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Noi tutti
pensiamo, ma non è facile dire esattamente che cosa facciamo quando
pensiamo. Parte del nostro pensiero è inconscio, parte non lo è. A
volte pensiamo per immagini visive o uditive, a volte in parole, a
volte in modi che non sappiamo descrivere chiaramente.
IL PENSIERO
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Pensiero e rappresentazioni mentali
Pensiero:
attività mentale in grado di elaborare e di
sviluppare le relazioni fra le informazioni codificate in precedenza
nella memoria.
Rappresentazioni mentali
Le
informazioni su cui lavora il pensiero sono sotto forma di
rappresentazione mentale, e si dice che le rappresentazioni
mentali sono il contenuto del pensiero.
Le
rappresentazioni mentali è possono essere relative :
-
alla propria
esperienza passata
-
ad una
particolare percezione del mondo
-
ad uno stato
possibile del mondo.
Le
rappresentazioni mentali possono assumere diverse forme:
a)
Parole: rappresentazione mentale linguistica
à
forma linguistica del pensiero.
In tal caso pensare può assomigliare a parlare.
b)
Immagini: rappresentazione mentale visiva/
uditiva/motoria
à
forma immaginativa del pensiero.
In tal caso, pensare è come percepire (vedere immagini, udire suoni)
o agire (svolgere un’azione o un movimento).
c)
Proposizioni: rappresentazione mentale
proposizionale
à
forma astratta del pensiero. In tal caso il pensiero
elabora informazioni senza fare ricorso a parole e a immagini.
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Pensiero linguistico e pensiero di immagini
Il pensiero
in parole o in immagini è essenzialmente concreto e consapevole.
1.
Il pensiero linguistico:
è un
pensiero sequenziale. Quando pensiamo in termini lessicali, siamo
portati a pensare sequenzialmente, un termine dopo l’altro, in
sintonia con la natura sequenziale del linguaggio.
2.
Il pensiero per immagini.
1)
Può prendere in
considerazione più elementi iconici contemporaneamente, come se
“l’occhio della mente” fosse in grado di rappresentarsi visivamente
la realtà.
2)
Gli esseri umani sono in
grado di:
-
costruire e ispezionare
immagini
-
usare le immagini per
risolvere specifici problemi.
-
Manipolare immagini al pari
delle parole. (Se guardate una lettera rovesciata, per esempio la V,
potete riconoscerla).
Rotazione mentale
di immagini: è un tipico esempio di manipolazione delle immagini.
Consiste nel ruotare mentalmente una immagine così da rimetterla
nella sua posizione normale. Si è dimostrato che la rotazione
mentale è del tutto analoga alla rotazione fisica:
in un
esperimento i soggetti dovevano decidere se due figure geometriche
avevano o no la stessa forma. Quando le due figure hanno
lo stesso orientamento, la decisione è facile, ma diventa tanto più
difficile quanto più cambia l’orientamento. Il tempo necessario per
valutare l’identità è direttamente proporzionale alla differenza di
orientamento tra i due stimoli. È ciò che accadrebbe se, per fare il
confronto, si dovesse ruotare realmente un’immagine fino ad
allinearla con l’altra. Quanto maggiore è l’angolo di rotazione,
tanto maggiore è l’intervallo di tempo necessario per decidere
sull’identità delle due figure.
Watson:
il pensiero
coincide con il linguaggio implicito, in particolare ai movimenti
muscolari che accompagnano il silenzioso linguaggio subvocale. In
tal modo il pensiero può essere studiato scientificamente, giacché i
movimenti muscolari, per quanto minimi, possono essere osservati.
In verità
tali movimenti non sono affatto necessari, poiché è stato dimostrato
in modo evidente che, se si bloccano completamente tutti i muscoli
volontari con il curaro, il soggetto rimane consapevole e rimane in
grado di svolgere operazioni mentali di ragionamento anche
complesse.
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Il pensiero astratto
Il
pensiero senza immagini
(Külpe)
Vi è un tipo
di pensiero, che non è legato né alle parole né alle immagini.
Questo tipo di pensiero, detto pensiero senza immagini da
Külpe [1920], fondatore della cosiddetta Scuola di Würzburg, è
costituito da pensieri nei quali non.sono rintracciabili elementi
sensoriali primitivi.
Le
proposizioni
Buona parte
della nostra conoscenza non è codificata in parole o in immagini, e
spesso non può essere espressa né in parole né in immagini, bensì
sottoforma di proposizione.
Proposizione: una
proposizione è una rappresentazione mentale che non è riconducibile
né alle parole né alle immagini, ma al “linguaggio del pensiero”.
Il
pensiero astratto:
è il
pensiero basato sulle rappresentazioni mentali proposizionali.
Questo tipo
di pensiero ha luogo quando le informazioni mentali vengono
elaborate e trattate senza fare ricorso a parole e a immagini.
Se ci si
chiede se è più grande un topo o un elefante, la risposta è
immediata, senza bisogno di istituire un confronto fra le loro
immagini, perché “sappiamo” che un elefante è più grande di un topo.
Invece, se ci viene chiesto di dire se è più grande un topo o un
criceto, allora è molto probabile il ricorso a un confronto fra le
immagini mentali di questi animali prima di rispondere.
Proprietà del pensiero proposizionale:
1)
la conoscenza proposizionale
permette di passare facilmente e rapidamente da una rappresentazione
all’altra.
2)
l’attività mentale
proposizionale può essere fuori dalla portata della coscienza.
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