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La Memoria

 

Sistema di memoria = struttura in grado di conservare l’informazione nel tempo.  

I SISTEMI DI MEMORIA

Distinzione tra:

-          Sistemi di memoria esterna

-          Sistemi di memoria interna 

Sistemi di memoria esterna

Un sistema di memoria esterno può essere descritto in termini di proprietà quali la capacità, il codice, la velocità di codifica e di recupero, la suscettibilità alle interferenze e altri parametri. 

Codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione, al suo arrivo, è immagazzinata in un sistema;

Ritenzione: si riferisce al modo in cui l’informazione viene conservata in un sistema nel corso del tempo;

Recupero. si riferisce al modo in cui l’informazione viene estratta da un sistema;  

Meccanismi di registrazione  e codice di reperibilita’:

l’informazione viene immagazzinata e conservata facendo ricorso a determinati e precisi meccanismi di registrazione, regolati da un proprio codice che consente una sua facile reperibilità e trasferibilità. Il medesimo sistema di memoria può impiegare differenti codici. 

Perdita di informazione

-          Il concetto di perdita dell’informazione è utilizzato per riferirei in modo generale a ciò che accade quando qualcosa interferisce con il processo di immagazzinamento e di conservazione dell’informazione. Una perdita di informazione può aver luogo:

-          durante la codifica

-          durante la ritenzione

-          durante il recupero.  

Il problema dell’entità e la durata della perdita dell’informazione: per la memoria umana ci si pone il problema se nell’oblio l’informazione è definitivamente perduta o momentaneamente irrecuperabile,

 Ricodifica:

L’informazione ritenuta in un sistema di memoria può essere anche ricodificata, recuperando l’informazione da quel sistema di memoria e codificandola in un altro sistema, o ricodificandola nello stesso sistema.

Nel processo di ricodifica si possono verificare due importanti processi:

-          la riduzione dell’informazione: concentrazione e sintesi dei dati passando da una fonte (o magazzino) all’altra; tale concentrazione consiste in una diversa elaborazione e sistemazione delle conoscenze;

-          la riorganizzazione dell’informazione:

I processi ricostruttivi o reintegrativi permettono di completare un’informazione parzialmente distrutta o deteriorata, come in un manoscritto antico. L’informazione mancante viene ricostruita grazie a. ipotesi fondate su quella porzione di informazione che non è andata perduta, e grazie al ricorso alla ridondanza linguistica. 

Capacità:I sistemi di memoria possono essere descritti anche in termini di capacità.

  

LA MEMORIA UMANA

La memoria umana può essere descritta in termini di proprietà simili a quelli utilizzati per la memoria esterna (capacità, il codice, velocità di codifica e di recupero, suscettibilità alle interferenze e così via), alla luce di quel che inferiamo dal modo in cui gli esseri umani ricordano. 

La misurazione della memoria umana

I primi esperimenti sistematici sulla memoria umana: Ebbinghaus- 1876.  

Analizziamo 3 tipi diversi di compito; la rievocazione, il riconoscimento e il riapprendimento.

  

1. LA RIEVOCAZIONE 

Processi di rievocazione

Nella rievocazione verbale di item (tipicamente parole) si è soliti distinguere diversi processi: 

q       Rievocazione libera: rievocazione di item in cui il soggetto non deve dare importanza all’ordine  con cui il materiale gli è stato precedentemente  presentato.

 

q       Rievocazione seriale:  rievocazione di item in cui il soggetto deve rispettare l’ordine con cui il materiale gli è stato precedentemente presentato

 

q       Rievocazione guidata: rievocazione di item in cui al soggetto vengono forniti indizi utili per recuperare il materiale memorizzato. 

 

Fattori influenti sulla rievocazione

La rievocazione è un processo attivo che richiede tempo e concentrazione. La capacità di rievocazione dipende da diversi fattori. 

q       Effetti di posizione seriale

Sono effetti che si verificano in compiti di rievocazione di una lista di item (tipicamente parole) presentati in modo seriale. Gli effetti di posizione seriale sono di 2 tipi:

-          Effetto priorità (primacy): è l’effetto per cui sono ricordate più facilmente gli item che compaiono per primi nella lista;

-          Effetto recenza (recency): è l’effetto per cui sono ricordate più facilmente gli item che compaiono alla fine della lista.

 

q       Distribuzione dell’esercizio:

Vantaggio dell’esercizio distribuito (o frazionato) su quello massivo (o concentrato):

frazionando lo studio del materiale in più sessioni di breve tempo, si ottiene un livello di rievocazione superiore a quello ottenuto con uno studio di minor sessioni con lo stesso tempo complessivo.

 

 

q       Facilitatori (primes) e di indizi di rievocazione (recall cues)

La capacità di rievocazione può essere fortemente influenzata dalla presentazione di altri stimoli appena prima, o al momento, della rievocazione.

Facilitatori (o primes) e indizi di rievocazione (o recall cues): sono stimoli che vengono presentati un attimo prima o contemporaneamente al momento di rievocazionei allo scopo di facilitarla.

Paradigma del priming:  in questo paradigma esiste una parola-indizio che precede o accompagna gli item da rievocare e che svolge una funzione di facilitazione per la rievocazione.

 

q       Stimoli del contesto – Specificità della codifica – Effetto di compatibilità:

- Il fenomeno della specificità della codifica o effetto di compatibilità è quel fenomeno in cui   particolari stimoli, gli stimoli del contesto, presentati all’atto della memorizzazione di materiale vanno a costituire facilitatori all’atto della rievocazione. In tal senso questo fenomeno determina continuità e somiglianza fra contesto di codifica e contesto di recupero.

 

- il fenomeno della specificità della codifica spiega anche l’apprendimento dipendente dalla situazione: ciò che viene appreso in un particolare ambiente o in una particolare condizione fisiologica tende ad essere ricordato meglio nello stesso ambiente o nella stessa condizione. Ovvero: stimoli contigui, ripetutamente associati, costituiscano l’uno un buon indizio di rievocazione dell’altro.  

 

q       L’importanza del significato del materiale rievocato.

Proprietà come associazioni, evocazioni e significato del materiale giocano un ruolo fondamentale nella rievocazione.

Bartlett ha fatto un esperimento per scoprire se le differenze culturali possono influenzare il modo in cui i soggetti ricordano una storia. Chiese ai soggetti di leggere una storia ignota, breve, bizzarra, complessa e proveniente da una cultura lontana (“La guerra degli spettri”, sugli indiani della costa americana nord-occidentale). Poi, trascorso un certo tempo, Bartlett chiese loro di ricordare quanto più potevano della storia. Bartlett osservò che i soggetti tendevano sistematicamente a dimenticare, distorcere e aggiungere .particolari, in modo da rendere Ia storia meno strana e insolita. (Per esempio, un soggetto sostituì “cacciare le foche” con “andare a pescare”, “le frecce sono nella canoa” con “le frecce sono nella barca”, e così via).

Schemi mentali e ricostruzione:

nella rievocazione di un testo i soggetti procedono a una sua sostanziale ricostruzione e rielaborazione in funzione della loro comprensione e dei loro schemi mentali. Tali schemi, intesi come rappresentazioni mentali (di carattere generale e di natura soggettiva) che consentono di organizzare ricordi e conoscenze, sono strutture astratte in grado di orientare in maniera selettiva la rievocazione dei soggetti.

 

 

2. IL RICONOSCIMENTO 

Riconoscimento: compito in cui il soggetto deve identificare gli item precedentemente memorizzati, distinguendoli da altri detti distrattori. A diversità della rievocazione, il riconoscimento richiede non tanto di ricercare l’informazione da ricordare, ma piuttosto di decidere qual è l’informazione richiesta e di eliminare le altre. 

Rievocazione e riconoscimento:

Si verificano due fenomeno opposti:

a)       In alcuni  è più facile riconoscere un item che rievocarlo. Infatti  la presentazione di un item è essa stessa un valido indizio di rievocazione.

b)      In altri casi è più facile rievocare un item che riconoscerlo, quando nel riconoscimento l’item è isolato e il contesto deve essere recuperato. In quest’ultimo caso entra in gioco la specificità della codifica del materiale. 

 

3. IL RIAPPRENDIMENTO 

Fenomeno del risparmio nel riapprendimento: un compito appreso in una data circostanza, anche quando sembra completamente dimenticato, puo’ essere riappreso in un tempo minore di quello occorso originariamente. Ciò fa supporre che, al momento del riapprendimento si abbia abbiano un qualche ricordo del materiale.  

Fattori influenti sul riapprendimento:

Ebbinghaus dimostrò che il riapprendimento è in funzione di due fattori principali:

1.       numero di volte in cui si legge il materiale.

Ciò suggerisce il metodo del sovrapprendimento: tanto più si ripete lo studio del materiale, tanto più è facile riapprenderlo

2.       distribuzione nel tempo delle unità di apprendimento.

Ciò suggerisce il metodo dell’apprendimento ripetuto: tanto più l’esercizio di apprendimento del materiale è distribuito nel tempo, tanto più è facile il suo riapprendimento.

 

4. L’OBLIO NELLA MEMORIA UMANA 

Oblio: perdita di informazioni nel sistema di memoria.  

Senza oblio la  memoria diventerebbe un magazzino saturo, nell’impossibilità di ricevere nuove informazioni. 

Fatori influenti sull’oblio

Descriviamo i principali fattori che favoriscono o determina l’entità dell’oblio delle informazioni nel sistema di memoria. 

1.       Tempo

- In generale: più è lungo l’intervallo di ritenzione (intervallo tra apprendimento e la rievocazione) minore è la percentuale di materiale che si ricorda.

Di solito, l’oblio è molto rapido all’inizio (si perde oltre il 50 per cento del materiale dopo un’ora), poi va rallentando per stabilizzarsi nel tempo con il passare dei giorni.  

Vi sono però molte eccezioni a questa regola generale:

-          Spesso si ricordano molto bene eventi accaduti molti anni prima, ma ci si può dimenticare il nome di una persona che ci viene presentata non appena abbiamo finito di stringerle la mano.

 

 

2.       Accuratezza (a livello di codifica): l’accuratezza  con cui l’informazione è stata appresa (codificata) originariamente.

 

3.       Esperienza (a livello di ritenzione): le esperienze dell’individuo durante il periodo di ritenzione

 

4.       Contesto (a livello del recupero) : le condizioni in cui viene operato il recupero.

 5.       Distrazione e i problemi di attenzione

 

q       Distrazione 

Distrazione: focalizzazione dell’attenzione su elementi diversi rispetto al materiale-bersaglio da apprendere e da ritenere.  

Tipi di distrazioni (2):

1.       distrazione al momento della codifica dell’informazione (è come se non venisse registrata)

2.       distrazione nella fase di recupero del materiale già immagazzinato (si tratta di una distrazione temporanea).

 

La selezione delle risorse attentive

a.       In entrambi i casi di distrazione si è in un problema di selezione delle risorse attentive che consente di mettere a fuoco, di codificare e di ritenere certi item anziché altri.

b.       Se si presta attenzione alle informazioni nel momento in cui vi vengono presentate, una distrazione immediatamente successiva può produrre una perdita di informazione. Per non dimenticare, è necessario allora sia prestare attenzione all’informazione nel momento della codifica, sia non essere distratti nel periodo immediatamente successivo.

In un esperimento  i soggetti udivano dei trigrammi consonantici come P, T, K o L, C, J, che dovevano essere rievocati dopo un intervallo di ritenzione variabile dai 3 ai 18 s. I soggetti, se erano impegnati soltanto in questo compito, lo eseguivano alla perfezione. però durante l’intervallo di ritenzione dovevano compiere un compito distraente (contare all’indietro per tre), la rievocazione diventava praticamente nulla dopo 18 s.

  

q       L’interferenza di altri ricordi

La capacità di ricordare qualcosa può essere interferita dal ricordo di altro materiale, soprattutto  se queste sono simili o legate concettualmente al materiale da ricordare.

 

Interferenza di altri ricordi: quanto più sono simili gli item da ricordare tanto maggiore è la probabilità di fare confusione fra di essi e quindi tanto maggiore è l’oblio.

 

Interferenza retroattiva: particolare tipo di interferenza di altri ricordi. Essa rappresenta l’interferenza prodotta dall’apprendimento di un nuovo materiale sull’apprendimento di vecchio materiale appreso precedentemente.

 

Interferenza proattiva: particolare tipo di interferenza di altri ricordi. Essa rappresenta l’interferenza che vecchio materiale appreso in precedenza produce sull’apprendimento di nuovo materiale.

 

-          Entrambi i tipi di interferenza aumentano in funzione della somiglianza dei due tipi di materiali da apprendere e da ricordare.

-          l’interferenza proattiva e l’interferenza retroattiva indicano che quanto apprendiamo viene a interagire con quanto già appreso e viceversa.

-          Di conseguenza, quanto più l’apprendimento è differenziato e integrato nel patrimonio delle proprie conoscenze, tanto più limitati sono gli effetti dovuti a entrambi i tipi di interferenza.

 

Wickens presentò a dei soggetti una serie di parole e poi ne controllò la rievocazione. Le prime tre parole della lista erano nomi di frutta; la quarta parola cambiava a seconda dei gruppi in cui erano stati suddivisi i soggetti, e poteva essere il nome di un frutto, di un vegetale, di un fiore o di una professione. Il resto della lista era di nuovo identico per tutti i soggetti. Il grafico 7.8 mostra il graduale peggioramento della rievocazione delle prime tre parole man mano che l’interferenza proattiva diminuisce l’effetto priorità. Però il grado di interferenza proattiva esibita dal quarto item dipende chiaramente dalla sua somiglianza con i primi tre. È come se vi fosse, nel caso di un netto mutamento di categoria, una diminuzione dell’interferenza.

 

 

6. I fattori emozionali 

È opinione diffusa ritenere che quanto più un evento è emozionalmente denso, tanto più sarà ricordato ed esente da oblio.  

·         In una ricerca autobiografica Linton giunse alla conclusione che, per non cadere in oblio, un evento deve essere:

-          essere saliente e valutato come fortemente emotivo nel momento in cui succede

-          rimanere relativamente unico (se succedono altri eventi simili, aumenta il rischio dell’oblio)

-           deve determinare una svolta nella propria esistenza.

 

·         Wagenaar ripeté lo studio di Linton,e osservò che, in generale,

-          gli episodi emotivamente coinvolgenti sono ricordati meglio di quelli poco coinvolgenti

-          gli eventi piacevoli sono rievocati più facilmente di quelli spiacevoli.

 

·         Anche ricerche in laboratorio hanno sottolineato l’importanza dei fattori emotivi nella resistenza all’oblio (i soggetti ricordano un numero più elevato di elementi con le diapositive emotive che con quelle neutre o insolite).

 

·         In generale, il materiale emozionalmente saliente viene ricordato meglio di quello neutro, in quanto caratterizzato da maggiore distintività e unicità.

 

·         Un problema si pone per gli eventi traumatici, fortemente spiacevoli e dolorosi (come abusi sessuali, stupri, rapine ecc.). Secondo alcuni essi vengono rimossi e cadono nell’oblio; secondo altri, possono essere recuperati. Il problema di forme particolari di memoria rimossa rimane controverso: non ne viene negata la possibilità, ma non ne viene affermata con certezza l’esistenza.

  

Le cause organiche dell’oblio 

Alcune forme di oblio hanno un preciso fondamento organico.  

Amnesie organiche: causate da danni cerebrali, malattie, traumi cranici o interventi chirurgici al cervello.  

Morbo di Alzheimer: colpisce le persone anziane. La riduzione progressiva dell’ossigenazione del cervello e la sua atrofia generale provocano una riduzione complessiva delle funzioni cognitive, ivi compresa la memoria. 

Effetti più specifici sulla memoria possono essere causati da altri tipi di danno cerebrale:

-          Amnesia retrograda: è la perdita di memoria limitata ai fatti precedenti al danno cerebrale.

Sono temporanee e sono spesso causate da un trauma cranico e da shock elettroconvulsivi. Queste amnesie possono riguardare pochi istanti, giorni o perfino settimane, a seconda della gravità del trauma. Con il passar del tempo, vengono ricordati anzitutto gli eventi più vecchi, finché, alla fine, l’amnesia svanisce. Spesso, però, il ricordo degli eventi accaduti poco prima del trauma cranico è perduto per sempre, in quanto non è stato possibile il processo fisiologico di consolidamento della traccia.

 

-          Amnesia anterograda: consiste nella perdita di memoria limitata ai fatti successivi al danno cerebrale.

Forme croniche di queste amnesie possono essere prodotte da una lesione dell’ippocampo.

 La psicosi di Korsakoff:  è una malattia associata all’alcolismo cronico e alla conseguente malnutrizione; essa provoca danni cerebrali permanenti. Chi è colpito da questa malattia soffre di amnesia anterograda, per cui può ricordare gran parte della vita precedente, ma non riesce a ritenere nuove informazioni per più di qualche minuto.  

Localizzazione della memoria

La presenza delle amnesie pone in evidenza che la memoria non è localizzata in specifiche aree corticali (come il linguaggio), bensì è distribuita in maniera diffusa nelle diverse regioni del cervello (comprese le strutture sottocorticali). 

 

5. LE TEORIE SULLA MEMORIA 

Le prime ipotesi sulla memoria 

Teoria associazionistica: concezione dell’apprendimento come formazione di associazioni La formazione di associazioni venne attribuita spesso alla semplice contiguità temporale.

-          Per Ebbinghaus: le associazioni più forti sono fra gli item contigui di una lista, quelle più deboli fra item separati, mentre fra item distanti le associazioni possono anche essere inesistenti.

-          Teoria del decadimento: alcuni studiosi consideravano le associazioni fra tracce mnestiche come de!le “vie nervose”. Queste vie, o tracce mnestiche, diventerebbero più distinte con l’esercizio, ma si disintegrerebbero e si cancellerebbero a seguito della mancanza di esercizio per i normali processi metabolici del cervello.

-          Teoria del consolidamento: secondo questa teoria le vie nervose “riverberano”, ovvero restano attive per qualche tempo dopo essersi formate, e tale attività è necessaria affinché esse si “consolidino”, ovvero diventino permanenti. Questa teoria sarebbe in grado di spiegare l’amnesia retrograda: l’evento traumatico impedisce il consolidamento delle tracce prodotte dagli eventi immediatamente precedenti e determina l’impossibilità di ricordarli.

 

La teoria multiprocesso 

Teoria del singolo processo: i primi studiosi dell’apprendimento speravano di spiegare tutto l’apprendimento e la memoria in base al singolo processo mediante associazione basata sulla contiguità o per rinforzo 

Teoria multiprocesso o multimodalità della memoria: la memoria è vista non come un sistema unico, ma come un complesso di sistemi interconnessi, ognuno con specifiche proprietà.

 

Modello di Atkinson e Shiffrin

concezione della memoria come di un sistema unico, ma come un complesso di sistemi interconnessi e interagenti tra di loro, ognuno con specifiche proprietà:

-          l’informazione sensoriale viene conservata per un brevissimo periodo di tempo nel sistema di memoria sensoriale.

-          successivamente viene parzialmente ricodificata nella memoria a breve termine (MBT), dove può essere conservata mediante il processo della reiterazione (rehearsal))

-          infine l’informazione rilevante viene trasferita nella memoria a lungo termine (MLT). La ritenzione dell’informazione nella memoria a lungo termine sembra essere sostanzialmente permanente, benché spesso il suo recupero richieda l’impiego di strategie efficaci.

Il trasferimento di informazioni dalla MBT alla MLT dipende da quanto tempo l’informazione resta nella MBT. Perciò, quanto più l’informazione viene mantenuta attraverso la reiterazione nella MBT, tanto più è probabile che il trasferimento abbia luogo.

      

Variazioni al modello originario di A. e S.:

-          la sequenzialità nell’elaborazione dell’informazione (dal magazzino sensoriale alla MBT e da qui alla MLT) è stata abbandonata ma gli aspetti più importanti del modello modulare di Atkinson e Shiffrin sono stati conservati nelle teorie successive.

-          Baddeley ha prospettato la MBT come un sistema complesso, da lui definito come memoria di lavoro (ML).

 

Il registro sensoriale

Memoria sensoriale (registro sensoriale): all’interno della teoria multiprocesso è considerato uno dei sottosistemi di cui si compone la memoria. Esso costituisce un sistema di immagazzinamento dell’informazione sensoriale, con elevata capacità e rapido decadimento. Secondo Atkinson e Shiffrin dei registri sensoriali fanno parte:

-          memoria iconica: per l’immagazzinamento degli stimoli visivi;

-          memoria ecoica: per l’immagazzinamento degli stimoli acustici;

-          più in generale: una memoria spefica per ciascuno dei cinque sensi;

 

La codifica dell’informazione sensoriale:

1.       I registri sensoriali conservano una rappresentazione dell’informazione sensoriale in un codice abbastanza simile a quello della sensazione originaria;

2.       Esperimenti sulla memoria sensoriale suggeriscono  l’esistenza di due tipi di codici di memoria: un codice visivo e un codice acustico. Infatti si osservano i fenomeni di:

-          confusione nel codice visivo: si ricordano item che somigliano per l’aspetto a quello originario

-          confusione nel codice acustico: si ricordano item che hanno un suono simile al suono dell’item originario.

 

Altre considerazioni

a.       Il tempo di ritenzione del registro sensoriale è di circa 1-2 sec.

b.       Stimoli immagazzinati in precedenza possono essere disturbati da stimolazioni successive dello stesso tipo. Questo è il fenomeno del mascheramento retroattivo: stimoli successivi mascherano quelli precedenti.

c.        I sitemi sensoriali riescono a conservare l’informazione sensoriale finché essa non possa essere selettivamente elaborata e ricodificata dalla MBT.

d.       Benché la persistenza di un ricordo iconico possa essere importante nella percezione tachistoscopica, può non esserlo nella visione normale. Nella visione normale la maggior parte delle fissazioni durano abbastanza a lungo affinché l’informazione a disposizione possa essere elaborata, senza bisogno della memoria iconica.

 

Esperimento di Sperling

Molte ipotesi sulla memoria sensoriale provengo da esperimenti condotti da Sperling. Un importante esperimento eseguito nel 1960 fu:

-          esperimento sulla memoria iconica fu condotto .

-          Obiettivo: studiare quanti elementi di un’immagine visiva presentata per un brevissimo intervallo di tempo fosse possibile “vedere”.

-          Utilizzo di 2 paradigma:

a)       paradigma del procedimento a resoconto totale: ai soggetti veniva presentata, per soli 50 ms, una matrice 3 X 3 contenente nove lettere, e veniva poi chiesto loro di nominare quante più lettere potevano. I soggetti, benché di solito riuscissero a nominare solo quattro o cinque lettere, riferivano però di “vederle” tutte e nove. Sperling ipotizzò che il loro problema non fosse tanto quello di “vedere” le lettere, ma semplicemente quello di conservarle abbastanza a lungo per ripeterle.

b)      Paradigma del procedimento a resoconto parziale: il soggetto doveva rievocare solo una delle tre righe di lettere. La riga critica era indicata da un segnale acustico emesso dopo la presentazione della matrice di lettere: un tono alto, medio o basso segnalava, rispettivamente, che doveva essere rievocata la riga superiore, intermedia o inferiore.

 

  

 

La memoria a breve termine

 q       Memoria a breve termine (MBT): all’interno della teoria multiprocesso è considerato uno dei sottosistemi di cui si compone la memoria. Costituisce un sistema di elaborazione e di ritenzione dell’informazione con capacità limitata per un periodo breve.  

Oblio e Reiterazione:

La MBT è caratterizzata da un rapido oblio e decadimento della informazione. Per conservare l’informazione in MBT, occorre mettere in atto un processo di reiterazione che consente di reinserire continuamente l’informazione nella MBT.

 

Livello fonologico:

Nella MBT il materiale viene elaborato a livello fonologico; pertanto è più facile commettere errori e confusioni di suoni simili.

 

q       La memoria di lavoro (ML): e’ la MBT secondo la concezione di Baddeley: un sistema non unitario, ma complesso che si articola in due sottosistemi:

1.       circuito fonologico:  adibito alla elaborazione e mantenimento dell’informazione verbale e acustica. E’ composto da

a.       un magazzino fonologico:  mantiene le tracce del materiale acustico

b.       un meccanismo di ripetizione subvocale: un meccanismo di reiterazione per il mantenimento e il consolidamento della traccia

 

2.       taccuino visivo-spaziale: destinato all’elaborazione e conservazione dell’informazione visivo-spaziale. Sue funzioni sono

-          Comprendere il magazzino visivo-spaziale

-          consentire il mantenimento temporaneo delle caratteristiche visive delle informazioni in arrivo

-          visualizzare delle immagini mentali.

 

3.       esecutivo centrale: un sistema sovraordinato ai precedenti, che svolge funzioni di coordinamento e di integrazione delle informazioni provenienti dai due sottosistemi in funzione delle risorse attentive limitate attraverso l’impiego di strategie volontarie coscienti.

 

  

q       Velocità di recupero in MBT e il Magico numero 7

 

-          Nella MBT la velocità di recupero dell’informazione è in funzione del numero degli item in essa contenuti. In compiti di riconoscimento (decidere se un item di controllo (sonda) presentato dopo la memorizzazione di una lista di item, era o meno nella lista originaria) si è osservato che i soggetti esaminano gli item presenti nella MBT uno dopo l’altro in modo sequenziale e che, qualunque tipo di decisione venga presa (positiva o negativa), tutti gli item vengono esplorati secondo un processo esaustivo di esplorazione. Sicchè esiste una relazione lineare fra la lunghezza della lista e TR.

 

-          Magico numero sette più o meno due:

La lista di sillabe senza senso o di numeri che si può ricordare dopo una sola ripetizione è composta da sei o sette item.. Miller definì la capacità limitata dalla MBT come “magico numero sette più o meno due”. Egli osservò inoltre che i cinque o nove item trattati dalla MBT vanno intesi come “unità di informazione” (chunks) anche complesse più che singoli elementi, in quanto questi ultimi possono essere raggruppati in coppie o in terne. 

 

La memoria a lungo termine

Memoria a lungo termine: all’interno della teoria multiprocesso è considerato uno dei sottosistemi di cui si compone la memoria. Costituisce un sistema di elaborazione e di ritenzione dell’informazione con capacità molto estesa (quasi illimitata)  per tempi estremamente lunghi (quasi illimitati).

 Rilievo al significato:

la MLT dà meno importanza alle caratteristiche fonetiche, visive e sequenziali del materiale menmonico (diversamente dalla MBT) per attribuire maggiore rilievo al significato e ai suoi aspetti semantici.

 Permanenza illimitata nel tempo

Le informazioni contenute nella MLT, secondo alcuni studiosi, non scomparirebbero mai; eventualmente, diventerebbero meno accessibili.

 Tipi di conoscenze in MLT:

La MLT è un sistema complesso nel quale sono operanti diverse forme di elaborazione delle informazioni e di conoscenza procedurale e proposizionale.

 Conoscenza procedurale:

q       DEF: è la conoscenza concernente la memoria (e l’oblio) dei modi con cui si eseguono molte attività, basandosi su precise abilità percettivo-motorie. Viene acquisita lentamente con l’esercizio, ed è evidenziata dalla maggiore o minore abilità nell’eseguire un compito.

 

q       Script: la conoscenza procedurale può essere rappresentata sotto forma di script. Uno script è uno schema che descrive, in termini generali, come fare qualcosa, e come è possibile adattare l’azione alle circostanze particolari. Ogni attività è scomponibile e analizzabile in modo conforme a uno script.

 

Conoscenza proposizionale (o dichiarativa):

q       DEF: corrisponde alla conoscenza fattuale e ogni asserzione è una proposizione che stabilisce una relazione fra due o più concetti in base ai criteri logici di verità. Spesso, questo tipo di conoscenza può essere acquisita mediante una sola esperienza e viene rappresentata in maniera simbolica.

 

q       Forme di conoscenza proposizionale

Secondo Tulving vi sono due forme di conoscenza proposizionale, ciascuna rappresentata in un proprio sistema di memoria:

1-       memoria episodica:

-          memoria per la rappresentazione della conoscenza proposizionale di tipo episodica.

-          Consiste in proposizioni che riguardano eventi singoli e specifici della propria esperienza personale e si caratterizza per il riferimento autobiografico.

-          E’  legata al contesto di accadimento del materiale ricordato

2-       memoria semantica:

-          memoria per la rappresentazione della conoscenza proposizionale di tipo semantica.

-          Fa riferimento al patrimonio delle conoscenze possedute ed è basata sul significato culturale delle informazioni.

-          E’ indipendente dal contesto e dalle coordinate spazio-temporali

 

Interazione episodica-sementica:

Non vi è contrapposizione fra queste due forme di memoria, perché, da un lato, le conoscenze immagazzinate nella memoria semantica spesso hanno avuto un’acquisizione episodica e, dall’altro, le conoscenze semantiche servono a guidare le informazioni episodiche

 

Note sulla memoria semantica:

Molte ipotesi teoriche sulla memoria semantica traggono origine dal fatto che spesso il recupero dell’informazione dalla MLT avviene gradualmente attraverso la rievocazione di un’informazione a essa collegata. La prospettiva secondo la quale la conoscenza consiste in una rete di associazioni ha una lunga storia nella psicologia. Secondo una versione moderna di questa concezione, la memoria umana va considerata come una rete proposizionale.

La rievocazione dell’informazione contenuta in una rete proposizionale viene spesso descritta nei termini di attivazione di particolari proposizioni. Si assume che una proposizione possa essere attivata da un evento esterno (un facilitatore o un indizio), o dall’attivazione di una proposizione a essa collegata. In altre parole, si ha una propagazione dell’attivazione da una proposizione attivata alle proposizioni strettamente collegate a essa. Un buon facilitatore (prime) o un valido indizio di rievocazione possono attivare direttamente l’informazione desiderata, o possono farlo indirettamente attivando un’informazione associata. E questa una spiegazione del fenomeno del “sulla punta della lingua”.

La propagazione dell’attivazione spiega anche il fenomeno del priming: spesso, un’informazione viene recuperata più facilmente (rapidamente) se da poco è stata rievocata o attivata un’informazione strettamente associata a essa. 

 

Amnesie e localizzazioni dei 2 tipi di conoscenza

Chi soffre di amnesia anterograda cronica può apprendere nuove abilità e conservarle per diversi mesi, mentre non può ritenere nuovi fatti (informazioni) per più di qualche minuto. È come se questi soggetti

-          non siano più in grado di immagazzinare nuove conoscenze proposizionali (dichiarative)

-          siano ancora in grado di immagazzinare nuove conoscenze procedurali.

Questa condizione dà sostegno all’idea che questi due tipi di conoscenze siano elaborati in aree distinte del cervello. 

La profondità di elaborazione come alternativa alla teoria multi-processo

 

q       Manipolazioni dell’informazione in MBT

 

Nella MBT l’informazione subisce diverse manipolazioni, più di quelle implicate nel semplice processo di reiterazione ipotizzato da Atkinson e Shiffrin.

-          l’informazione può combinarsi con altre informazioni per formare rappresentazioni di maggior complessità (elaborazione).

-          Un’informazione  operante nella MBT è probabile che venga associata con le informazioni presenti nella memoria episodica e semantica della MLT e tra i due magazzini si creino processi di scambio e di integrazione.

 

Questione: la ritenzione di una informazione nella MLT dipende semplicemente da quanto tempo essa è rimasta nella MBT, oppure la ritenzione è rafforzata dalla molteplicità e dalla complessità delle rappresentazioni suscitate dall’informazione?

Craik e Lockhart [1972] hanno introdotto quest’ultima prospettiva in alternativa alla concezione di Atkinson e Shiffrin.

 

q       Teoria della profondità di elaborazione (di Craik e Lockhart): è una alternativa alla teoria multiprocesso di Atkinson e Shiffrin. Secondo tale teoria:

1.       Gran parte delle informazioni rese disponibili dal flusso degli stimoli sensoriali vengono trascurate, ed è improbabile che vengano ricordate. Soltanto le informazioni che raggiungono una determinata profondità di elaborazione vengono immagazzinate e poi ricordate.

2.       La profondità di elaborazione concerne la qualità e la complessità della codifica dell’informazione, nonché il suo grado di integrazione con il patrimonio delle conoscenze già possedute.

3.       Nel corso dell’elaborazione hanno luogo l’organizzazione e la strutturazione del materiale da ricordare in funzione dei propri schemi mentali, del proprio modo di procedere e dei propri metodi di trattare le informazioni, nonché dei propri sistemi di categorizzazione della realtà.

4.       Se durante l’apprendimento il materiale viene organizzato secondo categorie gerarchicamente ordinate, diventa successivamente assai più agevole il lavoro della rievocazione, in quanto ogni item viene a costituire un valido indizio per gli altri.

 

 

6.       ATTENZIONE E MEMORIA

 

q       L’Attenzione codifica e rievocazione

Se immediatamente dopo la presentazione di uno stimolo veniamo distratti, la capacità di elaborare e ricordare quello stimolo viene danneggiata. Secondo le due principali teorie:

 

a.       La teoria multiprocesso attribuisce questo fenomeno alla cancellazione del materiale della MBT prima che possa essere codificato nella MLT.

b.       Secondo la teoria della profondità dell’elaborazione: non vi è stato tempo sufficiente per elaborare o associare il materiale con altre informazioni già presenti nella memoria riducendo la possibilità di integrazione prima e di rievocazione poi.

 

In ogni caso, entrambe attribuiscono la difficoltà di immagazzinare, elaborare e rievocare il materiale al fatto che non vi è stato abbastanza tempo per codificarlo, poiché si è subito distratti. Ne consegue che  la codifica richiede tempo e attenzione.

 

Inoltre per via dell’interferenze da risorse attentive - in cui quanto maggiore è la quantità di risorse attentive destinate per un compito tanto minore è la quota residua disponibile per l’esecuzione di un secondo compito- il processo di rievocazione richiedono anch’essi attenzione.

In definitiva:

 

sia nella fase di codifica che nella fase di rievocazione è necessario che il soggetto abbia a sua disposizione una sufficiente quantità di risorse attentive.

 L’impiego delle risorse attentive  può avere luogo

-          in modo automatico nel processamento automatico dell’informazione;

-          in modo intenzionale e controllato nel processamento controllato dell’informazione. Processamento controllato si ha per esempio nel caso della codifica o della rievocazione di materiali complessi o nuovi, dove l’interferenza da risorse assume un ruolo non secondario.

 

 7. IL MIGLIORAMENTO DELLA MEMORIA

 Mnemotecniche: metodi, strategie per migliorare la propria memoria.

  

I principi fondamentali

 

Premesse

Più si riflette su qualcosa, tanto più è facile ricordarla. Ciò normalmente implica qualcosa di più della semplice reiterazione: elaborazione e riorganizzazione dell’informazione, che comportano molteplicità di associazioni e di indizi di rievocazione.  

Gli indizi

Una caratteristica comune di gran parte delle mnemotecniche è l’impiego di indizi più facili da rievocare rispetto all’informazione che quei suggerimenti consentiranno di recuperare

Come si scelgono gli indizi appropriati, e in che modo qualcosa viene ad assumere la funzione di indizio?

a)       un indizio non serve a nulla se non può essere rievocato.

b)      non serve a nulla rievocare l’indizio se non è efficace.

Il fenomeno della specificità della codifica suggerisce un principio per rendere efficaci gli indizi. L’indizio deve essere presente nel momento in cui l’informazione è stata codificata e immagazzinata. Questo principio si può applicare non solo agli indizi fisici, contestuali, ma anche agli indizi cognitivi. Visitare la casa in cui siete cresciuti può essere un efficace indizio di molti ricordi infantili; ma già immaginare la casa può servire a evocare quei vecchi ricordi.

c)       Anche un materiale strettamente associato con l’informazione che volete ricordare può servire da indizio. La relazione può essere semplice (come “fa rima con” o “ha la stessa lettera iniziale”); o complessa, come il nome di una categoria (per esempio il termine “vegetali” per ricordare la lista di una spesa fatta di elementi di questa categoria).

Il titolo di un paragrafo può servire da indizio di rievocazione per l’informazione contenuta in esso.

Individuare i punti principali di un testo vi può aiutare a ricordarlo (anche) perché le etichette impiegate per isolare ciascun componente servono da indizi di rievocazione.

   

Le mnemotecniche

 

Metodo dei loci: utilizzo di luoghi noti come indizi per le cose da ricordare. Nel tentativo di ricordare degli item, si associa ciascun item ad un luogo e si visualizza chiaramente l’associazione item-luogo. La rievocazione degli item si ottiene visitando mentalmente i luoghi. La successione con cui saranno visitati i luoghi determina anche l’ordine con cui saranno rievocati gli item.

Per esempio, immaginate di voler ricordare la seguente lista della spesa: latte, riso, uova e pane. A tal fine, i luoghi familiari che incontrate entranda nella vostra abitazione potrebbero essere usati come indizi di rievocazione: la porta di ingresso, l’anticamera, il soggiorno e la cucina. Potreste immaginare la porta di ingresso coperta di latte; poi potreste immaginare l’anticamera ricoperta di uno spesso strato di riso che scricchiola sotto i piedi; il soggiorno potrebbe essere completamente coperto di uova che si rompono sotto i vostri piedi; infine, potreste immaginare la cucina piena di pagnotte. Quando raggiungerete il negozio, potrete visitare mentalmente la vostra abitazione, usando ogni luogo come indizio per il ricordo di un particolare prodotto.