PsicoScrittura.it @ Psicologia sociale, social cognition, gruppi e influenza sociale

 
 
      
Scienze Psicologiche e Psicologia della Scrittura

 

 

ATTIVITA'

 

ARGOMENTI

 

 

 

HOME  

FORMAZIONE

CONSULENZA

PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

SCIENZE PSICOLOGICHE

CONTATTI

 
     
     
 
                              

SCIENZE PSICOLOGICHE

 

 APPUNTI DI PSICOLOGIA 

  Ps. GENERALE
  Metodologia:
  Tipi di ricerca
 

  TEORIE in Psicologia

 
  Ps. DINAMICA
 
 Teorie di PERSONALITA'
 
  Ps. SOCIALE
 
 

 APPUNTI DI NEUROSCIENZE 

IL SISTEMA NERVOSO

 

DAL NEURONE alla MENTE

 
 
 
  Bibliografia
 
  Link
       

Tipi di ricerca

E' necessario potere  distinguere tre tipi diversi di ricerca: descrittiva (il COME), correlazionale e sperimentale (il PERCHE’).

1.       La ricerca descrittiva

-          Indaga il modo con cui si verifica un fenomeno.

-          fornire al ricercatore una descrizione precisa del fenomeno.

Per esempio, il ricercatore può voler sapere se l’adulto medio ubbidirà all’ordine, impartito da un personaggio autorevole, di somministrare scariche elettriche dolorose e potenzialmente letali a un essere umano. Il ricercatore comincerà con l’osservare e registrare la percentuale di adulti che obbediscono agli ordini dell’autorità, in modo da descrivere il fenomeno.

Raramente la ricerca psicologica si arresta alla ricerca descrittiva. Si vuole indagare sul perché le persone si comportano in un certo modo.

Spesso la ricerca descrittiva può essere preliminare alla ricerca che si propone di verificare delle ipotesi.

Per esempio, se nel corso della ricerca descrittiva un ricercatore rileva che un fenomeno si verifica spesso in presenza di determinate condizioni, questa osservazione può costituire la base di una teoria riguardante la relazione fra le condizioni e il fenomeno, dalla quale è possibile poi formulare ipotesi specifiche, e condurre ricerche allo scopo di verifi-carle.

 

2.       La ricerca correlazionale.

Descrive in che misura le variazioni in un certo fenomeno sono sistematicamente collegate alle variazioni di altri fattori (A è correlato con B?).

Con tale metodo si ricerca delle relazioni, o correlazioni, nelle informazioni raccolte per verificare le ipotesi.

Per esempio, coloro che obbediscono agli ordini si possono raggruppare in tipologie particolari di persone (uomini invece di donne, introversi piuttosto che estroversi, e così via)?

  Anche se scoprire tali relazioni può servire per capire perché avviene un dato fenomeno, l’informazione correlazionale raramente è decisiva a questo riguardo à è quasi sempre impossibile dedurre la causalità dalla ricerca correlazionale.

Esempio: riportiamo un risultato correlazionale preso da una ricerca  sull’obbedienza. Si trovò che le persone più obbedienti tendevano a manifestare maggiore tensione durante la partecipazione alla ricerca. Come interpretare tale correlazione? La tensione è segno di paura delle conseguenze della disobbedienza, da cui si deduce che l’ubbidienza è “provocata” dai timori dell’individuo su quel che potrebbe succedergli se disubbidisce? Oppure la tensione rispecchia semplicemente la preoccupazione per il possibile danno provocato alla “vittima”?

-          Nel primo caso la relazione tra obbedienza (A) e tensione (B) si spiega con “B porta ad A” (ubbidisce perché ha paura);

-          nel secondo caso, la stessa relazione si interpreta come “A porta a B” (ha paura perché obbedisce).

-          Un’altra possibilità ancora è che la relazione fra A e B sia provocata da una terza variabile C. Nell’esempio di Milgram, per esempio, è possibile che sia l’ubbidienza che la tensione siano provocate dall’aggressività, e che pertanto la relazione fra obbedienza e tensione non sia affatto causale. In assenza di ulteriore informazione nessun’altra interpretazione è plausibile.

Questo perché è quasi sempre impossibile dedurre la causalità dalla ricerca correlazionale.

3.       La ricerca sperimentale.

È la ricerca più idonea per spiegare il perché si verifica un fenomeno, ovvero è esplicitamente destinata a fornire informazione causale.

Una ricerca di tipo sperimentale è definita esperimento o sperimentazione.

L’obiettivo di un esperimento è comprendere cosa succede ai fenomeni quando il ricercatore modifica deliberatamente alcuni aspetti dell’ambiente in cui essi avvengono. Dato il fenomeno A e la variabile ambientale B, con la ricerca sperimentale si scopre se A

-          aumenta quando B aumenta

-          diminuisce quando diminuisce B

-          rimane stabile quando B è immutato

e così via.

Tale modalità nei risultati suggerisce che le variazioni manipolate di B provocano le variazioni osservate di A.

 

Lo scopo ultimo della maggioranza delle ricerche psicologiche è la spiegazione, e le fasi che conducono alla formulazione di spiegazioni sono:

1)       la formulazione di proposizioni teoriche circa le relazioni fra i costrutti e

2)       la realizzazione di indagini empiriche nelle quali siano raccolti i dati concernenti queste relazioni.

 

Due aspetti importanti della metodologia

I metodi di ricerca possono differenziarsi – tra l’altro – per due aspetti  importanti:

1)       la strategia di ricerca, che indicano l’orientamento generale adottato in base a una domanda particolare.

2)       la tecnica di raccolta dati: si tratta di procedimenti specifici che il ricercatore segue nel raccogliere le informazioni.

 

La scelta di una tecnica particolare sarà determinata

a)       in parte dagli obiettivi del ricercatore

b)      in parte dalle risorse disponibili