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Le tecniche di raccolta dati

 
 In questa sezione sono illustrate le problematiche legate alla raccolta dei dati, tematica comune a qualunque approccio di ricerca. Per meglio chiarire tali problematiche, questa sezione è stata contestualizzata al caso concreto della psicologia sociale.
 

Qualsiasi sia la strategia della ricerca adottata, bisogna misurare una o più variabili:

a)       nei disegni di correlazione, il ricercatore deve misurare ognuna delle variabili da correlare;

b)      nei disegni sperimentali, il ricercatore deve misurare la variabile dipendente.

 

·         Il problema della traduzione variabile concettuale/variabile misurabile

In ognuno dei casi sperimentali

il ricercatore deve affrontare il compito di tradurre una variabile concettuale (per esempio, l’aggressività o l’attrazione) in una variabile misurabile (per esempio, la volontà di recar danno a qualcuno o la volontà di aiutare qualcuno).

 

·         Misure: fedeltà e validità

Qualunque misura psicologica dovrebbe essere fedele e valida.

1)       La fedeltà della misura indica la stabilità della misura = indipendenza dal momento della misurazione o dalla persona che effettua la misurazione

Se misurate l’altezza di un adulto (assumendo che lo facciate con attenzione), la misurazione sarà altamente stabile da un giorno all’altro, e sarà anche indipendente da colui che effettua la misurazione.

 

2)       La validità della misura indica il grado in cui la variabile misurata coglie realmente il costrutto sottostante.

Per continuare col nostro esempio della misurazione dell’altezza, immaginiamo che ciò che volete realmente misurare sia il peso della persona. In mancanza di una scala del peso adeguata decidete di misurare l’altezza, al posto del peso, perché avete a disposizione un metro. Naturalmente, l’altezza e il peso sono correlate, cosicché l’altezza è una misura migliore del peso di quella che avreste semplicemente tentando di indovinare. Ma chiaramente, l’altezza non è una misura del peso particolarmente valida.

 L’obiettivo iniziale del ricercatore, quindi, è di specificare i dati che desidera registrare per rappresentare la variabile concettuale in modo significativo.

Immaginate che un ricercatore desideri misurare il comportamento aggressivo. La volontà, espressa a livello comportamentale, di somministrare una scarica elettrica dolorosa a un’altra persona, è davvero un indice rappresentativo di aggressività o sarebbe meglio adottarne un altro, come la quantità di insulti rivolti all’interlocutore? Dopo aver deciso quale forma generale la variabile misurata dovrebbe assumere, il compito successivo del ricercatore è di cercare di garantire che la misura sia fedele. Nella ricerca psicologica il ricercatore sceglie di registrare una variabile utilizzando misure derivate dall’osservazione o misure autoredatte (self-report).

 

1. Misure derivate dall’osservazione 

Se l’obiettivo della ricerca è raccogliere informazioni sul comportamento sociale, l’osservazione è un metodo efficace. Molti comportamenti che interessano gli psicologi sociali possono essere individuati anche senza l’aiuto di un’attrezzatura sofisticata e avvengono in situazioni pubbliche, il che ne rende possibile l’osservazione. Anche se, come vedremo, i metodi di osservazione possono essere più o meno non-strutturati e informali, l’obiettivo è sempre lo stesso: evidenziare, dal flusso complesso del comportamento sociale, quelle azioni potenzialmente significative per la ricerca e registrare nel tempo ogni loro comparsa.

 

A. L’ osservazione partecipante

A volte la natura della situazione o del tema della ricerca richiede che l’osservazione sia condotta in modo relativamente informale e non strutturato: il ricercatore-osservatore si pone come membro e partecipa alle attività del gruppo osservato.

  

B. Metodi di osservazione più formali

Si utilizzano metodi di osservazione più formali quando è possibile registrare azioni significative ai fini della ricerca senza disturbare il manifestarsi del comportamento.

 

Analisi del processo di interazione (API)

Il tipo più formale tra i metodi di osservazione è quello in cui il ricercatore utilizza un sistema di categorie per classificare il comportamento sociale.

Un esempio noto è rappresentato dall’analisi del processo di interazione (API) di Bales, che serve per studiare l’interazione nei piccoli gruppi. L’API consiste nelle 12 categorie . L’osservatore che utilizza questo sistema deve concentrare l’attenzione sull’interazione verbale tra i membri di un gruppo e collocare le affermazioni individuali o “unità di pensiero” in una delle dodici categorie, distinguendo contemporaneamente tra chi fa e chi riceve l’affermazione. Questo sistema è abbastanza semplice per le classificazioni in tempo reale, abbastanza generale per essere applicato alla maggioranza dei gruppi e tuttavia sufficientemente specifico per tener conto delle sfumature dell’interazione verbale. Se si considerano questi criteri, il sistema API è perfettamente riuscito. I suoi limiti traspaiono tuttavia nel fatto che è quasi totalmente ignorato il comportamento non verbale.  

 

La reattività

In entrambi i metodi di osservazione, i soggetti osservati dai ricercatori non sapevano di essere tali. Il fatto di non informare una persona della sua partecipazione a una ricerca può sollevare delicate questioni morali, tuttavia bisogna risolvere un problema proprio di ogni ricerca i cui soggetti siano gli esseri umani: la tendenza che il processo di misurazione influenzi il comportamento, un fenomeno conosciuto come reattività.

Il fenomeno della reattivitàla semplice consapevolezza di essere osservati può influenzare il comportamento esibito davanti all’osservatore.

L’esempio più noto è uno studio sulla produttività del lavoratore condotto nella fabbrica di Hawthorne della Western Electric Company, in cui si trovò che la semplice osservazione aumentava la motivazione dei lavoratori e migliorava quindi la produttività. Tale fenomeno da allora venne definito effetto Hawthorne.

 

2. Misure basate sul resoconto personale

La caratteristica essenziale della raccolta dei dati che utilizza misure basate sul resoconto personale è il fatto che le domande su convinzioni, atteggiamenti, comportamento ecc. del soggetto gli sono poste direttamente à Le  risposte degli intervistati  costituiscono dati di resoconto personale.

La misurazione basata sul self-report (resoconto personale) di solito è più rapida, meno costosa e più facile da utilizzare della misurazione basata sull’osservazione.

Il ricercatore non deve costruire una situazione di laboratorio o trovare un ambiente naturale in cui osservare una reazione compartamentale; inoltre, non c’è bisogno di formare gli osservatori o di utilizzare sistemi di registrazione complessi, per il self-report bastano le risposte scritte fornite dai soggetti. Infine, come abbiamo osservato sopra, alcune delle variabili più significative per gli psicologi sociali non sono osservabili direttamente. Per queste numerose ragioni, i criteri di valutazione di self-report sono molto diffusi nella ricerca psicosociale e le ricerche basate esclusivamente su dati self-report non rappresentano un’eccezione. Come vedremo, tuttavia, i criteri di self-report hanno i loro problemi.

 

1. Questionari e interviste

Ci sono due metodi principali per raccogliere questi dati il questionario e l’intervista.

1)       Nel metodo dell’intervista, le domande sono poste da un intervistatore, che registra le risposte del soggetto.

L’intervista è particolarmente utile quando i problemi possono rivelarsi di difficile comprensione senza una spiegazione. Un intervistatore delicato e sensibile dovrebbe essere in grado di stabilire un rapporto con l’intervistato e assicurarsi che quest’ultimo capisca completamente le domande prima di rispondere. D’altra parte, l’intervista è una procedura lunga e costosa; inoltre un intervistatore scarsamente preparato può influire sulle risposte dell’in-tervistato, inducendo la risposta desiderata o socialmente accettabile.

 

2)       Nel metodo del questionario, si sottopone al soggetto una serie di domande, con istruzioni sul modo di registrarle.

I questionari sono particolarmente utili per raccogliere dati che provengono da un gran numero di soggetti, con poca spesa; l’anonimato può essere preferibile quando le domande riguardano problemi delicati. Spesso, tuttavia, molte persone a cui sono consegnati i questionari non sono in grado di compilarli e/o li restituiscono. Le percentuali di risposta per un questionario spedito per posta a nominativi scelti a caso variano tra il 10 e il 50 per cento. Poiché c’è sempre il pericolo che coloro che non rispondono differiscano sistematicamente, in alcuni aspetti, da coloro che rispondono, le percentuali di risposta molto basse non sono mai auspicabili.

 

Nella pratica, gli psicologi sociali spesso tentano di aggirare questi ostacoli somministrando i questionari a soggetti che, in un certo senso, sono “addestrati”, poiché hanno già partecipato volontariamente alla ricerca e hanno completato il questionario in una lettura collettiva o in laboratorio invece di riceverlo a casa.

 

Indubbiamente i questionari sono la forma più utilizzata nei sistemi di raccolta dati nella ricerca sociopsicologica.

 

Difficoltà nell’ideazione di questionari e interviste

Ideare un buon questionario o progetto di intervista è un compito più difficile di quanto si possa immaginare. Come con ogni criterio di valutazione psicologica si sono vari obiettivi:

a)       attendibilità: le domande sono attendibili se permettano di ottenere le stesse risposte dallo stesso individuo esaminato più volte in circostanze analoghe

b)      validità: le domande sono valide se misurano esattamente quel che il ricercatore intende misurare. à

Ostacoli:

a)       L’ambiguità: se una domanda è ambigua, colui che risponde può interpretarla in modo diverso a seconda delle occasioni e quindi dare risposte diverse.

b)      Ostacolo alla validità: l’incapacità da parte del ricercatore di porsi obiettivi specifici per ogni domanda: più il ricercatore è vago nel presentare un problema particolare, maggiori sono le possibilità di non riuscire ad ottenere informazioni significative per i suoi obiettivi.

c)       Anche se una domanda è chiara ed è stata formulata con uno scopo ben preciso, esistono altre fonti di inaffidabilità e di invalidità difficili da controllare. Una regola empirica semplice da adottare nelle ricerche che utilizzano questionari è quella di non dare mai per scontato che le risposte a una singola domanda siano misure fedeli o valide di un qualunque costrutto. Se per misurare tale costrutto viene usata la media di due (o preferibilmente più) item, i vari fattori (come l’ambi-guità della domanda, le incomprensioni da parte del soggetto, il contesto fornito dalla domanda immediatamente precedente) che diminuiscono la fedeltà e la validità delle risposte ad ogni singola domanda dovrebbero annullarsi a vicenda, e la misura risultante rifletterà più genuinamente il costrutto sottostante.

 

L’indagine piolota

Poiché è difficile considerare tutte le potenziali insidie che minacciano la costruzione di un questionario, è insostituibile l’indagine pilota, in cui si somministrano i prototipi del questionario finale a gruppi di soggetti le cui risposte e i cui commenti costituiscono le basi per una revisione.

Costruire un questionario interamente originale è un processo lungo, che richiede una notevole applicazione. Per fortuna, ci sono questionari già pronti e verificati, come queùi pubblicati da Robinson, Shaver e Wrightsman. Prima di costruire un questionario originale è utile consultare questi testi. Se non esiste nessun questionario adatto, il ricercatore può documentarsi sulla letteratura esistente sui questionari, per esempio Oppenheim, prima di costruire il proprio. È consigliabile anche informarsi sulle ricerche recenti che hanno esaminato i processi cognitivi alla base delle risposte dei soggetti alle domande presentate nel contesto dei sondaggi.

 

2. Vantaggi e svantaggi nelle misure
·         Vantaggi dell’osservazione

I metodi di osservazione per la raccolta dei dati hanno due vantaggi fondamentali sui metodi di autoregistrazione:

1)       possono essere condotti in modo non intrusivo;

2)       anche se il soggetto sa di essere osservato, di solito un comportamento assorbe notevolmente la persona e quindi è meno possibile modificarlo di quanto succeda compilando un questionario.

 

·         Vantaggi del resoconto personale

1)       Ci sono tipi di comportamento impossibili da osservare direttamente - perché avvenuti in passato- o difficili da rilevare - perché normalmente avvengono in privato.

2)       Gli psicologi sociali sono spesso interessati a misurare le percezioni, le cognizioni o le valutazioni di un individuo, nessuna delle quali può essere valutata con la semplice osservazione. Per queste ragioni, i ricercatori spesso utilizzano misure basate sul resoconto personale (self-report measures).

 

·         Svantaggi nelle misure con il resoconto personale

Non è possibile raccogliere dati autoregistrati in modo completamente non intrusivo: i soggetti sono sempre consapevoli di essere oggetto di ricerca e possono modificare le loro risposte di conseguenza. In particolare, ci sono buone possibilità che le risposte dell’intervi-stato siano influenzate da fattori motivazionali, come la desiderabilità sociale. Questo problema non ha un soluzione semplice, anche se esistono tecniche per diminuirne l’entità. Da una parte, bisogna insistere con i soggetti quanto all’anonimato delle loro risposte; dall’altra, è necessario sottolineare che non ci sono risposte giuste o sbagliate. Inoltre, spesso si può stimolare la motivazione dei soggetti a rispondere in modo affidabile considerandoli collaboratori della ricerca, non semplici “cavie”.  

 

3. Scegliere un tipo di misura

Entrambi i tipi di misurazione (osservazione e resoconto personale) presentano vantaggi e inconvenienti. Anche se non ci sono regole assolute per la scelta di un tipo di misurazione piuttosto di un altro, per giudicarne l’adeguatezza bisogna tener presente due punti fondamentali:

1)       in molte ricerche i due tipi di misurazione possono essere utilizzati in modo congiunto:

à i dati dell’osservazione permettono un controllo della validità dei dati di resoconto personale e viceversa: come nei questionari i dati possono essere distorti dalle motivazioni di colui che risponde, le percezioni dell’osservatore possono essere alterate dalla natura del sistema di codificazione utilizzato. Se entrambe le serie di dati portano alle stesse conclusioni, aumenta la certezza della loro validità.

 

2)       essi differiscono in base all’informazione che possono fornire.

à se l’attrazione autoregistrata può essere considerata un risultato dell’interazione, le misurazioni derivate dall’osservazione permettono di capire i processi alla base di tale risultato. I ricercatori potrebbero essere interessati a scoprire perché le persone si piacciono o non si piacciono: esaminare il comportamento che avviene durante l’interazione potrebbe servire a chiarirlo.

 Esempi:

Supponiamo che desideriate analizzare l’attrazione interpersonale. In condizioni di laboratorio o sul campo, presentate l’un l’altra due persone che non si conoscono e chiedete loro di fare conoscenza con un colloquio di 15 minuti. Se volete misurare il livello di attrazione raggiunto tra i due alla fine della seduta, potete basarvi semplicemente su misurazioni autoregistrate, per esempio risposte a domande sul livello di simpatia reciproca, sull’eventuale disponibilità a lavorare insieme, ecc. Potete anche utilizzare misure derivate dall’osservazione; riprendere l’interazione con il videoregistratore, in modo discreto, permette di valutare diversi aspetti del comportamento, verbale (per esempio, in che misura le due persone hanno interessi comuni o condividono atteggiamenti specifici) e non verbali (per esempio, i sorrisi o gli sguardi diretti all’altra persona).

 

Riepilogando

-        utilizzare misurazioni diverse spesso è utile al ricercatore. Se le misurazioni derivate dall’osservazione e quelle self-report relative ad una stessa variabile concettuale giungono alle stesse conclusioni, sono più affidabili. 

Inoltre

-      le misurazioni di resoconto personale spesso considerano il risultato di un processo; le misure derivate dall’osservazione invece possono aiutare il ricercatore a capire i processi alla base di tale risultato.