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L'analisi dei sogni, la teoria
dinamica della formazione del sogno e il metodo delle associazioni
libere, vanno considerati i capisaldi della tecnica interpretativa
psicoanalitica. Essi si saldano alla teoria della sessualità
infantile la quale, congiuntamente alla
scoperta della dinamica della translazione e della sua
funzione nel trattamento psicoanalitico, forma alcuni dei temi
centrali della dottrina freudiana.
Il complesso edipico e la sua
incidenza nella vita infantile e adulta, la teoria delle pulsioni
libidiche e distruttive, le due successive concettualizzazioni dello
psichismo (Conscio - Preconscio - Inconscio/Es - Io - Super-io), il
tema del narcisismo, il confronto tra principio del piacere e
principio della realtà, l'estensione dell'indagine psicoanalitica
alla creazione artistica, alla religione, alle scienze sociali,
ecc., sono altrettanti momenti significativi del pensiero
freudiano..
Il campo dell'osservazione
psicoanalitica abbraccia tutti gli accadimenti della vita psichica e
del comportamento, in una concezione unitaria che, nel contempo,
tende a colmare la distanza - sostenuta dal pensiero psichiatrico
tradizionale - tra mondo psichico normale e patologico.
Tutto ciò che era stato
considerato casuale e insignificante negli atti psichici degli
uomini, diviene per la psicoanalisi oggetto di attento studio: la
dimenticanza temporanea, i lapsus verbali di lettura e di scrittura,
la perdita di oggetti, alcuni tipi di errori, atti di autolesione
apparentemente accidentali, e infine movimenti che si eseguono
d'abitudine, senza intenzione e come giocando, melodie che si
canticchiano "soprappensiero" e altro ancora)
--> esse sono tutte espressione di
intenzioni rimosse della persona e come conseguenza dell'interferire
di due intenzioni, una delle quali precedentemente e permanentemente
inconscia.
Ogni atto, manifestazione, siano
essi "normali" o "patologici", sono il risultato del confluire di
più fattori che, unificandosi, danno luogo al fenomeno insorgente -->
la psicoanalisi pertanto non fa ricorso ad una teoria strettamente
deterministica, bensì rivendica, nel maniestarsi di un fenomeno, il
concorso di più cause e di più fattori che vanno stabiliti
contestualmente, di volta in volta
I processi che sottendono
l'insorgere dei fenomeni sono dotati di senso, si esprimono, per
così dire, come un linguaggio che va decifrato --> l'inconscio
freudiano è una dimensione dotata di una sottile logica e di senso.
1. Definizione e campo della
psicoanalisi
Il termine "psicoanalisi"
- compare nel 1896 in uno scritto di
S. Freud -"L'ereditarietà e l'etiologia della nevrosi"
- sinonimi impiegati precedentemente
dallo stesso Freud: "analisi psichica", "analisi ipnotica",
"analisi" -
Nel tentativo di costruire un modello
teorico-esplicativo unitario, la psicoanalisi freudiana:
- andò progressivamente saldando i
fenomeni psicopatologici con quelli normali,
- estese il proprio interesse a
diversi campi del sapere umano, quali la creazione artistica, la
linguistica, l'antropologia, ecc.
La psicoanalisi può essere intesa
come:
a) un metodo di indagine sulla
funzionalità dei processi psichici, basandosi sull'assunsto
l'accadere psichico è soggetto prevalentemene alle leggi
dell'inconscio, non altrimenti affrontabile;
b) una tecnica terapeutica,
basandosi sul presupposto che il soggetto instaura difese e
resistenze nei confronti dei propri desideri, pensieri e tendenze
inconsci che sono alla base dei suoi disturbi;
c) un'impostazîone teorica, in cui
confluiscono i risultati delle osservazioni compiute in sede
psicoterapeutica e quelli derivati dall'impiego del metodo
psicoanalîtico in altri campi (arte, religione, antropologia,
linguistica, ecc.).
Il momento teorico non è disgiunto da
quello tecnico-indagativo.
(*) L'inconscio
L'inconscio - che regola l'accadere
psichico - non va considerato come una cieca forza biologica e
istintuale, bensì come
un mondo dotato di senso, che si
manifesta secondo una determinata logica e che traspare,
all'osservazione diretta e alla percezione cosciente, mediante un
insieme di fenomeni che si esprimono in codice e che richiedono
quindi una chiave interpretativa.
Gli aspetti dell'inconscio e le sue
modalità espressive vengono inferiti da ciò che è direttamente
osservabile: nella verbalizzazione , negli atti, nelle
manifestazioni mimiche, ecc.
Riveste importanza anche nella vita
adulta il mondo fantasmatico, rappresentativo e simbolico che si
anima sin dalla primissima infanzia.
La rimozione - meccanismo difensivo
inconscio che allontana dalla coscienza o rende inaccessibili alla
stessa pensieri, fantasie, desideri ritenuti spiacevoli e pericolosi
- si ricollega alla teoria della sessualità infantile e il modo in
cui le prime relazioni oggettuali si innestano sui bisogni, le
richieste e i desideri dell'individuo, a partire dalla situazione
neonatale.
<<Ciò che interessa è un quadro
attendîbile e completo in tutti i suoi elementi essenziali degli
anni dimenticati nella vita del paziente>>.
<<L'analista nulla ha vissuto e nulla
ha rimosso di ciò che è oggetto del nostro interesse e allora, qual
è il suo compito? L'analista deve scoprire o per essere più esatti
costruire il materiale dimenticato dalle tracce che quest'ultimo ha
lasciato dietro di sé >>
--> il terapeuta nulla può dare di
suo: deve solo aiutare il soggetto che deve riappropriarsi delle
parti dimenticate e che pur tuttavia sono attivi e agiscono in lui.
--> paradosso: il paziente è l'unico
depositario di una conoscenza che non sapeva di possedere.
Il lavoro di ricostruzione
dell'analista concorda con quello dell'archeologo: come l'archeologo
ricostruisce i muri dell'edificio dai ruderi che si sono conservati,
determina il numero e la posizione delle colonne dalla cavità del
terreno e ristabilisce le decorazioni e i dipinti murali di un
tempio dai resti trovati tra le rovine, così procede l'analista
quando trae le sue conclusioni dai frammenti di ricordi, dalle
associazioni e dalle altre manifestazioni dell'analizzato.
--> l'analista vuoi fare emergere
la storia passata dell'oggetto psichico, così come l'archeologo vuol
fare emergere la storia passata di dell'oggetto d'arte.
La ricostruzione analitica può
realizzarsi solo attraverso l'analisi della situazione transferale.
Transfert o translazione: consiste
nel ripetersi e nel riattivarsi di antiche situazioni affettive ed
emotive infantili, cariche di significati e di valori per il
soggetto, che trovano nella relazione analitica il terreno ideale
per esprimersi --> il paziente tende a trasferire sull'analista
tutti quegli stati affetti - positivi e negativi - che ha vissuto
nella propria infanzia e che ancora sono attivi nella vita adulta
condizionando anche in gran parte il comportamento del soggetto
nelle relazioni che egli intrattiene nella sua vita quotidiana con
gli altri.
Nell'analisi della situazione
transferale si può altresì procedere alla liquidazione di quei
sintomi (idee Fisse, ansie, fobie per determinati oggetti o
situazioni, ecc,) che avevano la funzione di rappresentare,
sostituire altri elementi non accettabili dalla coscienza e quindi
rimossi.
Ciò che è accaduto sotto rimozione e
ciò che viene significato dall'inconscio non è, di norma,
aggredibile in modo diretto: le resistenze che il soggetto
inconsciamente attiva sono indici di meccanismi di difesa di natura
diversa.
E sono allora - come dice Freud - i
frammenti di ricordi, le idee che emergono nd soggetto senza un
legame apparentemente logico, i sogni, determinate azioni
involontarie ma inconsciamente intenzionali, che costituiscono
altrettante vie da esplorare e che fanno trapelare i significati e i
conflitti ad essi sottesi.
L'apparato psichico è caratterizzato
da una dinamica che pone in contraddizione affetti, pensieri e
tendenze, sicchè la nostra psiche non va intesa come una realtà
unitaria, bensì come un insieme di processi diversi e molto
complessi.
A differenza dei resti archeologici,
in analisi tutto l'essenziale si è preservato, persino ciò che
sembra completamente dimenticato è ancora presente in qualche modo o
in qualche parte, solo che è sepolto, reso indisponibile
all'individuo.
--> esiste una indistruttibilità di
ciò che appartiene alla sfera inconscia, soprattutto se ceri
elementi non hanno mai avuto la possibilità di entrare nella sfera
della coscienza e di venire così modificati, attenuati o liquidati.
C'è la presenza attiva degli stessi elementi in questione che
possono infiltrarsi nel mondo deùa coscienza senza che questa - per
così dire - se ne accorga, influenzandola ndle più svariate maniere.
Ciò che appartiene al passato è
presente nascostamente; ciò che appartiene ad uno strato inferiore
(un elemento associato ad un periodo della prima infanzia) può
servirsi di elementi più recenti, collegati alla nostra esperienza
psichica successiva, per riformulare le proprie richieste.
--> bisogna determinare l'epoca a
cui risalgono determinati ricordi.
Si può concettualizzare la realtà
psichica in una duplice prospettiva:
- in senso diacronico: tenendo
presente l'evolversi della realtà psichica stessa del soggetto nel
tempo, con i suoi richiami al mondo dell'infanzia ancora presente
nei pensieri e negli affetti dell'adulto;
- in senso sincronico: la realtà
psichica si manifesta tenendo compresenti i vari strati su cui è
costruita, ogni processo si modifica comporta una generale
modificazione del campo dello psichismo e del senso presente in
esso.
La psicoanalisi si presenta come una
psicologia del profondo e si contrappone ad ogni altro tipo di
psicologia che tenda a mantenere l'equivalenza psiche-coscienza.
L'accento è posto sulla dialettica,
sullo scontro-incontro, che regola il rapporto tra inconscio e
coscienza, non eliminando quindi quest'ultima dalla propria
osservazione, ma interpretandola nel rapporto che essa
difensivamente intrattiene con la sfera inconscia.
L'inconscio è un campo di
significazione che, pur ponendosi come rappresentante del mondo
dell'istintualità, evidenzia una propria natura simbolica e va
affrontato mediante un modello teorico autonomo rispetto alle
scienze naturali.
2. Le origini e il senso della
psicoanalisi
Oggetto: clima scientifico e
culturale in cui è nata la psicoanalisi.
Freud si iscrive alla facoltà di
medicina di Vienna nel
Il clima scientifico di quél tempo:
- evoluzionismo darwiniano;
- Claus, zoologo-analisi comparata:
continuità esistente tra le varie specie animali, continuità
governata dai processi di selezione naturale;
- Brucke, fisiologo: segue la Scuola
fisica di Berlino.
(*) Scuola fisica di Berlino
Sostenitori: Brucke, Helmholtz, Du
Bois-Reymond e Ludwig, tutti fisici e fisiologi;
- Si contrappone alla concezione che
alla base dei fenomeni vitali (biologîci) agisse una forza vitale
non meglio identificata ma solamente ipotizzata, la quale presiedeva
sia alla genesi che allo sviluppo degli organismi.
- vuole abolire ogni residuo di
pensiero non scientifico --> si richiama a una disciplina che
garantisse un rigore scientifico:la fisica --> la fisiologia-fisica
giunse a comprendere il comportamento umano nell'ambito dei fenomeni
fisici.
- l'uomo è come una macchina,
governato da forze fisiche che si contrappongono si uniscono e si
bilanciano. L'unica differenza è che l'essere vivente è dotato di
assimilazione
--> impostazione razionalistica,
basata sulla ricerca empirica e sulla osservazione sistematica e
sfociante a volte in posizioni radicali di tipo naturalistico e
meccanicistico.
Freud percorse il suo itinerario
universitario facendo riferimento a questo tipo di impostazioni-->
gli si prospettava un futuro di fisiologo e di néurologo, ma le cose
non saranno così --> presto rinunciara all'impostazione
meccanicistica e naturalistica dei suoi maestri.
Freud segue lezioni dello psichiatra
T. Meynert, che cerca di comporre le concezioni della Scuola di
Berlino con la posizione del filosofo Herbart
Herbart:
- preminenza della psicologia sulla
fisiologia
- uso della quantificazione e della
misurazione degli eventi psichici
- concetto di idee inconsce: la
nostra vita psichica è costituita in minima parte da idee coscienti;
al di sotto della soglia deva coscienza rimangono attive
innumerevoli altre idee, pronte a pre-ipitarsi nella sfera della
coscienza, ogniqualvolta particolari circostanze facilitino questo
processo.
Freud segue anche lezioni di Brentano,
che con le sue posizioni fenomenologiche si oppeneva alla scuola di
Berlino.
--> In Freud, seguace del
materialismo meccanicistico di Brucke, covavano spinte non ortodosse
che esperienze personali, ma soprattutto eventi di più vasta
portata, dovevano successivamente fare esplodere.
Es: lo studio dell'isteria - in
cui si manifestavano disturbi anche a livello organico senza che
fosse rintracciabile alcuna alterazione a livello dei tessuti e
degli organi corporei - cominciò a indirizzare l'attenzione di Freud
verso la possibilità di formulare un modello di spiegazione diverso
da quello dei suoi maestri e della tradizione berlinese e viennese.
A fine '800 siamo in piena crisi
delle scienze naturali. Ora, ogni crisi del pensiero razionale e
scientifico genera spinte e fughe di tipo irrazionalistico
--> Freud individuò la possibilità
di rifiutare la soluzione spiritua1istica e nel contempo di superare
la crisi della ragione, mettendo in luce la connessione dialettica
esistente tra ciò che apparentemente non è logico (il mondo della
significazione inconscia) e il mondo della coscienza e della
ragione.
--> si imponeva solo una nuova
strategia, sia d'ordine epistemologico (assunti di base diversi) -
sia di ordine metodologico --> Freud traspose il rigore scientifico
della sua formazione nello studio dei fenomeni psichici inconsci.
3. L'opera di Freud e il suo sviluppo
Il primato della fisiologia sulla
psicologia veniva confermato da parte di tutti i ricercatori
dell'Università di Vienna.
Freud osservò che nell'isterici alla
base di determinate alterazioni funzionali non era riscontrabile
un'alterazione organica --> ipotesi di un'origine ideogena (=mentale
e non somatica) dell'isteria --> nella cura della malattia mentale
viene abbandonata la posizione fisiologica a favore di un punto di
vista prettamente psichico,
La convinzione che c'è dietro è che:
la vita psichica non è
semplicemente riducibile a una serie di energie biofisiologiche che
la regolano, combinandosi e contrastandosi tra loro, ma nasconde una
maggiore complessità ordinantesi sulla dimensione affettivo-ideativa
che si manifesta in modo simbolico.
*Charcot
Questa convinzione veniva corroborata
dalle teorie che Freud apprese da Charcot che a Parigi conduceva
ricerche nel campo dell'ipnosi applicata anche alla cura
dell'isteria.
Charcot riteneva che l'isteria avesse
una base psichica (ideogena) e che si originasse in rapporto a
determinati traumi psichici che si tradurrebbero successivamente in
manifestazioni sintomatiche a livello organico,
L'ipnosi permetteva di far scomparire
i sintomi isterici, così come consentiva di farli ricomparire una
volta assenti.
Freud intraprese quindi l'uso
dell'ipnosi ma ben presto si rese conto che esso incideva
semplicemente sul sintomo, senza interessare le probabili cause del
sintomo stesso
*Breuer
Freud insieme a J. Breuer (Studi
sull'isteria-1895) adattò una variante del metodo ipnotico, il
metodo CATARTICO: assieme all'ipnosi si invitava il paziente a
ricordare quelle particolari esperienze dolorose che venivano
ipotizzate come la causa dei sintomi nevrotici. Il soggetto riusciva
a far riemergere particolari ricordi penosi e, verbalizzandoli,
riusciva a rivivere determinate esperienze passate con una forte
partecipazione emotiva.
Si concluse che:
a) i sintomi isterici sono i
sostituti di processi psichici normali: il sintomo isterico si
origina allorché, di fronte a una determinata situazione traumatica,
non si verifica (per ragioni soggettive ed oggettive) una reazione
affettiva ed emotiva adeguata e quindi gli effetti psichici di tale
trauma, non venendo liquidati al momento opportuno, rimangono
incapsulati all'interno dell'apparato psichico --> il sintomo
isterico quindi è il sostituto di una reazione psichica normale non
verificatasi e nel contempo, una reminiscenza del motivo che l'ha
originata.
b) emerge un senso sconosciuto, un
collegamento simbolico e dinamico fra i sintomi e i ricordi
traumatici rimossi i quali, riattivandosi nella coscienza,
consentono la scomparsa o l'attenuazione dei sintomi stessi.
Punti deboli del metodo catartico: i
sintomi scomparivano per un certo periodo, per fare poi la loro
ricomparsa una volta che la cura veniva sospesa; e sî verificava
una forte dipendenza da parte dei paziénti nei confronti della
figura del terapeuta.
Disaccordo tra Freud e Breur:
- Breuer: gli elementi psichici alla
base dei sintomi sono patogeni in quanto originati in una situazione
("stato ipnoide") in cui cadrebbe spontaneamente il soggetto e
riducibile ad una predisposizione organica.
Rifiuto della teoria del trauma
infantile di natura sessuale, e della teoria libido,
concettualizzata da Freud come una energia psichica che presiede sia
alle vicende autoerotiche sia ad ogni tipo di relazione oggettuale
che il soggetto imposta e intrattiene, a partire dal suo iniziale
rapporto con la figura materna e i suoi sostituti.
- Freud gli elementi psichici
(rappresentazioni) all'origine dei disturbi, sono patogenî in quanto
il loro sîgnificato e i loro contenuti si contrapponevano alle
tendenze dominanti della vita psichica, alla coscienza, sì da
indurre una difesa da parte del soggetto --> non più una spiegazione
di tipo organico, bensì un riferimento ad una dinamica e a
significati dello psichismo.
Lo studio dei fenomeni nevrotici
aveva condotto Freud sulla soglia di una nuova soluzione relativa
alla spiegazione dei processi psichici:
- esiste un mondo psichico
sconosciuto alla dimensione cosciente;
- esso non solo si manifesta in
maniera evidente nei sintomi della nevrosi, ma è in-dividuabile
nella condotta psichica normale attraverso l'analisi dei sogni, dei
lapsus e del motto di spirito.
- questi fenomeni normali sono
universali e risultano l'effetto - come il sintomo della condotta
patologica - di un compromesso tra tendenze perturbanti, non'accettabili
dalla coscienza del soggetto, e le forze rimoventi dell'Io, che ne
vuole negare l'esistenza.
* Il sogno e le associazioni libere
L'analisi dei sogni, con il metodo
delle cosiddette associazioni libere, diventò il cardine
dell'interpretazione psicoanalitica.
Il sogno è l'appagamento
allucinatorio di un desiderio infantile rimosso.
La forza motrice del sogno è un
desiderio inconscio, rimosso durante la veglia. Tale desiderio
entrando in contatto con i resti diurni pone le condizioni per il
suo appagamento
I pensieri onirici latenti vengono
trasformati in una diversa modalità espiessiva, il sogno per
l'appunto, dal lavoro onirico che manipola i pensieri rimossi e i
significati ad essi connessi. A questo processo di trasformazione
concorre anche un'istanza critica - la censura - che, in forma
attenuata, continua l'opera di arginamento delle aspirazioni
inconsce, opera svolta, allo stato di veglia, dalla rimozione.
L'analisi dei sogni, unitamente a
tutti quei pensieri, anche apparentemente sconnessi, che si
affacciano alla mente del soggetto, consente al soggetto di
riappropriarsi dei significati delle tendenze desideranti che gli
appartengono.
La rinuncia a ogni atteggiamento
critico da parte del soggetto costituisce la base del metodo delle
associazioni libere e consente l'individuazione di quelle lunghe e
complesse serie di nessi la cui graduale scoperta è indispensabile
alla comprensione della vita psichica.
4. Il messaggio psicoanalitico
Oggetto: messaggio scientifico e
culturale della psicoanalisi.
Veniva così ribaltato il cogito
cartesiano: la ragione, per essere veramente tale, doveva cessare di
negare l'esistenza al proprio interno di un insieme di fenomeni, di
tendenze, di significati che fino allora non avevano avuto diritto
dî cittadinanza.
Se si riconduce peraltro questo
discorso generale al piano riguardante la cura psicoanalitica si
rintraccia una perfetta coincidenza dei due livelli, quello teorico
e quello operativo. Neùo stato ipnotico e in qualsiasi situazione di
suggestione, usati come tecniche terapeutiche, il soggetto diviene
passivo ricettacolo di processi ai quali non partecipa
coscientemente oppure non è nel pieno delle sue facoltà critiche;
d'altro canto in una psicoterapia condotta allo stato di veglia,
dove il terapeuta consiglia, interviene criticamente, esprime
giudizi, ecc., e dove le condizioni generali della situazione non
offrono la possibilità al soggetto di prendere contatto con stati
profondi della propria psiche, necessariamente tende a prevalere
l'aspetto indiscriminatamente critico e difensivo.
Nella situazione analitica invece il
soggetto, da sveglio - e quindi in possesso di tutte le armi
critiche e di controllo - si pone nella condizione di far emergere
(attraverso le associazioni libere, il racconto dei propri sogni, le
sensazioni che prova e che comunica nel momento in cui si svolge la
terapia, ecc.) una serie di elementi di fronte ai quali mette
continuamente in atto i propri meccanismi difensivi e le resistenze
che li accompagnano.
Nella situazione di translazione
affettîva, che è al servizio della resistenza e che consente il
riattivarsi di ciò che è stato rimosso o comunque disturba il
soggetto, l'analizzando partecipa attîvamente ai conflitti che si
scatenano tra l'apparato diferisiyo e i significati che tendono a
emergere nella comunicazione Non si trova cioè né riel discorso del
delirio non codificabile, né nella sfera' della coscienza critica
che tutto vuoi controllare è negare; è in . una zona, per così dire,
intermedia, dove, conscio e inconscio si, adontano per dirimere
ciascuna i propri diritti.
La psicoanalisi, lo si è detto già, è
una psicologia del profondo ma, occorre aggiungere, nella misura in
cui serve a far sì che l'Io del soggetto si riappropri, almeno in
parte, di ciò che è stato rimosso e che gli appartiene, e comprenda
(nel senso di "prendere con sé", cìi "accogliere") ciò che lo
determina inconsapevolmente.
La parte critica del conscio, che a
sua volta si avvale di difese inconsce, deve dar luogo
all'assunzione dell'esistenza di parti in cui essa non si riconosce.
Alla luce di queste considerazioni, la psicoanalisi, cioè la
psicologia dell'inconscio, è tale nel momento in cui fa
partecipativo del suo discorso anche l'.aspetto cosciente.
A uno psicoanalista che osservava
come <l'inconscio non ha uno sbocco per le sue tensioni e i suoi
desideri, sia che ci si ricordi dei sogni, oppure no" - Freud
rispose: "È la mente cosciente ad avere queste tensioni".
Si è iniziato ricordando un passo di
Freud tratto da Costruzioni nell'analisi; come si è visto, in questo
scritto compariva il termine di costruzione e, più precisamente, di
ricostruzione. Secondo tale concetto, utilizzando il materiale
fornito dal soggetto - materiale che si esprime sia in forma logica,
sia in modalità non immediatamente chiare alla comprensione (per cui
occorre attendere il delinearsi di un senso che colleghi i vari
momenti della comunicazione, di per sé incomprensibili) - l'analista
procede appunto a una ricostruzione di quanto è venuto emergendo e
ripropone al soggetto stesso il messaggio che gli è stato
indirizzato e che l'analizzando, nel momento in cui l'ha espresso in
analisi, ha proposto a se stesso.
Col termine "ricostruzione" Freud
indicava quindi un lavoro di ricomposizione in cui il linguaggio
dell'inconscio, apparentemente sconnesso, si fa significativo e, nel
contempo, con questo concetto si sostituiva quello di
interpretazione usato sino ad allora. L'opportunità di questa
modificazione concettuale e terminologica poggiava fondamentalmente
sulla considerazione che nel lavoro interpretativo si può verificare
maggiormente il pericolo che l'interprete possa confondere i propri
problemi con quelli dell'analizzando. È noto infatti il meccanismo
incenscio della proiezione - messo in luce dalla dottrina
psicoanalitica - secondo il quale si tende ad espellere fuori di noi
e ad attribuire agli altri una serie di tendenze, di affetti, di
pensieri e di fantasie che ci appartengono: è in questo senso che
l'inter-pretazione - laddove l'analista non riesca a porsi al
servizîo del processo che si snoda nella relazione terapeutica
calandosi, per così dire, in essa - può diventare la sede appunto di
proiezioni nei confronti del soggetto.
C'è inoltre un altro aspetto messo in
luce in modo chiaro da C.L. Musatti:
Le prime interpretazioni effettuate
da Freud presentavano veramente un carattere di ricostruzioni
razionali. Ma a mano a mano che l'attività interpretativa veniva
sviluppandosi, il pensiero latente - ad esempio dei sogni -
risultava sempre meno conforme nella sua struttura a quello del
comune pensiero cosciente, e rivelava invece una propria struttura
di tipo diverso.
In questo senso l'ipotesi della
razionalità, nel senso comune, del pensiero latente e quindi
inconscio, doveva essere abbandonata per riconoscere ai processi
inconsci una modalità espressiva affatto diversa. Questo portò
gradualmente Freud, e successivamente il pensiero psicoanalitico,
alla constatazione che anche il passato storico del soggetto non
sempre mantiene una importanza decisiva per comprendere ciò che sta
verificandosi nel soggetto stesso. All'inizio ddla sua attività
psicoanalitica, Freud aveva ipotizzato, alla base ddle nevrosi, la
presenza di un trauma infantile specifico, connesso in particolare
con un'aggressione sessuale subita da parte degli adulti e in
particolare dai genitori. Questa ipotesi (teoria del trauma
specifico) si dimostrò ben presto decisamente erronea: nella maggior
parte dei casi, i pazienti portavano delle fantasie, fornendo loro
il carattere di un ricordo, che non corrispondevano ad alcuna realtà
se non a quella costituita da desideri e da vissuti infantili
inconsci. La teoria del trauma specifico, inoltre, sembrava più
rispondere ad un bisogno iniziale di Freud - legato per certi
aspetti alla mentalità positivistica del tempo - di individuare un
elemento nascosto la cui scoperta non solo avrebbe tutto,spiegato ma
avrebbe condotto all'eliminazione del quadro sintomatico.
La psicoanalisi quindi, per trovare
il rapporto tra logica dell'inconicio e logica del pensiero
cosciente, deve stabilire i collegamenti tra 'questi due piani
strettamente intrecciati e l'analista deve mantenere, nel rapporto
con l'analizzando, un'impostazione che gli consenta, da un lato.-di.
partecipare. al mondo fantasmatico e delirante dell'inconscîo e,
dall'altro, di decodificarlo contînua-mente, secondo le regole della
comunicazione cosciente.
L'analista per effettuare il proprio
lavoro deve anzitutto familiarizzarsi con la logica dei processi
primari [inconsci], cogliendo tale logica ndla propria personale
attività inconscia. Deve cioè ascoltare il proprio inconscio e
cercare di reagire con esso ai messaggi che gli vengono trasmessi
dal paziente abbandonando quell'esigenza di razionalità a cui, nelle
comunicazioni interpersonali dei normali rapporti sociali, siamo
costretti ad obbedire. 0 per dire meglio, mentre l'analista, nei
suoi stessi rapporti col paziente, da un lato procede sul piano di
comunicazione di tipo razionale, dall'altro intrattiene con lui un
colloquio che si svolge invece fuori degli schemi della ragione
[...]. Si giunge così ad una conclusione strana:
il colloquio tra paziente ed
analista, quando è effettivamente attuata la situazione analitica, è
un colloquio delirante: un colloquio cioè che si mantiene fuori
degli schemi della logica ordinaria.
Si può aggiungere che è proprio
questa possibilità, di penetrare e di compartecipare all'apparente
stranezza di ciò che emerge nel comportamento e nella
verbalizzazione del soggetto, che consente poi di procedere ad una
decodificazione, a un livello diverso, dei vari significati in
gioco. Ma questo tipo di razionalità non è più quella costruita
sulla negazione rivolta alla presenza di significati inconsci, ma
acquista un valore diverso, in quanto - per così dire - consente una
lettura e una comprensione della compresenza di due piani diversi e
interconnessi. Questo ci dice che, se è vero che la psicoanalisi può
essere uno strumento estremamente utile per meglio comprendere anche
fenomeni di tipo sociale, artistico, antropologico, ecc. -
consentendo di individuare, ad esempio, sul piano negativo,
l'origine della distruttività e dell'ostilità e, su un piano più
generale, il senso dei legami affettivi, dei rapporti
intersoggettivi e della produttività umana - è pur vero che la
psicoanalisi stessa richiede contemporaneamente un continuo
esercizio nel disciplinare l'attività dell'interprete sui 'due piani
sopra accennati, senza che questi si abbandoni all'uno o all'altro
(al delirio pieno o alla razionalizzazione difensiva e occultante):
Rimane da osservare che il passaggio
dall'interpretazione alla ricostruzione, non elimina l'aspetto
interpretativo, il quale rimane comunque uno dei fattori più
significativi dell'indagine psicoanalitica, sia presentandosi come
uno dei particolari momenti intuitivi, che aprono improvvisi
orizzonti di comprensione in situazioni molto complesse, sia
conservando il valore di ipotesi di lavoro, in attesa di ulteriori
verifiche. Intesa in queste due accezioni, l'interpretazione è
recuperata all'interno del più vasto e articolato lavoro
ricostruttivo, che vede impegnati, sul piano terapeutico, l'analista
e l'analizzando o, su un piano più generale, l'indagine
psicoanalitica e il campo dei fenomeni studiati.
È in tale prospettiva che il concetto
di ricostruzione nasconde l'ambizione di una obbiettività che, lungi
dall'essere raggiunta e realizzata, va intesa come meta da
perseguire e quindi come una sorta di ideale della ragione.
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