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COGNIZIONE
E COGNITIVISMO
q
Cos’è
la cognizione
Nell’ambito
della Scienza Cognitiva
a)
Cognizione= l’insieme dei processi
e delle rappresentazioni che hanno luogo nella mente del
soggetto
Specificatamente:
b)
Cognizione = l’insieme dei
processi attraverso i quali le persone elaborano la quantità enorme
di informazioni di natura diversa provenienti
-
dai nostri sensi
-
dalla memoria
-
da inferenze da conoscenze
precedenti.
trasformano tali informazioni in conoscenza.
c)
Cognizione = attività del
conoscere, ossia l’acquisizione, l’organizzazione
e l’uso della conoscenza (Neisser,
1976: 25);
(Il processo conoscitivo è visto come una serie di fasi con
un inizio, rappresentato da uno stimolo, e una fine, costituita da
una risposta e basato sull’elaborazione dell’informazione).
Gli strumenti che consentono l’acquisizione della
conoscenza sono
-
la percezione
(input)
-
la memoria (RAM)
-
i processi di elaborazione
del pensiero (elaborazione)
-
il linguaggio, e così via.
Tutti
questi fenomeni sono
-
strettamente inglobati l’uno nell’altro: per esempio, la conoscenza deriva dalla memoria e da
inferenze, e a volte le persone non riescono a discriminare fra
queste fonti;
-
interrelati, cioè interagiscono continuamente e ciascuno può precedere e seguire
l’altro.
La
cognizione è un’attività che si fonda su “oggetti”. Un
oggetto è inteso come tutto ciò di esterno all’organismo che
colpisce i sensi, indipendentemente dalla sua complessità (es: una
fonte luminosa, uno stile artistico, uno strumento, una persona).
Scopo
dell’atto del conoscere
Lo
studio della cognizione deve spiegare cosa fanno le persone
comuni, o almeno cosa pensano, nella loro vita quotidiana.
q
Costruttismo
à La
cognizione non dipende dalle caratteristiche fisiche od
“oggettive” degli oggetti, ma è la ricostruzione, a livello
mentale, della realtà alla luce dell’esperienza precedente, del
contesto sociale, dei propri bisogni, dei desideri e delle
intenzioni
LA SOCIAL COGNITION
1.
L’AMBITO DELLA SOCIAL COGNITION
q
Generalità
Teoria: la moderna disciplina della social è divenuta una prospettiva
ampia e generale che è stata applicata a quasi tutti i temi di
ricerca in psicologia sociale.
Pratica: i temi trattati dalla Social Cognition hanno implicazioni evidenti per i
giudizi e le decisioni in situazioni importanti della vita reale
come il tribunale, il marketing, la politica, la diagnostica e le
relazioni fra gruppi.
Le
ricerche sulla social cognition sono state, e sono tuttora,
fortemente influenzate dalla psicologia cognitivista sperimentale;
Se
si deve fissare oggi una data d’inizio della social cognition, spicca
indubbiamente l’anno 1946, quando furono pubblicate le ricerche di
Asch sulle impressioni ingenue della personalità.
q
Cognizione
e sociale
La
Social Cognition nell’esperienza sociale pone l’attenzione sulla
cognizione. La cognizione si esplica a due livelli
simmetrici:
1.
cognizione à sociale: influenza della cognizione sull’esperienza socialeà le persone non si limitano a ricevere le informazioni dal
mondo esterno, ma le elaborano, divenendo gli artefici del loro
ambiente sociale
Es: i processi cognitivi di categorizzazione determinano il
fenomeno dello stereotipo e quindi della discriminazione sociale.
2.
sociale à
cognizione: influenza dei fenomeni sociali sui processi cognitivi
Qui si sottolinea la natura sociale dell’elaborazione
dell’informazione: la cognizione (sociale) è un processo autenticamente
sociale.
Esempi:
à è
difficile che un bambino possa apprendere la prima lingua da una
radio e questo perché il processo di apprendimento di una lingua
è determinato dal processo sociale interazione madre-bambino,
à
l’interazione sociale nei gruppi di coetanei è una condizione
necessaria nella teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget.
La
percezione dipende dalla classe sociale di appartenenza:
un esperimento ha mostrato come la tendenza a sopravvalutare
le dimensioni degli oggetti provvisti di valore (ad esempio, le
monete, rispetto a dischi di cartone di dimensioni uguali) è più
accentuata nei bambini della classe operaia rispetto ai bambini del
ceto medio.
Le
capacità di ragionamento dipendono dal contesto sociale:
Cosmides sostiene che la ripetuta incapacità, di soggetti anche
molto intelligenti, di eseguire alcuni compiti di ragionamento
logico dipende dal fatto che tali esperimenti sono spesso staccati
dal contesto sociale in cui l’abilità di ragionamento si è
evoluta dal punto di vista biologico.
La valutazione dei dati dipende dal coinvolgimento socio-emozionale: un altro esempio di come i fattori sociali possano influenzare il pensiero
logico è fornito dalle ricerche recenti sul
ragionamento statistico. Se si presentano a degli studenti delle
tabelle statistiche che indicano che, ad esempio, la prestazione
delle femmine è inferiore a quella dei maschi, di solito essi non
considerano la natura spuria di tale correlazione, non riconoscono
cioè che la relazione apparente fra genere e prestazione potrebbe
essere dovuta a una terza variabile (come il fatto che le donne
debbano lavorare in condizioni meno favorevoli). Tuttavia, si può
osservare un notevole miglioramento del ragionamento statistico
quando i soggetti sono coinvolti a livello sociale o emozionale,
come quando soggetti di sesso femminile o femministe sono motivate a
difendere il gruppo di genere al quale appartengono.
q
La
mediazione cognitiva
Henri
Tajfelà “Il
vantaggio adattivo più grande dell’uomo è la capacità di
modificare il proprio comportamento a seconda di come percepisce e
interpreta una situazione”.
à il
presupposto centrale dell’approccio cognitivo è la flessibilità
della mediazione cognitiva.
Per comprendere e spiegare il comportamento sociale occorre prendere in
considerazione i processi cognitivi interni di mediazione fra gli
stimoli esterni e le risposte comportamentali osservabili. à la mediazione cognitiva serve ad allentare i vincoli posti
sul comportamento umano dagli istinti o dai programmi innati
sottolineati dai biologi, oppure dalle forze inconsce ipotizzate
dagli psicanalisti.
Esempio:
un direttore del personale quarantenne dal nome Harry Olds, che
nutra pregiudizi nei confronti delle donne e tratti in maniera
discriminatoria le aspiranti impiegate di sesso femminile. Per
comprendere e prevedere il suo comportamento sessista può essere più
importante analizzare le strutture cognitive e le conoscenze di
Harry sulle donne e sui ruoli sessuali, e il modo in cui interpreta
le relazioni fra sessi, piuttosto che esaminare i conflitti reali o
le motivazioni inconsce (e Tajfel avrebbe aggiunto subito che
l’approccio cognitivo mette a disposizione una chiave di lettura
utile per influenzare o modificare il comportamento degli individui
con pregiudizi).
q
Emozioni e social cognition
à oltre i fattori ambientali, il coinvolgimento personale
e gli stati affettivi
possono influenzare fortemente il pensiero logico, gli stereotipi, i
giudizi sociali e le decisioni.
La
cognizione non si limita però alla “razionalità fredda”. I
sostenitori dell’approccio della social cognition si sono
occupati delle emozioni e dell’affect, del comportamento
irrazionale, delle relazioni fra gruppi con lo stesso interesse con
cui hanno approfondito i processi puramente intellettuali del
pensiero, del giudizio e della rievocazione
2. IL SOCIALE
NELLA SOCIAL COGNITION
Se
la cognizione deriva essenzialmente da processi individuali, allora
cosa c’è di “sociale” nella cognizione sociale a prescindere
dal suo oggetto?
È
possibile che gli studi sulla social cognition non siano
altro che applicazioni della psicologia cognitivista nel caso
particolare “oggetto di studio = sociale”?
q
I tre punti di vista sociale
nella cognizione
L’ipotesi
avanzata è che la cognizione possa essere qualificata
come sociale da tre punti di vista:
1)
oggetto: è evidente che ha un oggetto sociale, perché si occupa di pensieri rivolti
a fenomeni sociali;
2)
origine: essa ha un’origine sociale, poiché è creata o rafforzata
attraverso l’interazione sociale;
3)
condivisione sociale: è socialmente condivisa, perché è comune a diversi membri di una data
società o gruppo.
1.
Il contenuto
della “social
cognition” – Gli stereotipi
Le
idee e i concetti impiegati per studiare la social cognition sono
stati applicati a molti oggetti sociali: il sé, gli altri,
persone immaginarie, le relazioni, i gruppi e il ricordo di
informazioni sociali, e in particolare gli stereotipi.
La
social cognition si è posta come base allo studio dei
processi di formazione degli stereotipi.
2.
L’origine
sociale della cognizione
L’ambiente
sociale esercita una forte influenza sugli oggetti della cognizione
Esempi:
1)
alla domanda Chi sono io?
i tratti di personalità risultarono più frequenti nelle
risposte degli americani rispetto a quelle giapponesi, che risposero
secondo criteri di ruoli e situazioni sociali. Queste
differenze confermano che la cognizione ha un’origine sociale. Se
l’ambiente sociale produce effetti così vistosi sul concetto di sé
degli individui, senza dubbio eserciterà un’influenza enorme
sugli altri oggetti della cognizione.
2)
L’interazione
madre-bambino determina l’apprendimento del linguaggio
3)
L’apprendimento di una
materia in modo autodidatta si realizza in modo differente dal caso
in cui esiste un insegnante (in quest’ultimo caso l’insegnate può
determinare una cognizione più forte, o parziale, o tendenziosa
relativamente agli argomenti oggetto dell’apprendimento)
3.
Cognizioni sociali condivise
La
nostra percezione, le nostre credenze religiose, le nostre ideologie
politiche e sociali, le idee su ciò che è giusto o sbagliato, e
persino le teorie scientifiche sono fortemente influenzate dai
contesti sociali o ecologici nei quali si sviluppano
à la cognizione non dipende dalle caratteristiche fisiche od
“oggettive” degli oggetti, ma è la ricostruzione, a livello
mentale, della realtà alla luce dell’esperienza precedente, del
contesto sociale, dei propri bisogni, dei desideri e delle
intenzioni.
Pertanto,
sebbene non esistono due persone con cognizioni perfettamente simili
(perchè non esistono due individui esattamente identici da tutti i
punti di vista), una grande quantità di informazioni, e pertanto di
significati, sono condivise da collettività di individui, da gruppi
o da società, come conseguenza della vita sociale, delle
comunicazioni e delle fonti di influenza.
à Se un gruppo condivide esperienze quindi condivide fatti
sociali , allora condividerà anche processi cognitivi (sociali) .
q
La
cognizione condivisa e le rappresentazioni sociali (Moscovici)
Il
tema delle cognizioni condivise ha comportato molte ricerche
empiriche sul concetto di rappresentazione sociale:
Definizione
di Moscovici à <<con l’espressione rappresentazioni sociali
intendiamo una serie di concetti, asserti e spiegazioni che
nascono nella vita di tutti i giorni, nel corso delle comunicazioni
interpersonali. Esse sono, nella nostra società,
l’equivalente dei miti e delle credenze nelle società
tradizionali; possono addirittura essere considerate la versione
contemporanea del senso comune >>.
Sempre
secondo Moscovici:
“lo studio delle rappresentazioni sociali è lo studio
della trasformazione della conoscenza in senso comune”.
o
ancora:
“la teoria delle rappresentazioni sociali “spiega in che
modo l’estraneo e non familiare divengono, ad un tempo, il
familiare”.
Diversamente
dalle teorie implicite di personalità e dagli schemi
l’oggetto
delle rappresentazioni sociali può essere di qualunque natura:
può trattarsi di “idee, pensieri, immagini, e conoscenze
condivise dai membri di una collettività”.
Poche
persone saprebbero definire con esattezza cosa sono la fisica
nucleare, la biochimica, la sociologia della scienza o l’etologia;
ma questo non impedisce alla maggioranza di parlarne. In realtà,
abbiamo categorizzato alcune informazioni su molti
argomenti complessi (es le scienze) e la semplicità con cui
sono espresse e condivise all’interno della comunità ci
consentono di comunicare.
Funzioni
principali delle rappresentazioni sociali
1.
aiutare l’individuo a
controllare e ad attribuire un significato al mondo.
2.
facilitare la comunicazione.
Gli
individui adottano due processi fondamentali per realizzare le 2
funzioni delle rappresentazioni sociali:
1)
l’ancoraggio : le persone devono ancorare le idee nuove all’interno di sistemi
preesistenti;
2)
l’oggettivazione: l’ancoraggio non basta. L’astratto deve essere reso concreto, quasi
visibile, attraverso il processo di oggettivazione. Questo processo
può avvenire in due modi:
a)
la
personificazione: le teorie o le idee sono collegate al nome di una particolare persona che
le rappresenta. Così si usa il nome Freud è collegato alla teoria
della psicoanalisi, e grazie a questo processo di personificazione
le persone possono parlare di psicoanalisi perchè
possiedono delle idee semplici a riguardo anche se sbagliate.
b)
la figurazione: quando pensiamo e parliamo della psicanalisi, spesso vediamo un edificio a
tre piani: il primo piano (l’Es) è in disordine; al secondo
(l’Io) si ricevono gli ospiti; nel terzo vi è una persona
misteriosa (il Super-io) che somiglia un po’ a vostro padre o a un
vostro insegnante, che vi dà ordini e vi rimprovera perché non
avete ancora messo in ordine il primo piano. Questo è un esempio di
figurazione, come la visualizzazione dell’equazione E = mc‘, quando
pensiamo alla relatività.
È
sorprendente come una quantità di conoscenze così banale basti a
sostenere conversazioni quotidiane. Questo dimostra efficacemente
che le cognizioni possono essere socialmente condivise.
Non
si può comunque concludere che le rappresentazioni sociali siano
soprattutto consensuali (condivise) à
il contenuto delle rappresentazioni sociali può variare a seconda
dei gruppi e degli individui.
Ciò
nonostante, la
rappresentazione sociale è il principale agente organizzativo per il
contenuto del pensiero individuale.
Critiche
Il
modello teorico delle rappresentazioni sociali ha stimolato ricerche
in ambiti diversi, la sua sfuocatezza, tuttavia, ha sollevato
critiche vigorose. Inoltre, non è molto utile per suggerire ipotesi
verificabili, e certamente non è falsificabile.
q
Proprietà
dell’ecologia sociale
Nella
social cognition di sociale c’è anche l’ecologia sociale
Mentre l’ambiente fisico consiste di attributi dello stimolo come
il colore, la grandezza o la tonalità che sono riconducibili alla
percezione diretta e per i quali abbiamo sviluppato dei recettori
sensoriali, l’ecologia sociale si estende a numerosi attributi
che non sono percepibili direttamente o valutabili in maniera
oggettiva (es: rischio, l’intelligenza, l’onestà,
l’amore, il pericolo, il guadagno e le perdite) ma si
riferiscono a entità latenti o distali che devono essere inferite o
costruite a partire dagli indizi più prossimali, e a volte non
possiedono affatto un’esistenza oggettiva. Pertanto, le
variabili più interessanti, cioè le cause, gli scopi o le
conseguenze del comportamento spesso sono mal definite. Tale
ecologia sociale è complessa e fallibile.
In
particolare i tratti di personalità o termini
disposizionali (come “l’estroversione” o
“l’indipendenza”) non si fonda sull’esperienza diretta dei
tratti medesimi, ma sull’esperienza indiretta degli indizi
comportamentali (la loquacità, la qualità della voce, lo stile
di abbigliamento, e così via) che sono utilizzati per costruire la
“percezione” di tali tratti.
Pertanto,
una correlazione fra l’estroversione e la leadership può
essere dovuta al fatto che entrambi i tratti sono costruiti o
inferiti dai medesimi indizi comportamentali.
Analogamente,
è difficile falsificare la credenza stereotipica del direttore del
personale Harry Olds che gli uomini siano più razionali e logici
delle donne, semplicemente perché la “percezione” della
mascolinità si basa sugli stessi indizi (come il maggiore controllo
sull’espressione delle emozioni, la voce profonda, uno stile di
comunicazione dominante) sui quali si basa la “percezione” della
razionalità.
È
questa natura convenzionale e costruttiva del mondo
sociale ché fa sì che si verifichino illusioni e stereotipi
che si dimostrano così resistenti al cambiamento.
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