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La Gestalt

 
 

 

1. Le origini e il concetto di Gestalt 

"la Gestalt" : psicologia della Gestalt, psicologia della forma, Gestalttheorie, Gestaltpsicologie

Il termine Gestalt vuole indicare il concetto di unità avente una sua propria forma

 Teoria e metodologia by Wertheimer (1880-1943), Kohler (i886-1941) e Koffka (1887-1967).

 Moviemnto Europeo, po contatti con USA.

 Data di nascita: 1912 - Wertheimer pubblica il suo lavoro sul movimento stroboscopico, o "movimento apparente" o "fenomeno phi".

 Risposta tedesca alla psicologia di Wundt:

--> radicle antielementarismo: rifiuto della scoposizione "chimica" della coscienza.

 

(**)

Le influenze

 (*) Il padre "filosofico" è Kant:

---> soluzione alla frattura tra empirismo e razionalismo mediante il concetto di sintesi a priori: l'atto di conoscere è un'attività unitaria e unificante in cui la materia fornita dai sensi viene organizzata secondo forme proprie della mente

--> in tale processo la mente non è passiva (antiempirismo), né deriva la propria attività da idee innate o da altri principi che esulano dall'esperienza (antirazionalismo).

 

(*) Il filosofo-psicologo Brentano:

 a) "psicologia dell'atto": l'aspetto specifico dei fenoineni psichici è la loro intenzionalità --> l'oggetto della psicologia non è il materiale fornito ai nostri sensi, cioè le cose che vediamo udiamo o ricordiamo, ma l'atto di vedere, udire, ricordare. --> attenzione all'aspetto attivo del percipiente e non al materiale percepito

 b) antielementismo: poiché è sottolinea il ruolo assunto dal soggetto non si attribuisce al dato sensoriale semplice quell'importanza che è propria di sistemi come quello Wundt.

  

(*) Meinong e Benussi:

--> la teoria della produzione: distinzione tra oggetti di ordine superiore e oggetti di ordine inferiore e per ciascuno di questi due ordini si ha una rappresentazione: 

  - le "rappresentazioni non prodotte", o elementari sono quelle  generate dagli oggetti di ordine inferiore: per esserci non hanno bisogno dell'esistenza di alcun altro oggetto; 

  - le "rappresentazioni prodotte" quelle che appunto "producono" gli oggetti di ordine superiore, quelli cioè che derivano la loro esistenza dagli oggetti di ordine inferiore. 

 

(*) Von Ehrenfels

E' responsabile del primo passo teorico della Gestalt

Parla delle "qualità-gestalt" o "qualità Ehrenfels": 

- la qualità propria del tutto, non è data dalla semplice addizione dei singoli elementi, ma dalle relazioni che intercorrono tra essi, dalla loro struttura --> si riconosce l'insufficienza delle parti a spiegare il tutto.

- Il tutto è più della somma delle parti

- il tutto ha proprietà che non esitono nelle parti (nelle singole note non c'e' traccia delle proprietà di una melodia intera)

- le stesse parti diversamente interallacciate poducono un "tutto" differente (con le stesse note si producono melodie differenti), ovvero: una stessa parte inserita in due diverse totalità può assumere caratteristiche diverse --> è questa l'affermazione che più caratterizza l'impostazione gestaltista.

- parti differenti possono produrre lo stesso "tutto" (la stessa melodia può essere ottenuta in tonalità differenti (e quindi usando note differenti), ciò che non deve variare è il rapporto tono-semitono tra le note) 

  --> Il modo di rapportarsi all'esperienza non parte dal basso, dall'analisi che frammenta, ma si propone di considerare entità globali aventi una loro intrinseca organizzazione o una sua propria "forma":

 

Lo stadio successivo è consistito nel determinare leggi non arbitrarie secondo le quali gli elementi vanno a formare un tutto;

  

2. I primi lavori dei gestaltisti

 

Wertheimer e il "fenomeno phi" 

- la rapida successione di accenzione-spegnimento di più "molti punti luminosi statici" produce un complessivo effetto di "un unico punto luminoso in movimento". 

  --> è messa in crisi la presupposta perfetta corrispondenza tra tra stimolazione e sensazione, tra piano materiale/"realtà fisica" e piano percettivo/"realtà fenomenica". 

  In particolare:

  --> l'organizzazione del risultato percettivo segue leggi peculiari ed è indipendente da quanto si sa a proposito dello stimolo che ha generato quella percezione. 

  --> è sottolineata l'inadeguatezza di tutte le spiegazioni con "teorie del mosaico", per le quali il risultato percettivo è dato dalla giustapposizione di parti generate da sensazioni tra loro svincolate e non interagenti. 

 

3. La critica all'empirismo

 La critica all'empirismo:critica a correnti di pensiero psicologico, quali l'associazionismo o il comportamentismo. 

* Il peso da attribuire aU'esperienza passata ndla formazione di risultati percettivi e di fenomeni psicologici.in generale: 

- Empirismo: gli oggetti, così come appaiono alla nostra percezione, si formano nella nostra esperienza passata in base all'apprendimento dovuto alla ripetuta presentazio degli oggetti. 

- Antiempirismo gestaltico: (senza essere innatismo) gli oggetti sono originati in base ad autodistribuzioni dinamiche dell'esperienza sensoriale, e non (solo) per effetto dell'esperienza passata. (es figure che vengono sottoposte molte volte ai soggetti sperimentali, poi non sono facilmente rintracciabili in configurazioni che includono queste figure). 

Altre osservazioni: 

- secondo la spiegazione empirica nel campo si isolerebbero entità specifiche solo nella misura in cui queste rappresentassero oggetti noti. 

- per la posizione gestaltica:gli stessi oggetti sarebbero delle unità isolate anche senza la conoscenza precedentemente acquisita

  

4. L'atteggiamento fenomenologico e la teoria di campo

(**)Piano metodologico: la fenomenologia

L'atteggiamento fenomenologico differenzia la psicologia della Gestalt dalle scuole precedenti sul piano metodologico. 

"Atteggiamento fenomenologico": ciò che deve essere preso in considerazione direttamente e con privilegio sono î fatti così come ci vengono forniti dai nostri organi di senso. 

 --> tutte le spiegazione sul funzionamento dell'apparato percettivo e dei fenomeni psicologici hanno valore solo in quanto riescono a convalidare i fatti direttamente derivati dall'esperienza -->

 

"Atteggiamento anti-introspezionismo":

 - gestaltista: dopo aver osservato il reale bisogna accettare l'esperienza in maniera diretta, attribuendole quel valore che manifestamente ci presenta.

 - l'introspezionista sminuzza la percezione al fine di scoprire le sensazioni elementari, ma ciò distruggere l'oggetto come entità organizzata. 

 

(**) Piano teorico: la teoria di campo 

Sul piano teorico è cruciale il concetto di "teoria di campo". 

Per la psicologia della Gestalt ogni fenomeno può e dovrebbe essere descritto con imprescindibile attenzione agli aspetti dinamici, perchè l'ordine presente nelle cose è di tipo dinamico. 

La teoria di campo cerca di rendere conto proprio di questa dinamicità del fenomeno, utilizza per la psicologia strumenti concettuali della fisica dei campi, quali forze, campo, equilibrio. Per la teoria di campo:

   il risultato fenomenico è la risultate dell'equilibrio delle tensioni esistenti tra tutte le forze (le parti dinamiche) presenti nel campo (percettivo o psichico). 

   Es: il senso di attrazione che si prova per una persona, l'accorgersi di un oggetto prima non notato, lo sforzo di ricordare un volto noto sono tutte situazioni psicologiche scopertamente dinamiche che richiedono una spiegazione secondo una teoria di campo.

  

(*) I principi di unificazione formale

Costruire una teoria di campo significa individuare le precise regole dell'interazione tra le parti presenti nel campo fenomenico:

 --> tali regole sono i "principi di unificazione formale" 

 I principi più generali fissati da Wertheimer sono:

 1. vicinanza

 2. somig1ianza

 3. buona continuazione

 4. pregnanza

 5. destino comune

 6. chiusura

 7. esperienza precedente. 

Critica:

i gestaltisti non hanno mai ulteriormente specificato questi principi, che, secondo alcuni, si presentano come vaghi e non perfettamente definiti; né sono mai riusciti a formulare una definizione pienamente quantitativa della forza relativa con cui interagiscono i fattori dell'organizzazione. 

 

5. Il postulato dell'isomorfismo 

Il postulato dell'isomorfismo: esite identità strutturale tra il piano dell'esperienza diretta (piano fenomenico) e quello dei processi fisiologici ad esso sottostanti. 

Cioè, qualsiasi manifestazione del livello fenomenico (percezione, pensiero, memoria, apprendimeno) trova un corrispettivo in processi che, a livello cerebrale, presentano caratteristiche funzionalmente identiche. 

Ciò significa che

- se il nostro mondo fenomenico possiede una forma, una struttura, una dinamica dobbiamo trovare - a livello del SNC - una forma, una struttura, una dinamici che la rispecchino;

- se conosciamo le leggi che organizzano la nostra esperienza fenomenica necessariamente conosciamo anche le leggi che operano tra fatti che avvengono nel cervello. 

Due ordini di conseguenze: 

- tutte le scoperte sui fatti fisiologici che non siano in grado di "restituirci" il dato fenomenico sono progressi di un sapere che, per quanto vicino, non è ancora di tipo psicologico.

- il mondo, quello che così ci appare, su cui ragioniamo, che accettiamo o rifiutiamo, sia riconducibile in tutti i suoi aspetti a un unico ordine coerente di principi. 

  

6. La psicologia del pensiero e la psicologia sociale

 La psicologia della Gestalt anche se sorta in relazione alla percezione (forma), elabora un impianto teorico che si estendono a: il pensiero, la memoria e l'apprendimento, la dinamica della personalità, la psicologia sociale, l'espressività e la psicologia dell'arte, la psicologia genetica, la psicologia animale, la patologia della personalità.

 --> tutti sono caratterizzati dalle gestalten ovvero dagli aspetti dinamici 

(**)

La psicologia del pensiero. 

(*)L'insight

- per molti psicologi, primi tra tutti i comportamentisti, l'apprendimento, il pensiero, e i processi problem solving si attuano mediante un processo cumulativo di nozioni e per tentativi ed errori.

In tale ottica l'apprendimento ha carattere continuativo. 

- per i gestaltisti invece all'occorrenza - mediante l'insight si colgono in maniera subitana i nessi chiave della situazione, e mediante il "pensiero produttivo" (che non segue procedimenti mnemonico nè è passivo) gli elementi del problema si ristrutturano in una una totalità significante funzionale alla soluzione del problema.

 In tale ottica, l'apprendimento ha carattere di discontinuità. 

 (NOTA: in una situazione che non presenta evidenti possibilità di ristrutturazione, in assenza di altre strategie, il soggetto ricorrerà a quel repertorio di comportamenti che gli è già noto; la "discontinuità" rispetto alle condizioni precedenti avviene solo quando le condizioni sono tali da permettere il salto qualitativo richiesto). 

   (Es: la scimmia con un bastone per prendere del cibo: nel campo cognitivo della scimmia il bastone è presente anche prima che essa riesca a risolvere il problema, ma quando lo utilizza per trarre a sé il cibo il valore del bastone è mutato; ora fa parte di una nuova e più stabile organizzazione, non viene rappresentato come un qualsiasi oggetto per giocare o battere ma come quell'unico oggetto che tra i presenti possegga la caratteristica di essere funzionale ai fini della soluzione).

  

KURT LEWIN

Mostra come si possa costruire un sapere scientifico basato su analisi sperimentale anche nel caso di eventi non ripetibili.

A tale scopo occorre distinguere due impostazioni sul modo di giungere alla conoscenza scientifica:

 a) impostazione di tipo aristotelico: sono oggetto di conoscenza solo eventi ripetibili proprio perché in essi si possono, individuare elementi comuni; in questo modo, viene accentuato l'aspetto di "costanza'; tale approccio è eminentemente descrittivo-classificatorio il cui compito principale è appunto di stabilire in base a quali aspetti l'evento - oggetto di conoscenza - vada inserito in questa o quella classe. 

 b) impostazione di tipo galileiano: l'attenzione non è sugli attributi comuni, ma sulle caratteristiche funzionali, sulle condizioni che costituiscono l'evento esaminato --> non è necessario esaminare un insieme vasto di eventi ripetibili ma determinare, al limite anche in un solo caso, le condizioni che generano il fenomeno.

 --> Questa impostazione è più costruttiva. 

 (**)

Le regioni 

Lewin fa uso "costrutti topologici" (la topologia si interessa in modo non metrico a relazioni di tipo spaziale) per descrivre conn linguaggio universale situazioni dinamiche concrete, quali le caratteristiche dell'ambiente psicologico e delle strutture della persona : 

- costrutto "regione" (uno spazi racchiuso da un confine detto "barriera"): indica situazioni di tipo psicologico (es "stare a leggere" o "stare al cinema"). 

- per passare da una regione ad un'altra bisogna effettuare uno spostamento psicologico (locomozione) da un luogo a un altro superando varie regioni e relative barriere;

- le situazioni, gli oggetti, le regioni possono inoltre godere di valenza positiva o negativa: la spinta, favorevole o contraria, che sentiamo generarsi in situazioni a valenza positiva o negativa, è descritta graficamente mediante un vettore la cui direzione, intensità e punto di applicazione sono indicativi dd tipo di tensione che si sta generando in quel momento. 

 

(*) La strutture della persona

La persona è una sorta di gerarchia di regioni, interdipendenti con l'ambiente, alcune tra loro fortemente connesse e funzionahnente dipendenti, altre meno, altre infine solo debolmente o per niente collegate. Inoltre questa struttura muta nel tempo a seconda dello sviluppo della persona, delle sue condizioni di salute mentale, e perfino dello stato generale psicofisico. 

- la personea è il luogo in cui nascono tensioni e quindi valenze, in grado di mutare l'equihbrio che può essere ristabilito solo mediante saturazione della valenza: tali tensione-valenze possono originare sia dall'esterno (quell'oggetto mi attira per la sua bellezza) sia dall'interni (cerco una seggiola perché, stanco, voglio sedermi). 

- la persona in sé non è luogo indifferenziato, punto unico di applicazione di qualsiasi vettore: esiste una complessa struttura di regioni tra loro più o meno separate ed interagenti a seconda della situazione esterna e delle condiziani interne. 

La mente non è un singolo sistema unitario, ma costituito da un grande numero di gestalten (unità significative): nella mente è necessario stabilire sempre dove si ha a che fare con complessi unitari e dove invece no.

 

(*) Psicologia genetica e differenziale

Una delle differéiize dinamiche tra il bambino e l'adulto è il grado di differenziazione, ovvero di articolazione in regioni e sistemi psichici diversi: il bambino presenta un'articolazione molto meno pronunciata --> egli è un sistema molto più unitario, una "Gestalt" dinamicamente più forte. 

Bambini debole di mente:

- hanno grado di articolazione minore rispetto ad altri coetanei; ( basso numero di regioni)

- la differenza non è solo quantitativa: i suoi sistemi psichici presentano una rigidità più alta, una minore capacità di ristrutturazione dinamica (barriere tra regioni molto più marcate). 

 

(*) Psicologia dei gruppi

E' una logica estensione delle formulazioni riguardanti la persona e l'ambiente. 

Al di fuori di un soggetto, come parte dell'ambiente, sono presente anche "altre persone" in grado di generare un campo attorno a sé: variazioni nel comportamento altrui (del campo generato dagli "altri) possono generare variazioni nel comportamento del soggetto. 

Si può complicare lo schema e pensare al gruppo come una serie di interazioni tra regioni (individui) ognuna in grado di generare vari tipi di campi. 

Si può pensare al caso di gruppi formati in maniera non avventizia o contingente, a relazioni dinamiche piuttosto specifiche; 

A volte il gruppo è tanto forte da divenire esso stesso una regione speciale in cui sono vietati o concessi comportamenti diversi da quelli riscontrabili fuori del gruppo. 

  

7. La psicologia della Gestalt negli Stati Uniti 

Periodo tedesco:1912-1935 

Periodo americano 

(*) Comportamentismo e Gestalt

 In questo periodo la psicologia ufficiale nordamericana vive una piena fase di sviluppo del comportamentismo, completamente agli antipodi: 

Gestalt:

- privilegia l'organizzazione e la globalità dei fenomeni;

- utilizza un metodo di tipo fenomenologico: validità del dato "ingenuo" fornito dalla realtà direttamente

- approfondisce discussioni teoriche

- analizza variabili di ordine superiore, complesse, globali

- si interessa di problemi di teoria della conocenza (filo-filosofici) quali il pensiero e la percezione

 

Comportmentismo:

- bandisce ogni metodo non oggettîvo in senso di misurabile

- rifiuta il ricorso a entità come la "coscienza"

- è incerto sul grado di oggettività da attribuire al resoconto verbale dei soggetti

- analizza variabili estremamente semplici (molecolari) e rifugge da quelle di tipo complesso (molari)

- antiteoricista

- del comportamento studia prevalentemente le modalità di apprendimento.

 

Kohler: "L'esperienza umana, nel suo significato fenomenologico, non può essere affrontata neppure con i nostri metodi più attendibili: e quando abbiamo a che fare con essa, possiamo essere costretti a formare nuovi concetti che a prima vista sembrano un po' vaghi. La maggior parte degli sperimentalisti [americani] perciò rifugge dall'osservare la scena fenomenica o perfino di riferirsi ad essa. Eppure è questa la scena sulla quale, per ciò che riguarda gli attori, si svolge continuamente il dramma della vita umana' di ogni giorno. Se noi non studiamo mai questa scena, ma insistiamo su metodi e concetti sviluppati in indagini "dall'esterno", i nostri risultati sembreranno facilmente estranei a coloro che vivono intensamente dall'"interno" "

 La psicologia americana, fin dagli inizi, ha accettato temi e metodi della teoria della Gestalt solo nell'ambito della psicologia sociale, perchè: 

- il paradigma comportamentista è inefficace nei confronti della psicologia sociale in cui i fenomeni sono complessi non analizzabili in senso sterettamente quantitativo;

- i temi della psicologia sociale sono molto più "concreti" delle teoriche affermazionî generali dei gestaltisti; 

 

(*) Cognitivismo e Gestalt

A partire più o meno dagli inizi degli anni '60, la riscoperta dei temi gestaltisti si è fatta più consistente soprattutto con l'affacciarsi alla ribalta di una nuova corrente: il cognitivismo. La psicologia cognitivista nasce infatti con lo scopo di spiegare proprio quegli aspetti organizzati, costruttivi, globali dei fenomeni psichici che sfuggivano al metodo rigidamente analitico-riduttivo del comportamentismo. In questo quadro appare naturale un riavvicinamento o almeno una rivisitazione dei temi e dei metodi gestaltisti. 

 

PAROLE-CHIAVE

  • Antielementismo --> Globalismo

  • anti-introspezionismo

  • Antiempirismo 

  • Organizzazione dei fenomeni 

  • gestalten=unità significanti

  • totalità unitarie