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E' necessario potere distinguere tre tipi diversi di ricerca:
descrittiva (il COME), correlazionale e sperimentale
(il PERCHE’).
1.
La ricerca descrittiva
-
Indaga il modo con cui si verifica un fenomeno.
-
fornire al ricercatore una descrizione precisa del
fenomeno.
Per esempio, il ricercatore può voler sapere se l’adulto medio
ubbidirà all’ordine, impartito da un personaggio autorevole, di
somministrare scariche elettriche dolorose e potenzialmente letali a
un essere umano. Il ricercatore comincerà con l’osservare e
registrare la percentuale di adulti che obbediscono agli ordini
dell’autorità, in modo da descrivere il fenomeno.
Raramente la ricerca psicologica si arresta alla ricerca
descrittiva. Si vuole indagare sul perché le persone si
comportano in un certo modo.
Spesso la ricerca descrittiva può essere preliminare alla ricerca
che si propone di verificare delle ipotesi.
Per esempio, se nel corso della ricerca descrittiva un ricercatore
rileva che un fenomeno si verifica spesso in presenza di determinate
condizioni, questa osservazione può costituire la base di una teoria
riguardante la relazione fra le condizioni e il fenomeno, dalla
quale è possibile poi formulare ipotesi specifiche, e condurre
ricerche allo scopo di verifi-carle.
2.
La ricerca correlazionale.
Descrive in che misura le variazioni in un certo fenomeno sono
sistematicamente collegate alle variazioni di altri fattori
(A è correlato con B?).
Con tale metodo si ricerca delle relazioni, o correlazioni,
nelle informazioni raccolte per verificare le ipotesi.
Per esempio, coloro che obbediscono agli ordini si possono
raggruppare in tipologie particolari di persone (uomini invece di
donne, introversi piuttosto che estroversi, e così via)?
Anche se scoprire tali relazioni può servire per capire
perché avviene un dato fenomeno, l’informazione correlazionale
raramente è decisiva a questo riguardo
à
è quasi sempre impossibile dedurre la causalità
dalla ricerca correlazionale.
Esempio: riportiamo un risultato correlazionale preso da una
ricerca sull’obbedienza. Si trovò che le persone più obbedienti
tendevano a manifestare maggiore tensione durante la partecipazione
alla ricerca. Come interpretare tale correlazione? La tensione è
segno di paura delle conseguenze della disobbedienza, da cui si
deduce che l’ubbidienza è “provocata” dai timori dell’individuo su
quel che potrebbe succedergli se disubbidisce? Oppure la tensione
rispecchia semplicemente la preoccupazione per il possibile danno
provocato alla “vittima”?
-
Nel primo caso la relazione tra obbedienza (A) e tensione (B) si
spiega con “B porta ad A”
(ubbidisce perché ha paura);
-
nel secondo caso, la stessa relazione si interpreta come “A porta a
B”
(ha paura perché obbedisce).
-
Un’altra possibilità ancora è che la relazione fra A e B sia
provocata da una terza variabile C.
Nell’esempio di Milgram, per esempio, è possibile che sia
l’ubbidienza che la tensione siano provocate dall’aggressività, e
che pertanto la relazione fra obbedienza e tensione non sia affatto
causale. In assenza di ulteriore informazione nessun’altra
interpretazione è plausibile.
Questo perché è quasi sempre impossibile dedurre la causalità dalla
ricerca correlazionale.
3.
La ricerca sperimentale.
È la ricerca più idonea per spiegare il perché si
verifica un fenomeno, ovvero è esplicitamente destinata a
fornire informazione causale.
Una ricerca di tipo sperimentale è definita esperimento o
sperimentazione.
L’obiettivo di un esperimento è comprendere cosa succede ai
fenomeni quando il ricercatore modifica deliberatamente alcuni
aspetti dell’ambiente in cui essi avvengono. Dato il fenomeno A e la
variabile ambientale B, con la ricerca sperimentale si scopre se A
-
aumenta quando B aumenta
-
diminuisce quando diminuisce B
-
rimane stabile quando B è immutato
e così via.
Tale modalità nei risultati suggerisce che le variazioni manipolate
di B provocano le variazioni osservate di A.
Lo scopo ultimo della maggioranza delle ricerche psicologiche è la
spiegazione, e le fasi che conducono alla formulazione di
spiegazioni sono:
1)
la formulazione di proposizioni teoriche circa le relazioni fra i
costrutti e
2)
la realizzazione di indagini empiriche nelle quali siano raccolti i
dati concernenti queste relazioni.
Due aspetti importanti della metodologia
I metodi di ricerca possono differenziarsi – tra l’altro – per due
aspetti importanti:
1)
la strategia di ricerca, che indicano
l’orientamento generale adottato in base a una domanda particolare.
2)
la tecnica di raccolta dati: si tratta di procedimenti
specifici che il ricercatore segue nel raccogliere le informazioni.
La scelta di una tecnica particolare sarà determinata
a)
in parte dagli obiettivi del ricercatore
b)
in parte dalle risorse disponibili. |