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La Riflessologia

 
 

1. Le origini della psicologia russa 

Contributo dei russi fin dalla fine '800.

 Primo laboratorio: 1886-Bechterev a Kazan.

 Dalla fine '800 al 1917: la psicologia russa è orientata secondo gli indirizzi europei dell'epoca:

- alcuni psicologi (es Celpanov): univano a un'impostazione sperimentale (Wundt) una concezione spiritualistica della psiche;

- altri psicologi (es Secenov): aderivano alla corrente materialistica che riduceva i processi psichici a processi fisiologici. 

1917: frattura nella psicologia russa: riviste le basi della psicologia alla luce delle teorie marxiste e leniniste, e tentativo di fondare una scienza che servisse alla soluzione dei problemi della nuova società comunista.--> da questo momento in poi la psicologia russa si presentò come un complesso compatto sul piano teorico e applicativo. 

Le scuole sovietiche più importanti sono

A) la SCUOLA RIFLESSOLOGICA (Bechterev, Pavlov e pavloviani - di derivazione Secenov)

B) la SCUOLA STORICO-CULTURALE (Vygotskij e seguaci)

  

2. LA RIFLESSOLOGIA 

Alla corrente riflessologica appartengono Secenov, Bechterev, Pavlov e i pavloviani.

 Riflessologia (teoria) ==> i processi psichici sono riducibili a riflessi, processi puramente fisiologici ed elementari. 

In senso più stretto per "riflessologia" si intende la scuola fondata da Bechterev. 

SECENOV: il precursore

 Secenov (1829-1905) è il padre della fisiologia russa, e si formò in Europa con Helmholtz. 

Dà la prima formulazione della concezione riflessologica 

Formula una teoria materialistica dei processi psichici (derivata dalla cultura tedesca):

(*)

Sia nei processi comportamentali elementari che in quelli più complessi complessi, il meccanismo di base è sempre lo stesso:

   l'arco riflesso --> stimolo - centro nervoso - reazione

meccanismo semplice e di cui si conoscono le basi fisiologiche. 

- per i processi comportamentali elementari, quelli automatici, involontari (ritrarre la zampa da uno stimolo doloroso) si ha il "riflesso spinale" (il centro nervoso coinvolto è il midollo spinale)

- per i processi comportamentali più complessi, superiori, si ha il "riflesso cerebrale (il centro nervoso coinvolto è il cervello, centro nervoso superiore). 

(**)

Se da un lato i processi psichici sono STRUTTURALMENTE riducibili a riflessi, dall'altro è necessario che la psicologia analizzi i contenuti dell'attività psichica. 

Ogni contenuto psichico (lingua, ricordi, emozioni ...) deriva dal rapporto individuo-ambiente, ed è acquisito secondo il meccanismo dei riflessi durante lo sviluppo ontogenetico (oggetto di ricerca della fisiologia). 

 

BECHTEREV: il fondatore 

Vladimir M. Bechterev (1857-1927) (neuropsichiatra e psicologo) fonda la scuola riflessologica, che si diffonderà in Russia tra il 1910-30. 

Ha in mente di fondare una psicologia oggettiva e sperimentale, priva di riferimenti spiritualistici e introspettivi, con oggetto di indagine i riflessi, da lui chiamati "riflessi associativi". 

Fonda la riflessologia come concezione generale unitaria di tutti i fenomeni fisiologici, psicologici e sociali: i riflessi sono alla base di tutta l'attività psichica e di processi anche più complessi come quelli sociali. 

Sono privilegiati i riflessi motori (a differenza di Pavlov, che privilegiava l'attività riflessa vegetativa)--> lo studio dell'attività motoria durante il comportamento permette una conoscenza più approfondita di questo non solo negli animali,ma anche nell'uomo. 

Gli allievi di Bechterev

- "riflessologia genetica" --> studio dello sviluppo dei riflessi associativi nella prima infanzia.

  

PAVLOV (1849-1936) 

Elabora la più importante concezione sistematica delle basi fisiologiche del comportamento

Studia soprattuto i riflessi condizionati e la sua teoria dell'attività nervosa superiore. 

 (*)

Parte dall'osservazione della "secrezione psichica": fenomeno per cui il cane salivava non solo quando il cibo veniva a diretto contatto dei recettori gustativi, ma anche in sua assenza (quando semplicemente si aspettava questo).

Questa reazione in assenza dello stimolo relativo è denominata riflesso condizionato. 

Il comportamento è l'insieme dei processi riflessi che regolano l'interazione individuo-ambiente:

- in un primo stadio i processi riflessi sono elementari e "incondizionati", presentandosi come risposte innate agli stimoli (gli istinti).

- in un secondo stadio, proprio degli animali superiori e dell'uomo, i processi sono più complessi e "condizionati",presentandosi come risposte acquisite.

- il condizionamento avviene in questo modo:

  a partire da uno stimolo incondizionato (SI) si ha una risposta incondizionata (RI). Se a SI si associa ripetutamente uno stimolo nuovo precedentemente neutro, lo stimolo condizionato (SC), in seguito la sola presenza di SC genera la risposta SI che diventa risposta condizionata RC). 

I riflessi condizionati consentono di reagire in modo più adattativo all'ambiente: l'animale oltre alle reazioni riflesse in presenza degli stimoli diretti,  può apprendere a reagire, in modo anticipato, ad altri stimoli che segnalano gli stimoli a cui l'animale dovrebbe reagire successivamente --> lo stimolo condizionato segnala l'applicazione successiva dello stimolo incondizionato; allora la reazione si produce subito dopo lo stimolo condizionato e prima dello stimolo incondizionato. 

(**)

Pavlov descrisse una serie di processi fisiologici alla base della formazione dei riflessi condizionati: i processi di eccitazione e inibizione, irradiazione e concentrazione, ecc.

Con questi processi si voleva spiegare cosa accade nella scatola nera interposta tra S e R.

Questi processi erano stati "dedotti" dal comportamento degli animali studiato negli esperimenti sui riflessi condizionati --> per via di questa deuzione e non di una osservazione diretta, il sistema nervoso descritto da Pavlov è stato denominato "sistema nervoso concettuale". 

(***)

I processi di acquisizione dei riflessi condizionati sarebbero stati comuni agli animali e all'uomo. 

Pavlov aveva però distinto due sistemi di segnalazione (di variazione dell'ambiente per la regolazione del comportamento):

- il primo comune agli animali e all'uomo era quello dei rifessi condizionati appena descritti

- il secondo, solo per la specie umana, era la capacità di utilizzare come stimoli condizionati gli stimoli verbali (per segnalare le variazioni dell'ambiente e regolare di conseguenza il comportamento).

 (****)

Il condizionamento interocettivo

Si basa sull'azione degli stimoli condizionati e/o incondizionati sulle mucose degli organi interni--> un'esposizione sistematica delle ricerche su questo tema di Bykov è stata alla base delle spiegazioni occidentali deî disturbi psicosomatici su basi psicofisiologiche. 

 

3. LA SCUOLA STORICO CULTURALE 

La Rivoluzione ebbe profonda influenza sulla cultura nel nuovo stato socialista.

La psicologia cercò una nuova prospettiva teorica e metodologica, e si pose il problema dellé proprie applicazioni e finalità nella nuova società. 

Esponente principale della scuola storico-culturale è Vygotskij (1896-1934).

Insieme a Leontjev e Lurija fece parte del gruppo di studio di Kornilov, psicologo d'impostazione materialistica che pose subito il problema teorico dei rapporti tra psicologia e marxismo. Le questioni da affrontare erano sia teoriche (rapporti tra psicologia e marxismo, psicologia e scienze naturali, ecc.) sia pratiche (che ruolo doveva avere la psicologia nella società comunista, che compiti doveva svolgere lo psicologo nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali, ecc.).

 

VYGOTSKIJ 

(*)

La teoria storico-culturale indaga in particolare

- il rapporto tra il comportamento degli animali e quello dell'uomo

- lo sviluppo delle funzioni psichiche dal bambino all'uomo. 

La prospettiva vygotskijana è quindi in primo luogo evolutiva:

- sia in senso filogenetico: animale-->uomo

- sia in senso ontogenetico: bambino-->uomo

 

Lo studio evolutivo mostra che

- vi è una continuità strutturale e funzionale

- vi è una serie di momenti critici che distinguono nettamente i vari comportamenti. 

 

La teoria storico-culturale si fonda su:

a) teoria del condizionamento storico-sociale dei processi mentali: lo sviluppo di funzioni complesse come il linguaggio e altri processi cognitivi ha come condizione necessaria l'interazione dell'individuo con l'ambiente sociale (n.p. con il suo contesto storico-culturale).

b) quanto è appreso in tale ambiente viene progressivamente interiorizzato e costituisce le regole, le strategie e i contenuti dell'attività psichica. 

  Così, ad esempio, la struttura del linguaggio è innata, ma la concreta prestazione linguistica, la lingua che un individuo parla è determinata dall'ambiente sociale e culturale in cui l'individuo nasce e cresce.  

Ricerche della scuola storico-culturale:

- in primis il problema dello sviluppo mentale infantile;

- studi vari sul rapporto cultura-sviluppo e capacità mentali (ricerche cross culturali), che hanno messo in luce forti differenze di origine storico-culturale.  

(**)

L'uso degli strumenti 

I processi fisiologici e comportamentali quali sono i riflessi condizionati:

- per gli animali costituiscono l'unità fondamentale di comportamento

- per l'uomo sono solo i processi più elementari e rappresentano i processi meno tipici. 

Tra gli animali e l'uomo vi è una specie di "salto" nelle modalità di interazione con l'ambiente: l'uomo si avvale in modo caratteristico degli strumenti, sia utensili che simboli (linguaggio regole comportamentali). 

L'uso degli strumenti è appreso durante lo sviluppo ontogenetico nel contesto sociale:

- nei primî anni di vita il bambino usa i simboli (parole e regole dell'attivîtà comportamentale) in base all'interazione che ha con i propri genitori e con gli adulti nella vita quotidiana e nella scuola;

- in seguito egli adotta gli stessi simboli da se stesso, senza lo stimolo esterno di un'altra persona.

(**)

Il pensiero e il linguaggio 

Vygotskij elabora una teoria che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale.

Il pensiero e il linguaggio hanno due radici genetiche differenti:

- Sia negli animali che nel bambino piccolo vi sono forme più o meno evolute di attività intellettiva (soluzione di problemi, adattamento all'ambiente). Queste attività possono essere indipendenti dal linguaggio.

- Il bambino può usare forme primitive di linguaggio senza implicare processi intellettivi o di pensiero, ma per comunicare stati emotivi, richiamare l'attenzione dei genitori, ecc.

- Intorno ai due anni circa il pensiero e il linguaggio cominciano ad interagire: il linguaggio diventa strumento di comunicazione alle altré persone della propria attività di pensiero e regolazione del proprio comportamento in base alle strategie e alle regole adottate dal bambino. 

 (***)

Il linguaggio 

Una teoria importante è quella che tiene conto di:

- distinzione tra funzione comunicativa e funzione regolativa del linguaggio

- l'interiorizzazione del linguaggio (della funzione regolativa del linguaggio) 

Tale teoria si esplica così: 

- in un primo stadio, il linguaggio è utilizzato come strumento di comunicazione con altre persone ed è espresso a voce alta--> funzione comunicativa del linguaggio che si sviluppa intorno a 1 anno e mezzo-2 anni; 

- successivamente il linguaggio viene usato come strumento di regolazione del comportamento --> funzione regolativa del linguaggio che si sviluppa intorno ai 4 anni. Tuttavia la funzione regolativa del liguaggio:

   a) fino ai 7 anni viene svolta a voce alta (come si osserva soprattutto quando il bambino dovendo risolvere un problema difficile "ricorda" a se stesso a voce alta le operazioni che deve compiere)--> tale fase è detta "fase del linguaggio egocentrico";

   b) solo dopo i 7 anni, tramite un processo graduale, si ha l'interiorizzazione del linguaggio come strumento di regolazione delle proprie azioni.

  

Differenze tra linguaggio esteriore e linguaggio interiore.

- Il linguaggio interiore è frammentario, abbreviato

- il linguaggio esteriore, quello che usiamo quando parliamo con un'altra persona, è più disteso e completo.

Queste differenze si ripercuotono sul piano grammaticale e sintattico, per cui possiamo studiare la trasposizione dei contenuti di pensiero in specifiche forme linguistiche a seconda delle funzioni che il linguaggio assolve di momento in momento.

 

(****)

Polemica Vygotskij-Piaget 

Sulla polemica Vygotskij-Piaget è possibile impostare un discorso assai più generale su tutto lo sviluppo mentale del bambino. 

Per Vygotskij

- il linguaggio nasce come funzione interpsichica, poichè si sviluppa nel bambino nell'interazione con l'ambiente sociale e mette in rapporto una persona con l'altra.

- successivamente diviene una funzione intrapsichica, una funzione che permette di regolare dall'interno i propri processi cognitivi e il proprio comportamento. 

Per Piaget il percorso è l'opposto:

- da funzione interna e propria del bambino, il linguaggio diviene gradualmente una funzione socializzata. 

(Secondo Piaget "il linguaggio egocentrico del bambino è la manifestazione immediata dell'egocentrismo, il quale è, a sua volta, un compromesso tra l'autismo iniziale e la progreàsiva socializzazione del pensiero infantile".

Per Vygotskij  "si ha invece una considerazione del tutto opposta: il linguaggio egocentrico del bambino rappresenta uno dei fenomeni di transizione dalle funzioni interpsichiche a quelle intrapsichiche e cioè un passaggio da forme di attività sociale a forme di attività interamente individuale".)

 

LURIJA (1902-1977)

Studiò:

- processi emotivi e dinamici

- (con Vygotskij) lo sviluppo del linguaggio e dei processi cognitivi

- ricerche neuropsicologiche: a)disturbi dei processi psichici conseguenti a lesioni cerebrali; b) basi cerebrali della memoria e del linguaggio. 

(*) Contrasto con la scuola pavloviana:

le funzioni cerebrali che mediano funzioni psichiche complesse non sono traducibili nei termini di riflessi condizionati, ma sono sistemi funzionali, sistemi di interazione cerebrale molto più complessi, la cui organizzazione, in accordo alla teoria generale storico-culturale, si sviluppa in stretta relazione con l'ambiente.

  Es: il linguaggio, non ha come struttura fisiologica di base il riflesso, condizionato, ma risulta dall'interazione di strutture cerebrali diverse che si sviluppa e si modifica nel corso ddl'ontogenesi.

 

 (**) La stretta relazione tra cervello e ambiente spiega come le lesioni cerebrali producano disturbi differenziàti da individuo a individuo a seconda delle loro abitudini, della loro lingua, della loro cultura, ecc. (da qui l'importanza allo studio di casi individuali di cerebrolesi)