| Lo
studio sulla formazione dei giudizi è importante per via del
fatto che la maggior parte dei processi propri della costruzione
del mondo sociale si riconduce alla formazione dei giudizi.
·
Il risultato dei processi cognitivi (giudizi, decisioni,
comportamenti, impressioni) è determinato da:
1.
fattori interni all’individuo:
a)
strutture e processi cognitivi
b)
forze motivazionali interne
2.
fattori esterni all’individuo :
influenze
dell’ambiente:
a)
specifica distribuzione degli stimoli ambientali
(maggioranza o minoranza)
b)
il linguaggio usato per descrivere il comportamento
interpersonale
c)
eventi
emotigeni: le
emozioni hanno effetto sui processi cognitivi per il tentativo del
soggetto di fronteggiare l’ambiente sociale.
GLI
STADI DEL PROCESSO COGNITIVO PER LA FORMAZIONE DEL GIUDIZIO
Indaghiamo
qui sull’influenza sul giudizio da parte di fattori
interni=strutture e processi cognitivi.
·
Sulle tracce della psicologia cognitivista, il
processo cognitivo è stato scomposto in stadi
sequenziali di elaborazione dell’informazione, quali
- la
percezione
- la
categorizzazione
- l’organizzazione
o codifica
- la
rievocazione
- la
produzione di inferenze
- il
giudizio.
A
partire dall’input percettivo (l’insieme dei
dati “oggettivi”) che può essere
- un
comportamento di una persona
- un
tratto fisico di una persona
- un
qualsiasi stimolo sociale
attraverso
questi stadi sequenziali si giunge fino all’output
consistente in
- comportamento
- emessione
di giudizio esprimibile come:
a)
formazione di un’impressione
b)
presa di una decisione
c)
produrre la soluzione di un problema
·
Tali stadi hanno un ordine con una base logica solida in
quanto gli stadi successivi (per esempio, la categorizzazione)
presuppongono gli stadi precedenti (per esempio, la percezione).
·
Tali stadi sono fortemente interdipendenti e caratterizzati
da vari circoli di retroazione (feedback loops), ma tale
influenza all’incontrario non è necessaria anche se è
possibile.
Interdipendenza
(influenza in aventi):
Da
un lato, non possiamo categorizzare un volto come appartenente a
un gruppo etnico, a meno che il volto non sia stato prima
percepito, ma possiamo percepire gli attributi facciali
indipendentemente dalla categorizzazione sociale. Analogamente,
l’organizzazione della memoria presuppone la codifica
categoriale dello stimolo; cioè la memoria dei volti non può
essere organizzata sotto forma di somiglianze etniche, a meno che
i volti non siano prima categorizzati. Su questa linea, le
inferenze presuppongono una struttura di conoscenza organizzata,
il ricordo o la rievocazione usano come input le inferenze e la
conoscenza organizzata, e lo stadio finale della decisione è
influenzato dai prodotti della rievocazione.
Cicli
retroattivi (influenza all’indietro)
Dall’altro
lato, possono esistere circoli
di retroazione fra tutti gli stadi adiacenti
per i quali gli stadi precedenti sono spesso influenzati da
fattori che agiscono in senso contrario oppure a partire dagli
stadi successivi. Pertanto,
-
la percezione
sociale può essere guidata da categorie (etniche)
-
l’organizzazione
della memoria può influenzare il processo di categorizzazione
che logicamente lo precede
-
il problema
decisionale finale può limitare la rievocazione
dell’informazione dalla memoria.
·
ASPETTATIVE CATEGORIALI E GIUDIZIO
A
tutti gli stadi, le strutture di conoscenza precedenti (categorie
– schemi - stereotipi) o le aspettative (aspettative categoriali,
aspettative stereotipiche) dell’individuo interagiscono con le
informazioni nuove in ingresso.
Ovvero
A
tutti gli stadi i processi bottom-up (guidati dallo stimolo)
interagiscono con processi top-down (guidati dagli schemi)
·
Dati coerenti
e dati incoerenti:
a)
in alcuni contesti le conoscenze pregresse (aspettative)
sono più forti dei dati oggettivi, come quando tali dati sono
inaspettati o incoerenti con le aspettative.
b)
In alcuni contesti anche le informazioni incoerenti o
inaspettate sono altrettanto importanti per la memoria.
·
Le preconcezioni influenzano non solo il modo in cui
l’informazione è elaborata, ma anche quali dati entrano
nell’elaborazione.
q
LA PERCEZIONE
Lo
stadio iniziale della percezione sottolinea la relazione reciproca
fra i processi cognitivi interni e gli eventi stimolo
esterni presenti nell’ambiente.
Prospettive:
1.
Costruttivismo:
(à
percezione guidata dai concetti – concept driven -processi top
down)
Esiste
un’idea secondo cui la percezione sociale è spesso un
processo costruttivo, guidato da convenzioni stereotipiche
piuttosto che da “dati oggettivi”
2.
Gestalt (à
percezione guidata dai dati – data driven – processi bottom
up)
L’approccio
sociale allo studio della percezione
è stato influenzato dalla psicologia della Gestalt, in
base alla quale l’organizzazione percettiva è guidata da
principi organizzativi innati, (la somiglianza, la buona forma
o la coerenza cognitiva). Secondo questi principi
tendiamo
a percepire delle cause simili ai comportamenti o agli eventi da
esse prodotti, oppure raggruppiamo le nostre osservazioni sulla
base della vicinanza spaziale o temporale
Questa
prospettiva pone l’accento sul ruolo delle conoscenze precedenti
o degli stimoli nuovi (top down),
3.
La prospettiva ecologica
di Gibson
- assume un punto di partenza opposto, sottolineando che la
percezione è determinata spesso da eventi esterni.
Il
processo percettivo equivale a raccogliere i segnali o i sintomi
cruciali presenti nell’ambiente, lasciando poco spazio
all’interpretazione o all’inferenza sociale (nella misura in
cui gli organismi dispongono di un apparato sensoriale che
permette di percepire determinate caratteristiche dello stimolo ma
non altre, e che sono predisposti biologicamente a prestare
attenzione a particolari informazioni).
Queste
tre posizioni non sono altro che aspetti del medesimo fenomeno.
q
LA
CATEGORIZZAZIONE
Mentre
la percezione è guidata dallo stimolo, nella categorizzazione
è sottolineata l’influenza delle conoscenze precedenti.
Il
confine fra percezione e categorizzazione è sfuocato:
-
da un lato la categorizzazione
è possibile solo dopo aver percepito lo stimolo da
classificare (n.p. stimolo di cui formarsi un’impressione);
-
d’altro canto quando uno stimolo è classificato
all’interno di qualche categoria significativa, la percezione si
arricchisce di conoscenze relative alla categoria che sono
indipendenti dallo stimolo (“andare oltre l’informazione
data”). La percezione interagisce con le categorie che
formano la conoscenza del mondo del soggetto percipiente. In tal
modo:
il
destino di un evento stimolo dipende dalla categoria che è
accessibile (al momento della percezione) nella memoria del
soggetto percipiente per interpretarlo e comprenderlo,
specialmente quando è ambiguo e si presta a diverse
interpretazioni.
Effetto
di attivazione (priming)
In
breve:
l’attivazione di alcune categorie può favorire il giudizio di
uno stimolo ambiguo nei termini suggeriti dalla categoria
attivata, a meno che l’attivazione non sia troppo debole o
troppo vistosa.
L’influenza
che il processo di categorizzazione ha sulla percezione è
illustrato dal cosiddetto effetto di attivazione (priming).
Spiegazione
del priming
L’influenza
del priming categoriale è spiegabile all’intemo di un
modello della memoria umana basato su reti associative,
nel quale i concetti sono rappresentati da nodi e la distanza fra
i nodi indica la differenza fra di essi. Più simile è il
significato di due concetti, tanto minore sarà la distanza fra i
loro nodi nella rete associativa. In questo schema
il
priming può essere visto come un processo di diffusione dell’attivazione
da un nodo (la
fonte di attivazione) ai nodi adiacenti nella rete, e la
forza di questo effetto dovrebbe diminuire all’aumentare della
distanza dalla fonte dell’attivazione.
-
Se da una parte è plausibile che questo effetto di priming
sia evidente soprattutto nelle condizioni di applicabilità
(perché i concetti attivati
e i comportamenti stimolo attivati riguardano nodi
strettamente collegati, il cui effetto dovrebbe essere amplificato
dalla loro attivazione congiunta), dall’altra parte, la teoria
non esclude tassativamente che le fonti di attivazione non
applicabili possano produrre un effetto.
-
Una possibile restrizione riguarda il momento (timing) in
cui avviene l’attivazione della categoria. Vari studi
suggeriscono che lo stadio della codifica è particolarmente
sensibile agli effetti di attivazione. L’effetto priming è
stato osservato solo quando il trattamento di attivazione è
presentato prima della codifica dell’informazione bersaglio
(stimolo).
Tuttavia,
alcuni dati suggeriscono che almeno in certe condizioni,
un’impressione già formata può essere modificata dalle
categorie attivate dopo.
-
Molte
altre ricerche hanno mostrato che l’informazione fornita dopo la
codifica può produrre un’influenza retrospettiva su
rappresentazioni mnestiche preesistenti. Però, non è chiaro se i
precedenti risultati riflettano un aggiornamento dei contenuti
della memoria basato su processi di tipo ricostruttivo, oppure
semplicemente un giudizio tendenzioso indipendente dalla memoria.
-
Interpretare
le osservazioni stimolo alla luce delle categorie attivate non
richiede certamente un processo intenzionale o consapevole. Al
contrario
un
livello di consapevolezza troppo alto può indebolire o persino
capovolgere l’effetto di attivazione.
Se
i soggetti credono che le procedure di attivazione troppo vistose
possano influenzare la formazione delle impressioni, attribuiranno
le impressioni distorte a tentativi
di influenza esterni e correggeranno i giudizi in direzione
contraria.
Pertanto,
la consapevolezza non è una precondizione ma può in realtà
interferire con l’effetto di attivazione.
q
L’ORGANIZZAZIONE
Argomento:
organizzare le informazioni di natura sociale in memoria.
A) L’uso delle categorie
Un
modo economico di organizzare le informazioni di natura
sociale in memoria è attraverso categorie.
1)
Una categoria importante è la persona.
Quando
le informazioni sociali complesse si riferiscono, in ordine misto,
a comportamenti di persone diverse relativi a vari argomenti
(come le discussioni di gruppo, i partiti, ecc.):
a)
i soggetti tendono ad organizzare i ricordi in
funzione del tipo di persona.
b)
l’ordine con cui i soggetti rievocano le
informazioni evidenzia dei raggruppamenti (clusters) associati
alla persona piuttosto che raggruppamenti di argomenti à
cioè, i comportamenti che appartengono alla stessa persona sono
raggruppati insieme nella memoria.
2)
Quando tutte le informazioni riguardano la medesima persona
bersaglio, i ricordi dei suoi comportamenti possono essere
organizzati in categorie di scopi o
tratti. Riducendo il carico di memoria da molte unità
specifiche a poche unità più astratte, i soggetti possono così
utilizzare la loro conoscenza del mondo per ricostruire i
contenuti specifici dell’informazione stimolo.
B)
Scopo dell’elaborazione
L’organizzazione
delle informazioni in memoria è influenzata profondamente
dallo scopo dell’elaborazione o dalle istruzioni relative
al compito.
Il
vantaggio dell’apprendimento incidentale, rispetto all’apprendimento
intenzionale, è imputabile allo scopo di formare
un’impressione, e tale scopo influenza la formazione
della rappresentazione mnestica. Quanto più è coerente
l’impressione formatasi tanto più facile sarà il compito di
rievocazione.
C)
Impressioni coerenti e incoerenti
Come
appena detto quanto più è coerente l’impressione formatasi
tanto più facile sarà il compito di rievocazione.
Tuttavia,
spesso le informazioni incoerenti o inaspettate sono rievocate con
più facilità delle informazioni coerenti con un’aspettativa
categoriale. Pertanto, le informazioni inaspettate possono
facilitare la rievocazione (come quando ci viene detto che un
sacerdote ha derubato un’anziana signora, oppure che uno
sportivo molto attivo soffre di un handicap fisico).
-
In esperimenti, le istruzioni che sottolineano
esplicitamente la formazione delle impressioni rafforzano il
vantaggio delle informazioni incoerenti, perché l’obiettivo di
formare un’impressione rende preminente il bisogno di integrare
e attribuire un significato alle informazioni incoerenti e, così
facendo, costringe il soggetto a dedicare uno sforzo cognitivo
ulteriore all’elaborazione di tali informazioni.
-
il vantaggio nel ricordo delle informazioni incoerenti
scompare quando i comportamenti stimolo si riferiscono a gruppi
invece che a individui. In questo caso, i vincoli di coerenza per
la memoria saranno molto più bassi, poiché è assai più
probabile che vi siano incoerenze fra i membri di un gruppo che
all’interno di un individuo.
q
LA
RIEVOCAZIONE
Rievocazione
guidata dalla categoria e guidata dallo stimolo:
-
La rievocazione guidata dalla categoria
favorisce gli item congruenti: l’informazione congruente è
rievocata con maggiore probabilità quando sono attivati da
strutture di conoscenza significativa: categorie o schemi
superordinati (Gli psicologi cognitivisti usano spesso il termine schema
per indicare le categorie stabili che sono divenute parte
della struttura di conoscenza permanente).
-
La rievocazione guidata dallo stimolo
facorisce gli item incongruenti: quando non sono disponibili
indizi categoriali e il processo di rievocazione dipende dalla
forza delle singole tracce degli item, gli item incongruenti
traggono beneficio dall’elaborazione supplementare che ricevono
durante la codifica.
La
relativa superiorità dovrebbe pertanto dipendere
dall’eventualità che il processo di rievocazione sia guidato
da strutture superordinate oppure debba basarsi sulla
rievocazione di eventi specifici.
·
Confronto fra
ricordo di informazioni coerenti e incoerenti
c)
Rievocazione:
quando la prestazione è misurata sotto forma di rievocazione, le
informazioni incoerenti (che non confermano le aspettative) sono
superiori alle informazioni congruenti.
d)
Riconoscimento:
Quando si usano misure di riconoscimento, la medesima
conclusione si applica alla rievocazione accurata dei singoli item.
Al tempo stesso, tuttavia, le risposte evidenziano un giudizio
tendenzioso generale che consiste nell’inferire informazioni
congruenti con un’aspettativa o con una categoria superordinata,
a prescindere dal fatto che queste inferenze siano accurate oppure
no.
Nella
misura in cui i giudizi naturali o i problemi di decisione
comportano l’utilizzazione di indizi e processi ricostruttivi,
oltre alla rievocazione accurata degli item stimolo effettivi, le
inferenze congruenti con le aspettative possono facilitare la
rievocazione, più di quanto accade con le informazioni
incongruenti. Naturalmente, questo si verifica quando vengono
mantenuti gli stereotipi sociali anche quando le osservazioni li
contraddicono.
·
Specificità
della codifica
In
generale, la rievocazione è più facile quando il compito di
rievocazione avviene nello stesso contesto del compito di
apprendimento e di codifica. Questo fenomeno è conosciuto come
principio della specificità della codifica.
Il
contesto può essere: l’umore, delle specifiche persone ecc..
Tale
principio, in particolare, può spiegare gli effetti dell’umore
sulla memoria, e in particolare il miglioramento della
rievocazione quando l’umore è lo stesso di quello al momento
dell’apprendimento.
q
LE INFERENZE
La
distinzione fra inferenza e rievocazione (spesso arbitraria), si
fonda principalmente sul presupposto che l’informazione
rievocata sia autentica (cioè identica a quella che è stata
appresa inizialmente) mentre l’informazione inferita è il
prodotto dell’invenzione creativa.
I
sostenitori della prospettiva costruttivista nello studio della
memoria non manterrebbero nemmeno questo presupposto, perché l’informazione
rievocata non è più una copia dell’informazione originaria.
Tenendo
a mente la forte somiglianza fra i due concetti, in questo
contesto il concetto di inferenze sociali viene utilizzato per
sottolineare la natura creativa della cognizione sociale.
La
maggioranza delle ricerche sull’inferenza sociale si sono
occupate di inferenze sui tratti disposizionali compiute
a partire dal comportamento.
Un’indagine
ingegnosa illustra le strutture
schematiche che determinano tali inferenze.
1)
Schema
inferenziale di asimmetria:
l’informazione negativa è più diagnostica e ha un peso
superiore sui giudizi sociali rispetto all’informazione positiva
o viceversa.
a)
Negativo>Positivo:
in alcuni
contesti – come nel campo della moralità - le inferenze
compiute a partire dal comportamento negativo (es: mentire) ai
tratti corrispondenti (disonestà) sono più facili delle
inferenze prodotte a partire dal comportamento positivo (dire la
verità) ai tratti positivi (l’onestà). Cioè, per confermare
un tratto attraverso osservazioni ripetute o l’induzione sono
necessari più comportamenti positivi che negativi.
Sicchè
ci si aspetta che una persona onesta dia prova di un comportamento
positivo, o almeno neutro, ma che difficilmente mostri un
comportamento negativo. Al contrario, non ci aspettiamo che una
persona disonesta menta o bari sempre; il tratto della disonestà
è compatibile con una gamma più ampia di comportamenti,
negativi, neutri e positivi.
Qui,
il comportamento negativo indica chiaramente la presenza di tratti
negativi, mentre il comportamento positivo si verifica in presenza
sia di tratti positivi che negativi.
b)
Positivo>Negativo: l’asimmetria si capovolge in altri
campi -come nel campo delle abilità- dove il comportamento
positivo è più diagnostico del comportamento negativo.
2)
Schema inferenziale di analogia (con esperienze
passate). E’ quello che si dice Seeing the Past in the
Present (vedere il passato nel presente), per il quale i
giudizi e azioni politiche suggerite sono influenzati dalle
analogie storiche.
Schemi
e inferenza : gli
schemi non possono essere distinti dal processo di inferenza.
Nella vita quotidiana le persone non dispongono dell’insieme
completo degli attributi, anche se possono ricostruirli o
inferirne una buona parte. Infatti, ogni concetto possiede un
valore default, e tale valore viene assunto in mancanza di
informazioni che indichino il contrario (Es:
il concetto (o categoria) clown ha come valore di
default l’attributo “divertente”: il clown viene visto come
qualcuno divertente a meno di prove contrarie).
In
particolare:
a.
le relazioni fra gli attributi permettono di compiere
numerose inferenze (Es: il prepotente è socialmente pericoloso e
pertanto può suscitare odio).
b.
è possibile inferire un livello più elevato (come il
“tipo estroverso”) da un livello inferiore (come
“comico”).
q
GIUDIZI E
DECIZIONI
I
prodotti dei processi cognitivi sono comunemente dei giudizi
e delle decisioni;
Ciò
è evidente quando si ha a che fare con i giudizi degli insegnanti
sulla prestazione degli allievi, i giudizi di colpevolezza e
innocenza emessi dai giurati, oppure le diagnosi e le prognosi
emesse dai medici.
In
altri casi lo stadio del giudizio può essere mascherato da una
denominazione diversa del compito:
-
una
prova di memoria infatti richiede di emettere giudizi su
eventi precedenti
-
le decisioni sono combinazioni di giudizi sul rischio e
di giudizi su valori e costi
-
gli atteggiamenti comportano dei giudizi sulla
rilevanza e la persuasività di affermazioni argomenti.
Sembra
naturale
concepire
il processo cognitivo come un percorso causale che conduce dalla
memoria ai giudizi.
e
quindi
esiste
un processo unilaterale di influenza della memoria sulle decisioni
(e non il viceversa)
q
Le euristiche di
giudizio
L’assunzione
unilaterale che la memoria influenzi i giudizi, ma non il
contrario, ha dominato il moderno programma di ricerca sulle euristiche
di giudizio.
Nelle
persone accade che:
raramente
l’elaborazione delle informazioni cognitive è esaustiva e
guidata da norme logiche; piuttosto essa deve raggiungere un
compromesso fra la razionalità e l’economia.
Definizione
euristica:
un’euristica è una strategia cognitiva che consente
all’individuo sociale di emettere giudizi in modo
abbastanza veloce ed economico, seguendo regole empiriche
che richiedono pochi sforzi, che nella maggior parte dei casi si
rivelano molto efficienti ma possono essere fonte di errore in
circostanze particolari.
Tuttavia,
il prezzo di tale economia è la produzione di giudizi
sistematicamente tendenziosi in certe condizioni.
Alcune
euristiche sono
concepite in termini di
influenza
causale prodotta dalla rievocazione sui giudizi
Esempi
di tali euristiche:
1)
Euristica
della disponibilità
Con
tale strategia si stima la frequenza o probabilità di un evento a
partire dalla disponibilità di informazioni rilevanti in memoria,
a dispetto delle leggi di probabilità.
Mentre
questa procedura euristica spesso è abbastanza accurata, i
giudizi risultanti possono risultare distorti quando si verificano
delle distorsioni nel campione delle informazioni memorizzate.
Es1:
alla richiesta di come è stato il tempo lo scorso autunno, se una
breve scansione della memoria rende disponibili un numero
equivalente di giorni sereni e di pioggia, le nostre stime
numeriche tenderanno ad essere uguali. Se rievochiamo in maniera
selettiva un numero superiore di giornate serene piuttosto che di
pioggia, le stime della frequenza saranno distorte nella stessa
direzione.
Es2:
è stato dimostrano che i giudizi relativi a rischi letali
riflettono la frequenza con cui articoli di cronaca riferiscono
sulle cause di morte. Poiché è più probabile che i mass media
si occupino di eventi spettacolari come le catastrofi o gli
omicidi, piuttosto che di malattie cardiache o di suicidi, la
frequenza dei primi eventi sarà sopravvalutata rispetto a quella
dei secondi.
Il
presupposto alla base dell’ euristica della disponibilità (e di
altre euristiche, per il quale la memoria esercita un’influenza
sui giudizi) dai giudizi statistici di frequenza e probabilità è
generalizzato anche ad altri giudizi sociali.
Per
esempio, si è trovato che i giudizi di colpevolezza e le
punizioni inflitte sono correlate con la disponibilità in memoria
di fatti e argomenti che giustificano o accusano l’imputato, e
tali correlazioni sono spesso interpretate come una dipendenza
causale del giudizio dalla rievocazione.
2)
Euristica
della rappresentatività
Euristica
con la quale un individuo, per calcolare la probabilità che un
elemento A appartenga ad una classe B, valuta tale probabilità in
base al grado con cui l'elemento A - secondo gli stereotipi
- è rappresentativo della classe B. Tale valutazione va a
discapito di altri fattori importanti (es: le leggi della
probabilità o logica formale).
La
bontà di questa euristica dipende dalla validità dello
stereotipo.
Es:
secondo l’euristica della rappresentatività, una persona
descritta come appassionata di modellismo aereo, di scacchi e di
computer sarà classificata con maggiore probabilità come un
fisico piuttosto che come un insegnante, per il semplice motivo
che l’informazione è più rappresentativa della prima
professione che della seconda. In realtà, la probabilità di base
degli insegnanti (cioè la loro frequenza relativa nella
popolazione) è molto più alta di quella dei fisici, cosicché
questo giudizio è probabilmente sbagliato. Tuttavia,
l’euristica è guidata dalla somiglianza semantica (fra concetti
come fisico, aereo e computer) piuttosto che dalle probabilità di
base statistiche.
3)
Euristica dell’ancoraggio e accomodamento
Sostiene
che i giudizi quantitativi si avvicinano ad un’àncora iniziale,
perché il processo di accomodamento è spesso incompleto, perchè
incompleta e la ricerca in memoria necessaria al processo di
accomodamento. (n.p. quindi il giudizio finale dipende
dall’ancora da cui si decide di cominciare il ragionamento)
Es1:
Immaginate di programmare una vacanza di due settimane in Florida,
di cui volete calcolare i costi in anticipo. Potete iniziare da
un’àncora di riferimento bassa di 300 dollari per il
biglietto aereo e considerare i costi aggiuntivi seguendo un processo
di accomodamento verso l’alto. Alternativamente, potete
partire dal punto di riferimento più alto di 2.000 dollari, che
il vostro amico benestante ha speso nel compiere lo stesso
viaggio, e sottrarre tutte le spese che potreste risparmiare.
Poiché la ricerca in memoria dei costi da aggiungere o da
risparmiare è normalmente incompleta, il processo di
accomodamento verso l’alto produrrà di solito una stima
inferiore di quella ottenuta con il processo di accomodamento
verso il basso.
Es2:
nella ricerca della verità i giudizi sulla credibilità di un
messaggio dipendono dall’ordine con cui sono affrontati due
compiti: scoprire le menzogne e comprendere il messaggio prodotto
dall’emittente. Se la comprensione precede la scoperta della
menzogna, il messaggio apparirà più credibile di quando
l’ordine dei due compiti è capovolto, e il compito di scoperta
delle menzogne determina l’àncora di riferimento dalla quale
iniziare.
q
Giudizi
correlati e non correlati alla rievocazione
·
Nella maggioranza delle ricerche sui giudizi sociali, i
giudizi sono considerati una variabile dipendente e la memoria una
variabile indipendente
giudizio=f
(memoria-rievocazione)
·
In verità descrizioni più sistematiche dei dati empirici
suggeriscono che spesso le misure della rievocazione non correlano
con i giudizi. Questo avviene perché
molti
giudizi sociali sono già “preformati” e conservati in memoria
e non devono essere costruiti a partire da informazioni grezze
memorizzate o attraverso i vari stadi di elaborazione.
Inoltre
i
giudizi preformati rappresentano una parte cospicua della memoria
sociale;
solo
i giudizi che non possono utilizzare “all’istante” quelli
preformati dovrebbero risultare correlati con la rievocazione
dell’informazione stimolo.
Es:
è ovvio che se dovete stimare il numero dei bambini che abitano
nella vostra strada e non avete mai pensato a questo prima, il
vostro giudizio deve basarsi sui ricordi disponibili.
Anche
per i giudizi basati sulla memoria il predittore migliore non è
invariabilmente la quantità di informazioni rievocabili.
Una versione raffinata dell’euristica della disponibilità
proposta da Schwarz e collaboratori
afferma che:
“i
giudizi riflettono la facilità di rievocazione, piuttosto che
l’esito (quantitativo) della rievocazione stessa.”
Questa
riformulazione dell’euristica della disponibilità si avvicina
molto al significato dell’euristica della simulazione:
“il
giudizio dipende dalla facilità con cui è possibile immaginare o
simulare mentalmente dei possibili eventi o risultati.”
q
Assimilazione e
contrasto
Come
detto, il fenomeno degli effetti di attivazione è dovuto
all’attivazione in memoria di categorie semantiche (come i
tratti negativi) che possono influenzare i giudizi successivi, a
meno che l’attivazione non sia troppo debole o troppo vistosa.
Tuttavia, l’attivazione di certe categorie non produce sempre un
effetto di assimilazione congruente sui giudizi (per
esempio, l’attivazione negativa che provoca giudizi negativi),
ma in alcuni casi il risultato può essere un effetto di contrasto
(giudizi più positivi dopo l’attivazione negatîva, per
esempio).
Più
dettagliatamente, i giudizi possono essere caratterizzati da effetti
di assimilazione o contrasto, a seconda che la posizione di
uno stimolo (oggetto del giudizio) su una dimensione relativa a un
attributo si avvicini (venga assimilato)
o si allontani (si ponga in contrasto) alla posizione di
uno stimolo presente nel contesto (context stimulus).
L’eventualità
che si abbia assimilazione oppure contrasto dipende dal modo in
cui viene rappresentato lo stimolo contestuale:
-
se lo stimolo
contestuale viene incluso nella medesima categoria di
appartenenza dello stimolo oggetto di giudizio si produce assimilazione
-
se
lo stimolo contestuale è escluso (perché appartenente ad
una categoria di confronto rispetto allo stimolo valutato) si
produce contrasto.
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