|
Qui
intendiamo indagare il fenomeno della persuasione, dei processi
cognitivi all'origine della persuasione e il ruolo delle
informazioni nella formazione e nel cambiamento dell’atteggiamento.
Persuadere = far mutare un
atteggiamento facendo accettare la posizione sostenuta nel messaggio
persuasivo, con conseguente cambiamento del comportamento.
·
Il
cognitivismo e la persuasione
Le
principali teorie della persuasione sono di tipo cognitivista. Le
teorie cognitiviste si sono dimostrate particolarmente utili:
a)
per
analizzare i processi o le variabili che
mediano gli effetti dei messaggi persuasivi sugli atteggiamenti
b)
in generale per descrivere
come si formano e come si modificano gli
atteggiamenti in risposta a messaggi verbali complessi nei quali
viene difesa una certa posizione, con uno o più argomenti a suo
favore.
Nota:
La persuasione si fonda sulla formazione di un giudizio =>
giudicare se le informazioni contenute nel messaggio persuasivo sono
accettabili o meno.
·
Teorie
e modelli della persuasione
Tra
le teorie della persuasione troviamo:
A.
Le teorie
dell’elaborazione sistematica: in essa si sottolineando
l’importanza della valutazione dettagliata del
contenuto del messaggio persuasivo da parte di coloro che ricevono i
messaggi.
B.
I modelli della
persuasione basati su due processi: adottano una prospettiva più
ampia; prendono in considerazione l’elaborazione sistematica, ma
aggiungono anche l’idea che i soggetti adottino atteggiamenti
sulla base di altri fattori, oltre alla comprensione e alla
valutazione del contenuto semantico della comunicazione persuasiva.
Mentre le prime teorie si concentravano sulla persuasione che
deriva dall’elaborazione sistematica del contenuto semantico dei
messaggi persuasivi, le teorie dei due processi hanno riconosciuto
che le persone possono formare atteggiamenti anche attraverso
processi diversi dall’elaborazione sistematica degli argomenti.
Per esempio, quando i soggetti non sono capaci di valutare la qualità
degli argomenti, oppure non sono motivati a farlo, spesso impiegano
un processo di elaborazione basato su euristiche, e utilizzano
regole semplici per decidere la validità di un’argomentazione.
·
Il continuum delle
valutazioni
Tutte le teorie della persuasione affermano che il
cambiamento o la formazione degli atteggiamenti (l’effetto della
persuasione) può avvenire mediante l’elaborazione delle
informazioni contenute nel messaggio. Tale elaborazione varia nella
sua accuratezza e sistematicità in un continuum alle cui estremità
troviamo da una parte l’elaborazione assolutamente sistematica del
messaggio e dall’altra l’elaborazione di indizi periferici
rispetto al contenuto centrale del messaggio.
1.
Teorie
dell’elaborazione sistematica
1. Un modello della persuasione basato sull’elaborazione
dell’informazione (McGuire).
Il
paradigma dell’elaborazione dell’informazione proposto da
McGuire fornisce un quadro di riferimento utile per concettualizzare
gli stadi di elaborazione della comunicazione persuasiva.
MCGuire
propose che:
l’effetto
persuasivo del messaggio è il prodotto di almeno cinque processi:
1)
l’attenzione
2)
la comprensione
3)
l’accettazione
4)
la ritenzione
5)
il comportamento.
à In
questo modello si sostiene che la persuasione è il risultato della valutazione
dettagliata del contenuto degli argomenti in ciascuna delle
cinque fasi, da parte
di coloro che ricevono i messaggi.
·
Calcolo
della probabilità di persuasione
P(il
messaggio cambia l’atteggiamento) =
P(c’e
attenzione) x P(c’è comprensione) x...x P(si assume il
comportamento coerente con l’atteggiamento)
Poiché
il ricevente deve attraversare tutte le suddette 5 fasi affinché la
comunicazione produca un effetto persuasivo, e poiché è
estremamente difficile che la probabilità di ogni singola fase si
avvicini all’unità, il modello di McGuire spiega perché è
spesso difficile produrre un cambiamento di atteggiamento con le
campagne di informazione.
Modello
a due fasi
Per semplificare la fase di misurazione si può ridurre il modello di McGuire ad un modello a due fasi:
-
processo di
ricezione: processi di attenzione e
di comprensione sono in genere raggruppati in una sola fase nel processo
di ricezione del contenuto del messaggio;
-
processo di
accettazione: comprendente le restanti fasi .
Nel processo a due fasi
la probabilità che un messaggio provochi un cambiamento di
atteggiamento e di opinione è il prodotto della probabilità di
ricezione per la probabilità di accettazione
(influenzamento).
2. Differenze individuali nella persuadibilità.
·
Opposta
correlazione nella ricezione e nell’accettazione
Secondo il modello a due fasi, i fattori che correlano
positivamente con la ricezione e l’accettazione
dovrebbero anche mostrare correlazioni positive con la persuasione.
Le previsioni più interessanti del modello riguardano i
casi in cui una determinante della persuasione produce effetti opposti sulla
ricezione e sull’accettazione.
Questo avviene per molte
variabili relative a differenze individuali.
Es:
Variabile= intelligenza
Relativamente alle differenze nell’“intelligenza” si può
supporre che
-
correlazione
positiva fra intelligenza e ricezione: la
comprensione di un messaggio migliorerà all’aumentare del livello
di intelligenza delle persone.
-
correlazione
negativa fra intelligenza e l’accettazione: le
persone più intelligenti siano più critiche e pertanto meno
disposte ad accettare un messaggio.
In questo caso il modello a due fasi farebbe prevedere una
relazione curvilinea fra intelligenza e cambiamento di atteggiamenti: gli individui molto intelligenti (nessuna accettazione) o estremamente
stupidi (nessuna ricezione) dovrebbero essere i meno influenzabili,
mentre gli individui di intelligenza moderata dovrebbero essere
influenzati con maggiore facilità.
·
Il principio della
ponderazione della situazione
Per ottenere previsioni più esatte, McGuire introdusse il principio
della ponderazione della situazione per il quale:
la relativa importanza della ricezione e dell’accettazione varia a seconda
del contesto in cui avviene la persuasione.
In tale direzione:
a)
la ricezione dovrebbe
essere un mediatore più importante della persuasione per i messaggi
complessi e ben argomentati
b)
l’accettazione dovrebbe essere più importante nel caso di messaggi semplici
sostenuti da pochi argomenti, oppure nelle situazioni di
conformismo semplice.
Prendendo in considerazione questi cambiamenti
nell’importanza relativa della ricezione e dell’accettazione è
possibile derivare ipotesi più specifiche.
3. Ricezione e cambiamento di atteggiamenti.
Poche ricerche hanno confermato l’assunto principale del
modello di McGuire, secondo cui il cambiamento di atteggiamenti è
determinato dalla ricezione degli argomenti del messaggio. In
generale:
la ricezione del messaggio, quando è misurata attraverso la rievocazione
degli argomenti in esso contenuti, non è risultata
significativamente correlata con il cambiamento di atteggiamenti.
Questa mancanza di correlazione
può dipendere da vari fattori, quali:
a)
secondo il principio della
ponderazione della situazione, la ricezione dovrebbe risultare
correlata con la persuadibilità solo in presenza di messaggi
complessi, ma non con i messaggi semplici.
b)
i soggetti che formano delle
impressioni spontanee durante l’esposizione al messaggio (cioè on-line),
potrebbero dimenticare l’informazione e non depositarla in
memoria. È più probabile osservare delle correlazioni fra il
ricordo degli argomenti e gli atteggiamenti se si impedisce ai
soggetti di formare un atteggiamento nel momento in cui ricevono il
messaggio, ma si domanda loro di esprimere un’opinione in un
momento successivo.
A un livello più generale, si potrebbe affermare che
i fattori che accrescono la motivazione o la capacità di una
persona di pensare e di elaborare l’informazione al momento
dell’esposizione al messaggio, dovrebbero ridurre la correlazione
fra atteggiamenti e informazioni rievocate dal messaggio.
Quanto più gli individui sono capaci e motivati a pensare ad
una comunicazione, tanto più il cambiamento di atteggiamenti sarà
determinato dalle risposte cognitive stimolate dal messaggio.
Pertanto:
anche se il modello sviluppato da McGuire fornisce uno schema
euristico utile per studiare i fattori che influenzano il
cambiamento di atteggiamenti in un contesto di persuasione, esistono
scarse prove empiriche a favore del presupposto centrale del
modello, secondo cui il cambiamento degli atteggiamenti è
determinato dalla ricezione degli argomenti contenuti in un
messaggio.
Inoltre in questo modello mancano i principi teorici
che consentono
-
di prevedere i fattori che
influenzano l’accettazione
-
di chiarire i processi di
mediazione fra accettazione e cambiamento di atteggiamento.
4. Il modello della risposta cognitiva (Greenwald).
Ai fini del cambiamento di atteggiamenti , mentre il modello
di McGuire assegna la priorità alla comprensione del messaggio, il
modello della risposta cognitiva proposto assegna la centralità alle risposte cognitive stimolate dagli argomenti del
messaggio persuasivo.
Modello della risposta cognitiva:
funzione
centrale nel determinare gli effetti dei messaggi persuasivi sul
cambiamento di atteggiamenti è assunta dall’insieme dei pensieri,
o “risposte cognitive”, che i soggetti producono – e pertanto
ripetono e apprendono – nel momento in cui ricevono e riflettono
sui messaggi persuasivi
à
i messaggi dovrebbero risultare persuasivi nella misura in cui
evocano pensieri favorevoli, e non persuasivi nella misura in cui
evocano pensieri sfavorevoli
Inoltre,
questi
effetti della favorevolezza dei pensieri del soggetto dovrebbero
essere maggiori quanto più i soggetti producono dei pensieri
rilevanti per il messaggio.
Secondo
il modello della risposta cognitiva:
ascoltare
un messaggio è come una discussione privata nell’ambito della
quale l’ascoltatore difende (o critica) gli argomenti presentati
nel messaggio.
Progettando una misura delle risposte cognitive (cioè
l’elenco dei pensieri), Greenwald
permise ai ricercatori di valutare più direttamente i
processi di mediazione nel cambiamento degli atteggiamenti. Con
questo compito si domanda ai soggetti di elencare i pensieri o idee
rilevanti per il contenuto del messaggio. Dopodiché questi pensieri
sono suddivisi in due categorie: quelli favorevoli alla posizione
complessiva sostenuta nel messaggio e quelli generalmente
sfavorevoli.
La prospettiva della risposta cognitiva ha stimolato un gran
numero di esperimenti sulla persuasione, ciascuno dei quali ha
manipolato una variabile che si presumeva influenzasse la
profondità dell’elaborazione del messaggio (come la
distrazione, la ripetizione del messaggio, il coinvolgimento con
l’argomento), incrociandola con una variabile che influenzava
la favorevolezza dei pensieri rilevanti per il messaggio, e cioè
la qualità degli argomenti presentati nella comunicazione.
Coerentemente alle aspettative:
la
favorevolezza dei pensieri dei soggetti (influenzata dalla qualità
dell’argomento) influenzava la persuasione solo se i soggetti
elaboravano il messaggio con attenzione, e pertanto reagivano alla
qualità dell’argomento.
·
Modello di McGuire vs
modello della risposta cognitiva
-
Mentre il modello di McGuire
chiarisce alcuni processi implicati nella ricezione del
messaggio,
-
il modello della risposta
cognitiva fornisce delle idee efficaci sui processi
sottostanti l’accettazione del messaggio.
-
Tuttavia, entrambe le teorie
continuano ad affermare che la persuasione è l’esito di un’elaborazione
sistematica del contenuto semantico di un messaggio.
2.
I
modelli della persuasione basati su due processi
Nei soggetti che sono incapaci
o non sono motivati a elaborare i messaggi
persuasivi, il cambiamento di atteggiamento dovrebbe essere molto
limitato se si parte dall’assunto di far dipendere il cambiamento
di atteggiamenti solo dall’elaborazione sistematica dei messaggi
persuasivi stessi.
i soggetti adottino atteggiamenti sulla base di altri fattori, oltre alla
comprensione e alla valutazione del contenuto semantico della
comunicazione persuasiva.
Le teorie dei due processi:
prendono in considerazione l’elaborazione sistematica, ma aggiungono anche l’idea che in certe condizioni - quando manca
la capacità cognitiva o la motivazione per analizzare il contenuto
del messaggio persuasivo - le
persone formeranno o modificheranno i propri atteggiamenti mediante
processi diversi dall’elaborazione sistematica
considerando - oltre alla comprensione e alla valutazione del
contenuto semantico della comunicazione persuasiva - altri
fattori (indizi periferici) o applicando
regole di decisione semplici.
Tra le teorie che
postulano due processi spiccano due modelli:
-
il modello della
probabilità di elaborazione di Petty e
Cacioppo
-
il modello
dell’elaborazione sistematica vs basata su euristiche di Chaiken
Nota: Nel modello di probabilità dell’elaborazione
il termine “elaborazione” è inteso come misura
in cui la persona che ascolta il messaggio riflette sugli argomenti
in esso contenuti.
1. Il modello della probabilità di elaborazione (Petty e Cacioppo).
Quando le persone ricevono un messaggio e devono decidere
se accettare o rifiutare la posizione in esso sostenuta, cercheranno
di formarsi un’opinione sulla sua validità.
Secondo il modello della probabilità di elaborazione:
esistono 2 strategie o modi di elaborazione
dell’informazione (non mutuamente esclusive) che permettono di
decidere se accettare o rifiutare la posizione sostenuta nel
messaggio persuasivo:
1)
strategia del percorso centrale della
persuasione: i soggetti impiegano una notevole
quantità di tempo, sforzandosi di valutare in maniera critica il
contenuto del messaggio. Esaminano il messaggio minuziosamente,
cercando di ricordare quello che già sanno su quel particolare
argomento, e collegano poi queste conoscenze agli argomenti
contenuti nel messaggio.
Questa modalità di elaborazione dell’informazione è
identica ai processi previsti dal modello della risposta
cognitiva.
2)
strategia del
percorso periferico della persuasione: a volte chi ascolta il messaggio non è disposto, o non è in
grado di applicare il processo particolareggiato di valutazione
del messaggio (tramite il percorso centrale della persuasione). In
queste condizioni, gli atteggiamenti si formeranno mediante il percorso
periferico della persuasione, che porta ad una persuasione
concettualizzata come l’esito di una molteplicità di
meccanismi che determinano la persuasione in assenza di un esame
attento degli argomenti, come il condizionamento classico e
strumentale, o l’elaborazione basata su euristiche.
Ricordando che per “elaborazione” si intende una misura
in cui la persona che ascolta il messaggio riflette sugli argomenti
in esso contenuti, si può dire che, ad un’estremità del
continuum di elaborazione, chi ascolta il messaggio usa strategie
che caratterizzano il percorso periferico della persuasione;
all’altra estremità, il soggetto valuta in modo approfondito
l’argomento e considera gli aspetti rilevanti per il problema
(percorso centrale della persuasione).
La teoria afferma che:
La probabilità che la persona che riceve il messaggio
esamini in modo critico gli argomenti in esso contenuti - cioè la probabilità
di elaborazione - dipende dalla motivazione e dall’abilità.
-
la motivazione
è importante perché il processo di elaborazione richiede tempo
ed energia
-
l’abilità è importante perché sono necessarie una certa dose di intelligenza,
conoscenze specifiche e abbondanza di tempo per poter apprezzare la
validità degli argomenti contenuti in un messaggio.
2. Il modello dell’elaborazione sistematica vs quella
basata su euristiche (Chaiken).
Anche il modello dell’elaborazione sistematica vs
quella basata su euristiche postula 2 modalità di
elaborazione dell’informazione che permettono tale valutazione
1)
modalità dell’elaborazione
sistematica: è
identica a quella che Petty e Cacioppo hanno definito il percorso
centrale della persuasione. I soggetti adottano
un’elaborazione sistematica quando sono motivati e capaci di
giudicare la validità della posizione sostenuta nel messaggio,
vagliando attentamente le argomentazioni persuasive e collegandole
alle altre informazioni possedute.
2)
Modalità dell’elaborazione
basata su euristiche: quando i soggetti non sono
capaci, o non sono motivati ad applicare
un’elaborazione sistematica, possono decidere di accettare o
rifiutare il messaggio a partire da alcuni aspetti periferici,
come la credibilità della fonte o altri indizi
non legati al contenuto.
·
L’elaborazione
basata su euristiche
In molti casi le persone fanno ricorso a schemi o regole
di decisione semplici (cioè euristiche cognitive)
per stabilire la validità di un’argomentazione e decidere se
accettarla o rifiutarla.
L’euristica
“esperienza-accordo”
Le persone possono aver appreso da esperienze precedenti che
le dichiarazioni degli esperti sono tendenzialmente più veritiere
di quelle dei non esperti. Se vi sono indizi che la fonte è
esperta, possono pertanto applicare la regola : “i pareri
degli esperti sono più attendibili”.
L’euristica
“simpatia-accordo”
Le persone potrebbero aver appreso a confidare nelle persone
verso le quali nutrono maggiori simpatie e, in presenza di una fonte
simpatica, applicano l’euristica “simpatia-accordo”,
concludendo che “le persone vanno d’accordo con coloro che
preferiscono”, oppure che “le persone che giudico
simpatiche di solito hanno delle idee valide”.
Dal punto di vista del modello della probabilità di
elaborazione, l’elaborazione sulla base di euristiche implica una
delle diverse strategie che formano il percorso periferico della
persuasione.
·
La capacità di elaborazione
e il cambiamento di atteggiamenti.
Gran parte delle ricerche sugli effetti
della capacità di elaborazione sul cambiamento di atteggiamenti
si è concentrata su 2 variabili:
a)
la distrazione (vedi sopra)
b)
la ripetizione
del messaggio.
a)
La “distrazione”
In
alcune ricerche, i soggetti, impegnati ad ascoltare un messaggio
antiattitudinale, furono distratti dalla richiesta di eseguire
un’attività irrilevante, o dall’ascolto di uno stimolo
sensoriale irrilevante per il messaggio (come ascoltare una
trasmissione radiofonica pesantemente disturbata).
I
risultati delle ricerche sul ruolo della distrazione nella
persuasione hanno prodotto risultati contraddittori:
in
alcuni esperimenti si è trovato che il cambiamento di atteggiamenti
aumentava all’aumento della distrazione mentre altri hanno
riscontrato la relazione opposta.
Secondo
il modello della risposta cognitiva, queste differenze sono
prevedibili. Poiché la distrazione riduce la capacità dei soggetti
di produrre risposte cognitive al messaggio, gli effetti della
distrazione sul cambiamento di atteggiamenti dovrebbero dipendere
pertanto dal grado di favorevolezza
dei pensieri evocati da un messaggio:
-
se questi pensieri dominanti sono prevalentemente
sfavorevoli, la distrazione dovrebbe rafforzare la
persuasione;
-
per i messaggi che suscitano pensieri prevalentemente
favorevoli, la distrazione dovrebbe ostacolare la
persuasione.
Altri autori hanno mostrato che
gli effetti della distrazione sull’atteggiamento dipendono dalla natura
dei pensieri dominanti stimolati da un messaggio:
-
la
distrazione aumenterebbe la persuasione quando
il messaggio contiene argomenti di scarsa qualità;
-
la distrazione ridurrebbe la persuasione quando
il messaggio contiene esclusivamente argomenti di alta qualità.
b)
La ripetizione del messaggio
-
Mentre la distrazione riduce la capacità di elaborazione, la
ripetizione dell’argomento (moderata) dovrebbe dare ai
soggetti più opportunità di elaborare un messaggio a livello
cognitivo, e quindi rafforzare il cambiamento di atteggiamenti per i messaggi
sostenuti da argomenti convincenti, ma ridurla per quelli deboli.
-
tuttavia, l’influenza
positiva della ripetizione dei messaggi di buona qualità sembra
essere limitata: quando i messaggi sono ripetuti troppo
spesso, i soggetti si annoiano e possono persino rifiutare gli
argomenti di buona qualità.
·
Motivazione e cambiamento di
atteggiamenti.
Esistono 2 fattori motivazionali
che possono motivare il soggetto a pensare agli argomenti
contenuti in un messaggio:
1)
la rilevanza personale
2)
l’umore
3)
il bisogno di
cognizione
1)
La rilevanza
personale
È il principale fattore che influenza la motivazione del
soggetto a elaborare il contenuto di un messaggio. Negli studi
relativi all’influenza della motivazione sull’accettazione
dei messaggi si è ottenuto che:
-
solo in presenza di un coinvolgimento
elevato, le persone che ricevono un messaggio saranno
motivate ad accertare la validità della posizione in esso
sostenuta, vagliando in modo critico gli argomenti presentati;
-
con un coinvolgimento
minore (per esempio quando l’oggetto della comunicazione
non è importante) si assume che il ricevente si serva di indizi
secondari (es: credibilità della fonte) e di euristiche
cognitive per valutare la validità della posizione difesa dalla
fonte.
2)
L’umore
-
Quando sono di buon
umore, le persone sembrano più propense ad effettuare un’elaborazione
semplificata, basata su euristiche
-
quando sono di cattivo
umore possono adottare strategie di elaborazione
sistematiche più faticose, probabilmente perché i
sentimenti negativi le informano che la situazione attuale è
problematica.
Ci sono anche differenze individuali nelle motivazioni alla
valutazione del messaggio, indipendenti dal messaggio o dal contesto
persuasivo:
3)
Motivazione
legata al bisogno di cognizione (need for cognition)
Coloro a cui piace pensare, che hanno un forte bisogno di
cognizione:
-
sono più motivati a pensare
agli argomenti contenuti in un messaggio;
-
formeranno atteggiamenti
sulla base degli argomenti contenuti in un messaggio, in misura
superiore alle persone con un bisogno di cognizione meno forte.
-
il cambiamento di
atteggiamenti nei soggetti con un forte bisogno di cognizione è più
duraturo e più resistente alle controargomentazioni.
Secondo Cacioppo e Petty
il bisogno di cognizione riflette delle differenze individuali nella
motivazione piuttosto che nell’abilità à sono state riscontrate correlazioni molto basse fra bisogno di cognizione e
intelligenza.
3. Confronti tra i due modelli basati su due processi
Le varie teorie dei due processi sono molto diverse tra loro.
La differenza principale riguarda la definizione più ampia dei processi
periferici nel modello della probabilità di elaborazione.
Incorporando nel “percorso periferico” tutti i meccanismi di
cambiamento degli atteggiamenti che non implicano pensieri rilevanti
per il messaggio, il modello della probabilità di elaborazione –
diversamente dal modello dell’elaborazione sistematica vs basata
su euristiche – è capace di integrare moltissime variabili
situazionali e relative a differenze individuali. Ciò comporta
tuttavia dei costi dal punto di vista del potere predittivo. Il
“percorso periferico della persuasione” non riflette una modalità
di elaborazione dell’informazione specifica, ma un insieme di
meccanismi diversi che variano dal condizionamento classico all’autopersuasione.
Pertanto, anche se il modello della probabilità di persuasione ci
consente di prevedere quando la persuasione avverrà attraverso il
percorso periferico, esso non riesce a spiegare quali siano i
processi periferici implicati o perché siano stati attivati proprio
questi processi e non altri. Concentrandosi su un’unica modalità
di elaborazione periferica, il modello dell’elaborazione
sistematica vs basata su euristiche si è dimostrato più
capace di approfondire i processi motivazionali sottostanti
l’elaborazione dell’informazione finalizzata alla persuasione, e
di suggerire dei modi in cui l’elaborazione basata su euristiche e
sistematica possono soddisfare preoccupazioni motivazionali diverse
dalla motivazione all’accuratezza.
3. Considerazione
sui modelli sistematici ed euristici
1.
L’uso
congiunto delle due modalità di elaborazione.
È importante osservare che i modelli dei due processi non
escludono completamente la possibilità che l’elaborazione
centrale e periferica siano usate contemporaneamente.
-
Anche se ipotizzano che
l’elaborazione sistematica predomina quando la motivazione
e la capacità di esaminare attentamente le informazioni sono
elevate, essi suggeriscono alcune condizioni nelle quali gli
individui potrebbero usare anche indizi periferici: per esempio, quando
l’esame degli argomenti contenuti in un messaggio non permette di
trarre conclusioni nettamente positive o negative, i soggetti
potrebbero far ricorso a euristiche per valutare la validità di un
messaggio.
-
Poiché l’informazione
contenuta negli indizi periferici spesso può essere molto valida, si
avrebbe uno spreco di informazioni utili e facilmente accessibili se
i soggetti che elaborano l’informazione in maniera sistematica non
fossero in condizione di usare questi indizi che non dipendono dal
contenuto.
2. L’elaborazione delle informazioni oggettiva vs
tendenziosa.
Tutti i modelli di persuasione postulano un’unica
motivazione: la motivazione all’accuratezza
(accuracy motivation), per la quale
-
le persone sono motivate a
formare e coservare atteggiamenti corretti
-
lo scopo dell’elaborazione
è valutare la validità dei messaggi persuasivi.
-
viene favorita
un’elaborazione oggettiva e priva di errori
È riscontrata però la presenza di motivazioni che –
invece di favorire un’elaborazione oggettiva e priva di errori -
introducono dei giudizi tendenziosi nell’elaborazione delle informazioni
attitudinali, cioè spingano i soggetti a conservare le
posizioni attitudinali preferite.
In particolare si ha che:
i
destinatari di un messaggio non sempre lottano per formare un
atteggiamento valido, ma a volte desiderano semplicemente difendere
le proprie opinioni o conservare delle opinioni socialmente
accettabili.
Precisamente, tra le motivazioni che è probabile
influenzino in maniera tendenziosa (distorcendola) l’elaborazione
delle informazioni – ricordando che ogni motivazione si
caratterizza (e differenzia dalle altre) per lo scopo
dell’elaborazione - troviamo:
1)
la classe della motivazione
alla difesa (defence motivation)
L’elaborazione guidata da motivazione alla difesa tende
a confermare la validità di una particolare posizione
attitudinale, e ciò è al servizio di:
a)
l’interesse
legittimo
b)
l’impegno nei
confronti dell’atteggiamento
c)
il bisogno di
coerenza.
Nell’elaborazione su base euristica: si
presume che un soggetto con motivazione alla difesa utilizzi le
stesse euristiche adottate da un soggetto con motivazione
all’accuratezza, ma che le usi in maniera selettiva, così
da confermare le proprie posizioni attitudinali preferite.
L’elaborazione sistematica è anch’essa selettiva: le informazioni rilevanti per l’atteggiamento che confermano e difendono
le posizioni preferite, o contraddicono le posizioni opposte alla
propria, dovrebbero ricevere maggiore attenzione e dovrebbero
essere interpretate più positivamente delle informazioni che
confermano le posizioni che si oppongono a quelle preferite dai
soggetti.
2)
la
classe della motivazione alla gestione delle impressioni
(impression motivation).
È
legata al desiderio di esprimere degli atteggiamenti
socialmente accettabili
In
questo caso:
lo
scopo di elaborazione tende a valutare l’accettabilità sociale
delle posizioni alternative al fine di accettare le posizioni
attitudinali che soddisfano, oppure che tranquillizzano, i
potenziali giudici.
Si
presume che tale motivazione nasca nei contesti di influenza, dove
le identità del pubblico significativo sono salienti, oppure quando
i soggetti devono comunicare i propri atteggiamenti ad altri
individui che hanno il potere di ricompensarli o di punirli.
Se
l’elaborazione è basata su euristiche:
si ha l’uso di regole semplici per guidare la scelta delle
posizioni attitudinali socialmente accettabili (per esempio, le
posizioni moderate riducono il disaccordo).
Se l’elaborazione è sistematica: si
raggiunge lo stesso obiettivo vagliando attentamente le informazioni
disponibili dal punto di vista dell’accettabilità nel contesto di
influenza sociale.
·
Collegamenti con altre
importanti teorie del cambiamento di atteggiamenti e
dell’influenza sociale.
1. Dissonanza cognitiva: le
persone possono opporsi al cambiamento e difendere la propria
posizione attitudinale per mantenere la coerenza fra atteggiamenti,
credenze e comportamento. Pertanto, una derivazione della teoria
della dissonanza discussa precedentemente, l’ipotesi
dell’esposizione selettiva, afferma che le persone sono motivate a
esporsi alle informazioni “coerenti con l’atteggiamento” e ad
evitare informazioni “dissonanti con l’atteggiamento”, allo
scopo di stabilizzare un atteggiamento esistente per mantenere la
coerenza o evitare la dissonanza. La teoria della dissonanza fa
prevedere anche che se le persone sono incapaci di evitare
l’informazione dissonante, dovrebbero valutaria ed elaborarla in
modo tale da renderla coerente con i propri atteggiamenti.
2. L’influenza sociale: l’inclusione della
motivazione alla gestione delle impressioni collega il modello
dell’elaborazione sistematica vs basata su euristiche al
modello dell’influenza sociale di Deutsch e Gerard. Questo modello
postula che i membri del gruppo possono accettare le opinioni di
altri membri perché credono che riflettano fedelmente la realtà
(influenza sociale informativa), oppure perché pensano che
accettare queste credenze aumenterà il proprio status all’interno
del gruppo (influenza sociale normativa). L’influenza sociale
informativa dovrebbe prevalere nelle situazioni che attivano una
motivazione all’accuratezza, mentre l’influenza sociale
normativa dovrebbe verificarsi nelle condizioni che suscitano una
motivazione alla gestione delle impressioni.
3. La stabilità e la resistenza del cambiamento di
atteggiamenti.
È probabile che un’intensa attività cognitiva
sull’argomento
-
favorisca l’accessibilità
dell’atteggiamento o della struttura di conoscenze ad esso
collegata;
-
accresca il numero dei
collegamenti fra gli elementi strutturali, rendendo lo schema
dell’atteggiamento più coerente al suo interno, più
durevole e anche più resistente alle argomentazioni contrarie.
Sicchè le teorie dei due processi fanno prevedere che
la persuasione raggiunta mediante l’elaborazione sistematica o il percorso
centrale sia più stabile e più resistente alle argomentazioni
contrarie della persuasione ottenuta attraverso l’elaborazione
periferica o basata su euristiche.
Tuttavia,
anche l’elaborazione mediante euristiche potrebbe provocare un cambiamento
di atteggiamenti durevole se l’indizio fosse associato
all’atteggiamento e rimanesse saliente nel corso del tempo
Per esempio, potrei ricordare persistentemente di aver bevuto
un bicchiere di vino un giorno particolare, perché mi fu
raccomandato da un medico nel quale nutro molta fiducia).
Nonostante ciò
tale atteggiamento sarebbe vulnerabile alle argomentazioni
contrarie, perché non è sostenuto dell’elaborazione
cognitiva
|