| Attrazione e sviluppo
dell’amicizia
In molte situazioni non scegliamo consapevolmente la
compagnia di persone specifiche. Esistono molti dati che
dimostrano che
l’affiliazione
e la prossimità fisica possono favorire l’amicizia.
Parleremo di:
-
come la prossimità può
favorire l’amicizia;
-
gli effetti importanti della
somiglianza di atteggiamenti sull’attrazione;
-
come l’attrazione non
conduce necessariamente all’amicizia, e l’amicizia implica di
più, cioè una relazione interdipendente che preveda la
disponibilità a coordinare le azioni e a prendere in
considerazione gli interessi dell’altro.
q
La vicinanza ambientale
Ci piacciono le persone che sono in nostra compagnia: molte
ricerche hanno dimostrato che il semplice fatto di trovarsi
fisicamente vicini a un altro individuo rafforzerà la probabilità
di diventare amici.
Esitono varie ragioni per le quali la vicinanza
favorisce l’attrazione:
1)
Esistono meno barriere allo
sviluppo dell’amicizia con qualcuno che si trovi accanto a noi.
2)
trovarsi regolarmente in
compagnia di un’altra persona consente di ottenere più
informazioni su di lei e di scoprire interessi condivisi e
atteggiamenti simili.
3)
La vicinanza può favorire
l’attrazione mediante l’effetto della semplice
esposizione: maggiore è la frequenza con
cui un soggetto era rimasto assieme ad un altro, maggiore
sembrerebbe la simpatia nei suoi confronti. La semplice
esposizione può favorire realmente lo sviluppo dell’amicizia
Occorre notare che gli effetti della vicinanza ambientale
sull’attrazione possono dipendere da una molteplicità di altri
fattori:
a)
Tali effetti sono particolarmente pronunciati quando i
soggetti sono molto simili.
b)
La vicinanza può anche
diminuire l’attrazione, rendendo più evidenti le
caratteristiche spiacevoli degli altri.
c)
l’eventualità che la
vicinanza rafforzi l’attrazione dipende anche dall’umore
suscitato dall’ambiente.
Esperimento:
un esperimento condotto da Kenrick e Johnson mostrò che quando i
soggetti udivano dei forti scoppi intermittenti e imprevedibili,
si sentivano più attratti nei confronti di un altro individuo
presente, rispetto alle condizioni più normali. Secondo Kendrick
e Johnson, questo effetto era dovuto al rinforzo negativo: l’altra
persona agiva come rinforzo a livello generalizzato, riducendo gli
effetti de11’attivazione avversiva, e l’emozione positiva
suscitata da questo effetto induceva a provare simpatia nei
confronti dell’altro.
In generale le condizioni ambientali avversive, come il
calore, il rumore e l’elettricità atmosferica, sembrano intensificare
i sentimenti positivi nei confronti degli altri, così come
quelli negativi.
q
La somiglianza di
atteggiamenti
In genere, la somiglianza è un fattore molto efficace nel
favorire l’attrazione e l’amicizia. Si è visto che
gli
amici sono più simili gli uni agli altri, rispetto agli individui
che non sono amici, dal punto di vista dell’età, del sesso,
dello stato civile, della razza, dei tratti di personalità,
dell’intelligenza.
La somiglianza di atteggiamenti, in
particolare, sembra condurre all’attrazione. È stata più volte
verificata la legge di attrazione: l’attrazione
varia direttamente in rapporto alla proporzione di atteggiamenti
simili (cioè il numero di atteggiamenti simili diviso per il
numero totale degli atteggiamenti simili e diversi).
Anche
se la legge di attrazione è ben consolidata ed è ampiamente
applicabile, si è trovato che due fattori influenzano la
relazione fra somiglianza di atteggiamenti e attrazione:
1)
è importante il divario tra gli atteggiamenti dei
soggetti: maggiore è la differenza di atteggiamenti, minore è
l’attrazione;
2)
più l’atteggiamento è importante per un individuo, più
la somiglianza di atteggiamenti influenzerà l’attrazione. Sicché
spesso solo rispetto agli argomenti importanti la somiglianza di
atteggiamenti influenzava l’attrazione.
·
Ma perché la somiglianza di
atteggiamenti è così importante?
Secondo
la teoria del confronto sociale
Secondo la teoria del confronto sociale, quando confrontiamo
le nostre opinioni su argomenti nuovi, possiamo ricavare più
vantaggi parlando con persone che abbiano atteggiamenti simili ai
nostri, che con persone che abbiano atteggiamenti molto diversi.
Secondo
il condizionamento classico
Una spiegazione importante fornita da Byrne si basa sul condizionamento
classico. Byrne mostrò che ascoltare qualcuno che esprime
atteggiamenti simili evoca emozioni positive, mentre ascoltare
qualcuno che esprime atteggiamenti diversi evoca emozioni
negative. Successivamente, Byrne mostrò che queste risposte
emotive possono essere condizionate nei confronti di altre
persone. Quando veniva mostrata la foto di una persona, i soggetti
che stavano ascoltando l’espressione di atteggiamenti simili ai
propri giudicarono tale persona più simpatica, rispetto a quando
ascoltavano qualcuno esprimere atteggiamenti diversi.
Anche
se il legame fra somiglianza di atteggiamenti e attrazione è
molto robusto, esistono alcune specificazioni a questo andamento
generale:
a)
Non è la somiglianza di atteggiamenti di per sé che è
importante per la formazione delle amicizie, ma piuttosto la
somiglianza nelle preferenze per le attività di tempo libero.
Questo risultato getta qualche dubbio sull’ipotesi di Byrne
secondo cui la somiglianza di atteggiamenti favorisce
l’attrazione perché è intrinsecamente vantaggiosa.
b)
In certe circostanze, soprattutto in condizioni di forte
incertezza e confusione, gli individui possono sentirsi più
attratti da una persona diversa, perché può fornire
presumibilmente una maggiore quantità di informazioni nuove e una
prospettiva differente. Questo risultato indica che i bisogni
cognitivi sono a volte più salienti del valore emotivo della
somiglianza di atteggiamenti, come assume Byrne.
q
La relazione di amicizia
Anche quando i fattori ambientali sono favorevoli, ed esiste
una forte somiglianza di atteggiamenti, è possibile che non si
formi un’amicizia fra due persone.
Secondo la teoria dello scambio sociale
una
condizione importante affinché si instauri relazione stabile
(amicizia) è che la simpatia sia reciproca, che ci sia quindi
un’attrazione reciproca.
-
Sapere che qualcuno prova
simpatia nei nostri confronti aumenterà la nostra simpatia per
tale persona;
-
Se ci vengono dette cose su
noi stessi che sono del tutto incongruenti col nostro concetto
di sé, troveremo difficile credere in chi le afferma e non
ricambieremo la sua simpatia.
-
L’attrazione reciproca può
generare l’interdipendenza volontaria tipica
dell’amicizia: gli individui che sono coinvolti in tali
relazioni sono disponibili a coordinare i propri comportamenti in
una certa misura, e a prendere in considerazione gli interessi
dell’altro.
Caratteristiche
dell’amicizia
Caratteristiche dell’amicizia sono:
-
Godere della compagnia
reciproca, che rappresenta un criterio centrale per definire
qualcuno come amico;
-
l’intimità
-
l’affetto
-
l’assistenza reciproca.
Il movimento verso l’intimità può avvenire molto
rapidamente.
In
una ricerca, il numero dei comportamenti di natura intima aveva
raggiunto il livello massimo dopo appena sei settimane, dopodiché
le amicizie avevano cominciato a stabilizzarsi.
Norme
nell’amicizia
L’amicizia è caratterizzata da norme e regole particolari.
Secondo Argyle e Henderson
le
regole sono opinioni condivise, o credenze, a proposito di ciò
che è lecito fare oppure no.
Fra le regole più importanti dell’amicizia Argyle e
Henderson identificarono le seguenti:
-
offrire volontariamente
aiuto in caso di bisogno
-
rispettare la privacy
dell’amico
-
mantenere i segreti
-
mostrare fiducia
-
confidarsi reciprocamente
-
prendere le difese
dell’altro in sua assenza
-
non criticare l’altro in
pubblico.
Rotture
dell’amicizia
Secondo uno studio condotto da Argyle e Henderson, la
trasgressione di queste regole era una causa della rottura delle
amicizie, anche se il fattore più importante era il fatto che il
precedente amico avesse mostrato reazioni di gelosia o
avesse criticato le altre relazioni del soggetto.
Differenze di genere nell’amicizia.
·
Esistono delle differenze
importanti fra le amicizie maschili e femminili.
Le donne:
-
vogliono come amici persone
con cui possano parlare di argomenti di natura personale, come i
propri sentimenti e problemi
-
rivelano informazioni di
natura più intima agli amici di quanto facciano gli uomini.
Gli uomini
-
cercano invece amici che
abbiano interessi simili ai propri
-
sottolineano maggiormente
l’importanza di svolgere in comune delle attività
-
non danno una grande priorità
alla conversazione sui sentimenti personali.
·
Perché le amicizie fra
uomini sono meno profonde di quelle fra e con le donne?
-
In primo luogo, la
differenza non è dovuta al fatto che gli uomini applicano criteri
diversi per valutare l’intimità da quelli applicati dalle
donne.
-
In secondo luogo, la
differenza non è attribuibile alla riluttanza degli uomini a etichettare
le proprie interazioni come profonde.
-
Le differenze di genere nel
livello di intimità delle amicizie non sono dovute alle abilità
sociali.
Reis e collaboratori conclusero che
la ragione principale per la quale gli uomini hanno
interazioni meno profonde con gli amici non è la loro incapacità,
frutto della socializzazione, ma semplicemente il fatto che in
molte occasioni preferiscono non farlo.
·
Ma qual è la ragione di
queste differenze?
Secondo i teorici socioevoluzionisti, le differenze di genere
nell’amicizia che si osservano fra gli esseri umani ricalcano
quelle esistenti fra primati come gli scimpanzé. Essi affermano
che:
nei maschi, l’evoluzione ha favorito la preferenza per le
amicizie strumentali nei gruppi, perché gli uomini dovevano
collaborare nella caccia e nella pesca. In contrasto, le donne
dovevano stabilire e mantenere una rete di relazioni, finalizzate
all’accudimento e all’educazione dei figli.
L’attrazione
romantica
L’amore
appassionato
Sentirsi sessualmente attratti da qualcuno e innamorarsi di
lui o di lei è un’esperienza molto diversa dal provare simpatia
e stringere un’amicizia.
Molte relazioni romantiche, specie all’inizio, sono
caratterizzate dall’attrazione sessuale che alimenta sentimenti
di amore passionale.
L’amore
appassionato è caratterizzato da:
-
un intenso desiderio di
unione con l’altro
-
una forte attivazione
-
un’alternanza di
sentimenti di intensa felicità e disperazione
Inoltre, di solito l’amore appassionato
è accompagnato da:
-
preoccupazione nei confronti del partner
-
tendenza ad idealizzare il partner
-
desiderio di conoscere l’altro e di essere conosciuti
dall’altro.
Berscheid e Walster - prendendo
spunto dalla teoria cognitiva delle emozioni - proposero
che l’amore appassionato include 2 componenti:
1)
uno stato di attivazione
fisiologica, dovuto sia a emozioni positive come la
gratificazione e l’eccitazione sessuale, sia a emozioni negative
come la frustrazione, la paura e il rifiuto;
2)
l’etichettamento
di questa attivazione come “passione” o “innamoramento”.
In particolare:
l’eventualità
che le persone effettuino l’etichettamento di questa attivazione
come “passione” o “innamoramento” dipende da numerosi
fattori:
-
le idee generali su ciò
che si dovrebbe provare nell’amore appassionato,
-
le credenze sui partner e
sulle circostanze appropriate,
-
la conoscenza delle
situazioni che producono determinate emozioni
-
la percezione di sé come
persona romantica.
Emozioni
negative/neutre e passione
Molti hanno avanzato l’ipotesi secondo cui
le emozioni negative possono alimentare la passione.
Esperimenti:
1)
Assistere ad una commedia e persino la visione di un
filmato che raffigurava delle uccisioni e delle mutilazioni
rafforzavano l’attrazione romantica degli uomini nei confronti
di una donna che vedevano successivamente in una
videoregistrazione.
2)
Una donna la cui autostima era stata temporaneamente
diminuita rispondeva molto più positivamente ad un estraneo dal
comportamento amichevole, che manifestava interesse romantico
nei suoi confronti, rispetto alle donne la cui autostima era stata
aumentata.
L’attivazione
neutra
Anche l’attivazione neutra è risultata associata all’attrazione
passionale.
Esperimento:
gli uomini che avevano eseguito due minuti di ginnastica
giudicavano più attraente una bella donna mostrata su una
videoregistrazione, che prevedevano di incontrare, e una donna non
attraente meno attraente, di quanto fecero gli uomini che avevano
partecipato solo a quindici secondi di ginnastica.
Secondo Kenrick e Trost
l’amore appassionato è un’esperienza emozionale così
intensa a causa dell’importanza, a livello evoluzionistico,
della riproduzione sessuale.
Nonostante ciò, la probabilità di sviluppare una
relazione romantica con qualcuno è determinata in parte dagli
stessi fattori responsabili dello sviluppo dell’amicizia:
-
la vicinanza rende più
probabile l’inizio dell’attrazione romantica
-
la percezione di una
somiglianza di atteggiamenti è anch’essa importante per le
relazioni d’amore.
q
Lo stereotipo delle
attrattive fisiche
Risultato:
le attrattive fisiche influenzano l’attrazione romantica attraverso uno stereotipo positivo: quando qualcuno è bello,
tendiamo ad attribuirgli automaticamente molte altre
caratteristiche positive.
Anche
se le persone attraenti sono considerate per certi versi meno
modeste, esse sono percepite come sessualmente più calde e
più dotate di abilità sociali delle persone non attraenti, più
socievoli (per esempio, più estroverse e amichevoli), dominanti
(per esempio, più assertive) e mentalmente sane (più felici ed
emotivamente stabili). Le persone attraenti, sia uomini che donne,
suscitano impressioni più positive delle persone non attraenti,
anche se vi è una maggiore tendenza ad attribuire calore sessuale
alle donne attraenti rispetto agli uomini.
Questi stereotipi non sono del tutto privi di fondamento:
anche se la personalità e le caratteristiche comportamentali
della persona attraente non sono in genere molto diverse da quelle
delle persone non attraenti, si è trovato che le persone
attraenti
-
sono meno sole
-
sono meno ansiose nelle
situazioni sociali
-
possiedono maggiori abilità
sociali
-
sono più popolari fra i
membri dell’altro sesso
-
è probabile che dagli inizi
della vita, le persone attraenti ricevano un’attenzione più
positiva, e attraverso una profezia che si autoadempie
sviluppino una maggiore fiducia in se stesse e nella loro vita
sociale.
Esperimento:
ricercatori fecero credere a dei soggetti di sesso maschile che
stavano partecipando a una conversazione telefonica di
“familiarizzazione” con una donna attraente oppure con una non
attraente. Il risultato più importante fu che le donne che i
soggetti credevano attraenti (anche se in realtà non erano
giudicate più attraenti da giudici indipendenti) divennero, come
conseguenza dei comportamenti positivi dei maschi, più amichevoli
e socievoli, mentre le donne che i soggetti credevano fisicamente
non attraenti, divennero fredde e distanti durante la
conversazione.
Nelle donne, le attrattive sono
correlate con
-
l’autostima
-
la popolarità fra il sesso
opposto
-
la permissività sessuale.
q
Differenze di genere nelle
preferenze per le attrattive fisiche
Le attrattive fisiche sono giudicate importanti sia dagli
uomini che dalle donne, ma nella maggioranza delle culture gli
uomini le considerano più importanti delle donne.
Il valore più alto attribuito dagli uomini alle
attrattive fisiche è coerente con la teoria socioevoluzionista.
In generale la teoria socioevoluzionista afferma che:
gli
individui agiscono in gran parte mossi da motivazioni inconsce,
attraverso meccanismi che sono stati selezionati nel corso
dell’evoluzione umana, perché aiutavano a massimizzare la
probabilità che i nostri antenati fossero in grado di produrre e
allevare una prole vitale
In particolare, secondo
la prospettiva socioevoluzionista:
sono stati selezionati i maschi che preferivano le donne che con maggiore
probabilità erano in grado di generare e allevare dei bambini
sani; pertanto: gli uomini sarebbero divenuti particolarmente
ricettivi ai segnali di giovinezza, salute, e valore
riproduttivo.
In
tutte le culture, i segni di gioventù sono degli indizi
importanti per giudicare le attrattive femminili. Altro
particolare: il fatto che il rapporto vita-fianchi che gli uomini
preferiscono nelle donne è collegato alla probabilità di
concepimento e alla salute a livello generale.
Gli indizi che le donne usano per valutare le attrattive sono
in parte diversi da quelli degli uomini.
Precisamente, secondo la prospettiva socioevoluzionista:
il
fatto che la prole umana sia impotente alla nascita e continui a
dipendere per anni dalle cure dei genitori è un fattore cruciale
per la donna nella scelta degli indizi per la valutazione delle
attrattive di un uomo;
In
particolare nel corso della storia dell’evoluzione, la
probabilità che la prole sopravvivesse, soprattutto durante la
fase dell’allattamento al seno, era maggiore se le sceglievano
dei maschi che avrebbero fornito le risorse necessarie durante l
lungo periodo in cui i piccoli avevano bisogno di cure. Per questa
ragione:
le
donne sarebbero divenute particolarmente ricettive nei confronti
degli indicatori di status e dominanza.
Infine:
-
Le donne, più degli uomini,
si sentono attratte da persone del sesso opposto che mostrano un
comportamento non verbale dominante (per esempio, non si siedono
in disparte, gesticolano molto, non fanno troppo spesso cenni col
capo);
-
gli uomini di statura
elevata (ma non troppo), e dotati di caratteristiche atletiche,
sono considerati particolarmente attraenti;
-
e le attrattive dei maschi,
più di quelle delle femmine, sono collegate a caratteristiche
come gli zigomi sporgenti, un mento lungo e largo,
un ampio sorriso e uno stile di abbigliamento che denota
uno status superiore.
q
L’equità e la scelta del
partner
Anche se la tendenza generale è di preferire come partner le
persone più attraenti, secondo la teoria dell’equità
gli individui si rendono conto che non possono aspettarsi più di quanto
hanno da offrire, e nella scelta del partner adatteranno i
criteri di scelta alle proprie attrattive.
Quel che accade è che: gli individui fisicamente attraenti
giudicano il partner in maniera più critica, è più probabile
che considerino la possibilità di frequentare altre persone
attraenti, è meno probabile che prevedano di frequentare altre
persone non attraenti. Gi individui meno attraenti, invece,
probabilmente saranno più disposti a frequentare altre
persone meno attraenti.
Precisamente, la teoria dell’equità prevede la
ipotesi dell’abbinamento: il
fenomeno dell’adattamento dei criteri al proprio “valore di
mercato”, per il quale le persone tendano a formare relazioni
con partner provvisti di attrattive approssimativamente simili
alle proprie.
Sempre secondo la teoria dell’equità, quando le
attrattive sono diverse, le persone tenderanno a compensarle con
altre risorse.
Per esempio, coerentemente con la prospettiva
socioevoluzionista:
-
le donne possono formare
relazioni con uomini di status più elevato ma fisicamente meno
attraenti ;
-
gli individui che credono che il partner sia più attraente di
loro tenderanno ad amarlo di più.
Le attrattive non sono una caratteristica immutabile: nel tentativo di conquistare un partner il più possibile attraente, gli
uomini e le donne tenderanno a migliorare le proprie attrattive
agli occhi di coloro con i quali vorrebbero iniziare una
relazione. Questo può avvenire attraverso due strategie:
a)
si può cercare di rendersi
più attraenti.
Per
esempio, Buss trovò che gli uomini dichiaravano più spesso di
aver esibito e vantato le proprie risorse, di aver dimostrato
raffinatezza, forza e doti atletiche, mentre le donne dichiaravano
più spesso di aver indossato abiti sexy e di essersi truccate, di
essersi mantenute pulite e ordinate, di aver modificato il proprio
aspetto, di aver indossato abiti alla moda e gioielli, e di
essersi comportate con discrezione.
b)
rendersi attraenti
screditando gli avversari.
Cercare di rafforzare le proprie attrattive non basta, poiché
-
l’inizio e lo sviluppo di
una relazione romantica, così come l’amicizia dipendono dalla
simpatia reciproca;
-
occorre anche che le persone
scoprano se il partner nutre interesse nei loro confronti.
Strategie
di verifica delle affinità
Douglas verificò
che in situazioni in cui l’eventualità che si verificasse
un’interazione era ambigua, i soggetti utilizzano strategie di verifica
delle affinità come:
a)
il confronto diretto
(per esempio, “Le domando se le piaccio”);
b)
il ritiro (azioni
che richiedono al partner di sostenere l’interazione, per
esempio: “Rimarrei in silenzio per vedere se ricomincerebbe a
parlare”);
c)
il tentativo di disorientare
il partner (azioni che richiedevano al partner di fornire un
bene o un servizio che comporta un costo, per esempio: “Gli ho
detto che abitavo a sedici miglia di distanza... volevo vedere se
si sarebbe ritirato”);
d)
l’autosvalutazione (abbassare il proprio valore: “Gli ho detto che non ero
molto interessante. Aspettando che dicesse “Oh no””);
e)
e il lavoro di rete
(che include altre persone allo scopo di acquisire o
trasmettere informazioni, per esempio: “Sono andata e ho chiesto
informazioni su di lui ai suoi amici”).
Le relazioni
profonde: soddisfazione, impegno e scioglimento
Dopo l’inizio della relazione, i partner cominciano a
sviluppare una forma di interdipendenza, aumentando il
coinvolgimento reciproco. A tale scopo sono importanti vari
processi, fra cui:
-
mostrare la disponibilità a
prendere in considerazione gli interessi altrui
-
costruire l’intimità
rivelando i propri desideri personali, le proprie ansie, fantasie
ed emozioni.
Coppie
felici e coppie infelici
Alcune relazioni diventeranno felici, soddisfacenti e
stabili; altre saranno colme di conflitti e problemi, ed è
probabile che prima o poi finiscano.
In particolare:
una delle caratteristiche principali che differenziano le
coppie felici da quelle infelici è lo stile di comunicazione.
I fattori che caratterizzano le coppie più felici
sono le interazioni caratterizzate da problem-solving e
comunicazione aperta, in particolare la disponibilità a:
-
rivelare i propri pensieri
-
esprimere i propri
sentimenti
-
dimostrare affetto e
comprensione
-
far capire al partner che si
condividono i suoi sentimenti
-
assumere la prospettiva
dell’altro.
In contrasto, le coppie sono meno felici quando:
-
tendono ad evitare i
conflitti: es: non desiderano discutere gli argomenti
problematici, fanno indirettamente riferimento a temi
conflittuali;
-
tendono a sedare i
conflitti: ignorare o coprire le differenze;
-
adottano una comunicazione
distruttiva: fanno critiche, mostrano disaccordo,
si lamentano, fanno osservazioni sarcastiche.
-
è presente la reciprocità
negativa = la tendenza a reagire ad un’osservazione
negativa fatta dal partner con un’altra osservazione negativa.
Tale tendenza predice un futuro declino della relazione.
Le
attribuzioni
Un altro aspetto che. distingue le coppie felici da quelle
infelici è il modo in cui compiono attribuzioni circa i problemi
coniugali.
Le
attribuzioni nelle coppie infelici
Così come prevede la teoria dell’attribuzione coloro
che si sentono insoddisfatti tendono a compiere attribuzioni
disadattive:
-
di fronte ai problemi che
nascono all’interno della relazione tendono a colpevolizzare il
partner
-
tendono a considerare il
comportamento (proprio e del partner) adottato per affrontare i
problemi come globale (influenza anche altri
comportamenti) e stabile (è probabile che si
verificherà anche in futuro).
In
altri termini:
gli individui che hanno relazioni infelici tendono a considerare i problemi
non come argomenti da affrontare in maniera a sé stante, ma come
aspetti emblematici dei problemi gravi e stabili della loro
relazione.
Le
ricerche hanno dimostrato che questi modelli disadattivi predicono
la diminuzione della soddisfazione coniugale.
Le
attribuzioni nelle coppie infelici
-
Le coppie felici tendono a
considerare il comportamento del partner più positivo del
proprio, mentre i membri delle coppie infelici giudicano il
proprio comportamento più positivo del comportamento del partner.
-
fra le persone soddisfatte
della relazione è più frequente la tendenza ad attribuire al
partner il merito per la soluzione dei conflitti e a
colpevolizzare se stessi per il disturbo arrecato al partner.
q
La soddisfazione nelle
relazioni
Le coppie che sperimentano molti conflitti e problemi non
valuteranno necessariamente la relazione in maniera negativa.
Il
livello di confronto
Secondo la teoria dello scambio sociale, la
soddisfazione degli individui in una relazione dipende dal livello
di confronto (LC) = il livello dei
risultati che pensano di meritare dalla relazione.
Il livello di confronto è determinato dai confronti relazionali,
cioè i confronti con il partner.
La
teoria dell’equità: dare e avere
Come prevede la teoria dell’equità
nelle relazioni profonde gli individui si sentiranno infelici
quando il rapporto fra ciò che si dà e ciò che si ottiene non
è identico per entrambi i partner.
Precisamente saranno insoddisfatti
-
sia coloro che ricevono più
vantaggi, i quali si sentiranno in colpa perché ricevono dalla
relazione più di quanto ritengono di meritare
-
sia coloro che hanno minori
vantaggi, i quali si sentiranno tristi, frustrati, arrabbiati e
feriti, perché ricevono meno di quanto credono di meritare.
In più, la teoria dell’equità fa prevedere che
gli individui cercheranno di ristabilire
l’equilibrio.
Esperimento:
donne (ma non gli uomini) che giudicavano ingiusta la
distribuzione degli input e delle ricompense, erano inclini ad
adottare comportamenti piuttosto estremi per ristabilire l’equità,
cioè le relazioni extraconiugali.
Nonostante l’importanza dell’equità per la soddisfazione
nelle relazioni profonde, non si dovrebbe sopravvalutare il suo
ruolo.
Ricerche recenti suggeriscono che l’effetto dell’equità
sulla soddisfazione nella relazione si osserva principalmente
negli individui che hanno un forte orientamento allo scambio.
Queste persone:
-
sono più fortemente
orientate alla reciprocità diretta
-
si aspettano ricompense
immediate ed equivalenti a quelle fornite al partner
-
si sentono a disagio quando
ricevono dei favori che non sono in grado di ricambiare.
Solo per gli individui che hanno un forte orientamento
allo scambio la soddisfazione nella relazione era collegata al
grado di equità.
Infine, esistono pochi dati che dimostrano che
l’equità predice la futura qualità delle relazioni.
La
condivisione
Secondo Clark e Mills
le relazioni romantiche non sono relazioni di scambio,
che comportano l’aspettativa di un contraccambio di cose fatte
l’uno per l’altro, ma piuttosto, relazioni basate sulla condivisione
(communal), nelle quali i partner rispondono ai bisogni reciproci.
Le ricerche condotte da Clark e
Mills hanno mostrato anche che:
i
soggetti interpretano una forte inclinazione del partner a
ricambiare i favori, come un segnale che l’altra persona non è
interessata ad avere una relazione romantica.
Infine:
il livello delle ricompense sembra più efficace nel
prevedere la soddisfazione nelle relazioni d’amore rispetto
all’equità: è più importante sentire che il partner ci
ricompensa fornendoci amore, status, informazioni e soddisfazione
sessuale, che percepire una perfetta equità nello scambio di
ricompense.
Il
confronto referenziale
La soddisfazione dipende anche dal risultato del confronto
referenziale = confronto con altri individui del proprio
gruppo di riferimento.
Esperimenti:
1) Coloro che pensavano che il rapporto fra input e risultati nel
loro caso fosse migliore di quello delle altre persone simili
dello stesso sesso, sperimentavano il livello più alto di
soddisfazione coniugale. 2) Le persone infelici del proprio
matrimonio tendevano a interpretare in maniera negativa sia i
confronti verso l’alto, sia quelli verso il basso, più spesso
degli individui felicemente sposati. Le persone con un matrimonio
infelice si sentivano invidiose quando vedevano gli altri che
avevano un matrimonio migliore e, quando incontravano coppie con
problemi coniugali più gravi dei propri, si preoccupavano che la
stessa cosa potesse accadere a loro.
q
L’impegno
Anche se sembrerebbe evidente che le persone soddisfatte
della propria relazione rimarranno con il partner, gli psicologi
sociali hanno osservato per lungo tempo che le
relazioni felici non sono inevitabilmente relazioni stabili e le
relazioni stabili non sono necessariamente relazioni felici.
Per Rusbult
l’impegno = si riferisce alla
tendenza delle persone a mantenere una relazione e a provare un
senso di attaccamento psicologico nei suoi confronti.
Il
modello dell’investimento (Rusbult)
Secondo il modello dell’investimento esistono 3 fattori che
spiegano i motivi per cui le persone continuano una relazione, cioè
i fattori che rafforzano l’impegno nei confronti di
queste relazioni:
1.
La soddisfazione
L’impegno dipende direttamente dalla soddisfazione:
maggiore è la soddisfazione, più forte è l’impegno.
2.
Le alternative
In linea con la teoria dello scambio sociale, l’impegno è
influenzato sia la percezione della qualità delle alternative,
ossia il giudizio dell’individuo sulle attrattive delle
opzioni alternative a quella di continuare l’attuale relazione.
Si definisce:
livello di confronto alternativo –Lcalt
= il
livello più basso di risultati che si è disposti ad accettare
alla luce delle opportunità alternative disponibili.
Queste opportunità includono:
-
la relazione alternativa
migliore che i soggetti possono immaginare
-
il grado di attrattiva della
vita da single
-
la disponibilità di opzioni
alternative all’attuale relazione (come un lavoro interessante e
dei buoni amici)
-
la presenza di un altro
partner.
E’ stato osservato che
quando si forma una relazione, gli individui sviluppano
gradualmente un atteggiamento di chiusura nei confronti delle
alternative attraenti, dal punto di vista comportamentale e
cognitivo.
Esperimenti:
in un esperimento si è trovato
che le persone che avevano una relazione stabile, tendevano a
percepire le persone del sesso opposto come meno attraenti,
rispetto a coloro che non avevano una relazione stabile.
Johnson
e Rusbult trovarono che la tendenza a svalutare le alternative era
particolarmente evidente nei soggetti che avevano forti impegni;
per questi soggetti una persona attraente del sesso opposto, che
era assegnata loro dal computer nell’ambito di un esperimento,
costituiva una grave minaccia potenziale, sia perché era
attraente, sia perché dovevano interagire con lei.
Ciò
nonostante, un partner esterno attraente è uno dei principali
fattori che favoriscono la rottura della relazione.
3.
Gli investimenti
L’entità dell’investimento, si
riferisce alla varietà dei modi in cui gli individui possono
sviluppare dei legami col partner: investendo tempo ed
energia, facendo sacrifici, formando amicizie comuni, sviluppando
ricordi condivisi e impegnandosi in attività, hobby e
possedimenti che sono parte integrante della relazione.
L’entità dell’investimento spiega perchè le relazioni
che vanno incontro a periodi infelici non si sciolgono,
anche quando le alternative sono abbastanza attraenti.
Secondo ricerche recenti:
nel corso di una relazione i sé di entrambi i partner tendono a
sovrapporsi e a diventare interconnessi. Arrecare benefici
all’altro equivale ad arrecare benefici a se stessi, e
attraverso l’identificazione, i tratti e le abilità
dell’altro vengono condivisi a livello indiretto.
Tutti
e tre i fattori – soddisfazione, alternative e investimenti –
predicono in maniera indipendente l’impegno, e nel lungo
periodo, la probabilità di rottura delle relazioni.
Limiti del modello dell’investimento possiede alcuni limiti.
-
Le tre determinanti
dell’impegno non sono indipendenti l’una dall’altra, e
spesso il cambiamento in una determinante può provocare un
cambiamento in un’altra.
Es:
incontrare un partner alternativo attraente può incoraggiare una
diminuzione dell’entità dell’investimento.
-
La maggioranza delle
ricerche condotte per verificare il modello ha preso in esame
relazioni a breve termine in campioni di studenti, e solo in pochi
casi matrimoni a lungo termine in campioni scelti all’interno
della comunità.
-
Il modello offre scarse
informazioni sulle differenze individuali nella disponibilità ad
impegnarsi.
Es:
gli individui che, sulla base della propria esperienza precedente,
hanno difficoltà ad avere fiducia negli altri e ad accettare
amore dagli altri, saranno più riluttanti ad impegnarsi in una
relazione di coloro che si sentono sicuri di se stessi e degli
altri nelle relazioni.
q
Le conseguenze della rottura
delle relazioni
La rottura di una relazione, e in particolare il divorzio, può
avere delle conseguenze molto gravi. Si è visto che
la salute mentale e fisica delle persone divorziate è
peggiore di quella degli individui sposati, e persino di quella
dei vedovi e degli individui mai sposati.
Ciò può dipendere dal fatto che spesso il divorzio è
una conseguenza dei problemi mentali piuttosto che una causa.
Nonostante
ciò, la conclusione di un matrimonio attraverso il divorzio
costituisce un’esperienza stressante:
-
le persone divorziate devono
attraversare un periodo di lutto e affrontare la transizione dalla
condizione di sposati a quella di persone sole: vivere soli
dopo aver convissuto a lungo con un partner comporta di solito un
notevole adattamento.
-
spesso è difficile
conservare le amicizie di coppia precedenti, e pertanto occorre formare
e costruire nuove relazioni.
-
l’adattamento ad uno
status sociale diverso, più basso, è un processo a volte
doloroso, specialmente perché la condizione di divorziato
comporta una certa stigmatizzazione;
-
in genere i divorziati
ricevono meno sostegno dei vedovi, perché gli amici possono
prendere le parti del coniuge precedente.
-
i divorziati devono fare i
conti con i sentimenti di fallimento e rifiuto.
Nonostante ciò, per alcune persone l’adattamento al
divorzio e alla rottura di una relazione provocano minore angoscia
rispetto ad altre; in particolare, l’evento è superato più
facilmente:
-
dagli individui che avevano
una relazione meno stretta con il partner precedente
-
da coloro che prendono
l’iniziativa di rompere il matrimonio e di divorziare
-
da quelli che sono inseriti
in reti sociali e che al momento attuale hanno una relazione
intima soddisfacente.
-
da quelli che posseggono
opportune caratteristiche di personalità, fra cui l’autostima,
l’indipendenza, la tolleranza nei confronti del
cambiamento, atteggiamenti egualitari rispetto al ruolo
sessuale.
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