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La Psicologia fino all'800

 
 

A metà dell''800 si posero tutte le condizioni necessarie perché potesse nascere una vera psicologia come scienza autonoma.

Il frutto di questa processo fu colto da Wundt, che inaugurando nel 1879 il suo laboratorio di Lipsia compiva il passo ufficiale attraverso cui la nuova disciplina si costituiva formalmente, e otteneva i requisiti per essere riconosciuta come tale dall'intera comunità scientifica.

Il processo era stato lungo, ed era iniziato oltre due millenni prima. Vediamo di riepilogarne le principali tappe:

 1. Nel nel pensiero greco esistevano già le premesse perché potesse nascere uno studio scientifico dei processi psichici, premesse date da una considerazione dei rapporti esistenti tra aspetti biologici, psichici e sociali nella determinazione del comportamento, e dal riconoscimento della piena appartenenza dell'uomo, come animale, al mondo della natura. 

2.È il pensiero medioevale cristiano che nega entrambi questi aspetti del problema.

Perché possa nascere, quindi, una scienza dell'uomo prima, e poi una psicologia scientifica, occorrerà un lungo processo che ripristini le condizioni concettuali già presenti in certa misura nel pensiero greco (e ciò avverrà con un certo ritardo anche rispetto alla rivoluzione scientifica del'600 , che se fornirà agli scienziati della natura gli strumenti concettuali per affrontare un'analisi dei loro oggetti di studio in termini moderni, troverà ancora una concezione dell'uomo non sufficientemente avanzata per consentire di utilizzare tali strumenti sull'uomo stesso).

 Le principali tappe di questo processo possono essere così riassunte

 3. Cartesio distinguendo tra res cogitans e res extensa, consente di poter studiare il corpo in prospettiva meccanicistica (corpo-macchina). Ciò apre la strada a:

--> al materialismo volgare (La Mettrie)

--> un reinserimento (Buffon), dell'uomo nella scala zoologica.

 4. Il problema dell'anima, si risolve prima con Locke (Inghilterra) e quindi con Condillac (Francia), che consentono di superare ogni ostacolo metafisico spostando lo studio sui processi e funzioni dell'anima, senza preoccuparsi della sua essenza.

 5. Gli ideologi fanno la sintesi di tutti questi apporti,  mostrando (Cabanis) come sia possibile uno studio scientifico ddl'uomo, sul piano sia biologico che mentale.

Il mutato clima politico all'inizio del XIX secolo non consente che il programma degli idéologues possa essere portato a compimento.

 6. Con Herbart e poi Fechner si mostra la possibilità di uno studio matematico e una misurazione dei processi mentali.

 7. Altre scienze accumulano contributi fondamentali che verranno a costituire i fondamenti della psicologia scientifica:

- i tempi di reazione, che, a partire dagli studi sulle equazioni personali degli astronomi, con il metodo sottrattivo di Donders forniscono il primo corrispettivo fisico di un processo puramente mentale.

- i riflessi

- la egge di Beli e Magendie che mostra la fondamentale dicotomia nel sistema nervoso tra componenti sensitive e motorie,

- il principio dell'energia nervosa specifica, che fornisce una fondazione scientifica allo studio psicologico della percezione.

- l'evoluzionismo, che introduce il concetto di adattamento, e consente di allargare lo studio della nuova scienza che si sta costituendo alle differenze individuali e al campo evolutivo e animale.

 

LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA

 Il cammino per giungere ad affermare la possibilità di studiare con un metodo scientificamente corretto le idee, le percezioni, i sentimenti, le emozioni, e così via, non è stato né breve né lineare.

 Quando Wundt fondò una nuova scienza, la psicologia, in essa erano confluiti apporti  da molte vie: la filosofia e discipline scientifiche già costituitesi in piena autonomia, come la fisiologia, l'astronomia e la biologia. 

Il termine "psicologia" (la scienza dell'anima) è nato tra '500 e '600, ma ancora più recente è il significato che a questo termine viene oggi attribuito,

Si disputa se a coniare il termine sia stato Filippo Melantone o Rodolfo Goclenio,

Il termine  ebbe vita stentata sino al '700, quando fu ripresa da Christian Wolff

 Wolff

* Psicologia= una delle quattro parti in cui andava suddivisa la metafisica, le altre tre essendo l'ontologia, la cosmologia e la teologia. 

* Distinsione tra una psicologia empirica = fatti psichici fondati sull'esperienza e da una psicologia razionale=essenza dell'anima e delle sue facoltà. 

 

Nella 2° metà dell'800: il termine "psicologia" è usato per designare una disciplina scientifica autonoma dalla filosofia e svincolata da ipoteche metafisiche, con un'accezione più o meno analoga a quella odierna (Nota: ben prima di quest'epoca vi erano stati alcuni tentativi di fondare una scienza psicologica ad opera degli idéologues francesi tra cui Cabanis)

 L'uso del termine "psicologia" era comunque  raro, preferendo parlare piuttosto di "scienza del morale" o di "scienza dell'uomo", o di "antropologia", alludendo ad uno studio che comprendesse unitariamente gli aspetti fisiologici, psicologici e spesso anche sociali.

 Problema fondamentale: perche' la psicologia si è costituita così tardi come scienza, a oltre due secoli di distanza dalla nascita della scienza moderna.

 Va determinato:

  • perché non fu possibile, fino ad un certo periodo, concepire una scienza dell'uomo soltanto in termini psicologici;

  • cosa rese possibile ad un tratto pensare ad una tale scienza.

 E infine va studiato:

- come e attraverso quali apporti poté costituirsi tale scienza.

 

  Rischi:

La nostra lettura degli eventi passati è condizionata dalla nostra conoscenza degli eventi più recenti: nell'inseguire il filo logico che ha condotto il pensiero umano a impostare il problema della psicologia in termini scientifici si puà essere indotti a deformare la nostra percezione degli eventi passati in funzione di quanto sappiamo degli eventi che a quelli si sono succeduti.

 Non bisogna credere, da impostazione positivistica, che la scienza si sia evoluta aumentando continuamente e linearmente le proprie conoscenze (un tempo si sapeva molto poco di certi problemi, poi man mano, con l'andare del tempo se ne è saputo sempre di più).

In realtà il progresso scientifico si è avuto attraverso delle discontinuità nell'accumulo delle conoscenze, delle "rotture epistemologice": i veri avanzamenti non sono derivati dal sapere di più intorno a certi argomenti, ma dall'interpretare in modo diverso cose già note; una volta che si siano effettuate questi cambiamenti di "paradigmi" si è potuto riprendere ad accumulare sapere in termini quantitativi.

La storia di una disciplina scientifica non è tanto una storia di progressive acquisizioni, quanto una storia discontinua di cambiamenti, a volte drammatici.

 La scienza moderna nasce anche quando si esce dal "mondo del pressappoco" e si entra nell'"universo della precisione", precisione che va inoltre comunicata  per garantire la ripetibilità di un'esperienza, prima caratteristica di un sapere effettivamente valido scientificamente.

Nonostante cio',il cambiamento dei paradigmi fa sì che le situazioni in cui la ricerca si svolge abbiano delle caratteristiche che in certe fasi storiche sono considerate pertinenti, e non in altre.(es: ai tempi di Wundt era indispensabile che i soggetti degli esperimenti fossero  addestrate, oggi si ritene corretto il ricorso a soggetti "ingenui").  Ciò rende assolutamente non comparabili i risultati ottenuti nei due contesti.

  Il cambiamento di paradigmi, o, nel caso di nascita di una disciplina, l'istituzione di paradigmi, non avviene mai di colpo: è preparata da una serie di avvenimenti e, mentre i paradigmi istituiti si consolidano, accompagnata da altri avvenimenti.

  

I PRESUPPOSTI  

Primo motivo del ritardo: per molti secoli il pensiero umano occidentale ha escluso che l'uomo potesse essere oggetto di indagine scientifica (è questo il prerequisito perché possa esservi una scienza dell'uomo, di cui la psicologia è un caso specifico).

 Nel capire le modalità di tale esclusione ricordiamo che: questa impossibilità affermata di studiare l'uomo è tipica del pensiero cristiano medioevale. Non è però stato sempre così, e in particolare non lo era nel pensiero greco.

  

La psicologia nel pensiero greco

In quasi tutte le antiche civiltà non è assolutamente chiaro il rapporto tra sistema nervoso e attività psichica.

Soventemente:

   Attività psichica <--> cuore

In particolare

- Egizi: psiche-cuore

- Cinesi: spirito vitale-cuore, fegato-collera, polmoni-dolore, reni-paura

- Ebrei:  cuore-pensiero e azione.

 

GRECI

Cuore <-> fonte della vita psichica 

Anche al cervello viene assegnato un certo ruolo.

- Pitagora distingueva tre facoltà psichiche: intelligenza, passione e ragione. Le. prime due, comuni all'uomo e agli animali, la terza specifica dell'uomo, l'unica immortale delle tre. Ora, intelligenza e ragione sono localizzate nel cervello, la passione nel cuore.

 - Alemeone (presocratico): l'unico che colloca le facoltà psichiche nel cervello

 - Empedocle: il principio di guida delle attività psichiche è nel sangue, che irrora tutto il corpo.

 

IPPOCRATE

Ippocrate è medico. Fonda una vera e propria scienza dell'uomo in cui confluiscono osservazioni sociologiche, psicologiche e fisiologiche, in uno sforzo continuo dî sintesi e di sistematizzazione senza precedenti apprezzabile per ventidue secoli.

 Affermazioni stupefacenti:

- il medico deve studiare "i costumi, il regime, il modo di vita, l'età di ognuno; i discorsi, i silenzi, i pensieri, il sonno, l'insonnia, i sogni - come e quando - i gesti involontari - strapparsi i capelli, grattarsi, piangere...".;

- è compito del medico studiare "i costumi e le istituzioni sociali stesse".

  Importanza notevole: la caratteriologia e la neurologia

 A) La dottrina caratterologica.

4 umori     <--> 4 elementi di Empedocle <--> 4 temperamenti

sangue      <--> aria calda e umida      <--> sanguigno

bile nera   <--> terra, fredda e secca   <--> melanconico

bile gialla <--> fuoco, caldo e secco    <--> collerico

il flegma   <--> acqua, freddo e umido   <--> flegmatico

 

Tale caratterologia si è mantenuta sino ad oggi: è stata ripresa da Pavlov, e, recentemente da Eysenck che ha mostrato le equivalenze:

il tipo stabile estroverso <--> sanguigno

il tipo labile e introverso <-->  melanconico

il tipo labile ed estroverso <-->  collerico

il tipo stabile introverso <--> flemmatico.

  

B) Studi neurologici

Studi

- sugli effetti di danni traumatici o malattie al sistema nervoso sul comportamento;ù

- apoplessia, i deliri e le allucinazioni,

- dipendenza di menomazioni delle facoltà intellettive da traumi cranici

-l'epilessia, vista come malattia cerebrale)

 

Affermazioni:

- "il cervello è l'organo più potente del corpo, e  gli organi di senso agiscono in dipendenza della sua capacità di discernimento"

- altrove: "la sede dell'intelligenza è il ventricolo sinistro del cuore".

 Conseguenze:

l'uomo è parte della natura, e può essere studiato con i metodi delle scienze della natura. 

 

Aristotele

Il cervello ha con il cuore il potere supremo di controllo della vita.

Il cervello ha un potere di "raffreddamento" del cuore. quindi, interviene solo indirettamente nelle funzioni mentali, neppure nelle percezioni, che avvengono nel cuore.

 Si spinge oltre Ippocrate: l'uomo oltre a far parte della natura è addirittura considerato un animale.

 Tenta di costruire una psicologia dell'uomo ("Dell'anima" è il primo testo di psicologia che sia mai stato scritto), una psicologia animale e una psicologia infantile.

 Darwin pensò ad Aristotele come il più vicino al suo pensiero.

  Si afferma decisamente la concezione dell'uomo come oggetto di studio naturale.

  

Altri Pensatori

 Teofrasto: un'analisi completa delle teorie percettologiche greche.

 Erasistrato (con Erofilo):

-  sorprendenti descrizioni anatomiche del sistema nervoso, isolarono i nervi, che Erasistroto poté distinguere in sensoriali e motori;  descrissero il cervelletto;

- teoria pneumatica del comportamento (ripresa da Galeno, in contrasto con Aristotele): esiste un pneuma vitale, con sede nel cuore, e un pneuma psichico, con sede nel cervello.

- prima formulazione del concetto di riflesso (ripreso poi da Galeno).

   

 Dal Medioevo al Rinascimento

ROMANI

Il pensiero romano non sviluppò i temi greci.

 Plinio il Vecchio: sede della mente nel cuore, ma la mente attraverso il pneuma, condotto dalle arterie, veniva portata sino al cervello.

 Galeno: aggiunge ai pneuma vitale e psichico di Erasistrato il pneuma fisico: pneuma derivato dai vapori del sangue e regolatore delle funzioni corporee,

(Galeno fu accettata sino al '600, nel '500 Andrea Cisalpino poneva ancora la mente nel cuore).

 MEDIO EVO

La cultura cristiana nega la possibilità di studiare l'uomo --> non c'è spazio per una scienza dell'uomo quindi di una psicologia scientifica.

 L'uomo non viene visto come facente parte della natura: il mondo è concepito secondo una precisa struttura gerarchica, con alla testa Dio, e immediatamente sotto l'uomo.

Sicchè una scienza dell'uomo oltre che impensabile è empia:come sarà possibile parlare di studio dell'anima, se questa discende direttamente da io? Di studio delle forme di vita sociale, se queste sono modellate su un disegno di origine divina?

 Lo studio della natura non è negato ma è puramente descrittivo, senza nessun tentativo di sistematizzazione delle conoscenze.

 La riscoperta di un Aristotele stravolto e sfigurato, di cui è rimasta viva solo la metafisica, adattato ad uso delle dottrine teologiche e politiche imperanti.

 Esiste tutto il mondo dell'alchimia e dei maghi, ma la ricerca è impregnata di spirito magico, di "soprannaturale", e non assomiglia in alcun modo al concetto che oggi abbiama di scienza.

 Sono vietati gli studi anatomici

  

RINASCIMENTO 

Solo verso il '400 e poi con il Rinascimento possono ricostituirsi le condizionî che rendono possibile una scienza dell'uomo. Ma tale processo in questo periodo è  colmo di contraddizioni, procede con grande lentezza e in modo ambiguo, e si concluderà solo nel '700 secolo.

 Nel Rinascimento vi è un improvviso interesse per l'uomo in quanto tale, e come membro della natura, non più visto in un'ottica trascendente. Ma si è ancora lungi dal considerarlo oggetto di studio.

 Alla Natura si tenta di attribuire una sua energia, naturale e non divina di origine (la magia naturale). Il il soprannaturale non esiste: è la natura che ha nel suo seno delle forze prodigiose, forze magiche, certo, ma non soprannaturali.

Nella natura, agiscono delle forze prodigiose, che determinano tutto quanto avviene.

Tra le cose della natura c'è interazione reciproca: nulla si muove nell'universo che non abbia una diretta conseguenza su tutte le altre parti dell'universo. Di qui l'enorme importanza dell'astrologia: i moti degli astri non possono non esercitare la loro influenza sugli eventi del mondo (e sulle nazioni, i sentimenti, i pensieri degli uomini!!).

Pico della Mirandola. "le leggi che regolano queste influenze reciproche sono leggi matematiche".

  

La rivoluzione scientifica e il dualismo cartesiano 

Tra '500 e '600 Galileo, Keplero, Bacone operano una rivoluzione scientifica: portano dalla magia naturale e dall'aristotelismo astratto alla scienza moderna, al legame, cioè, tra teoria ed esperienza empirica.

 Ancora una volta, una scienza dell'uomo non può nascere in forma compiuta, nonostante Cartesio e gli empiristi inglesi ne aprano la strada.

  

LA SCIENZA DELL'UOMO 

I passi che portono alla fine del '700 alla fondazione di una scienza dell'uomo (ma non ancora di della psicologia come intesa) sono:

(I) il Dualismo e la dottrina delle idee innate di Cartesio (i prezzi che si sono dovuti pagare perché l'uomo possa essere finalmente studiato come meccanismo).

(II) il passaggio da un'indagine sull'essenza della mente a un'indagine sui suoi processi, indipendentemente dalla sostanza che la compone;--> empiristi inglesi (Locke e Hume) e poi dagli associazionisti (Hartley, Mill, Bain);

(III) il passaggio da una concezione del corpo da macchina a organismo animale, in modo da poter ricostituire l'unità mente-corpo; --> in Francia con La Mettrie, Condillac e Buffon, e poi soprattutto con gli idéologues (Cabanis).

 Dopo ancora mezzo secolo, grazie agli apporti di altre scienze, si arriverà alla psicologia.

 (I) CARTESIO

Due aspetti importanti:

A) il Dualismo ; B) la dottrina delle idee innate ("razionalismo")

A) Dualismo

Distinzione tra

- res cogitans: spirito pensante, ovvero la mente.

- res extensa - materia che ha un'estensione, ovvero il corpo (inteso come macchina).

 Res cogitans: è lo spirito, privo di estensione. Interagisce con il corpo a livello della ghiandola pineale, o epifisi. (Nota: la ghiandola pineale non è la sede dello spirito ma semplicemente il luogo di interazione). 

Rex extensa: è il corpo. Visione meccanicistica: il corpo e' considerato come un meccanismo perfetto, una macchina idraulica. E'del tutto in grado di funzionare autonomamente.

 Congiuntamente alla dottrina delle idee innate, si arriva a postulare una totale indipendenza tra le due sostanze, corpo e mente: alla mente  non è necessario il corpo (compresi cervello e organi di senso) per esplicare la sua azione, perché in essa sono compresi, innati, i principi che le consentono di funzionare (le idee innate).

 Ne consegue una rottura epistemologicha di notevoli dimensioni:

- i problemi religiosi possono limitarsi alla sola res cogitans

- lo studio del corpo umano può liberarsi delle ipoteche metafisiche --> liceità di studiare l'uomo come meccanismo --> impulso alle ricerche anatomiche e fisiologiche.

 Da qui un secolo, particolarmente con gli idéologues, verrà superato ogni veto residuo a studiare con gli strumenti della scienza l'uomo inteso in senso integrale.

 B) Dottrina delle idee innate.

Le idee sono il contenuto della mente.

Esistono 3 tipi di idee:

1) idee derivanti dai sensi.

 2) idee derivanti dalla memoria o dall'immaginazione.

Costituiscono un legame tra mente e oggetti reali. Non si vede con gli occhi, ma con la mente, e le idee non è detto che si conformino alla realtà. Vi sono così idee costruite direttamente dalla mente, sia che si tratti di idee relative ad oggetti del tutto immaginari, come avviene nel sogno o nel delirio, sia che si tratti della consapevolezza delle emozioni che possiamo provare. 

3) idee innate.

Sorgono direttamente dalla mente - dalla res cogitas - come principi assolutamente basilari (idea di Dio, di sé, gli assiomi matematici, e così via).

Innate, non significa chiare e distinte alla coscienza dell'uomo. Egli le deve piuttosto scoprire in se stesso. Qui l'esperienza sensoriale gioca un ruolo fondamentale: l'osservazione della natura ci consente di scoprire delle proprietà in essa, che in realtà possedevamo già a livello implicito (scoprire delle relazioni matematiche tra gli oggetti che ci circondano). In senso negativo, l'esperienza sensoriale può indurci sempre in errore e mascherare alcune idee innate.

Ambiguità del concetto delle idee innate: spesso appaiono come predisposizioni innate a formare idee sulla base dell'esperienza. 

È comunque sempre la res cogitans a formare idee, anche quando queste sono innescate dall'esperienza sensoriale. E la mente ha in se' tutti i principi che le consentono di funzionare, indipendentemente dal corpo.

Cogito Ergo Sum

- Il mondo in cui viviamo potrebbe essere un mondo di apparenze, costruito da un demone che ci voglia ingannare: è indispensabile dubitare di tutto

- ciononostante,  è però indubbio che vi sono delle idee che per le loro caratteristiche di chiarezza e distinzione sono indubitabili, non in ragione di una necessaria corrispondenza con oggetti del mondo esterno, ma in quanto siamo consapevoli della loro esistenza: se io vedo un cavallo, e lo vedo chiaro e distinto, posso dubitare che esista un cavallo non sia che un'apparenza, non posso però dubitare di vederlo. Analogamento se penso, non posso dubitare di esistere: Cogito Ergo Sum.

  

 

DAGLI EMPIRISTI AGLI ASSOCIAZIONISTI

 EMPIRISTI

- Movimento "empirista" opposto al "razionalismo" di Cartesio

- Locke, Berkeley e Hume.

- "tabula rasa": l'intelletto umano è determinato unicamente dall'esperienza, e non dalle idee innate (almeno se per idee innate si intendono solo i "pensieri" e non "passioni", amor proprio, risentimento, passioni sessuali)

 "Intelletto" è usato per primo da Locke, al posto di "mente" o "anima". --> per la prima volta si fa riferimento ad una facoltà, e non più ad una sostanza --> l'accento si sposta dalle discussioni sull'essenza dell'anima ai prodotti di questa in termini di processi ed effetti. 

Nota: gli empiristi non negavano l'esistenza dell'anima, né negavano la liceità dî un'indagine metafisica sulla sua essenza. Semplicemente, si occupavano di altro, distinguendo tra:

- i prodotti dell'anima, indagabili scientificamente, e

- l'essenza dell'anima, indagabile solo attraverso la metafisica. 

Senza tale distinzione non sarebbe mai potuta nascere una psicologia scientifica, perché ogni discussione sull'anima avrebbe sempre avuto a che fare con il problema della sua essenza, e non sarebbe quindi mai riuscita a liberarsi dalle pastoie della metafisica.

 Ora si aprono due vie di indagine

1) sui processi che si svolgono nell'intelletto in quanto tale (Empiristi)

2) sui rapporti tra mente e corpo (Associazionisti)

  HUME

Gli empiristi con Hume indagarono soprattutto sulla 1)

Hume individuò nelle associazioni i processi fondamentali che regolano l'intelletto: tra le idee si stabiliscono dei "segreti legami", che fan sì che la mente le congiunga più frequentemente. È in questo modo che avviene che quando si parla o si scrive, gli argomenti si susseguono gli uni agli altri, e le connessioni non solo vengono facilmente trovate da chi parla o scrive, ma possono anche essere comprese da chi ascolta o legge.

Aristotele aveva già distinto le associazioni per contiguità, somiglianza e contrasto. Hume distingue tra associazioni per somiglianza, per contiguità e per causazione (es: il ritratto del volto di una persona ci fa pensare per somiglianza alla persona ritratta; la chiesa di St. Denis ci fa pensare per contiguità a Parigi; un figlio ci fa pensare per causazione al padre).

 ASSOCIAZIONISTI

 Tra essi si ricorda Thomas Brown (1820), che introdusse in psicologia il metodo dell'introspezione, e cioè dell'auto-osservazione sistematica da parte di una persona di quanto avviene nella sua stessa mente (metodo usato poi dagli strutturalisti).

 Svilupparono i principi dell'associazione, aggiundo numerose altre leggi a quelle di Hume.

 Gli associazionisti si occuparono più della questione 2) (rapporto mente-corpo). 

HARTLEY

- adotta una posizione dualistica:"l'uomo consiste di due parti, l'anima e il corpo";

- e contemporaneamente si muove nella scia di Locke, per il quale esisteva un'interazione tra corpo e operazioni dell'intelletto.

- influenzato da Newton 

Enuncia un programma scientifico fondato sui "fatti", e non sulle congetture: formato sulla teoria delle "vibraziuncole":

- "vibraziuncole"=le minime vibrazioni che gli oggetti esterni provocano attraverso gli organi di senso nel sistema nervoso.

- alle vibraziuncole corrispondono le associazionî (la base delle operazioni dell'intelletto). Così, ad esempio, un ricordo di un'esperienza passata dovrà suscitare un insieme di vibraziuncole corrispondente a quella causata da tale esperienza nel sistema nervoso, quando fu percepita.

 L'associazionismo si sviluppò nell'Ottocento, influenzando gli iniziatori della psicologia scientifica.

Le leggi dell'associazione lasciavano abbastanza irrisolto il problema del pensiero complesso, nei quali il richiamo dell'evento sensoriale non fosse immediato.

Tentativi di risoluzione:

- James Mill: il principio della "associazione sincrona": un oggetto è per noi costituito da una somma di sensazioni diverse (forma, colore, peso, durezza, e così via). Tali sensazioni diverse vengono da noi associate simultaneamente, e costituiscono così un "percetto", da cui deriva un'"idea" (es: un "fiore" non è altro che un composto di idee semplici quali i petali, le foglie, il gambo, le radici, ecc. Ognuna di queste idee semplici è a sua volta un percetto, costituitosi per associazione sincrona di colore, forma, ecc)

 -John Stuart Mill: teoria della "chimica mentale":la teoria dell'associazione sincrona va bene per le idee semplici, ma con quelle complesse : le idee semplici, nel costituire le idee complesse, si comportano come gli elementi della chimica in un composto: l'idea complessa si comporta come un'unità, e per comprenderla non abbiamo bisogno di dividerla nei suoi componenti; anzi, divisa l'idea complessa nelle sue idee semplici non ci troviamo più di fronte all'idea originaria.

 - Alexander Bain (da molti considerato il vero padre "filosofico" della psicologia scientifica): a) pur accettando una teoria associazionistica analoga a quella della "chimica mentale" ammetteva contemporaneamente l'esistenza anche di fattori innati di organizzazione del comportamento; b) afferma la necessità di dare una base neurofisiologica ad ogni studio del comportamento: la "mente è completamente alla mercé delle condizioni corporee".c) precursore del comportamentismo: il movimento precede la sensazione, e questo a sua volta precede il pensiero; nella soluzione di un problema, l'individuo opera inizialmente con movimenti casuali; alcuni di questi saranno per'ò premiati dalle loro conseguenze, e precisamente quelli che ottengono risultati positivi; essi tenderanno allora a ripetersi, divenendo delle abitudini; usa per primo l'espressione "apprendimento per "trials-and-errors" (tentativi ed errori -connessionismo di Thorndike).

 

GLI IDEOLOGI

 In Francia il percorso per una scienza dell'uomo è differente che nei paesi inglesi. A questi i francesi chiedono di superare l'essenzialismo nelle ricerche sull'anima, ricondurre la "macchina" del corpo all'organico, trovare una corrispondenza - non più tra corpo e anima ma tra "fisico" e "morale" - suscettibile di essere studiata scientificamente.

Semplificando, il percorso francese è  questo:

- Condillac : studia non la natura dell'uomo ma le sue operazioni intellettuali e i suoi processi psicologici, arrivando addirittura a confrontare l'uomo con gli animali. Rimarrà in lui la convinzione dell'esistenza di un'anima inconoscibile;

- Buffon : "storia naturale" dell'uomo: a)l'uomo rientra finalmente nel regno animale (pur occupando una posizione di vertice) e b) maturità di una concezione che consentiva di studiare l'uomo in toto, indipendentemente da pastoie metafisiche sulla sua essenza; c) polemica antimeccanicistica, sebbene il meccanicismo era stato esso stesso un passo necessario per la fondazione di una scienza dell'uomo e per le teorie di Buffon stesse.

 In altri termini, al di là della polemica, il meccanicismo è una premessa indispensabile alla storia naturale dell'uomo di Buffon. E Buffon, come Condillac, è una premessa indispensabile al lavoro di sintesi e di fondazione scientifica degli ideologi.

 

Il riduzionismo meccanicista:

- La Mettrie: "il cervello ha i suoi muscoli per pensare, come le gambe hanno i loro per camminare". In altre parole, la mente non è che una proprietà della materia; ciò che però distingue la materia vivente da quella non vivente, è che la prima è organizzata, e tale organizzazione le fornisce un principio motore interno. Sicché l'anima è la "molla principale di tutta la macchina". Essa non ha principi innati che ne determinano l'azione; non "si governa che per volontà del corpo", ma questo a sua volta non si governa che per volontà dell'anima. Da ciò segue anche un altro principio di estrema rilevanza. Se ciò vale per l'uomo, e l'uomo non è altro che una macchina che trae il suo principio motore dal solo fatto di essere composto cìi materia organizzata, ne segue che tra uomo e animale le uniche differenze non possono che essere quantitative, nel senso che la maggior semplicità dell'animale farà di esso una macchina meno complessa.]

  

GLI IDEOLOGI - CABANIS

Gli ideologi alla fine del XVIII secolo compirono l'ultimo passo per la costituzione di una scienza dell'uomo (non ancora la psicologia come oggi intesa), Con gli ideologi, e solo con loro, si poterono finalmente stabilire tutte le condizioni perché la psicologia potesse nascere come scienza. Gli eventi storici impedirono però che fossero essi a raccogliere direttamente i frutti di quanto avevano seminato. 

Il più importante fu Cabanis:

 - il pensiero sta al cervello come il succo gastrico allo stomaco.

- rifiuta qualsiasi riduzionismo meccanicista: a) come non vi è dipendenza del corpo da un'anima ontologicamente distinta, così non vi è neppure semplice riduzione dell'anima ai meccanismi biologici --> b) l'impossibilità di interpretare gli esseri viventi in puri termini fisici; c) fisico e morale sono profondamente interconnessi, ma poli opposti di un'unica dimensione.

- supremazia del sistema nervoso: esso raggiunge ogni parte del corpo governandola e regolandola (e addirittura rigenerandola, se danneggiata); e  nello stesso tempo, attraverso gli organi di senso, raccoglie le impressioni dal mondo in cui l'individuo si trova ad agire.--> Il sistema nervoso viene a sostituire nelle sue funzioni anima o mente o spirito dei precedenti filosofi, ma è soggetto anch'esso a tutte le leggi che regolano ogni altra parte del corpo, essendo del corpo parte integrante --> il <<morale>> è funzione del sistema nervoso, in primo luogo del cervello, ed è principio regolatore del "fisico"; ma cervello e sistema nervoso, di cui il morale è funzione, fanno a loro volta parte del fisico.

  --> L'unità, anche ontologica, dell'uomo è definitivamente affermata, inoltre  questa concezione rifugge definitivamente dalle speculazioni astratte, e si inquadra in un'attenzione tutta rivolta ai fatti, da studiare con spirito scientifico.

  

KANT, HERBART E FECHNER

Non fu quindi né in Francia né in Inghiherra che nacque la psicologia scientifica, ma in Germania,

 KANT

- superamento kantiano della controversia tra razionalisti ed empiristi, attraverso l'introduzione dei giudizi sintetici a priori.

-  il superamento della distinzione wolffiana tra psicologia razionale (la cui possibilità era da Kant negata) ed empirica,

 Herbart e Fechner: due autori che possono essere considerati i più diretti precursori della psicologia scientifica.

 HERBART

 - E' il primo ad affermare che la psicologia è scienza, e scienza autonoma, non subordinata né alla filosofia né alla fisiologia. 

-Concezione della psicologia è  antitesi con quella che si era andata affermando con l'Illuminismo: a)la psicologia è scienza si, ma scienza metafisica e non sperimentale, perché la scienza sperimentale è necessariamente analitica, mentre la mente per sua natura non può che essere unitaria; b) nega ogni interesse per i nessi tra psicologia e fisiologia.

- La psicologia in quanto scienza metafisica va fondata sulla metafisica, come sull'esperienza e sulla matematica

- Necessità di una fondazione matematica della scienza psicologico --> a)l'oggetto di studio della psicologia passa dal dominio del qualitativo, per entrare in quello del quantitativo; b) si pone l'esigenza di fondare una teoria della misurazione dei fenomeni psichici.

 -Le idee variano per il tempo e l'intensità; l'anima è però unitaria, e se due idee si presentano contemporaneamente, possono o integrarsi in un'unità più complessa, o reciprocamente inibirsi. L'inibizione di un'idea da parte di un'altra più intensa non potrà però mai essere completa: l'idea inibita si indebolirà, sino a poter scomparire dalla coscienza ma non per questo cessare di esistere.

"Soglia della coscienza" = l'intensità minima che un'idea deve possedere perché rimanga a livello di coscienza. Al di sotto della soglia le idee entrano nel livello ddl'inconscio.

 Il concetto di inconscio entra così per la prima volta nel campo della psicologia, con settant'anni circa di anticipo sulla prima formulazione che ne darà Freud (1895): il concetto freudiano di inconscio fu quanto meno ispirato da quello herbartiano. 

Il problema della misurazione dei fenomeni psichici verrà affrontato con maggiore pregnanza da Fechner.

 FECHNER

 Siamo nel periodo in cui in Germania è aperta la  "questione materialistica", che ve de in posizioni contrapposte:

- da un lato a difesa del vitalismo i grandi scienziati accademici, portavoce della scienza ufficiale, come il fisiologo Muller e il chimico Liebig;

- dall'altro alcuni fisiologi, quali Helmholtz e Du Bois-Reymond che sosterranno la necessità di considerare anche gli esseri viventi soggetti alle stesse leggi valide per il resto della natura.

 La posizione di Fechner nella controversia è abbastanza insolita: materialismo radicale, ma smentito dall'affermazîone dell'esistenza dell'anima:

- l'anima, lo spirito, è qualcosa di ben diverso da quello che è per i vitalisti:lo spirito è una proprietà della materia, inerente alla sua organizzazione in atomi;

- spirito e materia non sono altro che due facce della stessa medaglia, due aspetti derivanti da modi di osservazione distinti della stessa realtà, ontologicamente unitaria.

- Ma l'anima, e i suoi prodotti, non sono che effetto di processi che avvengono nella materia che compone il nostro corpo, il nostro sistema nervoso

- abbiamo i modi di rilevare cosa avviene nell'anima (ad esempio con l'auto-osservazione), ma ciò non ci consente di rilevare i processi che avvengono nella materia (cosa avviene nel cervello, ad esempio, a livello fisico, chimico, fisiologico); e di converso, abbiamo i modi di rilevare cosa avviene nella materia, ma il loro uso non ci consente di rilevare cosa avviene nell'anima. Ma quest'ultima, giova ripeterlo ancora una volta, non è altro che una proprietà dell'organizzazione atomica della prima.

- In più: ogni materia (piante, pianeti, materia inorganica) in quanto composta di atomi, è dotata di anima. E tale anima è tanto più complessa, quanto più complessa è la struttura della materia a cui inerisce.

 

La psicofisica

Il ponte che Fechner getta per unire corpo e anima, spirito e materia, è quello della psicofisica (tuttora di interesse). Essa deve permettere di determinare attraverso una precisa relazione matematica la relazione che intercorre tra questi due aspetti di un'unica realtà.

 La relazione psicofisica fondamentale o legge di Weber o Weber-Fechner afferma che la sensazione è proporzionale al logaritmo dello stimolo; in formula: 

S =klogR+ C,

 dove S (Sinneswahrnehmung) è la sensazione, R (Reiz) lo stimolo, k e C sono costanti, la prima delle quali, detta costante di Weber, dipende dalla modalità sensoriale.

 Se ad un soggetto vengono presentati due stimoli di intensità diversa, ma tale per cui la differenza tra i due stimoli sia appena percepibile (mentre una differenza inferiore non sarebbe  percepita), con l'aumentare del valore di intensità degli stimoli aumentz anche la differenza appena percepibile, mentre rimane costante il rapporto tra i due stimol. 

(Fechner riteneva per il pensiero umano la relazione psicofisica fondamentale, di importanza almeno pari alla legge della gravitazione universale formulata da Newton)

 

 

IL CONTRIBUTO DELLE ALTRE SCIENZE

 Alle origini della psicologia oltre la filosofia, importanza determinante hanno avuto anche gli apporti di altre diàcipline scientifiche: fisiologia, l'astronomia, la biologia,  l'evoluzionismo.

  ASTRONOMIA

La velocità di spostamento dei corpi celesti veniva misurata in questo modo. Al telescopio veniva applicato up reticolo; l'astronomo, osservando il cielo attraverso il reticolo, udiva contemporaneamente il suono di un orologio. Quando il corpo celeste di cui si voleva misurare la velocità entrava nel reticolo, l'astronomo cominciava a contare i battiti dell'orologio, e rilevava quindi il numero di tali battiti nel passare del corpo celeste da un posto ad un altro prefissato del reticolo.

Nel 1796 Greenwich licenziò il suo assistente  poiché da qualche anno le rilevazioni fatte da questi si erano dimostrate errate, con scarti che erano andati aumentando con il passare del tempo sino ad assumere un rilievo damoroso. 

Bessel (confrontando i propri tempi di osservazione con quelli ottenuti da altri illustri astronomi) rileva differenze abbastanza sistematiche tra le varie persone nella rilevazione dei tempi --> "equazione personale" di ogni osservatore indicante il tipo di errore sistematico che compie ogni osservatore --> si sarebbero potute depurare le osservazioni da tali errori individuali. 

Nasce la problematica dei tempi di reazione (tempo necessario perché una persona risponda alla presentazione di uno stimolo):

- per ridurre i margini di errore si pensa che l'errore potesse essere dovuto all'insieme di operazioni complesse che l'astronomo deve compiere nel corso dell'osservazione (rilevare due stimoli visivi (il passaggio del corpo celeste all'ingresso e all'uscita del reticolo), uno stimoli uditivi (il battito dell'orologio), e l'operazione dî contare).

- si pensa all'uso di tachigrafo: un cilindro con attorno della carta, imperniate su motore rotante, e con a contatto una penna scrivente fissa. Nel momento in cui il corpo celeste penetrava nel reticolo, l'osservatore doveva premere un pulsante, che metteva in moto il motore. Una seconda pressione sul pulsante, all'uscita dal reticolo del corpo celeste, avrebbe arrestato il motore. Essendo nota la velocità del motore dalla lunghezza della traccia lasciata dalla penna sul cilindro si poteva risalire al tempo trascorso tra le due pressioni sul pulsante, e quindi alla velocità del corpo celeste.

 

DONDERS

Donders credeva che ciò che impediva alla psicologia di diventare scienza era l'impossibilità di dare delle misurazioni oggettive, secondo parametri fisici, dei processi mentali. A suo avviso, però, tale difficoltà poteva essere superata se solo si fossero potuti rilevare i tempi di durata dei processi mentali: dimostrare che  avviene nella mente un processo che richiede del tempo, significa contemporaneamente dimostrare l'esistenza di tale processo (indipendentemente da qualsiasi possibilità di osservazione sul piano fisiologico).

Egli escogitò unesperimento che faceva uso del metodo sottrattivo dei tempi di reazione, ispiratogli da Helmholtz.

   Helmholtz per rilevare la velocità di conduzione delle fibre nervose somministrava ad un soggetto uno stimolo, ad esempio un lieve shock elettrico, in un punto di un arto, e il soggetto doveva premere un pulsante non appena riceveva tale stimolo. Si misurava quindi tale primo tempo di reazione. Successivamente Helmholtz somministrava un altro stimolo in un punto diverso dello stesso arto, e registrava un secondo tempo di reazione. Se il primo stimolo era applicato alla radice dell'arto, e il secondo all'estremità, il secondo tempo di reazione risultava più lungo del primo. La differenza tra i due tempi di reazione era quindi un indice del tempo occorrente allo stimolo per giungere dall'estremità dell'arto alla sua radice. Secondo Helmholtz, quindi, era sufficiente calcolare il rapporto tra la differenza tra i due punti di applicazione in lunghe'zza, e la differenza tra i due tempi di reazione, per determinare la velocità dell'impulso nervoso (problema: la velocità di un impulso nervoso dîpende anche dal diametro della fibra, e non ha quindi un valore assoluto.)

 Donders con l'impiego del metodo sottrattivo escogitò il seguente esperimento.

   Indicava tre condizioni in cui rilevare i tempi di reaziorie: a) uno stimolo a cui doveva essere data una risposta; b) più stimoli, a ognuno dei quali corrispondeva una risposta diversa; c) più stimoli, ma solo ad uno di essi doveva essere data risposta. Donders poté così constatare che i tempi a erano i più brevi di tutti; seguivano i tempi c, e infine i b.  Secondo Don-ders, la differenza c - a indicava il tempo occorrente al soggetto per discriminare tra gli stimoli, e scegliere quindi quello a cui occorreva rispondere; e la differenza b - c indicava invece il tempo necessario al soggetto per discriminare tra le risposte.

--> Tali tempi di discriminazione corrispondevano appunto a quei processi puramente psicologici di scelta a cui veniva.finalmente fatto corrispondere un indice di misurazione fisico

 Il metodo sottrattivo venne impiegato da Wundt, alla nascita della psicologia scientifica, nel suo laboratorio di Lipsia. Wundt sperava, attraverso compiti più complessi, di poter dimostrare con la sottrazione dei tempi di reazione l'esistenza delle fasi in cui riteneva si articolassero i processi menrali.

 Solo in questo dopoguerra vi sarebbe stata una riscoperta del metodo sottrattivo, che, in una diversa prospettiva, è tuttora considerato uno dei più fecondi metodi di studio dei processi cognitivi.

  

LA FISIOLOGIA

 Nel '600 Harvey, con la scoperta della circolazione del sangue, consentì di concepire l'uomo come meccanismo.

- arco riflesso (Pavlov/condizionamento):stimolando determinati recettori sensoriali, si provocano automaticamente (senza intervento della volontà ) delle risposte automatiche

(si parla di "arco" perchè il substrato nervoso è composto di una parte "afferente" -il recettore sensoriale, e il nervo sensoriale che dal recettore porta l'impulso nervoso al centro - e di un ramo "efferente" -la fibra motoria che dal centro conduce agli effettori periferici-.; si parla di riflesso, cioè automatico, perchè nel SNC ramo afferente ed efferente sono a contatto più o meno diretto, di modo che l'impulso nervoso proveniente dalla stimolazione sensoriale si scarica direttamente sul ramo efferente, senza dover passare a livelli più elevati che coinvolgano la volontà dell'individuo)

 * Legge di Beli-Magendie e la teoria dell'energia nervosa specifica

 A) Legge di Beli-Magendie: indipendenza delle vie sensoriali dalle vie motorie. Ogni nervo che origina dal midollo spinale ha due radici; recidendo quella anteriore viene interrotta la possibilità di movimento del segmento corporeo innervato, mentre si conserva la sensibilità; e il contrario avviene se si recide la radice posteriore.

--> al di là dell'apparente unitarietà del sistema nervoso, in esso vi sono invece delle funzioni sostanzialmente distinte. 

B) legge dell'energia nervosa specifica (Muller), che amplia la specificità di funzioni nel sistema nervoso in ambito gli organi di senso (rilevante per gli studi psicologici): uno stesso stimolo  produce sensazioni qualitativamente diverse a seconda dei diversi nervi che stimola (ad esempio, esercitiamo una pressione sul nervo ottico tale da stimolarlo, la sensazione che riceveremo non sarà tatti-le-pressoria, ma visiva).

--> si distingue tra rappresentazione e cosa rappresentata, tra caratteristica, cioè, dello stimolo, e percezione --> viene troncato. definitivamente ogni impaccio di carattere metafisico nello studio della perceziòne, che può così venire a essere studiata su basi rigorosamente scientifiche, ponendosi come autentico fondamento di una psicologia come scienza autonoma. In altri termini, non vi è più possibilità di confusione tra soggetto che percepisce (e che può quindi essere studiato, sul piano della percezione soggettiva, su base scientifica) e cosa percepita.

  * Helmholtz

Influenzato dagli associazionisti e Stuart Mill.

- Estende il principio di MUller:all'interno dello stesso sistema visivo, si potevano individuare ad esempio tre tipi di fibre nervose differenziate per la percezione di differenti colori; così nel nervo acustico si potevano differenziare diverse fibre nervose deputate a trasmettere stimoli corrispondenti a differenti altezze tonali.

- Concetto di "inferenza inconscia": il sistema percettivo corregge, all'insaputa del soggetto, i valori della percezione, sulla base dell'esperienza passata.

 

 EVOLUZIONISMO

Teoria di Darwin: concetto di "selezione naturale": le specie che non riescono ad adattarsi all'ambiente finiscono con lo scomparire, ed anche all'interno delle stesse specie sopravvivono gli individui portatori di caratteristiche che meglio si adattano all'ambiente. Nel tempo si potrà assistere a un processo di evoluzione, con una progressiva modificazione delle specie, poiché gli individui che sopravvivono, accoppiandosi tra di loro, daranno vita ad una discendenza che presenterà in modo sempre più accentuato i caratteri adattativi, con una progressiva scomparsa dei caratteri disadattativi.

 La selezione naturale si applica non solo ai caratteri somatici, ma anche a quelli psichici. 

Conseguenze in psicologia:

- Galton: studio delle caratteristiche psicologiche individuali  e della loro trasmissione ereditaria;

- in America, con il funzionalismo, studio dei caratteri psichici in quanto mezzi a disposizione dell'uomo per adattarsi all'ambiente.

-  si arriva a capire che l'uomo era frutto una duplice evoluzione: quella filogenetica, che ha portato attraverso l'evoluzione al costituirsi della specie umana; e quella onto-genetîca, che porta all'evoluzione dell'individuo singolo dalla nascita all'età adulta.

 Una vera comprensione completa dell'uomo non può aversi quindi se non viene anche studiata la psicologia e dell'età evolutiva e delle specie animali.