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Strategia di ricerca

 

Le strategie impiegate nel condurre le ricerche psicologiche differiscono rispetto a vari attributi, tra cui:

1)       la rappresentatività dei dati raccolti

2)       il realismo del contesto in cui i dati sono raccolti

3)       il grado di controllo su tale contesto.

 

1. Il rilevamento su campione (ricerca descrittiva)

·         Descrizione

Il rilevamento su campione (sondaggio di opinioni) è una strategia di ricerca consistente nell’analisi dell’opinione pubblica, con interviste o con un questionario.

L’obiettivo è di descrivere le caratteristiche di uno o più gruppi di persone piuttosto che affrontare direttamente le problematiche relative alla causalità.

Tali descrizioni possono essere

a)       di natura semplice, corrispondenti in tal caso ad un  tipo di descrizione “pura” (per esempio, descrivere la percentuale di persone con diritto di voto in una particolare circoscrizione, che dichiarano la propria intenzione di votare per un certo candidato politico)

b)      di natura complessa – corrispondenti così ad una descrizione delle relazioni tra le variabili (come quelle fra uso di droghe, da un lato, ed età, sesso, status socioeconomico, risultati scolastici, dall’altro);

 

·         Rappresentatività e campionamento

La rappresentatività – la misura in cui i soggetti analizzati sono rappresentativi di una popolazione – rappresenta il problema principale nell’indagine con rilevamento sul campione Una soluzione potrebbe essere quella di intervistare, o somministrare questionari, all’intera popolazione in questione (come si fa nel caso di un censimento). Ma ciò non è sempre fattibile.

 

Il campionamento

Si pone così il problema del campionamento: la procedura per la scelta dei membri di una popolazione che dovranno compilare il questionario o essere intervistati.

  Nei rilevamenti su campione sono utilizzati 2 tipi principali di campionamento:

A)      Probabilistico à il campione casuale semplice à 1) ciascun membro della popolazione ha la stessa probabilità di essere scelto; 2) tutte le possibili combinazioni del numero dei membri desiderato hanno la stessa probabilità di essere scelte

  Svantaggi: a) dovranno essere intervistati i membri della popolazione che sono stati estratti con il processo di selezione dei numeri casuali; tuttavia, alcune di queste persone possono essere irreperibili o possono rifiutarsi di collaborare, e ciò richiede di effettuare ripetuti richiami e di prendere contatti personalmente; b)  è lungo e costoso.

 Nelle ricerche è più comune utilizzare il campionamento non probabilistico.  

B)      Non probabilistico à  campione proporzionale àsi scegliere un campione che rifletta proporzionalmente gli attributi fondamentali della popolazione.

Per esempio se conoscete la composizione in base all’età e al sesso della popolazione studiata, e sesso ed età sono attributi fondamentale per la ricerca in atto, farete in modo che la composizione per età e per sesso del campione rispecchino fedelmente quella della popolazione.

Vantaggi : a) contattare dei soggetti fino al raggiungimento della proporzione voluta, senza che sia necessario selezionare un soggetto specifico; b) consente al ricercatore di risparmiare tempo e denaro, anche se è inevitabilmente meno accurato del campionamento probabilistico.

 

 

2. Gli esperimenti e i quasi-esperimenti (metodi di ricerca sperimentale)  

Esperimento = uno studio nel quale il ricercatore esamina gli effetti di una classe di variabili (variabili indipendenti) su un’altra classe di variabili (variabili dipendenti).

  Il quasi-esperimento e l’esperimento completamente randomizzato sono due tipi di esperimento  ovvero due varianti del metodo sperimentaleà sono utilizzati per affrontare il tema della causalità

  A differenza della ricerca con rilevamento sul campione

nelle strategie di ricerca che hanno per obbiettivo la spiegazione causale (ricerca sperimentale in primis) è importante il contesto in cui vengono raccolti i dati per poter  esaminare la relazione fra certe caratteristiche del contesto, che variano da caratteristiche sociali (come un contesto pubblico o privato) a caratteristiche fisiche (per esempio, la quantità di pioggia o la temperatura), a certi aspetti del comportamento dell’individuo o del gruppo (come il grado di conformismo degli atteggiamenti, i giudizi sociali favorevoli, oppure l’entità del comportamento aggressivo).

  

1.       Esperimento completamente randomizzato:

1)       il ricercatore possiede un controllo completo sulle caratteristiche cruciali del contesto:

a)       sulla variabile indipendente à il ricercatore è in grado di mantenere costanti tutti gli aspetti teoricamente irrilevanti della situazione sperimentale nelle varie condizioni, manipolando solo le variabili indipendenti fondamentali

b)      su coloro che sono esposti a tale variabile à il ricercatore è in grado di assegnare i soggetti a caso alle varie condizioni sperimentali. Tale possibilità è essenziale per l’inferenza causale richiesta dal metodo.

Queste due condizioni congiuntamente portano ad una alta fiducia nel compiere inferenze causali sulla relazione fra le variabili indipendenti e dipendenti. (à alta validità interna)

2)       spesso ciò comporta una perdita di realismo à la natura artificiale del contesto in cui i dati sono raccolti solleva dubbi sulla misura in cui le relazioni causa-effetto osservate si verifichino anche al di fuori del contesto del laboratorio sperimentale. (à bassa validità esterna)

3)       I veri esperimenti sono condotti spesso in situazioni di laboratorio (basso realismo), dove il ricercatore è in grado controllare le numerose caratteristiche del contesto.

 

·         La capacità del ricercatore di trarre le conclusioni secondo cui differenze osservate nella variabile dipendente nelle diverse condizioni risultano strettamente dai cambiamenti della variabile indipendente dipende da due condizioni essenziali:

1)       lo sperimentatore deve mantenere costanti tutti gli aspetti teoricamente irrilevanti della situazione sperimentale nelle varie condizioni, manipolando solo le variabili indipendenti fondamentali

2)       i soggetti devono essere assegnati casualmente alle diverse condizioni sperimentali.

 

   

2.       Il quasi-esperimento

a)       alto realismo: viene condotto in un contesto naturale della vita quotidiana oppure “sul campo;

b)      basso controllo: in un simile contesto il ricercatore possiede scarso controllo su chi è esposto alla variabile indipendente à meno accurato nel trarre conclusioni di tipo causale

 

In particolare:

1)       Nel caso più comune, si compie su gruppi di persone già preesistenti che sono esposti alla variabile indipendente oppure no.

2)       Spesso rappresenta l’unico modo in cui è possibile condurre uno studio sperimentale di un fenomeno sociale. Ragioni etiche e pratiche rendono in certi casi impossibile assegnare le persone a caso alle diverse condizioni sperimentali.

·       Per esempio, se desiderate studiare gli effetti del lutto è ovvio che non potrete assegnare a caso i soggetti alla condizione di “vedovo” e “non vedovo”.

 

·       Lo stesso problema sorge in molti altri campi di ricerca. Tutti gli interventi a livello sociale, come ad esempio quelli che implicano l’applicazione di nuovi metodi di insegnamento nelle scuole, nuove forme di trattamento per chi soffre di disturbi fisici o psicologici, le campagne di informazione pubblica e l’introduzione di nuove tecniche gestionali, sono accomunati dal fatto che le persone non sono assegnate a caso alla condizione di partecipante e non partecipante in questi programmi. Sono i soggetti stessi a scegliere di partecipare (per esempio, offrendosi come volontari per la verifica di un nuovo trattamento psicologico) oppure sono altri a scegliere per loro, ma in modo non casuale (come quando il consiglio di amministrazione di una società decide di introdurre un nuovo sistema di gestione in una fabbrica ma non in un’altra). Gli effetti di tali interventi possono essere studiati solo con un quasi-esperimento.

Per fortuna, alcuni disegni qua-si-sperimentali sono di complessità tale da rendere possibile trarre conclusioni sulla causalità  

 

·         Considerazione sui 2 metodi

Un modo per combinare il meglio di entrambi gli approcci, quando si cerca di verificare una particolare ipotesi, è realizzare sia veri esperimenti che quasi-esperimenti:

quanto più i risultati risulteranno coerenti utilizzando entrambi i metodi, tanto maggiore sarà la fiducia nella validità della teoria sottostante.

 

Considerato che non è sempre possibile scegliere tra le due tecniche:

la scelta di una strategia di ricerca spesso è un compromesso fra ciò che è ottimale e ciò che è praticabile.

 

 ·         Esempi sui due metodi

Un argomento studiato dagli psicologi  che si occupano del comportamento aggressivo è l’eventualità che la visione di film e programmi televisivi di carattere violento influenzi il comportamento successivo dello spettatore. Questo tema può essere indagato attraverso esperimenti completamente randomizzati oppure quasi-esperimenti.

Un esempio di un esperimento vero e proprio è il seguente. Dei bambini maschi e femmine di due diversi gruppi di età furono assegnati a caso a una di due condizioni sperimentali: i soggetti della prima condizione vedevano una porzione di un programma televisivo di carattere violento, mentre quelli della seconda una gara sportiva entusiasmante. In seguito, ad entrambi i gruppi di bambini fu data apparentemente la possibilità di infliggere ferite ad un altro bambino. Coloro che avevano visto il programma violento colsero l’opportunità di ferire il compagno più frequentemente dei bambini che avevano visto il programma non violento. Poiché i bambini erano stati assegnati a caso alle due condizioni – violento e non violento –, la differenza osservata può essere attribuita con sicurezza al tipo di programma visto piuttosto che a eventuali differenze fra i bambini che avevano visto i programmi.

Un esempio di uno studio quasi-sperimentale sullo stesso tema è  il seguente esperimento. Gli autori domandarono ai soggetti di completare un breve questionario, che misurava la tendenza ad adottare comportamenti aggressivi, in una di quattro condizioni: mentre facevano la coda fuori dal cinema per vedere un film violento; mentre facevano la coda per vedere un film non violento; subito dopo aver visto un film violento; e dopo aver visto un film non violento. I ricercatori trovarono che: 1) i soggetti che si aspettavano di vedere il film violento mostravano dei punteggi di aggressività più alti di quelli che si aspettavano di vedere il film non violento; 2) coloro che avevano appena visto il film violento ottenevano punteggi più alti di quelli che si aspettavano di vedere il fùm violento; 3) non emersero differenze nei punteggi di aggressività fra i soggetti che avevano appena visto un film non violento e coloro che si aspettavano di vedere un film non violento. Anche se questi risultati confermano che vedere un film violento aumenta la tendenza all’aggressività, il fatto che i soggetti non fossero assegnati a caso alle diverse condizioni significa che non è possibile escludere altre spiegazioni. Per esempio, è possibile che i film violenti aumentino le tendenze aggressive soprattutto in coloro che sono già attratti da tale genere di film.