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I Disegni Sperimentale

 

L’obiettivo fondamentale del disegno sperimentale è migliorare la validità dell’inferenza dello sperimentatore in base a cui le differenze nella variabile dipendente risultino da cambiamenti nella variabile indipendente.

 Esaminiamo il problema di come progettare esperimenti che non ammettono conclusioni alternative a quella per cui differenze osservate nella variabile dipendente nelle diverse condizioni risultano dai cambiamenti della variabile indipendente..

 

1. Un falso disegno sperimentale: “Studio di un caso con una sola misurazione”

E’ un disegno per una ricerca che può sembrare un esperimento, ma che in realtà non può essere considerata come un disegno sperimentale.

Per fare un esempio concreto, immaginiamo che un ricercatore nel campo dell’educazione voglia conoscere l’effetto di un nuovo metodo di insegnamento sull’apprendimento. Il ricercatore prende una classe di studenti, introduce il nuovo metodo (X) e misura la capacità di memorizzazione degli studenti del materiale insegnato (0). Che conclusioni trarre da questo disegno? In un certo senso non c’è risposta; non c’è nulla con cui paragonare 0, quindi il ricercatore non può dedurre se la memorizzazione osservata è buona, scarsa o indifferente.

 

2. Disegno del gruppo di controllo solo al post-test.

il disegno del gruppo di controllo solo al post-test è uno dei disegni sperimentali più comunemente utilizzato in psicologia sociale

E’ una semplice estensione del disegno con una sola misurazione che fornisce i requisiti minimi per un disegno sperimentale autentico.

 

Rispetto al disegno del caso con una sola misurazione ci sono due modifiche importanti:

1)       Due condizioni,

a)       Condizione sperimentale/ gruppo sperimentale: è la condizione nella quale i soggetti sono sottoposti a manipolazione, e si misurano i possibili effetti della manipolazione. I soggetti di questo gruppo sono definiti gruppo sperimentale.

b)      Condizione del gruppo di controllo: non si introduce nessuna manipolazione e si misura la stessa variabile dipendente e nello stesso tempo del gruppo sperimentale.

 

L’osservazione compiuta nella condizione sperimentale 0, può essere paragonata a qualcosa, cioè all’osservazione fatta nella condizione di controllo 0.

Nel nostro esempio, il ricercatore potrebbe porre a confronto la comprensione di un gruppo di studenti che hanno sperimentato il nuovo metodo di insegnamento con quella di un altro gruppo che ha continuato ad apprendere con il metodo normale.

 

2) Assegnamento casuale dei soggetti alle due condizioni: con ciò si tende ad escludere la possibilità che le differenze tra 0, e 0, siano dovute a differenze tra i due gruppi di soggetti presenti prima dell’attuazione di X. Ne consegue che se la differenza tra 0, e 0, è grande, si può ragionevolmente dedurre che questa differenza è provocata da X.

 

 

3. Altri disegni sperimentali

Ci sono molti altri disegni più raffinati e complessi, ognuno dei quali rappresenta un tentativo più completo di escludere la possibilità che le differenze osservate tra le varie condizioni risultino da qualcosa di diverso della manipolazione della variabile indipendente.

 

L’esperimento fattoriale

Un disegno molto comune negli esperimenti sociopsicologici è l’esperimento fattoriale, nel quale due o più variabili indipendenti sono manipolate nell’ambito dello stesso disegno.

 

Caratteristiche:

a)       Contiene tutte le possibili combinazioni delle variabili indipendenti.

Nel disegno illustrato sopra ciascuna variabile indipendente ha due livelli, producendo come risultato quattro condizioni (2 X 2). Se si aggiunge un livello a ciascuna variabile, avremo nove condizioni (3 X 3), mentre l’aggiunta di un’altra variabile a due livelli produce otto condizioni (2 x 2 X 2).

b)      Consente al ricercatore di esaminare gli effetti separati – o effetti principali - e gli effetti congiunti di due o più variabili indipendenti. Se gli effetti congiunti di due variabili indipendenti sono diversi dalla somma dei loro due effetti principali, la combinazione è detta effetto di interazione.