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Gli
stereotipi
Nell’ambito sociale il meccanismo di
concettualizzazione degenera nello stereotipo. Esso risulta
un effetto a forte connotazione sociale del meccanismo psicologico
percettivo-cognitivo.
-
Il processo di concettualizzazione porta a raggruppare le
persone in classi, quali gruppi di persone che condividono la stessa
etnia, lo stesso genere sessuale, la stessa preferenza sessuale, la
stessa condizione economica, lo stesso stato sociale ecc...
-
In base a influenze culturali o fattori motivazionali e
difensivi, intorno al concetto di un uno di questi gruppi sociali si
creano delle conoscenze e credenze, ovvero degli schemi cognitivi.
Tali conoscenze sono l’essenza dello stereotipo.
Precisamente:
Lo
stereotipo è una conoscenza socialmente condivisa
relativamente ad attributi personali (di solito tratti di personalità)
, o ad attributi e comportamenti di un gruppo di persone, che come
tutti gli schemi viene applicato ad ogni nuovo individuo
classificato come appartenente a quel gruppo.
Tajfel:
gli
stereotipi possono essere considerati dei casi particolari di
categorizzazione, che comportano un’accentuazione delle
somiglianze all’interno dei gruppi e delle differenze fra
gruppi.
L’applicazione dello stereotipo si traduce:
-
nell’attribuire al nuovo individuo tutte le
caratteristiche dello stereotipo (le ragazze sono meno capaci degli
uomini nella dirigenza)
-
nell’ignorare le caratteristiche peculiari
dell’individuo preso singolarmente, il quale potrebbe mostrare
caratteristiche anche opposte a quelle dello stereotipo (ignorare
indizi di capacità manageriali di una donna)
-
nell’ignorare possibili affinità tra l’individuo
classificato in un preciso gruppo con individui di altri gruppi
(un’analisi più attenta scopriremmo, ad esempio, che ebrei e
musulmani appartengono allo stesso ceppo linguistico e condividono
gran parte delle credenze religiose; che tra omosessualità ed
eterosessualità non c’è antitesi, e così via.)
-
nel opporre resistenza ad ogni fatto che contraddica
l’applicabilità dello stereotipo (se una ragazza mostra chiare
capacità manageriali la si considera un eccezione e la si colloca
in una categoria a parte, salvaguardando così la categoria
originaria e gli stereotipi su di essa)
·
Dalla
fisiologia della percezione alla creazione degli stereotipi –
somiglianze e contrasti
Gli
psicologi si sono occupati a lungo, a proposito del carattere
semplificatorio inerente alla percezione e al concetto,
dell’accentuazione dei contrasti e delle somiglianze. Prendiamo
per esempio un fondo colorato la cui luminosità muta gradualmente
procedendo da sinistra verso destra, sul quale siano disegnati due
contorni di cerchio. La nostra percezione risulterà alterata in
quanto la superficie luminosa all’interno di ogni cerchio ci
sembrerà più omogenea di quanto non sia effettivamente e i
contrasti tra le due superfici cerchiate come più accentuati La
percezione visiva tende, insomma, a dare omogeneità a quanto
c’è di riconoscibile. Holzkamp afferma che l’origine di questi
fenomeni dovrebbe essere cercata nèlla storia della specie, dato
che essi funzionano come un meccanismo di adattamento all’ambiente
fisico. Infatti gli organismi viventi possono, in virtù
dell’accentuazione delle differenze e delle somiglianze,
organizzare la loro attività nell’ambiente in maniera più
adatta. Analogamente per l’uomo l’accentuazione dei contrasti
sarebbe funzionale al fine di orientarsi nell’universo sociale
p3olzkamp, 1973). Già nel campo delle dimensioni fisiche alcune
differenze vengono sopravvalutate dalla percezione quando queste
dimensioni hanno un rapporto sistematico con il valore relativo
degli oggetti. Così, le differenze di diametro tra due monete ci
sembreranno più accentuate se vi è una relazione tra il diametro
della moneta e il suo valore, e non si manifesteranno in assenza di
un nesso sistematico. Tale accentuazione illusiva delle differenze
riveste un significato speciale per il nostro discorso. Sembra di
capire che per Tajfel anche tutti i concetti del giudizio sociale
presentino caratteristiche analoghe. Ad esempio, nel caso di una
coppia di classi contrapposte (sia: italiani e albanesi), i membri
di esse tendono ad essere percepiti come omogenei all’interno di
ciascuna classe e perfettamente differenziati da quelli dell’altra
classe. à
La
percezione tende per così dire ad assecondare concetti, stereotipi
e significati sociali.
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Genesi e proprietà
dei concetti e degli schemi
·
L’origine dei concetti
Un
concetto può formarsi:
a)
Dall’incontro del mondo fisico con i nostri sensi.
I
concetti così formatisi sono detti categoria naturale. Sono
concetti non formulati dal pensiero e grazie all’astrazione del
linguaggio, ma derivano da una struttura percettiva innata e
fisiologica. Esempi di categorie naturali sono: dolore, piacere.
b)
Con un processo di apprendimento sociale.
Un
concetto si apprende, di norma, per esperienza ripetuta di
situazioni ed esempi del concetto che si apprende.
Il
processo di acquisizione dei concetti avviene più frequentemente attraverso le esperienze che viviamo nel corso
dell’interazione sociale.
Molti
psicologi sono conviti che la maggior parte dei concetti risulti
dall’apprendimento del linguaggio. Infatti, in genere (non sempre)
i concetti vengono veicolati da parole (sostantivi, verbi,
aggettivi).
·
Le
teorie ingenue per il raggruppamento
Esistono
varie ragioni per raggruppare gli oggetti in un unico concetto:
- co-presenza: perchè l’ambiente li presenta spesso
insieme (per esempio, la maggior parte degli uccelli
cantano),
- stessa funzione: perché assolvano
la medesima funzione (un libro, una penna e un ufficio
non possiedono molte caratteristiche fisiche in comune)
- causalità: perchè si percepisce fra di essi una
relazione causale.
à
La nozione di “caratteristica comune” va intesa in senso lato: qualunque
teoria ingenua (ragione) per la quale un sistema mentale raggruppa
alcuni oggetti è una caratteristica comune di tali oggetti.
à
Queste teorie ingenue servono a rendere coerente la categoria.
Secondo quest’ottica:
le
categorie non si fondano su un gradiente di rappresentatività o su
una realtà oggettiva, ma sulla teoria esplicativa (per esempio, biologica) delle persone, che
collega la somiglianza superficiale (per esempio, il colore
della pelle) a principi sottostanti (come i tratti di
personalità).
·
Nascita
dello schema
A
seconda delle esperienze personali o sociali con un
determinato oggetto, le persone tendono a compiere generalizzazioni
nel tempo e nello spazio, a partire dalle sue caratteristiche e
proprietà. à
lo
schema
è la forma generale prodotta dai processi di generalizzazione a
partire dalle caratteristiche degli oggetti.
·
Schemi non univoci
1)
la maggior parte degli individui possiede non solo schemi diversi,
ma addirittura in opposizione tra loro.
2)
Più in generale intorno ad un concetto l’uomo non costruisce uno
schema unico nè univoco à
per uno stesso concetto l’uomo costruisce più schemi, ciascuno
organizzante le conoscenze di quel concetto da un punto di vista
specifico à
L’uomo
così utilizzerà ora l’uno e ora l’altro degli schemi a secondo
dei contesti, del suo interesse, della direzione tendenziosa
suggerita dalla circostanza.
·
Schemi non specifici
La
conoscenza degli schemi è generale, astratta e non specifica. Tale
generalità si traduce in una applicabilità generale, in molti
contesti.
·
Gerarchia
di concetti
I
concetti solitamente sono organizzati gerarchicamente. Nella
gerarchia possiamo distinguere: concetti sovraordinati
(categorie dei reati, degli svaghi, delle persone di buon
carattere), concetti subordinati
(furto con scasso, festa da ballo, altruisti) e concetti
intermedi o di base (furto, feste, filantropi). I concetti
intermedi sono i più frequentemente impiegati a svolgere una
funzione di interpretazione e di comunicazione.
·
Reti semantiche
E’
possibile collegare schemi diversi all’interno di una rete
semantica. Più forte è il legame fra due schemi, maggiore è la
probabilità che siano attivati contemporaneamente, fornendo
informazioni utili.
Es:
lo schema di un politico può attivare con facilità lo
schema del prepotente, molto più facilmente dello schema della
persona intelligente.
·
In generale per la social cognition è importante
indagare :
- come le persone costruiscono o
rappresentano le categorie iniziali
- quali caratteristiche fanno sì che i
dati siano inclusi nelle categorie oppure le sostituiscano.
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Concetti
e schemi sociali
·
Tipi
di categoria
a)
Le categorie naturali: contengono oggetti
indipendenti dall’esistenza delle persone (come gli uccelli, i
fiori e le pietre)
b)
le categorie artificiali:
contengono oggetti che dipendono dalle attività delle
persone (come i libri, le sedie e i pianoforti)
c)
le categorie sociali: contengono persone
raggruppate secondo criteri di: occupazione, sesso, etnia, religione
e nazionalità.
à
Le categorie sociali corrispondono a stereotipi in senso lato.
·
Schemi sociali
In
psicologia sociale esistono diversi tipi di schemi sociali:
-
schemi di sé
-
schemi di ruolo
-
schemi di eventi
-
gli schemi di persone.
Schemi
di persone:
potremmo definirli come strutture conoscitive riferibili a
determinate categorie di individui, per porne in rilievo quei tratti
di personalità che sembrerebbero connotarli significativamente.
Abbiamo
per esempio lo schema di persona autoritaria, conformista, o
estroversa.
·
Le categorie sociali contengono un nucleo e un prototipo.
Il nucleo di una categoria sociale – la sua essenza sottostante
– ci porta a
1.
inferire delle qualità profonde sulla base dell’aspetto
superficiale
2.
trattare categorie anche indipendenti come se fossero
mutualmente esclusive
3.
impregnare
categorizzazioni anche arbitrarie di un significato profondo.
Variabilità
dei concetti sociali:
i concetti di natura sociale hanno un carattere del tutto
particolare. Se i concetti che designano entità del mondo
extrasociale hanno pressoché lo stesso valore in tutte le lingue e
culture
i
concetti sociali sono legati a fattori che variano a seconda dei
tempi, dei luoghi e delle culture. I concetti di uso sociale
implicano di per sé l’attribuzione di caratteristiche non
universali ma relative alla cultura che li esprime.
Es:
dire macellaio o barbiere non è per noi equivalente ad evocare una
figura sociale abietta, cosa che si verifica in alcune zone
dell’India.
Le
rappresentazioni sociali (MOSCOVICI)
Le
rappresentazioni sociali sono costituite, secondo Moscovici, da
nozioni che, formatesi con l’interazione e la comunicazione
quotidiana, diventano dati cognitivi fondamentali per la percezione
e l’organizzazione della realtà sociale. Tali rappresentazioni
non hanno la caratteristica dell’universalità, ma risentono
dell’influenza di
-
fattori culturali
-
regole sociali
-
bisogni
-
desideri
del
soggetto percipiente, e quella del
-
contesto
in
cui l’interazione sociale avviene.
q
Criteri
nella formazione dei concetti sociali
Nel
processo di formazione dei concetti di ordine sociale somiglianza,
motivazione e contesto sono i tre criteri costitutivi.
(A)
Il criterio di somiglianza
È
quindi attraverso l’esperienza che abbiamo potuto raggiungere, per
esempio, la cognizione di quale atteggiamento abbia un individuo
triste, quale sia il comportamento di un individuo aggressivo, del
modo in cui una persona socievole si relazioni agli altri e quali
abilità mostri un individuo particolarmente intelligente. Eppure
ogni azione o persona nuova sono diverse rispetto a quelle,
conosciute in passato, tramite le quali ci siamo creati suddetti
concetti. Perciò, non possiamo essere sicuri che la definizione
applicata nella nuova situazione sia quella più adeguata. Diremo
invece che la nostra scelta è in relazione con la somiglianza che
vi è tra il nuovo caso e la “famiglia” dei casi passati. Pur
non conoscendo la persona che abbiamo davanti, la situazione può
avere delle affi-nità con episodi in cui abbiamo classificato una
persona come, per esempio, insensibile, gentile o indifferente.
(B)
Influenza della motivazione sulla percezione
L’influenza
dei fattori personali, così come delle istanze soggettive di chi
giudica può essere determinante, ripercuotendosi persino
sull’atto della percezione. Motivazioni e stati d’animo
modificano
-
il tipo di selezione delle informazioni
-
l’uso della logica e la memoria
-
più in generale la maniera di giudicare e affrontare le
situazioni.
(C)
Influenza del contesto
La
percezione sociale viene condizionata anche dalle condizioni fisiche
e sociali in cui le azioni di un individuo avvengono, ossia dal contesto,
che fornisce indicazioni sul comportamento che a seconda delle
circostanze è più opportuno osservare. Bisogna tener presente che
nell’interpretazione del contesto il soggetto applica concetti
sociali preesistenti; i quali riflettono le regole culturali in uso,
diverse a seconda della cultura in cui si sono sviluppate. In
relazione alla cultura in cui vivono, gli uomini imparano con
l’esperienza quali azioni seguono ad altre nei vari contesti; ad
esempio, nella nostra società ci si aspetta che il pianto sia la
reazione alla partenza o alla morte di un familiare o che la gelosia
sia la reazione al tradimento.
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Il
giudizio e il giudizio sociale
I concetti hanno un ruolo essenziale nella
formulazione dei giudizi.
Si definisce giudizio una qualsiasi
proposizione riducibile ad una struttura logica del genere: x
è a, dove x è un oggetto considerato nella sua singolarità,
mentre a è il concetto entro il quale collochiamo il primo termine.
·
Tipi di giudizio:
1)
giudizio
conoscitivo: consiste semplicemente nel collocare un oggetto in una
categoria (questo è un faggio) o una categoria più ampia (il
faggio è un albero).
2)
giudizio
valutativo: a) morale, b) estetico. Collega
l’oggetto, l’azione o la persona con un’idea (concetto) di
valore (la storia è commovente). L’uso del
concetto a cui si lega il giudizio valutativo, e quindi il
valore di verità del giudizio,
è puramente soggettivo.
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Il
giudizio sociale
Il
giudizio sociale può considerarsi una mescolanza tra giudizio
conoscitivo e giudizio valutativo: da un lato, il semplice collocare
il soggetto in una categoria sociale comporta apprezzamento o
deprezzamento. Viceversa, anche un giudizio deliberatamente valutativo
offrirà spunti di oggettività.
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