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La Psicologia: note introduttive

 
 
 

La psicologia è un settore del sapere, un complesso di pratiche non unitario né omogeneo: esistono teorie e pratiche diverse spesso incommensurabili. In altre parole non esiste una psicologia ma esistono tante psicologie.

  La psicologia piu' di altre scienze ha subito un grosso influsso dal contesto storico-sociale: quasi tutto lo sviluppo della psicologia scientifica è stato caratterizzato da obiettivi e finalità che sono state poste dall'esterno. Essendo vari i contesti culturali e sociali in cui tale disciplina è cresciuta varie sono anche le teorie e di pratiche derivate.

  In assenza di un quadro storico, non si spiegano: perché in psicologia ci sono diverse "scuole"? perché certi aspetti della psicologia sono stati indagati da certe scuole o correnti più approfonditamente che da altre? Perché la psicologia è nata relativamente tardi rispetto ad altre scienze?

 

Gli psicologi (ricercatori e applicati) partono, dunque, da paradigmi diversi per spiegare il comportamento della gente e praticano tecniche diverse per capire e modificare il comportamento altrui. 

 
Le diverse scuole e correnti psicologiche hanno sempre oscillato tra due poli opposti:
  • il polo "meccanicistico" abbracciato da coloro i quali considerano l'uomo come una macchina, il cui funzionamento è determinato dalle leggi della neurofisiologia e della biochimica

  • il polo "antimeccanicistico" sostenuto da chi consideranol'uomo  come una persona capace di scopi, aspettative e intenzioni.

In psicologia, in oltre, a differenza di altre scienze come matematica o fisica. c'e' anche il problema del metodo: si discute ancora su quali metodi privilegiare in funzione delle opzioni teoriche fatte proprie da uno psicologo.

Anche qui la principale differenza può essere fatta tra:
  • "meccanicisti": privilegiano le classiche tecniche sperimentali, da usarsi in laboratorio.

  •  "antimeccanicisti":  concepiscono il comportamento umano come guidato da scopi - anche inconsapevoli - privilegiano l'osservazione in contesti naturali e anche l'impiego di tecniche (es psicoanalisti) lontane dai canoni delle scienze naturali.

Più in generale, relativamente al concetto di scientificità e di psicologia come scienza autonoma esiste la seguente doppia posizione:

  • C’è chi considera la psicologia al pari delle altre scienze della natura e cerca di trapiantarvi criteri e metodi già collaudati in altri campi come la biologia. In tal senso si sostiene che la disciplina è nata come scienza autonoma quando si è incominciato a portare i fenomeni in laboratorio così da poterli analizzare con le consuete procedure sperimentali. Ed è in base a questo criterio che si riconosce a Wilhelm Wundt il merito di aver fondato la psicologia: egli è infatti il creatore del primo laboratorio di psicologia.

  •  C’è chi,  invece, ritenendo che la psicologia non abbia modelli precostituiti di scientificità, rivendicaalla psicologia una propria autonomia, e legittima l'impiego di tecniche di indagine originali, spesso inventate proprio per quel specifico campo di indagine. Un esempio è il "colloquio clinico", volto ad adempiere sia funzioni di terapia sia di raccolta di dati empirici. I sostenitori di tale posizione ritengono che l'artificiosità determinata dal semplificare alcuni fenomeni, soprattutto quelli più complessi- allo scopo di poterli studiare in laboratorio - non sia sufficientemente compensata dal più agevole controllo delle variabili.

 

  L'adozione del metodo sperimentale con l'istituzione di laboratori in cui condurre gli esperimenti, viene considerata da molti storici della psicologia come lo spartiacque tra due millenni di psicologia "filosofica" e centoventi anni di psicologia scientifica.

Si ritiene che sia il 1879 - quando Wundt apre il suo laboratorio a Lipsia - la data effettiva di nascita della disciplina.

Certo è che la psicologia è l'ultima disciplina scientifica a rendersi indipendente dalla lunga gestazione filosofica, diventando una scienza naturale (e sperimentale).