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Glossario di psicologia sociale

 

Adattamenti: possesso di caratteristiche che consentono ad un organismo di sopravvivere e di riprodursi meglio di coloro che possiedono altre caratteristiche. Si assume che queste caratteristiche siano più adatte delle altre per la vita in un particolare ambiente.

 

Adeguamento alle probabilità: tendenza euristica a scegliere diverse opzioni di risposta sulla base delle loro frequenze di rinforzo (es. scegliere un’alternativa con una probabilità di successo del 75% il 75% delle volte).

 

Affect: spesso usato come sinonimo di emozione. Alcuni psicologi sociali restringono l’uso del termine alla dimensione della valenza della sensazione, piacevole vs spiacevole o positiva vs negativa.

 

Affiliazione: tendenza a ricercare la compagnia delle altre persone, a prescindere dai sentimenti che si avvertono nei loro confronti.

 

Altruismo reciproco: comportamento altruistico mostrato da un animale o da una persona quando è probabile che il soggetto agisca in maniera altruistica nei confronti del benefattore in futuro.

 

Amore appassionato: stato di intenso desiderio di unione con un altro individuo, caratterizzato in genere da pensieri intrusivi e da preoccupazioni per il partner, idealizzazione del-l’altro, e dal desiderio di conoscere l’altro così come dal desiderio di farsi conoscere dall’altro.

 

Analisi del processo di interazione (API): sistema di misurazione formale basato su osservazioni ideato da Bales per codificare le interazioni dei membri di gruppi sociali di piccole dimensioni. Esso consiste di categorie e procedure sulla base delle quali si codifica l’interazione.

 

Analogia: somiglianza strutturale che guida un’inferenza da un ambito ad un altro.

 

Ancoraggio e accomodamento: euristica di giudizio che provoca errori tipici; le stime quantitative tendono ad assumere come riferimento un valore di partenza o àncora, rendendo il processo di accomodamento successivo generalmente incompleto.

 

Appraisal: valutazione dell’importanza di un oggetto, un evento, o un’azione per una persona, unita alla valutazione delle proprie attività di coping. Può avvenire a vari livelli del sistema nervoso centrale e non è necessariamente consapevole.

 

Approccio centrato sull’individyo: qualsiasi approccio allo studio del comportamento sociale e delle funzioni sociali che si fondi esclusivamente o in larga misura sullo studio dell’esperienza e del comportamento individuale.

 

Approccio cognitivo-neoassociazionista: teoria sviluppata da L. Berkowitz che postula un legame diretto fra eventi avversivi o affetti negativi e il comportamento aggressivo. Nega che siano necessari mediatori cognitivi affinché si abbia aggressività (emozionale).

 

Approccio sociocentrico: qualsiasi approccio allo studio del comportamento individuale e sociale che sottolinei il ruolo determinante esercitato dal contesto sociale/societario e dalla sua struttura.

 

Assimilazione: spostamento nella struttura di riferimento provocato da uno stimolo contestuale, tale che i giudizi di altri stimoli sono distorti in direzione dello stimolo contestuale (es. nel contesto dello humor, altre frasi possono sembrare più divertenti).

 

Attaccamento: legame emozionale durevole fra due persone.

 

Atteggiamento: tendenza psicologica che si esprime valutando una particolare entità con un certo grado di favore-volezza o sfavorevolezza.

 

Attivazione: uno stato di intensificazione ddl’attività del sistema nervoso centrale e in particolare di quello autonomo. Alcuni autori usano il termine per indicare in specifico il ramo simpatico del sistema nervoso autonomo.

 

Attivazione del sistema nervoso simpatico (vedi attivazione).

 

Attrazione: sentimenti positivi verso un altro individuo, uniti alla tendenza a ricercare la presenza dell’altro.

 

Atribuzione causale: processo di inferenza in base al quale i soggetti perci-pienti attribuiscono un effetto ad una o più cause.

 

Attribuzione errata: attribuzione scorretta (abitualmente indotta dallo sperimentatore) di una risposta emotiva ad una causa che non può essere responsabile dell’esperienza emotiva.

 

Auto-rivelazione: consiste nel rivelare informazioni di natura personale ad un’altra persona.

 

Azione contemporanea: due o più individui che eseguono il medesimo compito gli uni in presenza degli altri.

 

Base sicura: sensazione di sicurezza e fiducia associata a una persona o un luogo specifico, come l’orientamento mostrato da un bambino nei confronti di chi lo accudisce.

 

Bias a favore del sé: è più probabile che le persone attribuiscano i propri successi a cause interne, come l’abi-lità, e i fallimenti a cause esterne, come la difficoltà del compito. Questo bi@s è il risultato di fattori cognitivi e motivazionali, che variano nei contesti pubblici e privati.

 

Bias attribuzionale: si ha un giudizio tendenzioso (bias) quando il soggetto percipiente distorce sistematicamente (es. fa un uso eccessivo o troppo limitato) una procedura normalmente corretta, o quando il risultato della procedura medesima è distorto.

 

Bisogno di cognizione: una variabile relativa a differenze individuali che differenzia gli individui dal punto di vista della misura in cui prediligono riflettere sugli argomenti contenuti in una comunicazione. In presenza di un messaggio persuasivo, si assume che i soggetti con un forte bisogno di cognizione si impegnino maggiormente a riflettere sul contenuto rispetto agli individui con punteggi più bassi su questa dimensione.

 

Bogus pipeline (apparecchiatura truccata): metodo di misurazione degli atteggiamenti immune da distorsioni. I soggetti di cui si misurano gli atteggiamenti sono indotti a credere che una specie di macchina della verità sarà in grado di controllare se stanno dicendo la verità oppure no.

 

Brainstorming: tecnica di gruppo che si propone di incoraggiare i membri di un gruppo a produrre la quantità maggiore possibile di idee riguardo a un determinato argomento.

 

Campionamento: processo mediante il quale si sceglie un sottoinsieme dei membri di una popolazione allo scopo di descrivere la popolazione dalla quale sono tratti.

 

Campione casuale semplice: campione in cui ciascun membro ddla popolazione ha la stessa probabilità di essere scelto e nel quale vi è la stessa pro-babilità che venga scelta ciascuna possibile combinazione del numero di membri desiderato.

 

Campione proporzionale: campione che corrisponde a certe proporzioni specifiche e riflette così determinati attributi della popolazione (come l’età e il sesso) che sono considerati importanti per il problema indagato.

 

Caratteristiche della richiesta: stimoli che indicano ai soggetti come ci si aspetta che sf~comportino o rispondano in una situazione di ricerca, cioè stimoli che “richiedono” un certo tipo di risposta.

 

Catarsi: liberazione di energia aggressiva attraverso risposte di tipo aggressivo o forme alternative di comportamento.

 

Categoria: raggruppamento di due o più oggetti distinti, che vengono trattati in modo simile. Classi di oggetti.

 

Cinesica: studio e classificazione dei movimenti del corpo.

 

Coerenza: stùe di comportamento che indica il mantenimento di una posizione. Può essere diacronica (coerenza nel tempo) oppure sincronica (coerenza fra individui).

 

Coesione: forze che tengono unito un gruppo.

 

Colkborutqre meno preferito (LPC, Least Preferr& Coworker): nella teoria della leadership di Fiedler questa espressione indica l’individuo che il leader identifica come “quello con ' cui è più difficile lavorare”.

 

Collocazione casuale (chiamata a volte assegnazione casuale): consiste nell’as-segnare i soggetti a gruppi (o condizioni) in modo tale che ciascun soggetto abbia la stessa probabilità di essere collocato in ciascun gruppo,

 

Colpa esistenziale (vedi colpa interpersonale).

 

Colpa interpersonale: sentimenti negativi a proposito di se stessi che nascono dalla consapevolezza di essere responsabili del disagio o dei danni arrecati ad altri. La colpa esistenziale è un concetto affine che si riferisce ai sentimenti di colpa generalizzati basati sulla percezione dei propri privilegi. Una persona può sen-tirsi colpevole se è favorita rispetto agli altri anche se non ha fatto nulla di sbagliato.

 

Competenza comunicativa: uso pragmaticamente appropriato della conoscenza sociale e delle abilità sociali nel contesto di una relazione.

 

Competizione: comportamento che conduce al massimo vantaggio relativo in una situazione di interdipendenza: una persona ottiene risultati superiori a scapito delle altre.

 

Compito di giudizio: strategia di ricerca con la quale il ricercatore presenta al soggetto determinati stimoli e gli domanda di valutarli (per esempio, di stimarè in che misura essi sono simili o differenti).

 

Complesso co-adattato: insieme di caratteristiche interdipendenti, nel senso che il cambiamento di una di esse nel corso dell’evoluzione determina dei cambiamenti nelle altre.

 

Compliance: cambiamento nel comportamento manifesto (pubblico) in seguito all’esposizione all’opinione degli altri.

 

Complice: complice o assistente dello sperimentatore che si comporta al-l’apparenza come un soggetto sperimentale ma che in realtà impersona un ruolo prestabilito nell’esperimen-to (a volte è chiamato “spalla”).

 

Comportamento altruistico: in termini evoluzionistici si tratta del comportamento che favorisce l’idoneità di un altro individuo nonostante i costi, in termini di adattamento, per colui che lo attua. In psicologia sociale, con questa espressione ci si riferisce al comportamento sociale positivo che mira ad arrecare benefici ad un’altra persona e che viene eseguito sebbene l’attore possa scegliere di agire in modo differente.

 

Comportamento antiattitudinale: comportamento (indotto generalmente da incentivi economici o da minacce) incoerente con gli atteggiamenti o con le credenze dell’attore.

 

Comportamento di aiuto: in senso biologico equivale al comportamento altruistico.

 

Comportamento intergruppi: azioni compiute dai membri di un gruppo verso i membri di un altro gruppo.

 

Comportamento proattitudinale: comportamento coerente con gli atteggiamenti o le credenze dell’attore, anche se può non corrispondere alla sua posizione attitudinale.

 

Comportamento prosociale: in senso biologico equivale al comportamento altruistico.

 

Comunicazione: scambio di messaggi tra due o più partecipanti, che si caratterizza per l’uso intenzionale e consapevole di un sistema simbolico mutualmente intelligibile.

 

Concetto: raggruppamento di due o più oggetti distinti che sono trattati allo stesso modo. Rappresentazione mentale.

 

Condizionamento classico: con il condizionamento classico uno stimolo neutro, inizialmente incapace di generare una particolare risposta, acquisisce gradualmente tale facoltà grazie alla ripetuta associazione con uno stimolo che è già in grado di provocare tale risposta.

 

Condizionamento operante: con iù condizionamento operante la frequenza con cui si osserva una risposta specifica aumenta perché l’azione è seguita da conseguenze positive, oppure diminuisce perché è seguita da conseguenze negative.

 

Conflitto sociocognitivo: la comunicazione di discrepanze tra le prospettive di due o più partecipanti ad un compito; tale conflitto promuove l’oppor-tunità affinché i partecipanti divengano consapevoli dei limiti della loro comprensione individuale.

 

Confondente: una variabile che incorpora due o più componenti potenzialmente separabili è una variabile confondente. Quando una variabile indipendente racchiude una variabile confondente l’abilità del ricercatore nel trarre inferenze causali non ambigue è gravemente compromessa.

 

Conformismo (vedi influenza della maggioranza).

 

Confronto sociale: atto di confrontare i propri atteggiamenti, le proprie abi-lità ed emozioni con quelle degli altri allo scopo di valutare la loro correttezza e adeguatezza.

 

Congruenza dell’umore: tendenza a percepire, codificare, immagazzinare e recuperare le informazioni in maniera più efficiente quando sono affettivamente congruenti con il proprio stato emozionale. Si riferisce anche alla tendenza a fornire giudizi più positivi (negativi) in presenza di stati di umore positivi (negativi).

 

Conservazione: comprensione che una quantità (come il volume, il numero o il peso) rimane costante malgrado le modificazioni nell’aspetto esteriore (come un cambiamento di contenitore, un riordinamento o un cambiamento di forma).

 

Contagio mentale: meccanismo ipotetico sottostante alla diffusione delle emozioni e delle idee nelle folle.

 

Continuum interpersonale-intergruppi: dimensione continua del comportamento sociale che distingue tra azioni compiute in qualità di individui e azioni compiute come membri di un gruppo.

 

Contrasto: spostamento nella struttura di riferimento provocato da uno stimolo contestuale tale che i giudizi relativi ad altri stimoli si allontanano dallo stimolo contestuale (es. delle persone appaiono piuttosto povere se poste a.confronto con una persona estremamente ricca).

 

Controllo comunicativo: costrizioni varie che le persone pongono le une alle altre attraverso ciò che dicono e il modo in cui strutturano la conversazione.

 

Controllo della manipolazione: misura dell’efficacia della variabile indipendente.

 

Conversione: cambiamento nel comportamento non manifesto (privato) in seguito all’esposizione alle opinioni degli altri; cambiamento interiore; cambiamento nel modo di strutturare un aspetto della realtà.

 

Cooperazione: comportamento che conduce al massimo risultato comune per tutte le persone coinvolte in una situazione di interdipendenza.

 

/Correlazione illusoria: sopravvalutazione della forza di una relazione esistente fra due variabili abitualmente distinte (es. “crimine” e “immigrati”); una possibile base cognitiva degli stereotipi.

 

Correspondence bias: tendenza a inferire delle caratteristiche personali di un attore a partire dal suo comportamento manifesto, anche quando l’in-ferenza non è giustificata perché il comportamento potrebbe essere attribuito a cause diverse (si veda l’er-rore fondamentale di attribuzione).

 

Costrutto: concetto teorico astratto (come influenza sociale).

 

Costruzione sociale: idea che i fattori sociali e culturali creano la realtà per l’individuo, indipendentemente dai processi biologici, fornendo un linguaggio per definire se stessi e l’e-sperienza-gel mondo.

 

Credenze: opinion3, conoscenze e pensieri a proposito di un oggetto di atteggiamento.

 

Debriefing: usanza di informare i soggetti  dello scopo dell’esperimento al quale hanno appena partecipato, e di rispondere a qualsiasi loro eventuale domanda. È particolarmente importante informare i soggetti quando la procedura sperimentale comporta un inganno – nel qual caso si dovrebbe anche spiegare perché l’in-ganno era ritenuto necessario.

 

Deindividuazione: particolare stato di indebolimento del controllo razionale e dell’orientamento normativo, che determina una maggiore prontezza a rispondere in maniera estrema e in violazione delle norme.

 

Desiderabilità sociale: termine usato per descrivere l’inclinazione dei soggetti ad essere visti sotto una luce positiva e la conseguente riluttanza a riferire le proprie qualità negative.

 

Differenza attore-osservatore: principio secondo cui gli attori attribuiscono le proprie azioni a fattori situazionali mentre gli osservatori tendono ad attribuire le medesime azioni a caratteristiche di personalità stabili. L’effetto è limitato ad una divergenza nelle attribuzioni situazionali, e sembra dovuto a differenze nella quantità di informazioni, nel focus dell’attenzione e a fattori linguistici.

 

Differenziale semantico: una delle più diffuse scale di atteggiamenti. Misura la componente affettiva o valutativa dell’atteggiamento attraverso le reazioni dei soggetti nei confronti del-l’oggetto di atteggiamento, valutate su scale a 7 punti alle cui estremità sono riportati aggettivi dal significato opposto come “buono” vs “cattivo>>.

 

Differenziazione categoriale: esagerazione delle effettive differenze esistenti tra due categorie.

 

Diffusione di responsabilità: inibizione sociale del comportamento di aiuto in un gruppo di persone che assistono ad una situazione di emergenza; è causata dall’indebolimento del senso di responsabilità. Ogni singolo membro del gruppo avverte una minore responsabilità per l’intervento quando si trova in gruppo rispetto a quando è solo.

 

Dilemma sociale: struttura di ricompensa nella quale è nell’interesse di ciascun individuo agire in modo egoistico, mentre è lesivo degli interessi di ciascun individuo se tutti lo fanno.

 

Diluizione degli stereotipi: tendenza a indebolire l’impatto di uno stereotipo su un giudizio, dopo aver ricevuto informazioni individualizzanti irrilevanti o non diagnostiche.

 

Disegno con gruppo di controllo solo al pose-test: disegno che soddisfa i requisiti minimi per un vero esperimento. Esso consiste nell’assegnare i soggetti ad uno di due gruppi su base casuale. Un gruppo è sottoposto alla variabile indipendente; l’al-tro (gruppo di controllo) no. Entrambi i gruppi sono valutati sulla variabile dipendente, e il confronto tra i due gruppi su questa misura indica se la variabile indipendente ha prodotto un effetto.

 

Disponibilità: euristica di giudizio impiegata per valutare la frequenza o la probabilità di accadimento degli eventi sulla base della facilità con cui si possono rievocare i ricordi rilevanti.

 

Distrazione: durante l’ascolto di una comunicazione persuasiva si distraggono i soggetti facendo loro eseguire un’attività irrilevante oppure facendo sperimentare una stimolazione sensoriale irrilevante per il messagglO.

 

Edonismo (psicologico): dottrina secondo la quale ogni attività è motivata dalla ricerca del piacere e dal tentativo di evitare il dolore.

Effetti (delle aspettative) dello sperimentatore: effetti prodotti non intenzionalmente dallo sperimentatore nel corso dell’interazione con il soggetto. Questi effetti sono dovuti aUa conoenza, da parte dello sperimentatore, delle ipotesi sottoposte a verifica, e aumentano la probabilità che i soggetti agiscano in modo tale da confermare l’ipotesi.

 

Effetto autocinetico: l’illusione di movimento che si sperimenta fissando un puntino luminoso in posizione fissa in una stanza completamente buia.

 

Effetto di interazione: termine usato quando gli effetti congiunti di due (o più) variabili indipendenti in un esperimento fattoriale producono un pattern diverso dalla somma degli effetti principali.

 

Effetto di precedenza: tendenza in base alla quale le informazioni ricevute per prime esercitano un’influenza più forte delle informazioni successive sui propri giudizi o sul ricordo di persone, oggetti o argomenti.

 

Effetto di recenza: tendenza che fa sì che l’informazione ricevuta più di recente produca un’influenza più forte dell’informazione iniziale sui propri giudizi o sul ricordo di persone, oggetti o argomenti.

 

Effetto free-rider: strategia che consiste nel lasciare che siano gli altri membri del gruppo a contribuire al prodotto collettivo.

 

Effetto Havthorne: termine usato per descrivere l’effetto prodotto dalla consapevolezza, nei soggetti, di essere oggetto di osservazione per il proprio comportamento.

 

Effetto principale: termine usato per indicare gli effetti distinti di ciascuna variabile indipendente in un esperimento fattoriale.

 

Effetto tampone del sostegno sociale: le persone che percepiscono la presenza di sostegno sociale sono meno influenzate dagli eventi e dalle circostanze stressanti rispetto a coloro che percepiscono scarso sostegno.

 

Elaborazione: indica in che misura un individuo riflette sugli argomenti rilevanti contenuti nel messaggio.

 

Elaborazione sistematica: elaborazione ampia e dettagliata dell’informazione (es. attenzione nei confronti degli argomenti contenuti in un messaggio persuasivo); questo tipo di elaborazione si fonda suU’abilità e sullo sforzo.

 

Elaborazione sulla base di euristiche: consiste ndlo stabilire la validità di una comunicazione affidandosi ad euristiche, cioè regole semplici come “le statistiche non mentono”, “degli esperti ci si può fidare”, anziché alla valutazione degli argomenti.

 

Emotività: caratteristica di personalità relativamente stabile che induce a reagire in maniera eccessiva o insufficiente a determinate situazioni eli-citanti e a mostrare modelli di risposta specifici.

 

Emozione: un tempo questo termine era usato come sinonimo di sensazione o affect. L’uso corrente si fonda sul presupposto che l’emozione sia un costrutto ipotetico che denota un processo di reazione dell’organismo a eventi significativi. Si assume che l’emozione includa diverse componenti: l’attivazione fisiologica, l’espressione motoria, le tendenze d’azione e le sensazioni soggettive.

 

Empatia: stato affettivo che corrisponde all’essere testimoni dello stato emozionale di un’altra persona. Esso nasce dall’assumere la prospettiva del-l’altro e dal comprendere le sue emozioni.

 

Errore fondamentale di attribuzione: tendenza dei soggetti percipienti a sottovalutare gli effetti dei fattori situa-zionali e a sopravvalutare il ruolo dei fattori disposizionali nell’influen-zare il comportamento. Può essere spiegata invocando fattori cognitivi, culturali e linguistici (vedi correspon-dence bias).

 

Esperimento completamente randomizza-to: esperimento nel quale i soggetti sono assegnati a caso alle diverse condizioni.

 

Esperimento fattoriale; esperimento in cui sono manipolate due o più variabili indipendenti all’interno del medesimo disegno.

 

Espressione: azioni muscolari nel volto, negli orge vocali, nelle mani, e nella muscolatura scheletrica che sono collegate a stati interni dell’organi-smo e forniscono così degli indici di tali stati, assolvendo così a scopi comunicativi. Di conseguenza, spesso l’espressione è manipolata allo scopo di produrre segnali appropriati nel corsa dell’interazione sociale.

 

Etologo: persona che studia il comportamento animale da una prospettiva biologica: l’interesse è per la descrizione accurata del comportamento, la sua manifestazione in condizioni naturali e la sua importanza per l’evo-luzione.

 

Euristica delk simulazione: i risultati o gli eventi sono giudicati più probabili se possono essere simulati o immaginati mentalmente.

 

Euristiche: scorciatoie cognitive impiegate per produrre giudizi in maniera rapida ed economica sulla base di regole empiriche, spesso al prezzo di errori sistematici.

 

Eventi della vita: cambiamenti nelle condizioni di vita particolari – come una vedovanza, un trasloco, un cambiamento di lavoro o un divorzio – che possono compromettere seriamente la capacità dell’individuo di adempiere alle proprie funzioni sociali e determinare sintomi di stress e malattie.

 

Evoluzione: cambiamento graduale che subisce la forma di un organismo nel corso delle generazioni.

 

Facilità di rievocazione: si riferisce alla facilità con cui l’informazione grezza impiegata per produrre giudizi sociali può essere richiamata alla mente del soggetto.

 

Facilitazione sociale: miglioramento della prestazione prodotto dalla presenza di altri individui.

 

Fedeltà: una misura è fedele se produce lo stesso risultato in più di un’occa-sione o quando è usata da individui diversi.

 

Feedback propriocettivo: la propriocezio-ne si riferisce alla capacità degli organi interni di fornire informazioni sensoriali riguardo ai cambiamenti corporei. Il feedback propriocettivo si riferisce ai cambiamenti nel propria sistema interno sulla base della percezione di cambiamenti in un altro sistema.

 

Frustrazione: evento che interferisce con il comportamento diretto ad una meta; e/o la condizione soggettiva risultante.

 

Generalizzabilità: la credenza che la psicologia sociale sperimentale basata su ricerche di laboratorio sia applicabile alle situazioni della vita reale, e che possieda pertanto un valore pratico.

 

Giudizi basati sulla memoria: in genere si riferisce ai giudizi inaspettati che devono fondarsi su qualunque informazione possa essere recuperata dalla memoria.

 

Giudizi on-line: giudizi formati al momento della presentazione dell’infor-mazione stimolo.

 

Groupmind: il concetto di una mente collettiva di natura sovraindividuale e indipendente, che caratterizza un gruppo sociale.

 

Groupthink: processo decisionale di gruppo, fortemente orientato verso il consenso, che avviene tra individui coesi e dalla mentalità simile, che genera conclusioni unilaterali e sbagliate.

 

Gruppo di controllo: gruppo di soggetti che generalmente non vengono sottoposti alla variabile indipendente utilizzata nella ricerca sperimentale. Le misure della variabile dipendente ricavate da questi soggetti sono poste a confronto con quelle ottenute dai soggetti del gruppo sperimentale che sono sottoposti alla variabile indipendente; tale confronto fornisce una base per inferire gli effetti prodotti dalla variabile indipendente sui punteggi relativi alla variabile dipendente.

 

Gruppo sperimentale: gruppo di soggetti assegnati alla condizione “sperimentale” di un esperimento, cioè la condizione in cui i soggetti sono esposti al liv o della variabile indipendente che si 'potizza influenzi i loro pensieri, ntimenti o comportamento.

 

Identità sociale: il senso di chi si è, che deriva dalla propria appartenenza ad un gruppo.

 

Idoneità: l’abilità di un organismo di lasciare una quantità di geni superiore nelle generazioni seguenti rispetto agli altri individui (ma si veda anche idoneità complessiva).

 

Idoneità complessiva: si riferisce alla rappresentazione dei geni di un individuo nelle generazioni seguenti, quando si contrappone l’aiuto fornito ai parenti alla riproduzione.

 

Ignoranza collettiva: credenza che le proprie percezioni e sentimenti siano diversi da quelli altrui, mentre il comportamento manifesto è identico a quello degli altri. Nei gruppi di spettatori di situazioni di emergenza, conclusione errata che gli altri interpretino l’evento come innocuo.

 

Indagine post-sperimentale: tecnica proposta da Orne per individuare l’ef-fetto prodotto dalle caratteristiche della richiesta. Essa consiste nell’in-tervistare accuratamente il soggetto dopo aver partecipato all’esperimen-to; l’intento è quello di valutare le sue percezioni dello scopo ddl’espe-rimento.

 

Indagine su campione: strategia di ricerca che consiste nell’intervistare (o somministrare un questionario a) un campione di soggetti scelti in modo da rappresentare la popolazione dalla quale sono tratti.

 

Immagine residua: colore che si osserva su una superficie bianca dopo l’esposizione ad un altro colore; è il colore complementare del colore originario.

 

Impotenza appresa: stato caratterizzato da deficit di apprendimento, emozioni negative e comportamento passivo quando gli organismi apprendono che le loro risposte sono indipendenti dai risultati desiderati.

 

Individualismo: dottrina che sottolinea i diritti, i valori e gli interessi dell’in-dividuo, dai quali devono essere derivati e giustificati tutti i diritti e i valori della società (individualismo etico e politico). Dottrina secondo la quale tutte le spiegazioni dei fenomeni individuali e sociali vanno rifiutate a meno che non siano espresse interamente in termini individuali (individualismo metodologico).

 

Inerzia sociale: fenomeno che si manifesta quando la presenza degli altri determina una riduzione dello sforzo individuale.

 

Inferenza corrispondente: nella teoria dell’inferenza corrispondente di Jones e Davis, un’inferenza corrispondente si riferisce al giudizio del soggetto percipiente in base al quale il comportamento dell’attore è causato da (o corrisponde a) un particolare tratto. Pertanto il comportamento dell’attore riflette una disposizione sottostante.

 

Influenza della maggioranza (conformismo): influenza sociale derivante dall’esposizione alle opinioni della maggioranza del proprio gruppo.

 

influenza della minoranza (innovazione):influenza sociale derivante dall’esposizione alle opinioni di un gruppo minoritario, o della minoranza del proprio gruppo.

 

influenza informativa: influenza basata sul valore informativo deùe opinioni espresse dagli altri, su ciò che esse comunicano al soggetto circa un aspetto della realtà.

 

Influenza normativa: influenza che si fonda sul bisogno di essere accettati e approvati dagli altri.

 

Influenza sociale: cambiamento nei giudizi, nelle opinioni e negli atteggiamenti di un individuo conseguente all’esposizione alle opinioni altrui.

 

Influenzamento: consiste nell’accettare la posizione sostenuta in una comunicazione.

 

informazione categoriale: informazione a proposito della categoria o gruppo di appartenenza di una persona, che viene contrapposta all’informazione individualizzante.

 

Informazione individu izzante: informazione concernente uno specifico individuo, spesso contrapposta all’in-formazione categoriale.

 

Ingroup: gruppo al quale un individuo appartiene, o pensa di appartenere.

 

Inibizione sociale: peggioramento della prestazione causato dalla presenza di altri individui.

innovazione (vedi influenza della minoranza).

 

Intenzione comportamentale: l’intenzione di eseguire o di non eseguire un comportamento rilevante per l’atteggiamento.

 

Ipotesi: spiegazione che viene proposta per dar conto di una relazione osservata tra eventi.

 

Ipotesi del contatto: idea secondo cui il contatto fra membri di gruppi diversi in determinate condizioni riduce il pregiudizio e l’ostilità fra gruppi.

 

Ipotesi del feedback facciale (vedi feedback propriocettivo): si riferisce al-l’idea che l’amplificazione o l’inibi-zione dell’espressione facciale del-l’emozione modifichi l’intensità e la natura delle sensazioni soggettive.

 

Ipotesi della frustrazione-aggressività: l’ag-gressività è sempre un risultato della frustrazione (vedi catarsi, spostamento).

 

Istinto: pattern comportamentale innato che compare in risposta ad uno “stimolo scatenante” appropriato.

 

Livello di confronto (LC): standard utilizzato dalle persone per valutare se i risultati di una relazione sono soddisfacenti oppure insoddisfacenti. È definito come una sorta di livello modale di tutti i risultati conosciuti alla persona a partire dall’esperienza precedente con relazioni simili e/o dall’osservazione dei risultati di altre persone simili.

 

Livello di confronto per le alternative (Lcalt): il livello più basso dei risultati che una persona sarà disposta ad accettare in una relazione alla luce delle alternative disponibili.

 

Memoria costruttiva: intrusioni nella memoria che hanno origine dall’imma-ginazione o dall’attività cognitiva del soggetto.

 

Messaggi affiliativi: messaggi che riguardano l’espressione di sentimenti, positivi (es. amore) e negativi (es. odio).

 

Meta-analisi: insieme di tecniche per integrare, a livello statistico, i risultati di ricerche indipendenti su un dato fenomeno, utilizzando una metrica comune (grandezza ddl’effetto), con lo scopo di stabilire se i risultati evi-denziano un pattern di relazioni attendibile attraverso i diversi studi.

 

Metacomunicazione: uso di stimoli extra-linguistici (es. sorriso) per definire il contenuto referenziale, verbale (es. “oh, ti odio”).

 

Modellamento: tendenza degli individui ad acquisire forme di coinportamen-to nuove (e più complesse) attraverso l’osservazione di questo comportamento e delle sue conseguenze, in modelli reali o simbolici.

 

Modelli del valore-aspettativa: questi modelli assumono che le decisioni tra corsi d’azione differenti si fondino su due tipi di considerazioni: 1) la probabilità soggettiva che una data azione produca un insieme di risultati previsti, e 2) la valutazione dei risultati dell’azione. Secondo questo approccio, gli individui sceglieranno, fra i vari corsi d’azione alternativi, l’azione che con più probabilità pro-durrà conseguenze positive o eviterà conseguenze negative.

 

Modelli della persuasione basati su due processi: modelli della persuasione (es. moddlo della probabilità di elaborazione; modello euristico-siste-matico) che postulano due modalità di elaborazione dell’informazione, che differiscono nella misura in cui gli individui si soffermano a riflettere e ad analizzare criticamente gli argomenti contenuti in un messaggio allo scopo di accettare o rifiutare la posizi ne in esso sostenuta. Si assume che a modalità di elaborazione dell’info mazione utilizzata dipenda dalla motivazione e dall’abi-lità.

 

Modello additivo: modello della formazione delle impressioni in base al quale l’impressione finale è il prodotto della somma di tutti i punti (positivi) attribuiti alle varie caratteristiche della persona.

 

Modello compensatorio: concezione secondo la quale coloro che cercano assistenza nel tentativo di far fronte a circostanze difficili della propria vita hanno maggiori possibilità di superare i propri problemi se non vengono colpevolizzati per la loro incapacità, ma se si forniscono loro ' le competenze necessarie per accettare la responsabilità del miglioramento della loro condizione.

 

Modello della media: modello della formazione delle impressioni in base al quale l’impressione finale corrisponde alla media di tutti i punti (positivi) attribuiti alle varie caratteristichdi una persona.

 

Modello della probabilità di elaborazione(MPE): il modello della probabilità di elaborazione di Petty e Cacioppo postula che il cambiamento di atteggiamento in seguito all’esposizione ad una comunicazione persuasiva può essere mediato da due modi diversi di elaborazione dell’informazione (si veda modelli della persuasione basati su due processsî. L’elaborazione indica la misura in cui una

persona riflette sugli argomenti rilevanti contenuti m un messaggio piuttosto che affidarsi a processi che caratterizzano il percorso periferico della persuasione (es. elaborazione euristica, condizionamento classico, condizionamento operante). La probabilità che il soggetto valuti criticamente gli argomenti (cioè la probabilità di elaborazione) è determinata congiuntamente dalla motivazione e

daU’abilità.

 

Modello della risposta cognitiva: il modello della risposta cognitiva sostiene che il cambiamento di atteggiamento è mediato dai pensieri, o “risposte cognitive”, che i soggetti percipienti generano quando ricevono e riflettono sulle comunicazioni persuasive. Il modello assume che la grandezza e la direzione del cambiamento di atteggiamento ottenuto mediante una comunicazione persuasiva dipenderà dall’ampiezza dei pensieri rilevanti generati dal messaggio nonché dalla loro favorevo-lezza.

 

Modello delle scienze naturali: concezione della psicologia sociale come disciplina teorica le cui leggi sono applicabili efficacemente al problema di promuovere gli scopi delle istituzioni sociali; in questo moddlo si assume che la psicologia sociale teorica e la psicologia sociale siano sostanzialmente diverse.

 

Modello delle scienze sociali: concezione della psicologia sociale come disciplina teorica, i cui principi derivano dal suo specifico contributo all’anali-si di problemi sociali d’attualità; questo modello implica che la psicologia sociale teorica e la psicologia sociale applicata non possono essere effettivamente separate.

 

Modello dell’investimento: teoria che postula che l’impegno in una relazione richiede un’alta soddisfazione, la presenza di scarse alternative, e forti livelli di investimento.

 

Modello euristico-sistematico: il modello euristico-sistematico di Chaiken e collaboratori postula che il cambiamento di atteggiamento in risposta ad una comunicazione persuasiva può essere mediato da due diverse modalità di elaborazione dell’infor-mazione, e cioè l’elaborazione euristica e sistematica (vedi modelli del' persuasione basati su due processi). Quando gli individui sono motivati e capaci di pensare agli argomenti inclusi in una comunicazione, è probabile che impieghino un’elabora-zione sistematica. Quando la motivazione e l’abilità sono ridotte, gli individui si affidano a indizi euristici per decidere se accettare o rifiutare la posizione sostenuta nel messaggio.

 

Modello MODE: il modello MOÌìE (motivazione e opportunità come determinanti del modo in cui gli atteggiamenti influenzano il comportamento) postula che gli atteggiamenti influenzino il comportamento sia attraverso l’elaborazione intenzionale delle implicazioni degli atteggiamenti per il comportamento, sia mediante l’elaborazione selettiva automatica delle informazioni rilevanti per l’at-teggiamento.

 

Modello normativo: modo normale, corretto di compiere un’inferenza o produrre un giudizio (es. il modello ANOVA di Kelly).

 

Modello Rubicone: questo modello specifica quali sono le condizioni in cui le intenzioni comportamentali si traducono effettivamente in comportamento manifesto. Allo scopo di tradurre le intenzioni in comportamento, le persone devono formulare chiari piani comportamentali pensando a quando, dove e come realizzare lo scopo comportamentale prescelto.

 

Modello tripartito degli atteggiamenti: questo modello postula che un atteggiamento sia una combinazione di tre reazioni concettualmente distinte nei confronti di un determinato oggetto: le reazioni affettive, cognitive e conative/comportamentali.

 

Norma della responsabilità sociale: credenza normativa che prescrive che le persone aiutino chi ha bisogno di loro.

 

Norma di reciprocità (vedi reciprocità).

 

Norme: regole implicite o esplicite che specificano ciò che si dovrebbe fare o trascurare.

 

Obbedienza: esecuzione di ordini impartiti da un individuo investito di un’autorità.

 

Operazioni di ricerca non intrusive (dette anche misure non reattive): sono misure delle quali il soggetto non è consapevole, e che non possono pertanto influenzare il suo comportamento.

 

Osservazione partecipante: metodo di osservazione con il quale il ricercatore studia il gruppo o la comunità che gli interessano dall’interno, registrando accuratamente ciò che osserva.

 

Outgroup: gruppo al quale un individuo non appartiene, o pensa di non appartenere.

 

Paradigma del gruppo minimo: insieme di procedure sperimentali, ideate allo scopo di creare gruppi ad hoc sulla base di criteri essenzialmente arbitrari, senza alcuna interazione al loro interno o tra gruppi, e senza alcuna conoscenza degli altri componenti di ciascun gruppo. Dopo aver creato una situazione simile è possibile misurare le percezioni che gli individui hanno del gruppo o le assegnazioni di ricompense.

 

Paralinguistica: caratteristiche vocali del linguaggio alle quali si fa riferimento con l’espressione “tono di voce” (es. timbro, volume).

 

Percorso centrale verso la persuasione: attento e profondo esame degli argomenti presentati a sostegno di una posizione.

 

Percorso indiretto verso la persuasione: racchiude quei processi di persuasione che non si basano sulla riflessione sugli aspetti rilevanti del messaggio (vedi condizionamento classico, elaborazione sulla base di euristiche).

 

Personalità autoritaria: un particolare tipo di personalità – eccessivamente sottomessa alle figure autoritarie – che è ritenuta anche particolarmente soggetta al pregiudizio.

 

PolarizZazione di gruppo: cambiamento nella posizione media di un gruppo, che si verifica in seguito alla discussione di gruppo, e che avviene in direzione del polo inizialmente predominante.

 

Poliandria: sistema di accoppiamento che include una femmina e diversi maschi. Può riferirsi anche ai matrimoni fra esseri urna(i.

 

Poliginia: sistema di accoppiamento che include un maschio e diverse femmine. Può riferirsi anche ai matrimoni fra esseri umani.

 

Positivismo: dottrina secondo la quale la conoscenza dovrebbe fondarsi su fenomeni naturali e sulle loro relazioni temporali e spaziali, identificate e verificate attraverso i metodi (metodologia) delle scienze empiriche.

 

Potere coercitivo: uso di minacce e punizioni allo scopo di conseguire il potere sociale.

 

Pregiudizio: atteggiamento o insieme di atteggiamenti di disprezzo verso tutti o la maggior parte dei membri di un gruppo.

 

Priming: il risultato secondo il quale uno schema è attivato con maggiore pro-babilità se è stato usato di recente.

 

Principio dell’addizione (augmentation): il principio dell’addizione (inizialmente riferito agli schemi causali) afferma che il ruolo di una certa causa è aumentato se si verifica un effetto in presenza di una causa che lo inibisce. Questa idea è stata applicata anche alla spiegazione dell’influenza sociale esercitata dalle minoranze.

 

Principio della diminuzione (discounting: il principio della diminuzione (inizialmente impiegato in relazione agli schemi causali) afferma che il ruolo di una determinata causa nel produrre un effetto si riduce se sono presenti altre cause plausibili.

 

Principio di covariazione: nella teoria del-l’attribuzione causale di Kelley, un soggetto percipiente che disponga di tempo e motivazione sufficiente può compiere attribuzioni osservando la covariazione fra un effetto e le sue possibili cause. L’effetto è attribuito alla condizione che è presente quando l’effetto è presente e che è assente quando l’effetto è assente.

 

Profezia che si autoadempie: quando una credenza sociale originariamente falsa si avvera. La credenza sociale si riferisce alle aspettative concernenti un altro gruppo di persone. Quando si ha una profezia che si autoadem-pie, le credenze originariamente errate del soggetto percipiente possono indurre i bersagli ad agire in modi che oggettivamente confermano tali credenze.

 

Prosodica: aspetto melodico del linguaggio, come l’intonazione e l’enfasi.

 

Prototipo: il migliore esemplare di una data categoria; una rappresentazione astratta degli attributi associati ad una categoria, che è immagazzinata in memoria e utilizzata per organizzare l’informazione.

 

Psicologia delle folle: studio della mente (vedi groupthink) e del comportamento delle masse e delle folle, e dell’esperienza degli individui che le compongono.

 

Psicologia evoluzionistica: approccio psicologico basato sul principio della selezione naturale. A differenza della sociobiologia, l’attenzione è posta più sui meccanismi psicologici e sulla flessibilità (vedi teoria socio-evolu-zionistica).

 

Quasi-esperimento: esperimento nel quale i soggetti non sono assegnati a caso alle diverse condizioni sperimentali (tipicamente a causa di fattori che sfuggono al controllo del ricercatore).

 

Rappresentatività: euristica di giudizio usata per stimare le probabilità di accadimento di eventi sulla base di principi di simiIarità. Per esempio, un sintomo è considerato una prova di una malattia minacciosa anche quando le effettive probabilità che essa si manifesti sono esternamente basse.

 

Rappresentazioni sociali: idee sociali condivise, sotto forma di “teorie” del senso comune, le cui principali funzioni sono di dare un significato al mondo e facilitare la comunicazione.

 

Reattività: una procedura di misurazione è reattiva se modifica la natura di ciò che è misurato (cioè se il comportamento osservato o la risposta verbale registrata è determinata in parte o del tutto dalla consapevolezza del soggetto che alcuni aspetti del suo comportamento sono oggetto di misurazione).

 

Reciprocità (norma di): norma che prescrive che dovremmo ricambiare i favori che ci vengono fatti dagli altri. La reciprocità richiede risposte positive a trattamenti favorevoli ma risposte negative a trattamenti sfavorevoli. La reciprocità prosociale si ha quando le persone forniscono aiuto per contraccambiare l’aiuto da loro stesse ricevuto. Si ritiene che la reciprocità sia un principio fondamentale del comportamento umano.

 

Regole di esibizione: termine moderno impiegato per riferirsi alla vecchia osservazione circa l’esistenza di norme socioculturali che governano il tipo di espressioni emozionali considerate accettabili in situazioni specifiche.

 

Responsabilità sociale (norma della): prescrive che le persone aiutino gli individui che dipendono da loro.

 

Rete comunicativa: pattern di canali comunicativi che si instaura all’interno di un gruppo (impegnato nell’esecu-zione di un compito).

 

Risposta dominante: risposta che compare per prima nel repertorio di risposte del soggetto.

 

Risposta galvanica cutanea (RGC): la RGC misura la resistenza elettrica della pelle, la quale cambia quando il soggetto sperimenta un’attivazione emotiva. Può essere usata per misurare l’intensità della risposta affettiva.

 

Ruolo: insieme di comportamenti associati ad una posizione.

 

Salienza: specificità di uno stimolo in rapporto al contesto.

 

Scala Likert: una delle più popolari scale di atteggiamenti. Ai soggetti viene mostrata una lista di affermazioni concernenti l’atteggiamento e si domanda loro di indicare, su una scala a cinque punti, la misura in cui si trovano d’accordo o in disaccordo con ciascuna di esse.

 

Scenario sperimentale: il “programma” entro il quale si presenta un esperimento ai soggetti. Negli esperimenti sul campo si tratta, idealmente, di qualcosa che accade in modo naturale. Negli esperimenti di laboratorio è importante creare uno scenario che si configuri realistico e coinvolgente per i soggetti.

 

Schema: struttura cognitiva che rappresenta conoscenze organizzate a proposito di un determinato concetto o stimolo, e che influenza la percezione, la memoria e le inferenze.

 

Schemi causali: concezioni astratte, prive di contenuti, del modo in cui certi tipi di cause interagiscono nel produrre un effetto.

 

Schema di decisione sociale (SDS): regola probabilistica che specifica la proba-bilità che un gruppo raggiunga una qualunque decisione particolare a condizione che inizi la discussione con una determinata distribuzione di opinioni fra i membri.

 

Scopo superordinato: scopo che due o più gruppi ambiscono raggiungere, ma che può essere conseguito solo se i due gruppi uniscono le proprie forze, anziché agire da soli.

 

Selezione naturale: processo mediante il quale gli individui provvisti di determinate caratteristiche sono rappresentati più frequentemente nelle generazioni successive come risultato del loro migliore adattamento a tale ambiente.

 

Sensazione: un tempo sinonimo di emozione. L’uso corrente è circoscritto alla componente dell’esperienza soggettiva dell’attivazione emozionale, spesso conscia e verbalizzabile mediante parole o espressioni relative ad emozioni.

 

Setting comportamentale: sistema sociale su scala ridotta composto da persone e oggetti, finalizzato a produrre un programma di azioni da svolgersi nell’ambito di confini temporali e spaziali ben definiti, es. ufficio del-l’allibratore, seminari di ricerca in classe, distributore di carburante.

 

Sistema avversativo: è il sistema giudiziario penale e civile prevalente in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in altri paesi (soprattutto di lingua inglese). Nel sistema avversativo la conduzione del processo è lasciata agli avvocati che rappresentano rispettivamente l’accusa e la difesa.

 

Socializzazione: processo mediante il quale i nuovi membri della società acquisiscono le regole di comportamento e i sistemi di credenze.

 

Sociobiologia: applicazione della teoria di Darwin alla selezione naturale allo scopo di spiegare le origini e il mantenimento del comportamento sociale.

 

Sociologia: scienza sociale che si occupa dei sistemi/delle strutture sociali, come le relazioni sociali, le istituzioni sociali e le intere società.

 

Solitudine: risposta affettiva complessa che nasce quando si percepisce un deficit nel numero e nella natura delle proprie relazioni sociali.

 

Sovragiustificazione: si ha quando i soggetti ricevono una ricompensa per l’esecuzione di un compito che in precedenza avevano trovato interessante di per sé. Questa sovragiustifi-cazione riduce il loro piacere per l’esecuzione del compito,

 

Sostegno sociale: sensazione di ricevere sostegno dagli altri, che è suddivisa in genere in quattro componenti: il sostegno emozionale, il sostegno di appraisal, il sostegno informativo e il sostegno strumentale.

 

Spazio difendibile (ipotesi dello): idea secondo cui le caratteristiche fisiche e ambientali delle abitazioni scoraggiano la criminalità incentivando l’in-fluenza effettiva e percepita degli abitanti su aree limitrofe.

 

Spostamento: sostituzione del bersaglio dell’aggressività con un altro bersaglio, o di una risposta aggressiva con un’altra.

 

Spostamento verso il rischio: rafforzamento della tendenza di un individuo o di un gruppo a favorire una decisione rischiosa in seguito alla discussione di gruppo.

 

Status: valutazione di un ruolo da parte del gruppo che lo contiene o definisce.

 

Stereotipo: credenze condivise sui tratti di personalità e sui comportamenti dei membri di un gruppo. Attraverso gli stereotipi si trascurano le caratteristiche individuali.

 

Stile attribuzionale: tendenza a compiere inferenze causali di un certo tipo in situazioni diverse e in momenti temporali distinti.

 

Storia di copertura: spiegazione falsa ma plausibile dello scopo di un esperimento. Serve a limitare gli effetti delle caratteristiche della richiesta.

 

Strategia evoluzionistica stabile (SES): nd-l’ambito del comportamento animale, il termine indica un insieme di azioni coerenti che quando sono adottate da tutti i membri di una popolazione danno luogo ad una migliore idoneità rispetto a tutte le altre alternative.

 

Studio di un caso con una sola misurazione “del colpo unico”: disegno di ricerca nel quale le osservazioni sono compiute su un gruppo dopo il veri-ficarsi di qualche avvenimento o dopo l’introduzione di qualche manipolazione. Il problema di questo disegno è che non esiste nulla con cui poter confrontare queste osservazioni, e pertanto non c’è alcun modo di sapere se l’evento o la manipolazione hanno prodotto un effetto.

 

Suggestione: tecnica e/o processo attraverso il quale una persona è indotta a sperimentare qualcosa e a compor-tarsi in un determinato modo, da parte di un agente suggestionante (es. un ipnotizzatore).

 

Tecnica della lettera smarrita: una misura indiretta degli atteggiamenti che si ricava valutando la frequenza con la quale delle lettere affrancate apparentemente perdute sono spedite da chi le trova alle organizzazioni politiche alle quali erano indirizzate.

 

Teoria: insieme di concetti astratti (cioè costrutti) e di affermazioni a proposito delle loro relazioni reciproche.

 

Teoria del comportamento pianificato: estensione della teoria dell’azione ragionata. Oltre agli atteggiamenti e alle norme soggettive, essa include come terza importante variabile pre-dittrice del comportamento anche la percezione di controllo sul comportamento.

 

Teoria del confronto sociale: teoria che sottolinea che gli individui valutano i propri atteggiamenti, le proprie abilità ed emozioni confrontando se stessi con altre persone simili, e che fanno ciò soprattutto quando nutrono incertezze a proposito di se stessi.

 

Teoria del segnale-stimolo: la frustrazione conduce all’aggressività solo in presenza di stimoli che, tramite condizionamento classico, sono stati associati all’aggressività (es. armi) e che segnalano che il comportamento aggressivo è appropriato alla situazione.

 

Teoria del trasferimento dell’attivazione: fonti di attivazione non direttamente associate all’aggressività possono sommarsi all’attivazione specifica al-l’aggressività, rafforzando così le risposte aggressive.

 

Teoria dell’attribuzione: in psicologia sociale, si riferisce alla teoria che si occupa delle spiegazioni profane e di senso comune del comportamento.

 

Teoria dell’azione ragionata: la più importante fra le teorie dassiche sulla rda-zione fra atteggiamenti e comportamento. La teoria postula che il comportamento di una persona sia influenzato dagli atteggiamenti e dalle norme soggettive.

 

Teoria dell’equità: assume che la soddisfazione dipende dal rapporto fra i risultati e gli input del soggetto in confronto a quelli di un’altra persona di riferimento, e che gli individui cercheranno di ristabilire l’equità quando la situazione in cui si trovano non è equa (vedi anche teoria dello scambio sociale).

 

Teoria della dissonanza: teoria della coerenza nella quale si assume che la dissonanza costituisca una condizione motivazionale negativa, che induce i soggetti a tentare di ridurla. Le strategie per la riduzione della dissonanza includono il cambiamento di atteggiamenti, di opinioni e di comportamento, nonché la ricerca di informazioni consonanti o l’evitamen-to di informazioni dissonanti.

 

Teoria della gestione delle impressioni: postula che le persone si preoccupano di apparire coerenti esteriormente di fronte agli altri, e possono falsificare le proprie risposte attitudinali allo scopo di creare l’impressio-ne di coerenza.

 

Teoria dello scambio sociale: modello teorico generale che concepisce le relazioni sotto forma di ricompense e costi per i partecipanti. Sottolinea che i soggetti si aspettano determinati risultati sulla base dei loro standard, derivati in parte da esperienze precedenti, dai risultati dei loro partner e da quelli di altre persone simili.

 

Teoria di campo: camice teorica adottata da Kurt Lewin e da altri psicologi della Gestalt negli anni quaranta e cinquanta, nella quale si rappresenta l’individuo come un elemento di un più ampio sistema di forze sociali.

 

Teoria socioevoluzionistica: teoria che spiega il comportamento umano, incluse le differenze nelle preferenze per il partner sulla base del genere, a partire dal suo valore riproduttivo, cioè il valore nel produrre dei discendenti nel nostro passato evoluzionistico (vedi psicologia evoluzionistica).

 

Teoria sociointerazionista dell’azione coercitiva: teoria che descrive e spiega l’aggressività separandone gli aspetti comportamentali e valutativi. Sul piano comportamentale, l’aggressivi-tà è definita come una forma di potere coercitivo. L’eventualità che questa azione coercitiva sia percepita come aggressiva dipende dalle valutazioni degli avversari o di un osservatore esterno.

 

Teorie della coerenza cognitiva: teorie come la teoria dell’equilibrio o la teoria della dissonanza cognitiva, che sostengono che le persone si sforzano di organizzare le proprie cognizioni in modo tale da non generare tensioni, cioè in modo non contraddittorio.

 

Teorie implicite di personalità: credenze generali o teorie riguardanti la frequenza e la variabilità dei tratti di personalità negli individui o nei gruppi, e anche credenze sulle correlazioni tra questi tratti.

 

Timore della valutazione: sensazione di tensione che un individuo sperimenta quando gli altri osservano il suo comportamento nel corso di una prestazione. Tale esperienza può provocare ansia e peggiorare la prestazione, oppure può migliorare il livello di prestazione, a seconda della familiarità con il compito e del-l’esercizio precedente.

 

Tratto centrale: caratteristica personale che influenza fortemente l’impres-sione complessiva che il soggetto percipiente si forma a proposito di chiunque la possieda (es. caldo/fred-do).

 

Triade delle reazioni emozionali (vedi emozione): le tre componenti della risposta emozionale: l’attivazione fisiologica, l’espressione motoria e le sensazioni soggettive.

 

Umore: stato affettivo, che differisce dal-l’emozione perché ha un’origine diffusa (piuttosto che derivare da uno specifico evento elicitante), una durata assai più lunga, e un’intensità complessiva inferiore.

 

Universalità: concetto psicobiologico in base al quale i meccanismi biologici evoluti dovrebbero essere presenti in tutto il mondo, a prescindere dalla cultura (anche se sono sempre considerate possibili le modificazioni prodotte dalla cultura).

 

Utilitarismo: dottrina secondo la quale la condizione determinante dell’azione' individuale e sociale è costituita dal-l’aspettativa circa l’utilità delle sue conseguenze (utilitarismo psicologico). Dottrina nella quale si afferma che lo scopo di tutte le azioni sociali dovrebbe essere la massima felicità del maggior numero di persone (utilitarismo etico).

 

Validità: una misura è valida se è in grado di misurare con esattezza ciò che si presume misuri.

 

Validità di costrutto: validità dell’assun-zione che le variabili indipendenti e dipendenti catturino adeguatamente le variabili astratte (costrutti) che si presume rappresentino.

 

Validità esterna: si riferisce alla generaliz-zabilità dei risultati di ricerca ad altre situazioni e a popolazioni diverse da quella coinvolta nella ricerca.

 

Validità interna: si riferisce alla validità dell’inferenza in base alla quale i cambiamenti nella variabile indipendente determinano cambiamenti nella variabile dipendente.

 

Variabile: termine utilizzato per indicare la rappresentazione misurabile di un costrutto (vedi anche variabile indipendente e variabile dipendente).

 

Verifica delle ipotesi sociali: la verifica o falsificazione di affermazioni effettuata attraverso processi di attenzione, ricerca di informazioni, ragionamento logico e memoria (spesso selettiva).

 

Violenza collettiva: violenza perpetrata simultaneamente da numerose persone, gruppi o masse, in maniera spontanea come nel caso delle rivolte, oppure in maniera pianificata come nel caso delle guerre.

 

Volkerpsychologie (psicologia dei popoli): una prima forma (diffusa a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo) di psicologia storica e socioculturale comparata che si occupa dei prodotti della cultura (linguaggio, miti, costumi, ecc.) che derivano dall’interazione sociale.