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E ormai provato che il metodo sperimentale
costituisce la “strada maestra” all’inferenza causale. Di
fatto, l’inferenza causale raggiunta con i risultati degli
esperimenti è più problematica di quanto riconoscano gli studiosi.
L’innesto
culturale
Un problema riguarda quello che Gergen ha
definito
l’innesto
culturale degli eventi sociali
= “alcuni eventi stimolo considerati indipendentemente hanno la
capacità di provocare un comportamento sociale prevedibile” à
anche se si dimostra sperimentalmente, nei laboratori più
rigorosamente controllati, che la manipolazione della variabile
indipendente X ha un’influenza causale sulla variabile dipendente
0, le circostanze in cui X è manipolato possono avere un ruolo
fondamentale nel creare gli effetti osservati su O.
L’inferenza che “X provoca 0” può
tuttavia valere in circostanze particolari.
·
Un problema che ne consegue è che,
anche
se il metodo sperimentale ci permette di tracciare la sequenza
causale a partire da condizioni antecedenti al comportamento
studiato, la sua possibilità di farlo dipende dall’ipotesi che
gli eventi esterni siano correlati in modo biunivoco a particolari
condizioni o processi dell’individuo.
Gergen
afferma: “Se si considerano gli esseri umani
in un ambiente sociale è virtualmente impossibile manipolare una
variabile indipendentemente da tutte le altre. Perfino le variazioni
più elementari di una variabile indipendente possono provocare una
serie di reazioni intermedie”.
Di
conseguenza: quel che uno sperimentatore crede essere una
dimostrazione dell’effetto di X su 0 con il processo di mediazione
di Z, sarà interpretato da un altro con un processo di mediazione
alternativo.
·
In
psicologia i dibattiti sulle diverse interpretazioni date
agli stessi risultati sono molto frequenti
Per alcuni la sperimentazione non sembra lo
strumento più adatto per risolvere tali dispute teoriche.
·
Un altro problema di inferenza che deve porsi il
ricercatore sperimentale dipende dal fatto che
il comportamento si inserisce in una data cultura.
In
breve
bisogna
evitare di formulare leggi causali sui processi psicologici quando
c’è il sospetto che i fenomeni “spiegati” abbiano origine
nelle convenzioni culturali.
Infatti:
in ogni cultura ci sono norme che definiscono i limiti di un
comportamento sociale adatto in situazioni particolari, con il
risultato che la maggior parte degli individui si comporta in modo
analogo in tali situazioni. Tale comportamento è considerato il
prodotto di convenzioni e di regole culturali e non dei processi
psicologici intraindividuali. Le situazioni sperimentali non
sono scevre dall’influenza delle norme culturali; anzi, gli
esperimenti di laboratorio possono favorire il verificarsi di
comportamenti suggeriti da norme specifiche. Le difficoltà
dell’inferenza nascono quando il comportamento in tali situazioni
è interpretato esclusivamente in base a ipotetici processi interni.
Per esempio, si potrebbe sostenere che le norme culturali
prescrivono che non bisogna mettere in discussione le istruzioni di
chi sta conducendo un esperimento scientifico: quindi se si chiede
di somministrare scariche elettriche ad un’altra persona,
apparentemente nell’interesse della ricerca scientifica, bisogna
acconsentire. Che le persone siano disposte a farlo, anche quando le
scariche elettriche sono talmente forti da provocare risultati
letali, è un fenomeno senza dubbio molto interessante; ma non si può
dire che riveli i processi psicologici alla base dell’obbedienza
all’autorità.
·
Teoricamente lo scopo della sperimentazione psicologica è accrescere la conoscenza scientifica e formulare
leggi o principi validi nel tempo:
tuttavia, e si tratta di un ultimo problema molto importante in
questo contesto, è legittimo dubitare che la sperimentazione (o
qualsiasi altro metodo) sia in grado di fornire prove alla base di
tali leggi.
Per
capire perché questo avviene nelle scienze psicologiche e non
nelle scienze naturali, dobbiamo tener conto che il rapporto
tra ricercatore e oggetto della ricerca è radicalmente diverso nei
due tipi di scienze.:
a)
nelle scienze naturali la verifica delle teorie
si incentra sull’analisi e sull’interpretazione del mondo
oggettivo, un mondo che non si impegna a
cercare e a interpretare il significato del suo agire.
b)
ciò cambia radicalmente con gli oggetti di ricerca delle
scienze psicologiche: poiché si tratta di persone, questi
“oggetti” danno un significato alle loro azioni.
à
La
psicologia non può quindi distinguersi nettamente da quello
che studia.
Profani
e psicologi sono egualmente interessati a capire ed
interpretare i fenomeni psicologici. I profani sono in grado di
acquisire una certa conoscenza psicologica e utilizzarla per
modificare il loro comportamento, il che è impossibile ad atomi,
elementi e particelle! Il fatto che i risultati delle scienze
psicologiche possono
essere presi in considerazione da coloro di cui definiscono il
comportamento, non è un fenomeno che può, o potrebbe essere,
circoscritto, ma è parte della sua stessa natura. Gli esseri
umani non sono semplici oggetti passivi di conoscenza, ma
attori capaci di – e inclini a – assimilare nel loro
comportamento i dati della teoria e della ricerca”.
Di
conseguenza:
le
teorie psicologiche non devono essere considerate “leggi”
rappresentative sempre valide nel tempo: se la comprensione di una teoria psicologica
può indurre gli individui a modificare il comportamento che la
teoria si propone di spiegare, quest’ultima avrà evidentemente
solo una validità temporale limitata.
·
La metanalisi
Vale la pena osservare anche che alcuni
problemi inerenti l’accumulo di conoscenze in psicologia
possono essere affrontati attraverso l’utilizzo di metanalisi, una
tecnica messa a punto di recente per integrare statisticamente i
risultati di ricerche indipendenti sul medesimo fenomeno, allo scopo
di stabilire se i risultati sono attendibili attraverso numerose
indagini indipendenti.
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Conclusioni
Il dibattito sull’utilità della
sperimentazione riguarda i tipi di inferenze che si possono
ragionevolmente fare sulla base delle prove sperimentali: i
“tradizionalisti sono convinti che la sperimentazione offra una
solida base su cui costruire la conoscenza e i critici mettono in
discussione questa tesi.
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