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Teorie e temi della Psicologia Sociale

 
 
 COS’È LA PSICOLOGIA SOCIALE

 q       Definizioni 

1.       MOSCOVICI:

“ Il campo della psicologia sociale consiste di oggetti sociali, gruppi di individui che creano la loro realtà sociale, si controllano reciprocamente e creano i propri legami di solidarietà così come le proprie differenze”

Accento sulla natura costuttiva oltre che interattiva dei rapporti sociali 

2.       SMITH & MACKIE:

“Studio scientifico degli effetti prodotti dai processi sociali e cognitivi sul modo in cui gli individui si percepiscono gli uni con gli altri, si influenzano a vicenda e si pongono in reciproca relazione”

 3.       ALLPORT:

La psicologia sociale è quella branca della psicologia che

“tenta di comprendere e spiegare come i pensieri, i sentimenti, o il comportamento degli individui sono influenzati dalla presenza - effettiva, immaginata o implicita - degli altri” (Allport, 1985).  

q       Livello e oggetto di analisi

Livello di analisi:

-          interesse per gli individui umani

-          processi psicologici che hanno luogo nella mente

Oggetto di analisi:

-          proprietà della natura umana che rendono ciascuno di noi sensibile all’influenza sociale

  

La psicologia sociale essenzialmente si propone di sapere:

1.       Tutti diversi o tutti uguali? à se le persone sono considerate individui, ognuno dei quali è unico, o se sono essenzialmente simili gli uni agli altri;

2.       Individui in funzione della società o Società funzione di cui si servono gli individui? à se l’individuo esiste in funzione della società o se invece la società è considerata come prodotto e funzione degli individui che la compongono;

3.       Il rapporto Individui – Società è significativo? à se il rapporto tra individuo e società è un problema significativo in se stesso o se è espressione di un’ideologia latente;

4.       Uomo egoista o Uomo sociale? à Se la “natura” degli esseri umani è essenzialmente egoistica e necessita di tecniche e di processi di educazione, moralizzazione o socializzazione che facilitino la vita del gruppo, della comunità e dello stato, o se essi sono sociali per “natura” e l’asocialità è frutto di cattive influenze;

5.       Uomini liberi di agire sull’ambiente o ambiente determina l’Uomo?  à se gli uomini e le donne sono attori liberi e responsabili o se sono determinati da forze naturali e sociali.

 

In senso più generale, la psicologia sociale cerca di spiegare i fenomeni psicologici che avvengono

1.       a livello intraindividuale: nell’individuo in quanto immerso in un contesto sociale.

Es: come io vedo l’altro.. tutto sommato rimane un fatto personale!

 2.       a livello interindividuale: tra gli individui appartenenti al contesto sociale

Es: come l’autorità può indurmi ad un comportamento contro i miei principi morali.. senza interazione sociale non l’avrei fatto!

  

 Teorie e Temi della Psicologia Sociale
 

 

 
 ·         Il principale dominio della psicologia sociale: l’influenza sociale

Nella definizione di Allport, emerge che scopo principale della psicologia è capire i meccanismi dell’influenza sociale: come l’interazione tra le persone influenza il modo in cui essi pensano e si comportano.

(Nella definizione di Allport la “presenza degli altri” ha la valenza soprattutto di “interazione con gli altri”) 

 

·         I 4 domini della psicologia sociale

Più in generale la psicologia sociale studia qualcosa di più dell’influenza sociale. I 3 domini principali sono:

1.       (come un soggetto vede gli altri) la percezione e la costruzione del mondo sociale: come noi  percepiamo altri oggetti sociali (cioè persone e gruppi); categorizzazione, giudizi, processi euristico-inferenziali, valutazioni e decisioni, elaborazione conoscenze; teoria dell’attribuzione, teoria dell’atteggiamento; + comportamento esibito in risposta alla percezione esperita.

2.       (come un soggetto si comporta con gli altri) relazione interpersonale: tutto quanto è relativo al comportamento sociale, cioè al comportamento in relazione ad altre persone. Essa include aree come: l’interdipendenza, la comunicazione,  l’attrazione/rifiuto, l’altruismo/aggressione, ecc..

3.       (come interagiscono i gruppi) comportamento intergruppo e intragruppo (dinamica dei gruppi):  tutto quanto riguarda il rapporto tra i gruppi: cooperazione, comunicazione, scambio/conflitto, influenza, produttività, norme; e sulle dinamiche all'interno dei gruppi.

4.       (come un soggetto è influenzato dagli altri) l’influenza sociale: come i pensieri, i sentimenti, o il comportamento degli individui sono influenzati dalla presenza - effettiva, immaginata o implicita - degli altri. L’influenza sociale comprende le maggiori aree della psicologia sociale: persuasione, cambio di atteggiamenti, conformismo, ecc. In particolare l’influenza sociale può riguardare

-          l’influenza della percezione sul comportamento

-          l’influenza del comportamento sulla percezione

 N.B: questi domini non sono parti separate d’indagine. È praticamente impossibile considerare l’interazione sociale separata dall’influenza sociale o dalla percezione sociale. In breve: la psicologia non è fatta di 4 domini, ma i suddetti 4 domini della psicologia sociale sono strettamente uniti.

 

·         Teorie nella psicologia sociale

Le questioni  dalla psicologia sociale sono indagate di volta in volta attraverso vari punti di vista, e spiegate secondo alcune teorie principali quali:

1.       Teorie dell’apprendimento: ritiene che la socializzazione sia la risposta alle azioni degli altri, assunte come stimolo sociale, rispetto al quale l’individuo si comporta come di fronte allo stimolo fisico, reagendo per condizionamento, generalizzazione dello stimolo e rinforzo delle risposte.

2.       Teoria comportamentista

3.       Teoria della Gestalt

4.       Teorie della consistenza cognitiva;

5.       Teorie dell’attribuzione e social cognition;

6.       Teorie della motivazione;

7.       Teorie dello scambio e dell’equità (equity and exchange theorie)

Nota: ciascuna teoria si interessa alla spiegazione di alcuni temi tralasciando gli altri. Alcuni temi sono trattati solo da una specifica teoria, altri sono spiegati concorrentemente da più teorie. Infine alcuni temi sono trattati con particolare ordine di dettagli da una teoria rispetto a quanto non facciano altre teorie.

 

(*) Le mini-teorie in psicologia sociale

 1.       La teoria della dissonanza cognitiva

1.       Si ha dissonanza cognitiva fra due cognizioni se, prese separatamente, le conseguenze dell’una equivalgono l’opposto di quelle dell’altra.

Ogniqualvolta un individuo debba scegliere fra corsi di azione alternativi, vi sono delle informazioni – le cognizioni consonanti - che giustificano l’azione scelta, e delle informazioni – le cognizioni dissonanti - che avrebbero giustificato una decisione differente (il fumo fa male).

2.       La dissonanza produce uno stato emotivo negativo, uno stato di tensione –detto dissonanza - che motiva i soggetti alla sua  riduzione.

3.       La grandezza della dissonanza dipende dal numero e/o dall’importanza delle cognizioni dissonanti.

4.       La teoria della dissonanza cognitiva prevede che – al fine di evitare tensioni - le persone si sforzano ad organizzare le loro cognizioni in modo coerente e non contraddittorio.

Di fronte a nuove informazioni le persone si sforzano di

a)       confermare la validità delle decisioni, opinioni e atteggiamenti esistenti

b)      mantenere la coerenza fra opinioni, valori, atteggiamenti e comportamento (teoria della coerenza cognitiva).

5.       Le strategie per la riduzione della dissonanza includono

a)       l’esposizione selettiva: la ricerca di informazioni consonanti e l’evitamento di informazioni dissonanti.

b)       e quando le persone sono incapaci di evitare una nuova informazione dissonante possono

1)       valutare ed elaborare la nuova informazione (informazione dissonante) in modo tale da renderla coerente con quelle già possedute (informazioni consonanti). Tipicamente ciò avviene “riducendo il peso delle nuove cognizioni dissonanti à processo di distorsione della nuova informazione in ingresso / reinterpretazione della nuova informazione

2)       modificare le opinioni e gli atteggiamenti preesistenti rilevanti per la cognizione dissonante. Tipicamente ciò avviene “accrescendo l’importanza percepita dalle proprie cognizioni consonanti”

3)       cambiare  comportamento

6.       La ricerca di coerenza spesso significa compiere delle razionalizzazioni. 

Esempio 1: 

Mi piace fumare = cognizione consonante

       Il fumo fa male = cognizione dissonante

Per eliminare la dissonanza posso:

a)       ignorare tutte le campagne contro il fumo

b)      smettere di fumare (cambio del comportamento)

c)       penso che fumatori con un certo tipo di personalità si ammalino di cancro, e naturalmente io non ho quel tipo di personalità; 

d)      inoltre conosco delle persone molto anziane che hanno fumato per tutta la vita (riduzione del peso della cognizione dissonante);

e)       infine, preferisco morire felici a novant’anni piuttosto che stizzosi e annoiati a cento anni (accrescimento dell’importanza percepita dalle proprie cognizioni consonanti)

 

2.       Teoria dell’autopercezione

Questa teoria assume che poiché gli indizi interni sono sovente deboli, ambigui o non interpretabili, non di rado i soggetti si trovano nella stessa situazione affrontata dagli osservatori esterni quando devono esprimere i propri atteggiamenti, cioè inferiscono i propri atteggiamenti verso un particolare oggetto valutando il comportamento che hanno tenuto in passato nei confronti di tale oggetto: guardano se stessi come potrebbe fare una persona esterna. 

3.       Teoria della gestione delle impressioni

Postula che le persone si preoccupano di apparire coerenti esteriormente di fronte agli altri, e possono falsificare le proprie risposte attitudinali allo scopo di creare l’impressione di coerenza: in tal senso esse controllano l’impressione che trasmettono agli altri.

La gestione delle impressioni si riferisce pertanto alle strategie comportamentali che le persone mettono in atto per creare le immagini, o identità sociali desiderate.

Capovolgendo un’assunzione di base della teoria della dissonanza, viene suggerito che gli individui hanno un interesse a mostrarsi coerenti di fronte agli altri più che verso se stessi: un interesse ad apparire coerenti più che essere coerenti.

4.       Teoria dell’identità sociale

La nostra identità si costruisce su varie dimensioni tra cui quella sociale (la dimensione sociale è quella per la quale noi ci vediamo collocati in specifici gruppi etnici, lavorativi, linguistici, ecc..) è “noi siamo anche il gruppo a cui apparteniamo”.

Allora:

le persone vogliono un concetto di “sé” positivo (autostima) + il concetto di “sé” contiene il gruppo a cui si appartiene è le persone favoriscono e percepiscono in modo positivo il proprio gruppo di appartenenza godendo della gloria riflessa

Altre mini-teorie (approfondite nel seguito) sono:

5.       la teoria del confronto sociale

6.       teoria del segnale-stimolo

7.       teoria del  trasferimento dell’attivazione

8.       teoria dell’attribuzione

9.       teoria dell’azione ragionata

10.   teoria del comportamento pianificato

11.   teoria dell’equità

12.   teoria dello scambio sociale

13.   teoria della coerenza cognitiva

 

Altri termini e concetti necessari alla descrizione dei fenomeni sociali

1.       Teoria del rinforzo verbale

Teoria secondo la quale la risposta «bene» dello sperimentatore in seguito ad un’affermazione o comportamento assunto da un soggetto ha due funzioni:

1)       serve come indizio che suggerisce la posizione attitudinale dell’intervistatore;

2)       crea un rapporto fra sperimentatore e intervistato. Sicché un fattore è l’informazione, l’altro la simpatia à i sentimenti amichevoli dei soggetti nei confronti dello sperimentatore li inducono a conformarsi alla sua posizione attitudinale. 

2.       Desiderabilità sociale

E' la teoria del "mi comporto in modo da essere accettato il più possibile dagli altri, cioè secondo quanto la società desidera".

Nelle inchieste : 1)variabile che distorce i dati raccolti in una ricerca psicologica o sociologica inducendo alcuni soggetti a fornire risposte socialmente approvate anziché veritiere; 2) in qualunque inchiesta si corre il rischio di dover fare i conti con la desiderabilità sociale delle risposte ovvero la possibilità che l’intervistato dica non quello che è ma quello che dovrebbe essere, quello che il mondo medio vorrebbe sentirsi dire.

 3.       Influenza sociale

Cambiamento nei giudizi, nelle opinioni e negli atteggiamenti di un individuo conseguente all’esposizione alle opinioni altrui. 

 

4.       Influenza normativa

Influenza che si fonda sul bisogno di essere accettati e approvati dagli altri

5.       High/Low self-monitors

-          high self-monitors (individui con alta capacità di automonitoraggio) = persone il cui comportamento è orientato principalmente da indizi situazionali o dalle possibili reazioni del partner nel corso dell’interazione.

-          low self-monitors (soggetti con bassa capacità di automonitoraggio) = persone il cui comportamento sociale varia enormemente a seconda degli stati interni, delle disposizioni, degli atteggiamenti, ecc…

 

6.       Costrutto ipotetico

Assunzione logico-ipotetica adottata per prevedere una serie di fenomeni le cui relazioni non sono osservabili, ma deducibili dal costrutto adottato.

Il costrutto è un concetto astratto utilizzato all’interno di una teoria per indicare qualcosa di non osservabile ma che si presuppone esistere per via degli effetti osservati, e da questi effetti esso è inferito.

Es1: la motivazione: molti considerano la motivazione come un costrutto ipotetico. La motivazione non coinciderebbe con nessun processo fisico o psichico. Ciò che si osserva è solo un comportamento tendente ad uno scopo à si inferisce l’esistenza di una spinta psicologica che sostiene il comportamento à questo qualcosa è denominato motivazione che nella realtà può non corrispondere a niente di fisico o biologico ma rimane un’entità astratta di comodo sotto forma di costrutto ipotetico.

Es2: l’atteggiamento, costrutto che si configura come stato intermediario tra stimoli e risposte cognitive, affettive e comportamentali.

 
 
 La psicologia sociale secondo la teoria della cognizione sociale

Come accade per la maggior parte dei settori della psicologia, non si può parlare de "la psicologia sociale", bensì della coesistenza di molte psicologie sociali, alcune delle quali nettamente separate tra loro. 

La psicologia sociale affrontata in questa sezione del sito,  come avremo modo di chiarire nel corso delle pagine successive, prende in esame il punto di vista della Social Cognition.

 Gli oggetti di studio e gli approcci

LE DUE TENDENZE PRINCIPALI: PSP e  PSS 

(I)

Psicologia sociale psicologica (PSP)

A.      gli psicologi sociali di orientamento psicologico si concentrano su: funzioni, processi mentali (per esempio, cognitivi) e strutture  degli individui singoli.

B.       di matrice nord-americana

 

C. APPROCCIO CENTRATO SULL’INDIVIDUO

 à L’individuo è l’unica realtà:  Gruppo = insieme di Individualità

1.       La prospettiva della PSP per spiegare gli eventi psicologici di natura sociale pone l’attenzione sulle strutture e sui  processi mentali (es: cognitivi) del singolo individuo

2.       il gruppo, tessuto della società, è una semplice unione, o prodotto, delle singole  “facoltà” individuali à le funzioni dei sistemi sociali sono interpretabili a partire dai processi e dalle funzioni individuali.

3.       le caratteristiche psicologiche di base dell’individuo (istinti, bisogni, desideri o volontà) “esistono indipendentemente dal contesto sociale”. e tali caratteristiche sono invariabili

 

Edonismo e Utilitarismo

Focalizzandosi sull’individuo, la psicologia sociale si avvicina molto alla psicologia generale sperimentale, fino a divenirne parte.

La concezione di individualismo è generalmente nota con il termine di edonismo e di utilitarismo:

1.       edonismo: il principio di base dell’edonismo è il principio di piacere, secondo cui le nostre azioni servono ad assicurarsi e a mantenere il piacere e ad evitare e ridurre il dolore.

2.       utilitarismo: dottrina che preconizza la ricerca del maggior benessere possibile per il maggior numero di individui . Bene = utile.

 

Condizionamento e teoria motivazionale come variazioni del principio di piacere e utilità:

per le teorie più moderne del condizionamento e della motivazione, molte delle quali sono considerate teorie sociopsicologiche, i concetti soggiacenti di soddisfazione individuale (rinforzo, ricompensa, profitto; riduzione della tensione, della dissonanza, dell’incertezza, ecc.) sono variazioni del principio di piacere e utilità.  

Platone

Questa tendenza di pensiero è detta anche platonica: Platone ha sottolineato il primato dello stato sull’individuo: l’individuo, per acquistare una reale dimensione sociale, deve essere educato sotto la responsabilità delle autorità

   

(II).

Psicologia sociale sociologica (PSS)

A.      gli psicologi sociali di orientamento sociologico tendono a sottolineare le funzioni degli individui nel contesto delle strutture sociali.

B.       Di matrice europea.

 

C. APPROCCIO CENTRATO SUL SOCIALE

à Autonomia del sociale dall’individuale

1.       Il sociale (il gruppo) ha una esistenza autonoma rispetto all’individuale (individui del gruppo)

2.       Gli eventi sociali sono indipendenti ed esterni alla coscienza individuale

3.       Esiste una mente di gruppo di tipo sovraindividuale

4.       Le strutture sociali (sistemi, istituzioni, gruppi) determinano l’esperienza e il comportamento individuale.

5.       Le “rappresentazioni collettive” di una data società hanno una loro esistenza propria: per quanto create dagli individui nel loro insieme, possiedono caratteristiche diverse da quelle delle rappresentazioni individuali, di cui costituiscono una sorta di limitazione. (Durkheim)

 

Durkheim

L’iniziatore di una vera e propria tradizione sociologica fu considerato Emile Durkheim (1858-1917) L’autonomia del sociale dall’individuale indusse  Durkheim a fondare le basi di una “psicologia collettiva” indipendente dalla psicologia individuale. 

Aristotele

Questa tendenza di pensiero è detta anche aristotelica: Aristotile affermava che l’essere umano è sociale per natura: la natura stessa insegna agli individui la vita in comune e le relazioni sociali da cui si sviluppano, in modo naturale, la famiglia, la tribù e infine lo stato.  

 

Evoluzionismo

Secondo Darwin:

L’uomo è un animale sociale che ha sviluppato la capacità di adattarsi fisicamente, socialmente e mentalmente all’evoluzione dell’ambiente, in parte sociale, come la tribù o il gruppo

 

L’espressione delle emozioni ha una funzione sociale nella comunicazione tra le specie e all’interno di una stessa specie

 

IL PROBLEMA GENERALE

In generale il problema centrale è quello del rapporto tra individuo e comunità, che solleva innumerevoli problemi teorici, concettuali e metodologici. Sono molti a credere che:

non ci sono dubbi sulla natura intrinsecamente sociale dell’individuo; una psicologia sperimentale soltanto individuale è una psicologia incompleta.