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WUNDT (1832-1920)
--> fonda una psicologia come
scienza istituzionalmente indipendente rispetto alle altre scienze
biologiche, di tipo sperimentale, e su una base concettuale
unitaria.
1879: fonda il primo laboratorio di
psicologia sperimentale nella storia della psicologia scientifica -
NASCITA della psicologia scientifica
Non è un innovatore, ma sintetizza
tutti i risultati empirici di carattere psicologico proveniente da
discipline distanti (fisiologia, la filosofia, l'etica e
l'antropologia)
- Assistente di Helmholtz
- 1873-74: "Fondamenti di psicologia
fisiologica": la prima opera sistematica della psicologia
scientifica moderna.
Eclettico: interessi filosofici,
epistemologici, fisiologici, psicofisiologici, psicologici
psicofisica di Weber e Fechner.
Questo laboratorio fu sede soprattutto
per 4 campi d'indagine sperimentale:
-
la psicofisiologia dei sensi (in
particolare vista e udito, secondo Helmholtz);
-
l'attenzione misurata con i tempi
di reazione (secondo Helmholtz e Donders)
-
la psicofisica;
-
le associazioni mentali (partendo
dall'associazionismo della filosofia empirica)
E anche indagini non sperimentali in
senso stretto, su:
-
psicologia evolutiva
-
psicologia animale
-
psicologia sociale.
la psicologia scientifica
contemporanea rigetta alcune teorie di Wundt:
- la teoria del "Volontarismo"
(componente spiritualistica, che si sottrae all'indagine scientifica
modernamente intesa): tutti i processi psichici umani passano
attraverso quattro fasi:
1. la stimolazione;
2. la percezione, che rende cosciente
l'esperienza psichica;
3. l'appercezione (Herbart), che
costituisce una fase durante la quale l'esperienza cosciente viene
identificata, qualificata e sintetizzata dalla mente;
4. l'atto di volontà, che suscita la
reazione psichica, e che è connotato dal libero arbitrio, vissuto
come serie di stati d'animo "risolutivi" organizzati in una
specifica successione temporale.
La psicologia scientifica
contemporanea mantinene alcune posizioni di Wundt:
- definizione dell'oggetto
dell'indagine psicologica: l'esperienza umana immediata,
contrapposta all'esperienza mediata, che è invece oggetto delle
scienze fisiche
- il metodo sperimentale: necessità
di codificare con estremo rigore i metodi di riceca, conferendo
importanza al controllo e alla precisa quantificazione delle
variabili psichiche.
- il principio del "parallelismo
psicofisico" (un principio che continua ancor oggi a caratterizzare,
a seconda che venga accettato o venga respinto, le sistematizzazioni
psicologiche): i processi mentali e i processi fisici dell'organismo
umano sono paralleli: né i primi causano i secondi né i secondi
causano i primi, ma a ciascun cambiamento dei primi corrisponde
puntualmente un cambiamento dei secondi.
Alcune posizioni divergenti (dato
anche l'eclettismo):
a) contrapposizione alla tradizionale
psicologia introspezionistica di derivazione hobbesiana, perché
insiste nel porre gli eventi mentali in relazione a stimoli e a
reazioni oggettivamente conoscibili e misurabili (utilizzando
l'indice oggettivo degli elettrocardiogrammi su animali)
a') ma conferisce all'introspezione
lo status di metodo psicologico privilegiato
b) esclude dall'indagine sperimentale
il pensiero
b') ma esprime posizioni che sono in
linea con l'odierna psîcologia cognitivista
c) il suo ideale di scientificità è
il lavoro iperanalitico del chimico --> padre delle successive
psicologie elementistiche (strutturalismo e comportamentismo
watsoniano), psicologie che scompongono la coscienza o il
comportamento in elementi semplici ed irriducibili
c') ma formula concetti quali quello
di "sintesi creativa", che precorrono le successive psicologie
antielementistiche o globalistiche (Gestalt).
d) pone le premesse di una psicologia
dell'uomo astratto o generalizzato, non interessata alle differenze
interindividuali e alle applicazioni nella vita sociale;
d') ma dedica molta attenzione alla
psicologia applicata e alla psicopatologia.
Strutturalismo e funzionalismo sono
ambedue debitori dell'opera di Wundt.
Alcuni storiografi - secondo noi
impropriamente - classificano Wundt come strutturalista.
LO STRUTTURALISMO
[IN BREVE: 'auto-osservazione' di tipo
elementaristico, finalizzata alla scomposizione dell'esperienza
cosciente nei suoi elementi fondamentali e costitutivi: elementi
sensoriali, immagini ed elementi affettivi.]
(I) Uno schizzo storico
(In Germania si assiste alla nascita
dello strutturalismo wundtiano, attraverso sia Herbart, che gli
associazionisti, che i fisiologi come Helmholtz).
Al laboratorio di Lipsia approdaro da
ogni parte tra cui americani, o comunque avrebbero successivamente
operato negli Stati Uniti.
Colui che più di tutti apprese la
lezione dello sperimentalismo wundtiano fu l'inglese Edward Bradford
TITCHENER (1867-1927).
Egli tradusse in inglese l'opera di
Wundt, ma solo in parte.
Giunge negli Stati Uniti nel 1892 -
nel laboratorio di psicologia sperimentale dell'Università di
Cornell.
* Influenzato dell'associazionismo
inglese e del fenomenismo di Ernst Mach.
* Lo sperimentalismo wundtiano è il
punto di partenza verso l'elaborazione di un sistema personale,
rigoroso e coerente, che va sotto il nome di "STRUTTURALISMO" o
"esistenzialismo titcheneriano" o "introspezionismo".
* Estraneo alla filosofia
nordamericana del pragmatistismo e dell'utilitarismo.
Consacrò quasi dieci anni alla
elaborazione di "Experimental Psychology" (detti "i manuali
titcheneriani di laboratorio"), che contiene dettagliatissime
istruzioni relative alla conduzione dell'esperimento psicologico nei
suoi aspetti tecnici e strumentali.
Con la morte di Titchener lo
strutturahsmo concluse la sua parabola.
(II) La psicologia secondo gli
strutturalisti
* La psicologia ha per oggetto
l'esperienza, come la Fisica
--> la scientificità intrinseca
della psicologia ha la stessa natura rispetto alla scientificità
intrinseca della fisîca;
--> l'unica differenza tra fisica e
psicologia: la fisica studia l'esperienza in quanto indipendente dal
soggetto esperiente, mentre la psicologia studia l'esperienza in
quanto dipendente dal soggetto esperiente (es il tempo: per la
fisica ha un valore costante in relazione all'osservatore, per la
psicologia dipende dalle condizioni soggettive dell'osservatore
stesso).
* "Mente" e "coscienza" sono le due
categorie generali che si riferiscono all'esperienza umana
immediata.
--> la "mente" è la somma di tutti i
processi mentali che hanno luogo nella vita di un indivîduo;
-->la "coscienza" è la somma di
tutti i processi mentali che hanno luogo hic et nunc, in un
determinato momento presente della vita dell'individuo.
--> Più genericamente: la
"struttura" mentale è il risultato della somma di molteplici
elementi coscienti semplici, come în una sorta di mosaico psichico
--> da questa concezione della "struttura" deriva il termine
"strutturalismo" (che nell'accezione di Titchener ha significato
differente da quello di oggi).
* Scopo della psicologica è
descrivere i contenuti elementari della coscienza e evidenziare le
leggi che presiedono al loro combinarsi; quindi è la scomposizione e
ricomposizione analitica dei "pezzi".
* l'"Io" o il "Sé" è una dimensione
non sottoponibile all'indagine sperimentale, e quindi estranea alla
psicologia scientifica (fenomenismo machiano).
* La psicologia titcheneriana è
puramente descrittiva: la spiegazione dei contenuti coscienti - in
termini motivazionali, istintuali, e simili - è demandata alla
fisiologia e biologia, settori d'indagine estranei alla psicologia.
(III) I tre elementi della coscienza
L'esperienza cosciente si presenta
sotto forma di
1. percezioni
2. idee
3. di emozioni o sentimenti.
Però l'interesse analitico dello
psicologo è rivolto ai loro elementi semplici costitutivi:
1. "sensazioni", elementi costitutivi
delle percezioni
2. "immagini" mentali, elementi
costitutivi delle idee;
3. "stati affettivi", elementi
costitutivi delle emozioni o dei sentimenti.
1. La sensazione
- è quello più importante e
ricorrente.
- corrisponde allo stato di coscienza
concomitante alla stimolazione di un organo sensoriale periferico:
vista, udito, olfatto, gusto, tatto, e inoltre la sensazione "cinestesica",
proveniente dai nostri muscoli, tendini, giunture.
2. L'immagine
- compare neî processi mentali
relativi a esperienze non attuali, come i ricordi e le anticipazioni
del futuro.
- nell'esperienza soggettiva
l'immagine è simile alla sensazione, ma si presenta come più
"trasparente" e "vaporosa".
- il rapporto fra immagine e
sensazione è semplice e diretto: quando un organo sensoriale
periferico è stato stimolato più volte, si instaura nel cervello uno
stato di eccitazione centrale che può sostituire la stimolazione
periferica e produrre l'immagine al posto della sensazione.
3. Gli "stati affettivi"
- sono le emozioni e i sentimenti
quali l'amore, l'odîo, la gioia, la tristezza;
- è simile alla sensazione: entrambi
si stemperano qualora vengano ripetuti (se teniamo una mano immersa
in una bacinella di acqua tiepida, la sensazione iniziale di calore
diminuisce progressivamente, con l'adattarsi della temperatura della
pelle alla temperatura dell'acqua; analogamente, se ascoltiamo più
volte di seguito un brano musicale di nostro gradimento, lo stato
affettivo di piacere tende progressivamente a scomparire).
- l'esperienza quotidiana è
costellata di combinazioni tra sensazioni e stati affettivi (la
fame, per esempio, è il risultato della somma di sensazioni e stati
affettivi di varia natura).
- gli stati affettivi sono sempre e
necessariamente :o piacevoli o spiacevoli, mentre sensazioni e le
immagini sfuggono a questa legge dei contrasto.
* Gli elementi della coscienza hanno
degli attributi.
Gli attributi fondamentali della
sensazione e dell'immagine sono 4:
a) la "qualità" (per esempio,
"freddo", "salato", "verde", ...);
b) l'"intensità" (per esempio, una
scampanellata "forte");
c) la "durata" (per esempio, una
scampanellata "dunga");
d) la "chiarezza" (per esempio, la
voce dello speaker radiofonico è chiara - ovvero è al centro della
mia coscienza - se l'ascolto intenzionahnente, mentre non è chiara -
ovvero è alla periferia della mia coscienza - se la sento
distrattamente, impegnato come sono nel parlare al telefono).
Agli stati affettivi manca
l'attributo della chiarezza ( se ci concentriamo sulle nostre
sensazioni o sulle nostre immagmi, riusciamo a renderle sempre più
chiare, mentre se ci concentriamo sui nostri stati affettivi
otteniamo l'effetto opposto, cioè li dissolviamo).
(IV) Il metodo: l'introspezione
* Fisica e psicologia procedono
mediante osservazione empirica:
- in fisica l'osservazione empirica è
una "ispezione", rivolta ai contenuti del mondo esterno;
- in psicologia l'osservazione
empirica è una "introspezione", rivolta ai contenuti della coscienza
individuale.
* L'introspezione sperimentalistica è
l'unico metodo che caratterizza la psicologia scientifica rispetto
alle altre scienze compresa la psicolgoia razionale pre-scientifica:
- i dati empirici oggettivi (cioè
rilevabilî dall'esterno del soggetto, come i comportamenti)
diventano psicologici soltanto se e nella misura in cui possono
essere interpretati alla luce dell'introspezione.
- l'introspezione della psicologia
scientifica è iperanalitica e disciplinatissima, sottoposta alle
ferree regole del controllo sperimentale sistematico.
Nel proprio procedere, lo psicologo
introspezionista deve seguire due norme fondamentali:
1. deve adottare il criterio
elementistico;
2. deve continuamente sa1vaguardarsi
dall'incorrere nel cosiddetto "errore dello stimolo".
1. Criterio elementistico:
- ogni dato cosciente sottoposto
all'introspezione va scomposto nei suoi elementi più semplici, non
suscettibili di ulteriore scomposizione psichica--> introspezione
analitica;
- elementari sono soltanto quei dati
coscienti che l'introspettore - cioè il soggetto osservatore di se
stesso - non riesce, malgrado un'analisi introspettiva rigorosa e
persistente, a ridurre a componenti più semplici.
(es: l'esperienza cosciente
suscitata da un fiore profumato non costituisce un elemento
semplice. Infatti, l'introspezione analitica rivela la presenza in
essa di due componenti veramente irriducibili e reciprocamente
indipendenti: una sensazione di odore e uno stato affettivo di
piacere)
- se segue sistematicamente il
criterio elementistico, lo psicologo ottiene resoconti introspettivi
costituiti da una serie di parole ("caldo", "amaro", "luminoso",
"piacevole", ...). Ogni parola connota univocamente una singola fase
dell'intera esperienza cosciente, in modo tale che quest'ultima - in
ossequio alla norma della ripetibilità sperimentaliàtica - possa
essere replicata da un qualsivoglia altro osservatore.
2. L'"errore dello stimolo":
- attribuzione di significati o di
valori ai dati dell'esperienza cosciente, uscendo in tal modo dalla
sua nuda e cruda esistenzialità (di qui il termine "esistenzialismo
titcheneriano") --> il soggetto deve imparare a riferire
esclusivamente la propria esperienza cosciente immediata,
scindendola dall'involucro sociale-culturale-linguistico in cui essa
si presenta ingabbiata fin dall'inizio, distinguendo cioè ciò che
effettivamente esperisce da ciò che sa riguardo all'oggetto
essperito.
(es: di fronte
all'oggetto-stimolo "tavola", chi incorre nell'errore dello stimolo
riferisce: "Vedo una tavola", mentre lo psicologo introspezionista
riferisce: "Vedo un colore grigio, una luminosità di media
intensità).
Gli allievi più pazienti sottoposero
per lunghi anni l'esperienza cosciente al microscopio introspettivo.
Riuscirono a individuare ben 44.000 qualità sensoriali
[STRUTTURALISMO-PAROLE CHIAVE]
IL FUNZIONALISMO
(I) Storia
- William James
- Università di Chicago
- Fin dall'inizio è ina tipica
espressione della cultura nordamericana.
- "Principi di psicologia" (1890):
simbolo della nascente indipendenza americana nei confronti della
psicologia tedesca.
- Legata all'istanza evoluzionistica
e alla filosofia pragmatistica (Dewey)
- Risente comunque della tradizione
europea wundtiana, e della "scuola austriaca" o "psicologia
dell'atto" di Franz Brentano nel 1874.
- Sistema assai più composito ed
eterogeneo, eclettico e tollerante nei confronti delle àltre
prospettive psicologiche, rispetto allo strutturalismo.
(II) La psicologia secondo i
funzionalisti
* I processi mentali sono indagati in
quanto FUNZIONI e finiscono per essere concepite come FUNZIONI
ADATTIVE.
* L'organismo umano è l'ultimo stadio
del processo evolutivo (Darwin): i processi mentali sono quelli che
sono perché in qualche modo hanno aiutato l'organismo a
sopravvivere, gli sono stati utili nel suo adattarsi all'ambiente
circostante.
* L'interrogativo principale per la
psicologia non è tanto "cosa sono i processi mentali", quanto "a
cosa servono e come funzionano i processi mentali".
-->L'accento sulle operazioni
dell'intero organismo (umano e animale), anziché sui contenuti della
mente umana isolata dal corpo.
--> scompare il dualismo
"mente-corpo" (che in Titchener era dato dal "parallelismo
psicofisico"): per i funzionalisti i processi mentali sono
direttamente espressi dal medesimo organismo che esprime i processi
biologici {come la respirazione o la circolazione del sangue).
--> con questa valenza biologica, la
psicologia acquisisce una valenza esplicativa: al contrario dei
titcheneriani, che si limitano a "descrivere" e demandano lo
"spiegare" alle scienze biologiche, gli psicologi funzionalisti
"descrivono" e "spiegano" rimanendo all'interno della psicologia.
* Oggetto della ricerca psicologica:
"le attivîtà mentali relative all'acquisizione,
all'immagazzinamento, all'organizzazione e alla valutazione delle
esperienze, e alla loro successiva utilizzazione nella guida del
comportamento".
* Centrale è il concetto di
"comportamento adattivo", "comportamento guidato", "orientato
verso"; ovvero, con formulazione pienamente evoluzionistica.
* Il comportamento adattivo è
caratterizzato dalla presenza di tre componenti:
1. una stimolazione motivante
(interna o esterna all'organismo);
2. una situazione sensoriale;
3. una risposta che alteri la
situazione in modo tale da soddisfare le condizioni motivanti.
(Es: uomo affamato (motivazione) che
si procura del cibo (stimolo) e mangia fino ad essere sazio
(risposta))
I comportamenti non adattivi sono
descrivibili esclusivamente nei termini oggettivi di
2. stimolo sensoriale e 3. risposta.
La COSCIENZA (processi mentali
coscienti) costituisce il massimo esempio di adattamento biologico:
- emerge quando il comportamento è
ostacolato da NUOVI eventi problematici in ordine alla sopravvivenza
dell'organismo
- una volta svolto il proprio ruolo
adattivo, tende a eclissarsi e a farsi sostituire dagli automatismi
comportamentali.
(es: chi impara a suonare il
pianoforte è all'inizio acutamente cosciente dî tutti i movimenti
delle proprie dita; mentre cessa di esserlo successivamente).
** Il funzionalismo come
antielementismo
Antielementismo: ogni attività
dell'organismo è un processo globale e continuo.
Dewey:
a) l'arco riflesso non è scomponibile
in due entità reciprocamente indipendenti, stimolo e risposta,
bensì costituisce un anello unitario in una ininterrotta catena di
altri archi riflessi.
Es: Nel caso di un bambino cke vede
una fiamma, allunga una mano verso di essa, e si scotta, non è
esatto parlare di una sequenza di tre eventi reciprocamente
indipendenti: il vedere, l'allungare la mano, e lo scottarsi;
bisogna invece parlare di un'unica attività finalizzata, "vedere per
toccare".
--> La sensazione infatti non
precede il movimento: il "vedere" non è lo stimolo che precede la
risposta motoria "allungamento della mano", perché già nel "vedere"
è implicata una serie di adattamenti motori che controllano l'azione
"allungamento della mano".
b) tuttavia è lecito distinguere fra
stimolo e risposta dal punta di vista FUNZIONALE: perché l'uno e
l'altra assolvono funzioni diverse nell'adattamento.
--> la distinzione fra stimolo e
risposta è pertanto "funzionale" non è "esistenziale", si fonda su
cio' che essi fanno e non su ciò che essi sono.
Il concetto di "funzione" è
antielementistico in due sensi distinti e complementari, le funzioni
mentali:
- da un lato sono attività globali,
in sé non scomponibili
- dall'altro lato sono processi
dinamici di carattere strumentale per l'adattamento.
** Le funzioni mentali
I funzionalisti rispetto agli
strutturalisti studiano
(A) Uno stesso insieme di processi
mentali ma ridefiniti in termini di "funzioni", come la sensazione e
l'emozione:
--> sensazione: si riconosce il
valore adattivo dei processi sensoriali,in particolare, l'"abilità
spaziale" che assolve la funzione adattiva del localizzare gli
oggetti nel suo spazio circostante e nel discriminare le loro
dimensioni;
--> emozione: hanno funzione di
riadattamento organico automatico che aumenta l'efficacia della
risposta a situazioni particolari (es: la collera sopraggiunge
quando un corpo sente un ostacolo all'azione, e aiuta a mobilitare
l'energia necessaria per l'azione)
Esistono anche emozioni senza
funzione adattiva o addirittura anti-adattive
(B) Altri processi: percezione,
motivazione, apprendimento, pensiero.
--> Percezione: processo mentale a
sé stante, non una somma di sensazîoni elementari, una "cognizione
di un oggetto presente in relazione a un qualche comportamento
adattivo".
--> Motivazione: "qualsivoglia
stimolo relativamente persistente - fame, sete, pulsione sessuale,
dolore, ecc. - che domina il comportamento dell'individuo fino a
quando quest'ultimo non reagisce in modo tale da soddisfarlo".
--> Apprendimento:
a) funzione adattiva per
eccellenza. Consiste nell'acquisizione, di appropriate modalità di
risposta di sopravvivenza a situazioni ambientali problemiche;
b) "legge dell'effetto" (dell'associazionista
Thorndike): ogni atto che, in una data situazione, produce
soddisfazione, finisce con l'essere associato a quella situazione.
Così, quando la situazione si ripresenta, l'atto ad essa relativo ha
maggiori probabilità di ripetersi rispetto al passato. Viceversa,
ogni atto che in una data situazione produce insoddisfazione,
finisce con l'essere dissociato da quella situazione. Così, quando
la situazione si ripresenta, l'atto ad essa relativo ha minori
probabilità di ripetersi rispetto al passato.
c) poco credito all'apprendimento
"per prove ed errori". --> fin dal primo impatto con la situazione
problemica, l'organismo vivente non si comporta in modo casuale,
bensì in modo selettivo e analitico.
--> Pensiero: è un flusso
continuo, non sbriciolato in immagini mentali, dalla funzione
adattiva: un'idea, un ragionamento, un'aspettativa possono avere una
funzione adattiva tanto quanto le percezioni. (Es: il pensiero di un
esame da fare può indurre nel soggetto una preparazione più
adeguata).
(III) I metodi del funzionalismo
- Il funzionalismo è soggettivistico
come lo strutturalismo.
- L'introspezione non è più l'unico
metodo psicologico per 2 motivi:
a) le funzioni mentali (al
contrario dei contenuti mentali) non compaiono nell'esperienza
diretta;
b) la coscienza in quanto "fiume
che scorre", corrente ininterrotta, non può essere colta mediante un
metodo elementistico, statico e parcellizzante qual è quello
introspettivo.
- "Eclettismo metodologico":
- valorizzano la sperimentazione
di laboratorio anche se meno sistematico e rigoroso degli
strutturalisti
- usano anche il metodo genetico e
il metodo osservazionale puro, idonei a cogliere le funzioni mentali
nel loro contesto naturale.
- accettano contributi della
filosofia, della storia, della letteratura, dell'arte,
dell'antropologia comparata (anticipando il contemporaneo
interdisciplinarismo).
- ricorrono anche all'osservazione
oggettivistica o comportamentale, quale integrazione
all'osservazione soggettivistica, che rimane il loro fondamentale
criterio metodologico.
- interesse per lo studio delle
differenze individuali, dello sviluppo infantile, del comportamento
animale.
La polemica fra strutturalisti e funzionalisti
*Strutturalisti e funzionalisti hanno
in comune:
- appartengono alla medesima grande
famiglia soggettivistica
- entrambi interessati alla
coscienza: chi dal punto di vista strutturale chi da quello
funzionale.
*Critiche al funzionalismo da parte
degli strutturalisti:
- le componenti filosofiche o
aprioristiche - contrarie allo sperimentalismo sistematico -
riportano la psicologia al periodo prescientifico.
- critica per gli aspetti più
totalizzanti dell'evoluzionismo spenceriano,e per il vitalismo
finalistico o teleologistico applicato alla psicologia.
- lo studio delle funzioni
mentali,deve essere preceduto dallo studio esaustivo dei contenuti
mentali (es: non ha senso cercare di capire l'operazione del
"vedere" se prima non si è perfettamente conosciuta la struttura
anatomica dell'occhio).
*Critiche allo strutturalismo da
parte degi funzionalisti :
- i "momenti di coscienza" rilevati
mediante introspezione sono transitori ed evanescenti, cessano di
esistere non appena trascorsi; mentre le funzioni mentali sono
persistenti e continuative, e, rimanendo identiche a se stesse,
possono essere svolte da strutture di volta in volta diverse.
*L'"utilità" della psicologia.
Strutturalisti:
- scienza psicologica pura,
disinteressata, circoscritta al laboratorio accademico;
- oggetto della psicologia devono
essere i fatti e non i valori della coscienza umana
- la psicologia deve tendere a
"conoscere" la mente dell'Uomo Generalizzato, non ad "agire" sulle
menti dei singoli individui impegnati nella loro vita quotidiana per
migliorarle, aiutarle o comunque modificarle.
Funzionalisti:
(influenzati dalla filosofia
pragmatistica, che identifica il "vero" con l'"utile")
- tecnologismo: la scienza
psicologica si giudica sulla base del valore sociale dei suoi
risultati.
- non differenziano tra ps. pura e ps.
applicata: fin dal suo momento iniziale la ricerca psicologica - di
qualunque tipo - deve caratterizzarsi in senso sociale,
focalizzandosi soprattutto sulle differenze interindividuali che
tanta importanza hanno nella vita di tutti i giorni.
(--> movimento nordamericano dei
test, nell'ambito dell'intelligenza, della personalità e delle
attitudini).
[FUNZIONALISMO-PAROLE CHIAVE]
-
Funzioni adattive
-
Evoluzionismo-addattamento
-
Globalismo (vs elementismo)
-
Pragmatismo
-
Utilità della psicologia (tecnologismo)
Un bilancio storico
dello strutturalismo e del funzionalismo
** STRUTTURALISMO
Motivi della scomparsa dello
strutturalismo:
- si limitava allo studio dell'uomo
bianco, adulto, psichicamente normale, "generalizzato": mentre dagli
anni '20 in poi la psicologia si è sempre più interessata allo
studia delle variabili antropo-logico-culturali, dello sviluppo
intellettivo e affettivo, deùa patologia mentale, degli individui
concreti nei loro gruppi sociali, del coinportamento animale.
- è stato messo in crisi dal
globalismo fenomenologico della psicologia della Gestalt.
- il descrittivismo statico
dell'analisi strutturalistica è stato superato dall'esplicazionismo
delle nuove psicologie dinamiche.
- l'introspezionismo titcheneriano è
crollato a) sul piano metodologico: gli esperimenti condotti con
introspezione non sono mai esattamente replicabili con soggetti
diversi; b) sul piano contenutistico: all'analisi della coscienza
sfuggono per definizione tutti quei contenuti mentali che coscienti
non sono (psicoanalisi e cognitivismo).
Importanza dello strutturalismo:
- contributo fondamentale alla
psicologia scientifica, per il fatto di essere stato il sistema
psicologico più organico e rigoroso
- ha contribuito al riconoscimento
della psicologia come scienza indipendente (con il rifiuto dell'apriorismo
filosofico e il ricorso al solo metodo sperimentale).
- l'introspezione rientra negli
odierni studi cognitivisti (es: sui contenuti complessi della mente,
quali le strategie di soluzione dei problemi).
Confronto tra strutturalismo e
comportamentismo:
Da un lato:
- l'oggettivismo watsoniano è
l'antitesi del soggettwismo titcheneriano
- l'înteresse watsoniano per la
psicologia anîmale si contrappone all'antropocentrismo titcheneriano
- il tecnologismo watsoniano è
l'opposto del "purismo" titcheneriano.
Dall'altro lato, il comportamentismo
watsoniano eredita diverse componenti epistemologiche e
metodologiche dello strutturalismo:
- l'avversione per la "metafisica"
(ciò che non è sottoponibile alla ricerca di laboratorio);
- il criterio associazionistico della
tradizione empiristica anglosassone;
- il descrittivismo elementistico,
che condanna ogni tipo di approccio psicologico globalistico,
definito in partenza "tautologico e mistico".
- diffidenza per le interpretazioni
del cosiddetto "senso comune"
**
FUNZIONALISMO
Movimento più ampio, più fluido, meno
definito e delimitato rispetto alle posizioni sistematiche, che ha
resistito di più nel tempo fino a influenzare la psicologia di oggi.
Comincia a tramontare solo in
coincidenza e a causa dell'ascesa dell'astro comportarnentistico.
I comportamentisti
- da un lato, si appropriarono,
inserendole in una prospettiva oggettivistica radicalmente nuova,
delle tematiche più originali del funzionalismo, quali lo studio
dell'apprendimento e l'istanza utilitaristica, ottenendo un sistema
maggiormente unitario e coerente:
- d'altro lato, rigettarono (in nome
dello sperimentalismo) le componenti filosofiche quali lo studio
della "volontà" o la disquisizione puramente astratta sui processi
cognitivi superiori.
Il funzionalismo risultò
fondamentale ad alcuni nuovi e importanti orientamenti non
comportamentistici:
- in quanto globalistico, esso si
armonizzava con îl crescente interesse per i processi cognitivi
superiori, dal gestaltismo alla psicologia cognitivista del problem
solving, intesi in senso diametralmente opposto al riduttivismo
elementistico;
- in quanto relativo non già a una
entità psichica pura (mente isolata dal corpo), bensì a una
inscindibile unità psicofisica, esso giustificava il successivo
sviluppo della psicofisiologia;
- in quanto relativo non già alla
sola coscienza, bensì alla totalità dei processi mentali, esso non
si contrapponeva alla nozione di "attività mentale inconscia"
introdotta dai sistemi psicoanalitici.
- l'orientamento biologizzante del
funzionalismo ha lasciato in generale il segno nella psicologia
odierna (la quale ha fatto proprio il concetto di "adattamento
dell'organismo all'ambiente", e definisce con il termine "funzioni"
i propri oggetti di ricerca (apprendimento, memoria, percezione,
motivazione, intelligenza, ecc.)). In particolare, l'ispirazione
funzionalistica rivive oggi - in una versione assai più articolata,
documentata e specifica - nella "psicologia evoluzionistica".
- sul piano della metodologia della
ricerca psicologica: i ricercatorî che oggi denunciano
l'artificiosità della situazione di laboratorio, e prediligono
l'indagine sul campo o nel contesto naturale dell'organismo vivente
(come gli etologi), si ricollegano all'atteggiamento dei
funzionalisti nei confronti della sperimentazione.
Il funzionalismo ha avuto una precisa
influenza anche nella non ricca storia della psicologia italiana.
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