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Il problema della validità nella ricerca sperimentale

 

Nel contesto della ricerca, definiamo:

Validità = la misura in cui è lecito trarre inferenze dai propri risultati.

 Una ricerca sperimentale ben fatta potenzia al massimo i 3 tipi di validità esistenti:

1)       la validità interna

2)       la validità di costrutto

3)       la validità esterna.

 

1.       Validità interna.

Si riferisce alla validità della conclusione secondo cui una relazione osservata tra variabili indipendenti e dipendenti rispecchia una relazione causale.

E’ resa possibile grazie all’utilizzazione di un disegno sperimentale solido.

 - Servirsi di un gruppo di controllo migliora la validità interna, pur lasciando la strada aperta a molti possibili ostacoli. C’è il rischio, per esempio, che i gruppi messi a confronto differiscano in più aspetti e non solo nella variabile indipendente.

2. Validità di costrutto (delle variabili).

Rimanda alla validità della supposizione secondo cui le variabili indipendenti o dipendenti colgano in modo adeguato le variabili (o “costrutti”) che dovrebbero rappresentare.

 

A. Validità del costrutto delle variabili indipendenti

Quanto alla validità di costrutto delle variabili indipendenti, il problema è sapere se la manipolazione sperimentale rappresenta realmente il costrutto teorico voluto.

 

B. Validità del costrutto della variabile dipendente

Quanto alla validità di costrutto della variabile dipendente resta il problema se le variabili misurate valutino realmente quanto intendono valutare.

In generale:

il fatto di riuscire a concepire una misura che colga l’essenza del costrutto psicologico non è assolutamente evidente.

 

Ci sono 3 tipi principali di ostacoli alla validità di costrutto delle variabili dipendenti nella sperimentazione psicologica:

1)       la desiderabilità sociale

2)       le caratteristiche della richiesta

3)       le aspettative dello sperimentatore.

 

1)       La desiderabilità sociale (io mi comporto per piacere agli altri)

Fa riferimento al fatto che i soggetti di solito vorrebbero essere considerati favorevolmente. A tale scopo essi si mostrano restii a

a)       rivelare onestamente paura, angosce, sentimenti di ostilità o pregiudizi o altre caratteristiche che possono metterli in cattiva luce.

b)      “censurare” alcuni dei loro comportamenti per evitare di essere valutati negativamente.

 

Se le misurazioni compiute dal ricercatore sono contaminate dagli effetti della desiderabilità sociale, non riusciranno a valutare il costrutto teorico considerato.  

 

Soluzioni

Per ridurre gli effetti della desiderabilità sociale si deve rendere il processo di misurazione il più discreto possibile à  se i soggetti non sanno quel che è valutato, non saranno in grado di modificare il loro comportamento.

 

2) Le caratteristiche della richiesta – Effetto Rosenthal (io mi comporto come si aspetta lo sperimentatore)

 

Le caratteristiche della richiesta  possono dar luogo ad indizi che instradano il soggetto sulla natura dell’ipotesi dello sperimentatore e quindi sulle sue aspettative sui ai risultati previsti della ricerca à tali aspettative possono influenzare in modo non intenzionale il comportamento dello sperimentatore nei confronti dei soggetti, in modo tale da far confermare la sua ipotesi.à i soggetti che sanno di essere osservati spesso saranno incuriositi da quel che cerca lo sperimentatore e dal tipo di risposta che si aspetta à i soggetti cercheranno di fornire le risposte attese per compiacere lo sperimentatore.

 

Rosenthal  ha chiamato questo tipo di influenza effetto delle aspettative dello sperimentatore detto anche effetto Rosenthal.

 

Definiamo:

Reazione alle caratteristiche della domanda dello sperimentatore = situazione in cui il comportamento è prodotto con l’intenzione di soddisfare le ipotesi dello sperimentatore.

 

I processi alla base degli effetti delle aspettative dello sperimentatore sono complessi, ma è fondamentale la comunicazione non verbale.

  Il livello in cui le aspettative dello sperimentatore possono influenzare un fenomeno può essere valutato utilizzando numerosi sperimentatori e manipolando le loro aspettative sui risultati sperimentali.

   

Soluzioni

A livello di sperimentatore:

a)       è non far sapere agli sperimentatori quali sono le ipotesi da verificare, o almeno non informarli della condizione alla quale i soggetti sono assegnati;

A livello di esperimento

b)      ridurre al minimo l’interazione tra lo sperimentatore e il soggetto e rendere l’esperimento il più possibile automatico

A livello dei soggetti sperimentali

c)       uso di misurazione non intrusiva

d)      dicendo ai soggetti che lo scopo dell’esperimento non può essere rivelato fino alla fine della ricerca e che, nel frattempo, essi non devono tentare di indovinare l’ipotesi soggiacente.

e)       uso di storia di copertura: una storia che induca i soggetti a credere che l’obiettivo della ricerca sia diverso da quello reale è uno strumento molto diffuso per diminuire l’effetto delle caratteristiche della richiesta.

Tuttavia, una storia di copertura non convincente può creare più problemi di quanti ne risolva, facendo sorgere al soggetto dubbi che altrimenti non sarebbero nati.

   

3. Validità esterna.

Si riferisce alla possibilità di generalizzare una relazione osservata oltre le circostanze specifiche osservate dallo sperimentatore.

 

Infatti un problema importante sulla validità è: in che misura la relazione causale tra X e 0 può essere generalizzata al di là delle circostanze particolari dell’esperimento?

 

Il tipo di persona

Una caratteristica importante delle circostanze sperimentali è, ovviamente, il tipo di persona che partecipa all’esperimento. In molti casi i soggetti sono volontari:

à per raggiungere una validità esterna è importante sapere se i risultati ottenuti utilizzando dei volontari possono essere estesi ad altre popolazioni.

 

Da studi si è giunti alla conclusione che

 ci sono differenze di personalità sistematiche tra volontari e non volontari à in particolare il volontario è più sensibile e più disponibile a soddisfare le caratteristiche della richiesta.

 

In alcuni studi è stato trovato che

alcune manipolazioni utilizzate nella ricerca sui cambiamenti di atteggiamento hanno rivelato effetti addirittura opposti nei volontari e nei non volontari.

 

Soluzioni:

- utilizzare una popolazione “non volontaria”, preferibilmente in situazioni sul campo.