ratto privo di addestramento può andare avanti parecchio tempo prima di premere accidentalmente la leva e ricevere del cibo. Poiché il cibo funziona da rinforzo positivo, la leva viene abbassata sempre più spesso, e ciascun rinforzo rende più probabile l’abbassamento successivo. Skinner ha registrato le risposte e la frequenza di tale comportamento fornisce la misura del livello operativo dell’animale prima del condizionamento. Skinner ha osservato inoltre che le sue risposte hanno un andamento cumulativo (registrazione cumulativa delle risposte) in funzione dell’apprendimento. 

 

q       Il modellaggio.

Tecnica del modellaggio: tecnica nella quale l’apprendimento di un comportamento finale avviene per approssimazioni successive: si inizia con il far apprendere, tramite rinforzi, un comportamento che è una versione approssimativa, grossolana, di quello finale. Tra tutte le modalità con cui si emetterà questo  primo comportamento, si rafforza quello che più si avvicina al comportamento finale. Si itera questo processo, andando a rafforzare man mano comportamenti sempre più prossimi a quello finale. Una volta che (casualmente) si emette il comportamento obiettivo, si rinforza solo quello, estinguendo i precedenti. 

Utilità:

La tecnica del modellaggio serve:

-          per ridurre i tempi di attesa prima che un ratto non addestrato prema la leva per la prima volta. (Skinner scoprì che in genere il metodo di modellaggio per approssimazioni successive produceva il comportamento di abbassamento prima di quello consistente semplicemente nell’attesa della sua emissione casuale). 

-          più in generale viene utilizzato per far apprendere comportamenti di precisione o molto particolari. È più facile partire dall’apprendimento di una versione grossolana di quella finale. 

Esempio:

osservava attentamente il ratto e gli faceva avere una pallottola di cibo ogni volta che il ratto si avvicinava alla leva. Rinforzando questa risposta, la rendeva ancor più probabile. Una volta che il ratto aveva imparato a trascorrere la maggior parte del tempo nei ’pressi della leva, Skinner poteva richiedere un’approssimazione ancora più stretta rispetto al comportamento desiderato: la pallottola veniva liberata solo quando il ratto toccava la parete vicino alla leva. Di nuovo, quando il comportamento aveva luogo, veniva rinforzato, e il suo verificarsi diventava poi ancor più probabile.

 

Velocità, persistenza e estinzione

La velocità dipende da: 

-          Entità del rinforzo: rinforzi maggiori aumentano la velocità di apprendimento;

-          Contiguità temporale tra comportamento e rinforzo

-          Schema di rinforzo. 

 

q       Relazione temporale tra comportamento e rinforzo

La velocità dell’acquisizione del condizionamento operante è in funzione della contiguità temporale fra il comportamento e il rinforzo: ogni ritardo di rinforzo anche piccolo rallenta la velocità di apprendimento. Se si produce un ritardo di rinforzo (5-10 secondi fra il comportamento e il rinforzo), il condizionamento operante tende a non comparire.

 

q       Il rinforzo intermittente o parziale

La risposta del ratto è ancor più rapida quando l’abbassamento della leva è seguito dall’offerta di cibo solo di tanto in tanto, cioè con rinforzo intermittente (o parziale). Inoltre con questo tipo di rinforzo, il ratto continua a rispondere molto più a lungo durante il periodo di estinzione. Tuttavia, è cruciale che la proporzione di rinforzi, all’inizio, sia ridotta lentamente, per evitare il fenomeno dell’estinzione. Alla fine, l’animale risponde rapidamente anche a seguito di un solo, occasionale rinforzo e continua a rispondere ancora molto tempo dopo, senza che si abbia alcuna estinzione.

 

q       Schemi temporali di rinforzi intermittenti

Skinner studiò le prestazioni (risposte) dell’animale in funzione di diversi schemi di rinforzo intermittente.

Si hanno 4 schemi di rinforzi:

1)       intervallo fisso: rinforzo alla prima risposta data dall’animale all’interno di un periodo di t secondi, (t fisso). Es: ogni  prima risposta nell’arco di un periodo di 10 secondi)

2)       intervallo variabile: l’intervallo di tempo tra un rinforzo e quello successivo varia intorno ad un valore medio

3)       rapporto fisso (o ragione fissa): rinforzo ogni n risposte dell’animale, (n costante).

4)       rapporto variabile: rinforzo in media ogni n risposte, (n valore medio). 

Sia per gli animali che per gli essere umani, lo schema più efficace sembra essere quello a rapporto variabile (lotteria, slot-machine, “gratta e vinci” ecc.).

  

q       Generalizzazione (nel condizionamento operante):

nel condizionamento operante, è il fenomeno per cui l’animale risponde a stimoli simili allo stimolo che in passato ha preceduto il rinforzo.

 

q       Discriminazione

È possibile addestrare un animale a discriminare la presenza o l’assenza di un determinato stimolo rinforzando il comportamento solo quando lo stimolo è presente.

  

q       Rinforzi condizionati: primari e secondari

L’associazione ripetuta di uno stimolo neutro con rinforzo primario attribuisce a detto stimolo proprietà analoghe di rinforzo. Si fa in tal modo un rinforzo positivo secondario.  

Esempio:  se le beccate di un piccione procurano cibo solo quando il tasto è illuminato, l’illuminazione del tasto diventa alla fine un rinforzo condizionato. Altri comportamenti, come sollevare una zampa, avranno luogo più frequentemente se sono seguite dall’illuminazione del tasto. 

q       Punizione

Punizione: (prevalentemente nell’ambito del condizionamento operante) indica la presentazione di uno stimolo avversivo che riduce l’occorrenza del comportamento che lo precede.

 

Efficacia della punizione

-          L’animale diventa rigido e inflessibile di fronte a una eccessiva punizione, rafforzando il comportamento che si vorrebbe estinguere. 

Il condizionamento prodotto dalla punizione, oltre a essere solo temporaneamente efficace, si traduce in risposte emotive, come l’agitazione e l’aggressione, che vengono a interferire con il successivo condizionamento operante. 

Esempio: un ratto, addestrato a premere la leva in cambio di cibo, smise solo momentaneamente questo comportamento dopo aver subito una scossa mentre premeva la leva. Dopo un po’ di tempo, l’animale non solo ricominciò a premere la leva, ma lo fece anche a un ritmo più ulto, sicché alla fine aveva dato non meno risposte di quante ne avrebbe date senza la scossa.

  

q       Apprendimento aversivo

Apprendimento avversivo: l’apprendimento di un comportamento che consente all’animale di evitare (o, comunque, di ridurre) uno stimolo avversivo.

 Apprendimento di evitamento: è il prototipo dell’apprendimento avversivo, in cui l’animale apprende a rispondere a uno stimolo neutro (una luce) presentato prima dello stimolo avversivo (una scossa elettrica), evitando così la punizione.

Osserviamo che:

-          L’apprendimento di evitamento presenta un’elevata efficacia, una prolungata persistenza nel tempo e una robusta resistenza all’estinzione, anche nel caso in cui l’animale non abbia mai subito una scossa.

-          lo stimolo di avvertimento (la luce) in funzione dell’associazione con lo stimolo avversivo, assuma il valore di stimolo avversivo condizionato

Risposta di fuga

Il primitivo comportamento emotivo di fuga suscitato da una punizione, può essere modificato grazie al condizionamento di una specifica risposta di fuga che è un tipico esempio di apprendimento avversivo. 

q       Impotenza appresa

In compiti di apprendimento di evitamento, è la tendenza da parte di un animale di accucciarsi e a sottomettersi allo stimolo avversivo senza tentare di evitarlo, dovuta ad esperienze precedenti in cui l’animale non ha avuto la possibilità di evitare nè sfuggire a ripetuti stimoli avversivi.

Si parla di impotenza poiché in queste situazioni l’animale diventa passivo, inerme e incapace di reagire di fronte a stimoli dolorifici. 

Esempio:

Seligman e Maier esposero due gruppi di cani a scosse intermittenti. I cani di entrambi i gruppi erano legati con cinghie e ricevevano lo stesso numero di scosse, ma i cani del gruppo di controllo potevano interrompere la scossa premendo una leva con il muso. I cani del gruppo sperimentale non potevano controllare in alcun modo le scosse. I comportamenti dei cani vennero poi confrontati in un normale compito di evitamento. Mentre i cani del gruppo di controllo imparavano il nuovo compito, i cani del gruppo sperimentale mostravano chiari segni di impotenza appresa. 

q       Estinzione

Le modalità più efficace per sopprimere un comportamento sono:

1.       non rinforzare il comportamento (l’assenza di rinforzo è già una forma di frustrazione)

2.       rinforzare risposte incompatibili con il comportamento da estinguere.  

Nota: sebbene la punizione può incoraggiare il comportamento anziché estinguerlo, risulta un metodo tempestivo per bloccare momentaneamente un comportamento indesiderabile. 

 

L’approccio cognitivo allo studio dell’apprendimento animale

 Le prime ricerche cognitive sull’apprendimento degli animali

Tre aree di studio sugli aspetti cognitivi del comportamento animale:

1.       l’insight

2.       la disposizione ad apprendere

3.       l’apprendimento latente.

 

q       L’insight.  

L’insight:

-          capacità di strutturare in modo radicalmente nuovo e diverso gli elementi dell’ambiente a propria disposizione, dando a essi un significato preciso in una struttura unitaria e coerente di pensiero corrispondente alla soluzione del problema;

-          quando si afferra la soluzione, l’insight sopravviene improvvisamente e irreversibilmente (non è il risultato di un processo cieco per tentativi ed errori).

-          una volta che l’apprendimento per insight ha luogo, vi sono poche probabilità che venga dimenticato in futuro. 

Gestalt e Cognitivismo

- Critiche al condizionamento dagli psicologi della Gestalt: l’apprendimento osservato negli studi di Pavlov e Thorndike è cieco e meccanico, perché le situazioni sperimentali impiegate danno all’animale poche opportunità di mettere in evidenza comportamenti spontanei. 

- Kohler spiega l’apprendimento degli scimpanzé nel risolvere problemi facendo ricorso al concetto di insight (o intuizione). 

- In un tipico problema Kohler pone lo scimpanzé in una gabbia, fuori della quale – a distanza non direttamente raggiungibile – si trova della frutta. Nella gabbia o nei suoi dintorni vi sono a disposizione due canne, nessuna delle quali ha la lunghezza sufficiente per arrivare alla frutta. Dopo un periodo iniziale di irrequietezza durante il quale l’animale tenta direttamente di arrivare al cibo, si osserva che lo scimpanzé fa dei tentativi con una canna per volta senza successo e desiste dai suoi sforzi. Dopo un certo intervallo di esplorazione della gabbia, l’animale modifica improvvisamente e bruscamente il suo comportamento: afferra le due canne, le infila una nell’altra e raggiunge così il cibo, senza alcuna incertezza. Dopo l’insight, le azioni dello scimpanzé risultano consecutivamente collegate fino al raggiungimento della meta. 

 

q       La disposizione ad apprendere e il metapprendimento.

La disposizione ad apprendere: assimilazione di schemi, strategie e regole generali efficaci per la risoluzione. Si tratta di un metapprendimento, cioè di un apprendimento ad apprendere. Gli apprendimenti precedenti servono a orientare (e “disporre”) gli apprendimenti successivi secondo determinate linee e impostazioni piuttosto che altre. 

Esperimento:

Harlow [1949] addestrò un gruppo di scimmie a eseguire la discriminazione tra due stimoli: cibo sotto uno stimolo (una scatola quadrata) e niente sotto l’altro (una scatola rotonda). Non appena una scimmia aveva raggiunto un’elevata padronanza del compito con una coppia di stimoli,, passava a una nuova coppia (per esempio, una scatola triangolare nera e una scatola triangolare bianca). All’inizio, l’apprendimento era piuttosto lento; le scimmie facevano diversi errori con ciascuna coppia di stimoli, prima di arrivare alla discriminazione.

Tuttavia, man mano che il numero dei problemi di discriminazione aumenta, occorrono sempre meno prove affinché l’animale raggiunga il criterio prestabilito. Dopo aver imparato a discriminare tra decine di differenti coppie di stimoli, gli animali sviluppano una disposizione ad apprendere. Assimilano infatti schemi e strategie efficaci per la risoluzione di problemi di discriminazione in base à regole generali (del tipo: “Se il cibo si trova sotto A, la prossima volta, guarda A; in caso di insuccesso, guarda B”).

 

q       L’apprendimento latente di Tolman.  

Tolman: importanza dei fattori cognitivi nell’apprendimento animale. 

L’apprendimento latente: apprendimento che avviene senza la necessità di alcun rinforzo, ma grazie ad una rappresentazione mentale o mappa cognitiva della soluzione che si viene a formare dopo vari tentativi con errori e successi.

 Esperimento 1:

Il ratto affamato deve trovare la strada in un labirinto dal box di partenza al box di arrivo contenente del cibo. Lungo il percorso vi sono molti vicoli ciechi. Il ratto, quando viene messo per la prima volta nel labirinto, entra in parecchi di questi vicoli ciechi (facendo molti errori) durante il tragitto verso l’uscita; poi, man mano che viene sottoposto ad altre prove, dimostra di apprendere diminuendo in modo regolare il numero degli errori. Secondo Tolman, ciò che l’animale apprende è una sorta di mappa cognitiva del labirinto. Egli giunge a elaborare una rappresentazione meritale globale di un percorso piuttosto che una serie di risposte concatenate. In questa situazione l’apprendimento ha luogo anche senza alcun rinforzo: Tolman lo definì come apprendimento latente.

Esprimento 2:

Nello stesso labirinto vennero immessi tre gruppi di ratti. Il gruppo A ricevette la ricompensa (cibo) ogni volta che raggiungeva il box di arrivo. Questi animali ridussero gradualmente il numero di errori commessi fin quasi a zero nell’arco di quindici giorni. I ratti del gruppo B, quando giungevano il box di arrivo, non ricevevano alcun rinforzo. Benché i loro errori declinassero leggermente nel tempo, essi continuarono a fare più errori del gruppo A. Ma il risultato interessante è quello relativa al gruppo C. Questi ratti, durante i primi dieci giorni, non ricevettero alcun rinforzo. Nell’undicesimo giorno venne messo per la prima volta del cibo nel box di arrivo. Quando, nel dodicesimo giorno, vennero rimessi nel labirinto, i ratti del gruppo C non fecero pressoché nessun errore. Un singolo rinforzo migliorava in modo. sorprendente le loro prestazioni, tanto da renderle superiori a quelle del gruppo A. Questo fenomeno pose in evidenza che i ratti del gruppo C avevano avuto un apprendimento latente e nei giorni precedenti il rinforzo si erano costruiti una mappa mentale del labirinto.

 

Apprendimento e prestazioni

Gli studi sull’apprendimento latente conducono alla distinzione tra apprendimento e prestazioni:

-          apprendimento: può avvenire anche in assenza di rinforzo e inizia fin da subito, non appena l’animale è posto nel labirinto.

-          prestazione: le prestazioni di un animale possono non cambiare molto da una prova all’altra, ma ciò non significa necessariamente che l’animale non stia apprendendo. La presenza di un rinforzo migliora le prestazioni,  che però si basano su un apprendimento latente avvenuto precedentemente.

 

La variabile interveniente (mappa cognitiva)

La variabile interveniente o mappa cognitiva: è una rappresentazione mentale che si interpone fra lo stimolo e la risposta.  

Secondo Tolman, il comportamento animale è regolato da intenzioni (purposive behaviorism), cioè l’animale agisce in una certa maniera per un determinato obiettivo o per raggiungere uno scopo; esso non è guidato meccanicamente dagli stimoli esterni, ma secondo la variabile interveniente. Grazie alla variabile interveniente l’animale prevede le conseguenze del suo comportamento, e sceglie il comportamento che permette di raggiungere il suo scopo.  

Detta variabile interveniente, pensata come un semplice costrutto ipotetico, è tuttavia in grado di influenzare significativamente il comportamento dell’animale. Si pongono così le basi concettuali per il successivo sviluppo del cognitivismo

 

q       L’interpretazione cognitiva del condizionamento classico e operante 

I risultati conseguiti con le ricerche sul condizionamento classico e operante sono stati oggetto di ulteriori considerazioni che hanno contribuito a illustrarne il significato.

Il valore predittivo dello stimolo condizionato.

Si è detto che il condizionamento in avanti (presentazione di SC prima dello SI) è la formula più efficace per l’apprendimento. Rescorla  avanzò l’ipotesi secondo la quale l’apprendimento avviene grazie al valore predittivo di informazione di uno SC (un suono) su SI (una scossa elettrica).

L’interpretazione cognitiva del condizionamento classico è: gli animali si aspettano che uno stimolo(SI) segua a un altro stimolo-premonitore (SC).

L’interpretazione cognitiva del condizionamento operante è:  gli animali si aspettano che le loro risposte abbiano certe conseguenze (premere una leva dovrebbe produrre del cibo, e così via). 

Esperimento 1:

Rescorla studiò il valore predittivo di informazione di uno SC (un suono) in funzione dell’associazione con uno SI (una scossa elettrica) facendo ricorso a due gruppi di cani, un gruppo di contingenza (per il.quale le scosse erano più probabili subito dopo il suono) e un gruppo di non contingenza (per il quale le scosse erano probabili in ogni momento, a prescindere dal suono). I risultati confermano il valore predittivo dello SC: il gruppo di non contingenza non mostrava alcun condizionamento, a diversità di quello di contingenza. 

Esperimento 2:

Seligman ha osservato che nell’apprendimento aversivo i ratti che avvertivano la scossa immediatamente dopo il suono, erano irrequieti ogni volta che sentivano il suono, ma relativamente calmi dopo la scossa. Per contro, i ratti che subivano il medesimo numero di scosse ma senza alcun suono di avvertimento, venivano spesso colpiti da ulcere allo stomaco. Secondo Seligman se una punizione è segnalata da uno stimolo premonitore, il soggetto prova paura quando lo stimolo è presente, ma può rilassarsi quando è assente. Invece, una serie di punizioni imprevedibili genera uno stato di ansia cronica assai negativa e dannosa.

 

 Interpretazione cognitiva dell’impotenza appresa: apprendimento da parte dei cani che, per evitare la scossa, non vi è nulla da fare. Gli animali, quando più tardi vengono messi in una situazione in cui la fuga o l’evitamento diventano possibili, non riescono a valersene.

 

 

GLOSSARIO

Contingenze di stimoli: associazione tra due stimoli (che nel condizionamento classico producono una stessa risposta);

Contingenze di stimolo-risposta: la produzione di uno stimolo che segue l’emissione di una certa risposta.

Condizionamento: apprendimento

Riflesso: sinonimo di comportamento, risposta (emessa in seguito alla presentazione di uno stimolo o in vista di un beneficio)

Condizionato: appreso

Incondizionato: innato, istintivo, automatico

Condizionamento classico o pavloviano: apprendimento consitente nell’emissione di un comportamento (risposta, riflesso) in seguito alla presentazione di uno stimolo precedentemente neutro. Il processo sotteso  all’apprendimento nel c.c. è:

-          Si parte da un comportamento (riflesso incondizionato RI), già presente nel repertorio del soggetto, ed emesso ogni qual volta è presente uno stimolo (lo stimolo incondizionato SI)

-          con opportune modalità, si effettuano associazione ripetuta in contiguità temporale fra stimolo neutro  e SI.

-          risultato: la sola presenza dello stimolo precedentemente neutro, evoca una risposta condizionata (appresa) RC simile alla risposta automatica RI. Lo stimolo, precedentemente neutro, diventa stimolo condizionato SC.

 Note:

-     Ciò che viene appreso nel c.c. è l’associazione tra stimoli.

-          Si dice:

“emettere una risposta (comportamento)”

“uno stimolo evoca una risposta”

“condizionare una risposta ad uno stimolo”;

“condizionare uno stimolo ad evocare una risposta”

“ condizionare un soggetto a emettere una risposta”

 

Condizionamento operante o strumentale: apprendimento consistente nell’emissione di un comportamento (risposta, riflesso) in vista di uno stimolo piacevole (o che riduce il dispiacere)..  Il processo sotteso all’apprendimento è che:

-          il soggetto, nell’ambiente in cui si trova, emette comportamenti più o meno casualmente (e tra cui esiste una certa equiprobabilità).

-          comportamenti seguiti da stimoli piacevoli (rinforzi positivi) o che riducono il dispiacere (rinforzi negativi) aumentano la loro probabilità di verificarsi, rispetto a comportamenti che sono seguiti da stimoli di punizione.

Quindi ciò che viene appreso  è che certi comportamenti sono seguiti da precisi stimoli, di conseguenza si apprende a emettere un comportamento in tutte le situazioni in cui si sa essere seguito da una “ricompensa”.